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economia e finanza

Cassa Rurale di Trento, sì deciso dei soci verso il nuovo Gruppo

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Ieri sera, presso il BLM Group Arena (ex Pala Trento), i soci della Cassa Rurale di Trento hanno approvato alla quasi unanimità i punti all’ordine del giorno delle due assemblee, una ordinaria (per la modifica del regolamento assembleare) e una straordinaria per la modifica dello Statuto Sociale e la delega al Consiglio di Amministrazione ad aumentare il capitale sociale.

Tre passi fondamentali per formalizzare, da un punto di vista statutario, l’appartenenza al Gruppo Bancario Cooperativo Italiano già dal primo gennaio 2019.

Un’assemblea molto sentita, considerando che i votanti sono stati 1.788, dei quali meno di un centinaio attraverso delega, gli altri di persona.

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D’altronde si è trattato del passo conclusivo di un percorso di riforma avviato nel 2016 con il Decreto Legge che ha stabilito l’adesione a un Gruppo Bancario Cooperativo come condizione per il rilascio dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività bancaria in forma di banca di credito cooperativo.

“Il Gruppo Bancario Cassa Centrale Banca – ha detto il presidente della Cassa Rurale di Trento Giorgio Fracalossi – sarà una grande realtà imprenditoriale, capace di giocare un ruolo importante nel mercato bancario nazionale, avendo sempre al centro della sua azione le persone. L’obiettivo, infatti, è quello di avere un credito cooperativo più forte, garantendo a soci e clienti un’operatività bancaria completa e adeguata alle nuove esigenze, capace di generare ricchezza e valore per il territorio”.

assemblea straordinaria cassa rurale di trento 2018

Tra gli interventi istituzionali quello di Nicola Fioretti, sindaco di Aldeno in rappresentanza dei sindaci delle quattro municipalità dove opera la Cassa: Trento, Aldeno, Cimone e Garniga Terme. “Apprezziamo – ha detto – l’impegno di Cassa Centrale Banca nel giocare un ruolo alternativo alle grandi banche di capitali, facendo comprendere a tutti l’importanza della biodiversità bancaria e del mutualismo. Ben venga lo stile cooperativo per rendere sempre più competitivi i servizi. Con questo progetto migliorerà il mondo del credito”.

Il nuovo gruppo bancario potrà contare su una struttura composta da 87 istituti di credito cooperativo, presenti in 70 province dall’Alto Adige alla Sicilia, per un totale di 1.518 filiali e quasi 11 mila dipendenti. Una realtà strutturata, con un totale attivo pari a 73 miliardi di euro, un patrimonio di 6,8 miliardi e 44 miliardi di impieghi lordi. Numeri che evidenziano la solidità del Gruppo Bancario Cooperativo Cassa Centrale Banca, che presenta un Cet1 Ratio pari al 18,2%, il coefficiente di Gruppo più alto d’Italia.

assemblea straordinaria cassa rurale di trento 2018

La modifica del Regolamento (parte ordinaria dell’assemblea) è servita per adeguare il testo all’adesione al Gruppo Bancario, inserendo chiare procedure per la raccolta delle candidature (30 firme a sostegno), la presenza di precisi requisiti per i candidati (professionalità, onorabilità competenza correttezza dedizione di tempo ed indipendenza come previsto dalla legge), la verifica di questi requisiti (attraverso una commissione elettorale e poi da parte della Capogruppo) e la pubblicazione dei nomi del candidati (almeno 10 giorni prima dell’assemblea). La modifica del regolamento è avvenuta alla quasi unanimità (3 voti contrari).

Nella seconda parte dell’assemblea, alla presenza del notaio Paolo Piccoli, è invece stata proposta una votazione unica per i due punti all’ordine del giorno, cioè la revisione dello statuto e la delega al Cda per aumentare il capitale sociale.

assemblea straordinaria cassa rurale di trento 2018

Dieci i soci che hanno prenotato il loro intervento, tra i quali il prof Carlo Borzaga (‘Sono convintamente favorevole. Ma stupito della schizofrenia del dibattito, a volte basato su convinzioni false: la Capogruppo non è scalabile e la riforma non è speculativa. Sono moltissimi i benefici di questo progetto: consentirà di dare più credito di quello che si può fare oggi; darà più garanzie ai risparmiatori, permetterà maggiore innovazione e minori costi di compliance, per esempio, ma anche minore concorrenza interna tra Casse Rurali’), il commendator Claudio Eccher (‘Bisogna cavalcare i cambiamenti altrimenti se ne resta travolti; bene che si voglia mantenere la nostra identità e il radicamento territoriale’), il direttore del Confidi Marco Paissan (‘Oggi un passaggio storico necessario; il compito di noi soci è dire sì e continuare a vigilare’), lo storico Luciano Imperadori (‘Avevo delle perplessità rispetto alla prima proposta di riforma ora invece con le modifiche portate avanti anche dal Trentino lo ritengo un progetto positivo che salvaguarda l’autonomia’) per citarne alcuni.

Tre, invece, gli interventi critici o dubbiosi.

Alla prova del voto il progetto è stato dunque promosso in modo netto, con 3 astenuti e 12 contrari su 1.784 voti validi.

Foto di Daniele Panato

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economia e finanza

Oggi è il «Tax Day» la giornata nera per gli italiani

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Oggi è il Tax Day, un giochino fiscale che vale 33 miliardi di euro che si volatizzeranno dalle tasche degli italiani, in una manciata di secondi.

Ma attenzione perché potrebbe andare anche peggio se non slitterà al primo luglio – la scadenza regolare sarebbe il 30 giugno che cade di domenica – il pagamento per saldo o acconto o prima rata Irpef; Irap, contributi Inps, Ires per le dichiarazioni 2018.

E saranno altri 21 miliardi di versamenti.

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Oggi è anche il giorno 17 e quindi per gli scaramantici la botta fiscale non è certo una sorpresa, anzi, peggio di così….

Ma per tutti sarà un lunedì nero.

Un appuntamento col fisco che non riguarda solo le imprese, ma anche le famiglie che dovranno versare il primo acconto di Imu e Tasi.

In Italia i proprietari di seconde case e di immobili diversi non di lusso sono 25 milioni che andranno a versare 10,2 miliardi che saranno divisi tra le casse statali e comunali.

Un balzello ormai settennale per il quale si deve ringraziare la riforma Monti del 2012 costato finora 150 miliardi.

A dicembre ci sarà la scadenza del saldo al momento pari al 50%, ma che potrebbe variare a seconda delle decisione che andranno ad adottare i Comuni.

Non dimentichiamoci che industriali, commercianti, artigiani e lavoratori autonomi sono attesi dalla scadenza dell’Iva e delle ritenute Irpef.

Insomma questo lunedì 17 non sarà di certo una giornata facile per molti italiani che oltre a questi costi, devono aggiungere anche quelli degli onorari di commercialisti e altri professionisti del settore fiscale: bisogna pagare chi ti fa pagare, per sperare poi che qualcosa sia rimasto.

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economia e finanza

72 dipendenti e 40 milioni di fatturato: Valentino Felicetti festeggia i 70 anni di servizio al Pastificio

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La storia del Pastificio Felicetti di Predazzo ha passato abbondantemente i cento anni, ma in molti si sono dimenticati di sottolineare che l’attuale presidente Valentino Felicetti, padre del Ceo Riccardo, ha conquistato decine di anni di servizio in azienda.

Infatti, saranno settanta a metà giugno per la precisione.

Classe 1935, Valentino Felicetti è ancora oggi la colonna portante del pastificio.

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È colui che ha vissuto e vive tutte le dinamiche aziendali, le difficoltà e i successi.

In una recente pubblicazione viene definito anche il Grande Saggio o la guida spirituale.

Un nome di battesimo, Valentino, che come tradizione vuole fu ripreso dal nonno che, nel 1908 e per 30.500 corone, divenne pastaio dando vita così a quella che oggi è una delle aziende, a livello nazionale e internazionale, più dinamiche e saldamente ancorate al concetto di “qualità”.

Valentino Felicetti è colui che può raccontare come il pastificio abbia affrontato la seconda guerra mondiale, di come abbia saputo rinascere dopo il grande incendio del 1945, di come fu il suo primo giorno di lavoro a soli 14 anni nel giugno del 1949, di come seppe affiancare il padre Emilio non solo nella produzione, ma anche nelle questioni di gestione e sviluppo, di come seppe superare, affiancato dalla famiglia, le tante difficoltà e marcare nella memoria i tanti, piccoli o grandi, traguardi conquistati.

Gli anni Settanta vedono così Valentino Felicetti sul ponte di comando del pastificio, che allora era nelle mani di sette soci.

Sono sempre quegli anni che coincidono con i primi veri ampliamenti dei reparti produttivi. E Valentino è chiamato, giustamente, in causa per ogni decisione che ha sempre saputo affrontare con grande caparbietà e razionalità.

Le scelte dei decenni successivi e l’introduzione in azienda delle nuove generazioni hanno portato oggi il Pastificio Felicetti a divenire una struttura con 72 dipendenti, un fatturato che supera i 40 milioni di euro e un export che viaggia ormai attorno al 70%.

Lo scorso anno inoltre il Pastificio Felicetti, ed anche in questo caso Valentino ha saputo guidare il board nella scelta, ha aperto le porte del suo azionariato alla holding ISA (Istituto Atesino di Sviluppo) per continuare a crescere e sostenere l’investimento di circa 28 milioni di euro per la realizzazione del nuovo stabilimento produttivo di Molina di Fiemme (TN) che sarà operativo, affiancando quello di Predazzo, dal 2021. (qui articolo)


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economia e finanza

Imprese: in Trentino fatturato +2,6% nel primo trimestre 2019. Bene il commercio (+5,8%)

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Il fatturato complessivo realizzato dalle imprese trentine nel primo trimestre del 2019 è cresciuto del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2018, mentre l’occupazione è diminuita dello 0,3%.

Il quadro relativo alla congiuntura economica in Trentino emerge dal report dell’Ufficio studi e ricerche della Camera di commercio.

Secondo il documento, i ricavi delle vendite hanno subito un rallentamento deciso, mantenendosi comunque orientati alla crescita.

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La domanda interna è aumentata a ritmi contenuti (+3,4%), mentre la domanda nazionale è debole (+0,7).

L’occupazione, invece, appare in contrazione nelle piccole imprese del -2,2%, non confortata dalla leggera crescita tra le medie (+1,5) e le grandi imprese (+0,4).

I settori che si caratterizzano per una variazione positiva del fatturato sono il commercio al dettaglio (+5,8%) e all’ingrosso (+4,8), le costruzioni (+5,3) e i servizi alle imprese (+5,0).

In negativo la variazione dei ricavi del settore manifatturiero (-0,3%) e dei trasporti (-0,2).

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