Connect with us
Pubblicità

Trento

Appalti truccati per 1 miliardo di euro. Perquisite anche tre società trentine

Pubblicato

-

Sono circa quattrocento i finanzieri del Comando Regionale Friuli-Venezia Giulia che sono impegnati da ieri nel triveneto e in tutto il territorio nazionale in acquisizioni documentali, perquisizioni e sequestri disposti dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Gorizia presso decine di enti pubblici, società e abitazioni di soggetti sottoposti ad indagini, all’esito preliminare di un’attività investigativa condotta su molteplici appalti di opere pubbliche per un valore di oltre un miliardo di euro.

Le procedure di affidamento oggetto delle indagini riguardano la manutenzione e la costruzione di strade, autostrade, ponti, viadotti, cavalcavia, sottopassi, gallerie, piste aeroportuali, edifici, opere fluviali e di sistemazione idraulica, acquedotti, gasdotti, opere marittime e lavori di dragaggio, impianti di bonifica e protezione ambientale.

La Procura della Repubblica di Gorizia sta ricostruendo le catene di appalti e subappalti e verificando la regolarità di circa 150 procedimenti di aggiudicazione delle opere pubbliche a seguito di gare indette negli anni 2015/2018.

Pubblicità
Pubblicità

I provvedimenti di perquisizione e sequestro riguardano invece le sedi amministrative di 120 società ed i domicili di 220 soggetti ubicati in Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Trentino Alto-Adige, Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Puglia, Lazio, Campania, Sicilia, Sardegna.

In Trentino, su ordine del pm Valentina Bossi della procura di Gorizia, sono state eseguite perquisizioni riguardo tre società: Adige Bitumi di Mezzocorona, Italbeton di Trento e 4 Streets Srl di Trento.

Le prime due, fra l’altro, non risultano vincitrici di nessun appalto.

Si tratta di un coinvolgimento marginale riguardo le imprese della provincia nell’ambito di una vastissima indagine che riguarda la turbativa d’asta.

Pubblicità
Pubblicità

Ulteriori acquisizioni riguardano altri enti e comuni ubicati nelle province di Gorizia, Udine, Trieste, Pordenone, del Veneto, della Lombardia, dell’Emilia-Romagna, della Liguria, della Toscana, dell’Umbria, delle Marche, dell’Abruzzo, del Lazio, della Sicilia e della Sardegna.

Alcune procedure di affidamento si riferiscono a opere da realizzare in diverse aree colpite dal sisma del 2016 nel centro Italia, tra cui “Norcia”, “San Benedetto”, “Tre Valli Umbre”.

Le ricerche, condotte dai finanzieri del Friuli Venezia Giulia con la collaborazione di colleghi di altre regioni, in questo caso, sono finalizzate ad acquisire prove in ordine ad accordi tra imprese diretti alla preordinata spartizione delle opere nell’ambito di più complessive alleanze tra società volte a rendersi reciprocamente note:

  • le rispettive intenzioni di partecipare o meno ad una gara piuttosto che ad un’altra ovvero ad un lotto piuttosto che ad un altro nell’ambito delle medesime gare d’appalto;
  • l’entità e/o i contenuti delle offerte da formulare in modo da permettere di volta in volta all’impresa individuata e facente parte della “cordata” di riferimento di aggiudicarsi l’appalto alle condizioni più favorevoli;

secondo modalità tali da alterare la regola indefettibile della libera concorrenza tra i singoli partecipanti e tali da assicurare maggiori possibilità di aggiudicazione all’impresa prescelta.

Le indagini hanno evidenziato prassi contrarie alla legge anche in ordine:

  • alla costituzione di associazioni e raggruppamenti temporanei meramente cartolari;
  • all’utilizzo di contratti di subappalto per quote superiori al limite normativo del 30%, in cambio del riconoscimento di percentuali di guadagno;
  • alla falsa indicazione documentale di dotazioni logistiche e strumentali al fine di incrementare il punteggio tecnico attribuito dalle commissioni aggiudicatrici.

Ciò che emerge dalle risultanze istruttorie non sono solo le decine di turbative d’asta tra le imprese coinvolte per effetto di pratiche collusive, ma anche un pericoloso fenomeno di frode nella realizzazione delle opere appaltate con lavorazioni eseguite utilizzando talvolta materiali non certificati, difformi da quelli dichiarati e in quantitativi inferiori rispetto a quelli richiesti e fatturati, con conseguenti gravi violazioni anche di natura ambientale, il tutto con il comportamento a volte omissivo di coloro che avrebbero dovuto esercitare funzioni di controllo.

L’indagine, che pure ha preso avvio dai controlli relativi ad un appalto “anomalo” che interessava la città di Gorizia, si è poi estesa a diverse opere del territorio regionale prima e nazionale poi, evidenziando collusioni che travalicano il confine friulano e diventano “sistema” diffuso in varie regioni.

Il nome dell’operazione, ribattezzata “GRANDE TAGLIAMENTO”, eleva a manifesto dell’indagine vicende di vera e propria spartizione dei lavori da realizzare a destra e a sinistra del Tagliamento, fiume che divide il Friuli Venezia Giulia dal Veneto.

Tra i reati per cui si procede si evidenziano l’associazione a delinquere, la turbativa d’asta, gli inadempimenti e le frodi nelle pubbliche forniture, i subappalti in violazione di legge e concussione.

Sono al vaglio altre ipotesi di reato. Le indagini proseguono nel rispetto del segreto istruttorio con l’esame della documentazione sequestrata ed acquisita, nonché con interrogatori e testimonianze.

Pubblicità
Pubblicità

Trento

Ieri in val di Peio la riunione della Giunta provinciale

Pubblicato

-

La sede di Cogolo di Peio del Parco dello Stelvio ha accolto ieri la Giunta provinciale, riunitasi come di consueto in una valle del Trentino.

A fare gli onori di casa il sindaco di Peio Angelo Dalpez, che ha portato i saluti anche degli altri amministratori locali e, in coda ai lavori dell’esecutivo provinciale, ha mostrato agli ospiti il nuovo centro visitatori.

In sala anche i rappresentanti dei vari attori istituzionali ed economici della valle: gli altri Comuni, la Comunità di valle, le Asuc, i Vigili del fuoco, le diverse realtà economiche, legate in particolar modo al mondo del turismo.

Pubblicità
Pubblicità

Tanti i progetti sul “tavolo“, dallo sviluppo delle aree sciistiche al rilancio delle Terme come centro riabilitativo, sportivo e non, dalle iniziative previste nell’ambito della Strategia nazionale aree interne alle nuove centrali che verranno inaugurate in primavera.

“Anche da parte nostra un grazie al sindaco per il suo invito – ha detto il presidente della Provincia autonoma Maurizio Fugatti. – Ci tenevamo ad essere qui anche perché l’Alta valle di Sole è una delle zone più lontane da Trento. Visitare queste realtà è sempre d’aiuto per noi amministratori. Con l’occasione abbiamo anche scelto di siglare qui un accordo importante con la Federazione trentina della cooperazione”.

Il vicepresidente della Provincia Mario Tonina a sua volta ha sottolineato come il luogo per la sottoscrizione del Protocollo non sia stato scelto a caso. “Fra le misure concordate con la cooperazione ve ne sono molte che vanno nella direzione proprio di sostenere le ‘terre alte’ e più lontane dal centro. Il Trentino peraltro oggi non potrebbe essere ciò che è se non avesse alle spalle 130 anni di cooperazione oltre a 70 di Autonomia. Vi sono naturalmente anche delle criticità, come la minaccia dello spopolamento dlela montagna, che potranno essere affrontate in primo luogo grazie ad uno stretto raccordo fra mondo della cooperazione e Autonomia”.

“Il Comune di Peio, con i suoi 161 kmq, è territorialmente uno dei più ampi del Trentino – ha illustrato Dalpez nella sua relazione iniziale – e fino al 2018 era considerato il più alto dell’Impero autroungarico. Attualmente è capofila della Gestione associata dell’Alta valle di Sole con Ossana, Pellizzano e Vermiglio, che ha presentato molte criticità, e ospita 5 Asuc.

Pubblicità
Pubblicità

L’acquaPejo rappresenta una delle principali attività economiche, con 45 occupati e un notevole indotto. Abbiamo richiesto infatti l’anticipo del rinnovo delle concessioni in scadenza nel 2021.2022, affinché la società possa programmare al meglio gli investimenti e il prosieguo delle proprie attività. Un’altra attività di fondamentale importanza per l’economia e l’occupazione locale è rappresentata dalle Terme di Peio, aperte 9 mesi all’anno.

Si parla da tempo di ampliare l’attività al versante delle riabilitazioni, sportive e non. 

La Commissione medica della Federazione italiana sport invernali  è stata entusiasta della proposta tanto da inserire Pejo come centro riabilitativo per gli sport invernali. Per quanto riguarda la riabilitazione termale pensiamo che la legge varata dalla Regione Lombardia potrebbe essere presa ad esempio.

Sul versante turistico, negli anni 60 si sono aperti come noto i primi impianti invernali, che sono via via cresciuti e giunti a maturazione. 14 anni fa vi erano diversi impianti arrivati ormai  al termine del loro ciclo vitale. Abbiamo quindi rinnovato e ampliato l’offerta, sia funiviaria che alberghiera, anche con il sostegno provinciale.

Nel futuro ci aspettiamo la realizzazione del collegamento funiviario Cogolo-Peio e in primavera partiranno i lavori del rifugio a Pejo 3000. Partiranno inoltre i lavori per la realizzazione del progetto ludico-sportivo dell’area Planet a Cogolo, comprensiva  anche di una pista di pattinaggio”.

Il sindaco Dalpez ha ringraziato il presidente Fugatti e il vicepresidente Tonina per l’attenzione riservata al parco e per la nomina del nuovo direttore, Romano Stanchina. “Mettere in campo progetti è facile – ha concluso Dalpez – , più difficile realizzarli e trovare le risorse necessarie. E’ il caso delle due nuove centrali idroelettriche che inaugureremo in primavera, o della Strategia aree interne, che si sviluppa lungo tre filoni: istruzione, con il potenziamento dell’Enaip di Ossana, mobilità e socio-assistenziale e sanitario. Le sfide davanti a noi, dunque, sono molte. Rinnovo quindi a nome di tutti il grazie alla Giunta provinciale per l’attenzione che riserva alle valli”.

Pubblicità
Pubblicità
Continua a leggere

Trento

Cavalese e Tonadico: lunedì servizi chiusi per il patrono

Pubblicato

-

Lunedì 20 gennaio, in occasione della festa di San Sebastiano, patrono di Cavalese e di Tonadico, è prevista la chiusura delle sedi del Servizio territoriale – ambito di Fiemme e di Primiero

All’ospedale di Cavalese saranno chiusi gli uffici amministrativi, il poliambulatorio, il servizio di radiologia, l’ufficio igiene e sanità pubblica oltre ai punti prelievi di Cavalese, Predazzo e San Giovanni di Fassa – Sen Jan. Nella sede di Tonadico saranno chiusi gli uffici amministrativi, il poliambulatorio e il punto prelievi con esclusione del centro salute mentale e della neuropsichiatria infantile. Nei due ambiti saranno garantite le attività infermieristiche domiciliari a pazienti con piani di assistenza domiciliare integrata e cure palliative (Adi e Adi-Cp)

I medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta di Primiero-San Martino di Castrozza, Mezzano, Imer, Sagron Mis, Canal San Bovo così come quelli di Capriana, Valfloriana, Castello-Molina di Fiemme, Cavalese, Carano, Daiano, Varena, Tesero, Panchià, Ziano di Fiemme e Predazzo non saranno in servizio e sarà istituito il servizio di continuità assistenziale a Primero-San Martino di Castrozza e Predazzo.

Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità
Continua a leggere

Trento

Verso l’Agenda 2030: realizzare l’Utopia Sostenibile

Pubblicato

-

Un impegno comune per la crescita economica ed il rafforzamento della coesione della comunità trentina, nonché della valorizzazione dell’ambiente e delle sue preziose risorse, con una particolare attenzione alla montagna e ai territori più lontani dal “centro”: questo in sintesi l’obiettivo del Protocollo d’intesa siglato ieri fra Provincia autonoma di Trento e Federazione Trentina della Cooperazione.

Azioni e progetti indicati nel documento vanno nella direzione della sostenibilità, economica, sociale ed ambientale dell’ innovazione e dell’attenzione a chi vuole continuare a vivere e a lavorare nelle “terre alte”, favorendo il mantenimento delle attività tradizionali legate alla montagna.

“La cooperazione – sottolineano il presidente della Provincia autonoma Maurizio Fugatti e il vicepresidente e assessore alla cooperazione Mario Tonina – è partner storico dell’Autonomia, in virtù della sua storia, dei suoi valori, della sua diffusione capillare nel contesto socio-economico provinciale, ed è un soggetto altamente qualificato per la gestione di una molteplicità di servizi, dall’economia all’agricoltura,  dal welfare alla cura del territorio, in una dimensione di forte integrazione. Per questo, anche alla luce di quanto emerso con gli Stati Generali della Montagna, vogliamo rafforzare la collaborazione fra Provincia e Federazione Trentina della Cooperazione, raccogliendo le sfide poste dall’economia globale e dall’innovazione tecnologica. Con grande concretezza i singoli progetti individuano obiettivi, misurazione dei bisogni, tempi di realizzazione dei casi sperimentali sui quali poi costruire le politiche oggetto dell’accordo.”

PubblicitàPubblicità

“Il protocollo con il Governo provincialeafferma a sua volta la presidente della Federazione Marina Mattarei – rappresenta oggi un importante strumento di raccordo e sinergia tra gli obiettivi dell’ente pubblico e la visione strategica della cooperazione trentina di recente elaborata dalla Federazione. Le cooperative formano una parte importante dell’ossatura culturale, associazionistica, strutturale di questo Trentino. Sostenute da una ampia base sociale, tali imprese sono in stretto e diretto contatto con il territorio e la societa civile. Il protocollo intende sostenere e valorizzare questa esperienza proponendosi di sviluppare innovazione, anche sociale, investendo sugli strumenti di collaborazione pubblico-privato, e promuovendo iniziative per contrastare lo spopolamento della montagna. Riteniamo che sulle azioni individuate da questo documento il mondo cooperativo possa portare il proprio contributo in modo originale e costruttivo, con una assunzione diretta di responsabilità.  Ringrazio il presidente Fugatti e la giunta per aver voluto riconoscere l’importanza della cooperazione per costruire un futuro migliore

Il Protocollo individua quindici ambiti nei quali sviluppare azioni specifiche. Vediamoli in sintesi:

La sostenibilità ambientale: una precisa responsabilità e una grande opportunità. – Gli ambiti previsti, nei quali sviluppare iniziative comuni, sono molti, e vanno dalla mobilità sostenibile alla riduzione del consumo di suolo e di rifiuti, dalla tutela dell’acqua alla promozione di un’agricoltura sostenibile di qualità. Per fare qualche esempio: la Cooperazione si impegna, entro giugno  2020, alla diffusione di stazioni di ricarica per mezzi elettrici presso le cooperative associate su tutto il territorio provinciale, con l’obiettivo di contribuire a realizzare una rete capillare di approvvigionamento; un gruppo di lavoro congiunto valuterà iniziative sperimentali di recupero del patrimonio edilizio esistente per la realizzazione di nuova residenzialità in forma cooperativa; verranno sostenute le produzioni agroalimentari locali di qualità e potenziata la tracciabilità dei prodotti.

Le comunità energetiche, opportunità da sviluppare. – Provincia e Cooperazionesi impegnano a promuovere proposte legislative e operative  per favorire il ruolo delle Comunità energetiche e dei Consorzi elettrici nel campo della produzione e distribuzione di energia, anche da fonti rinnovabili, e a valorizzare il ruolo delle comunità locali, anche attraverso la costituzione, entro marzo 2020, di uno specifico gruppo di lavoro  congiunto.

Pubblicità
Pubblicità

La cooperazione di comunità quale strumento di coesione territoriale. – Al gruppo di lavoro sulla cooperazione di comunità  è affidato il compito di predisporre un rapporto sulle caratteristiche e sulle potenzialità della cooperazione di comunità, da attivare in almeno due territori, entro settembre 2020 e una rilevazione dei bisogni dei cittadini, con particolare attenzione a quelli destinati alle fasce più deboli della popolazione (sanità, welfare) e ad avviare, entro la fine dell’anno, delle concrete sperimentazioni.

I servizi in ambito sociale. – Molti anche qui gli interventi possibili, fra cui: semplificare i processi di “accreditamento” e “autorizzazione” per i soggetti interessati e valorizzare il principio di sussidiarietà per la fornitura di servizi essenziali ai cittadini; riconoscere ai servizi di area welfare la connotazione di “Servizi di Interesse Generale” o di “Servizi di Interesse Economico Generale” – SIG e SIEG, dando seguito agli studi congiunti già avviati;  costituire entro maggio 2020 un gruppo di lavoro chiamato a valutare progetti rivolti in particolare al mondo delle disabilità, che possano essere attivati anche nella prospettiva Olimpiadi Milano – Cortina 2026.

Il welfare trentino tra dimensione pubblica, sussidiarietà e innovazione. – La Federazione si impegna a realizzare entro settembre 2020 una piattaforma dedicata al welfare territoriale, aperta al potenziale utilizzo anche da parte delle altre categorie economiche. La Provincia a sua volta si impegna a sostenere l’introduzione di strumenti di innovazione tecnologica ed organizzativa nell’erogazione di prestazioni di welfare per agevolare l’incontro tra domanda e offerta di servizi.

Il sostegno dell’occupazione che prevede l’inserimento delle persone coinvolte in attività di pubblica utilità (revisione e rilancio del cd. “Progettone”). – Nel confermare l’importanza del “Progettone” sotto il duplice profilo della funzione sociale e dell’utilità pubblica, i soggetti firmatari si impegnano ad attualizzare questo strumento, a 30 anni dalla sua istituzione, con il supporto dell’Università degli Studi di Trento, nella sua qualità di sicuro riferimento sotto il profilo scientifico e dello sviluppo socioculturale del territorio trentino.

L’erogazione dei servizi in logica pubblico-privato, integrando luoghi fisici con canali e strumenti digitali. – L’obiettivo è di sperimentare l’apertura di sportelli digitali quali hub per comunicare con diversi soggetti, pubblici e privati, che erogano servizi su  ogni specifica area territoriale, semplificando i sistemi di accesso e le interfacce, per garantire un’interazione più agevole e immediata agli utenti. Utilizzando questi sportelli digitali, anche eventualmente con l’aiuto del personale delle cooperative capillarmente presenti sul territorio, è possibile, in maniera del tutto simile a quelli tradizionali, instaurare un rapporto vis-à-vis con il proprio interlocutor. I Comuni potrebbero offrire servizi in tutte le frazioni, le APT informazioni turistiche in più sedi sul territorio, l’Azienda Sanitaria potrebbe consentire la stampa di certificati o la prenotazione e così via.

Gli esercizi multi-servizio quale presidio per le comunità. – Come gli sportelli digitali gli esercizi multi-servizio, in una terra come il Trentino, svolgono anche un ruolo di presidio territoriale.  Nel confermare gli interventi attualmente previsti a favore di queste realtà e le agevolazioni per i punti vendita SIEG, il Protocollo punta ad incoraggiare ulteriormente lo sviluppo di attività di interesse pubblico, anche attraverso la sottoscrizione di specifici accordi di collaborazione con Comuni o Comunità.  Sarà inoltre valutato il rifinanziamento per il 2020, con euro 500.000, della norma che prevede di sostenere le amministrazioni comunali intenzionate ad ampliare, ristrutturare e trasformare immobili di loro proprietà da concedere a titolo gratuito alle imprese per l’apertura di attività commerciali in territori privi o carenti di analoghi servizi.

Un Trentino connesso quale condizione per lo sviluppo di nuova imprenditoria, in particolare giovanile. – L’intenzione di Provincia e cooperazione è di sostenere in particolare le nuove iniziative imprenditoriali avviate dai giovani, anche in forma cooperativa, con l’obiettivo di incoraggiare un nuovo modello di sviluppo locale e di innovare il sistema di welfare territoriale. Le nuove iniziative imprenditoriali potranno svilupparsi non solo nell’ambito dei servizi alla persona, ma anche dell’agricoltura, del turismo, dei trasporti, della logistica. Sarà assicurata una particolare attenzione – oltre al mondo dei giovani – anche ai soggetti che vivono una situazione di crisi occupazionale. La Provincia fornirà al Coordinamento Imprenditori entro maggio 2020 un report aggiornato sulla diffusione della fibra in Trentino e della rete 5G.

Le nuove modalità di organizzazione del lavoro quale strumento per favorire la permanenza delle persone sul territorio. – L’impegno è di incoraggiare lo smart working e il lavoro da remoto incentivando la creazione di spazi di lavoro condiviso, utilizzabili da più aziende – pubbliche e private – nei quali risultino disponibili le attrezzature necessarie (dall’arredo agli strumenti informatici e di videoconferenza). Verrà attivato almeno un progetto pilota entro settembre 2020, che preveda il coinvolgimento di minimo 3 aziende pubbliche o private. Il luogo destinato all’utilizzo comune sarà messo a disposizione a titolo gratuito da parte del movimento cooperativo o da Comuni/Comunità. La Provincia si impegna a garantire a tali luoghi connettività adeguata, nonché la messa a disposizione gratuita di strumenti tecnologici funzionali al progetto (es. videoconferenza). Verrà valutata anche  l’introduzione di incentivi a favore delle aziende che decidano di impegnarsi su questo fronte.

Un unico sistema, omogeneo e trasparente, per la pubblicazione dei dati. – L’adozione di un modello open data per l’accesso e utilizzo in rete di dati e risorse legati all’ambito pubblico rappresenta un passaggio necessario per il rinnovamento delle istituzioni, nella direzione di “apertura” e “trasparenza”. Nel Protocollo viene condivisa l’importanza di mettere a disposizione dei cittadini e delle imprese i dati in possesso della pubblica amministrazione in formato open secondo le caratteristiche di cui alle disposizioni europee e nazionali.

I contratti di rete in agricoltura. – In generale questo strumento, introdotto nel 2009, contiene elementi fortemente innovativi per le imprese di tutti i settori, che possono sperimentare diverse soluzioni di aggregazione, con differenti gradi di flessibilità e autonomia giuridica dei partecipanti rispetto alle forme tradizionali di cooperazione. Entro aprile 2020 verrà costituito un tavolo di lavoro per approfondire termini e modalità di costituzione di un progetto di rete, anche avvalendosi dell’Università e valutando la possibilità di includere nella rete soggetti cooperativi appartenenti a diversi settori (agricolo, della produzione lavoro, sociale), anche valorizzando le persone iscritte nelle liste di collocamento nell’ambito dei lavori agricoli stagionali.

La qualificazione dell’agricoltura di montagna e la valorizzazione dei prodotti agricoli trentini in una logica di sistema. – L’agricoltura di montagna comporta maggiori rischi e sacrifici e una minore redditività rispetto all’agricoltura svolta in pianura. Un approccio più innovativo, anche attraverso un maggior raccordo con la ricerca scientifica per favorire l’insediamento di nuovi giovani, può contribuire quindi a rafforzare la competitività delle imprese agricole. Alla luce di queste ben note considerazioni Provincia e Federazione si impegnano fra le altre cose a potenziare le iniziative per la valorizzazione dei prodotti trentini, anche mediante il marchio Qualità Trentino, definendo un apposito programma di azioni entro settembre 2020, a formulare apposite proposte in merito all’iter di revisione degli Orientamenti della Commissione europea in materia di aiuti di Stato concessi nel settore agricolo, a dare continuità al Tavolo AgriYoung,a diffondere maggiormente, la consapevolezza nella società civile del ruolo dell’agricoltura per il mantenimento del territorio e del paesaggio.

La vigilanza ed il coordinamento di sistema quali responsabilità condivise tra Provincia e Federazione. – Federazione e Provincia si impegnano ad integrare il proprio sistema di consulenza e di vigilanza, anche intensificando le attività a supporto della governance delle cooperative provinciali, a definire una proposta normativa che concili le novità introdotte a livello nazionale dal nuovo codice della crisi d’impresa con l’assetto regionale e provinciale, a rafforzare le occasioni di confronto tra Autorità di Vigilanza e Autorità di Revisione, ed in generale a rafforzare il coordinamento del sistema cooperativo, al fine di promuovere un approccio sistemico per stimolare lo sviluppo e la realizzazione di progetti di respiro provinciale.

La formazione quale strumento di crescita del movimento cooperativo. – L’impegno è quello di potenziare le attività formative rivolte non solo alle figure manageriali e di direzione ma a tutti i dipendenti e, ove possibile, ai soci. Provincia e Federazione promuoveranno la collaborazione con l’Università di Trento, con EURICSE e con i percorsi dell’Alta formazione.

 

 

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

di tendenza