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Trento

Provincia, 88 mila euro di incarichi ingiustificati: il dirigente Moser favorì il “parrucchiere” Bontempelli

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Claudio Moser, a sinistra, con Alessandro Olivi

Tutto è partito da una lettera anonima arrivata al Procuratore regionale della Corte dei conti del Trentino Alto Adige, Marcovalerio Pozzato, che denunciava uno spreco di denaro pubblico.

Le indagini hanno portato alla richiesta di risarcimento di 88.813 euro per danno erariale alle casse della Provincia Autonoma di Trento causati da Claudio Moser, dirigente del Dipartimento sviluppo economico e lavoro.

Al centro della vicenda ci sono gli incarichi ingiustificati, per la riforma del sistema dei lavori socialmente utili, assegnati al “parrucchiere” Michele Bontempelli, ex sindaco del Pd nel comune di Pellizzano.

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Tutto partì da una richiesta del vicepresidente della giunta provinciale Alessandro Olivi (PD) che con una nota del 19 dicembre 2014 sosteneva la necessità di incardinare presso il suo assessorato di “una professionalità con il compito di occuparsi operativamente dei rapporti tra assessorato stesso, strutture del dipartimento ed enti ed organismi interessati alla riforma, tra cui sindacati, cooperative ed enti locali”.

Michele Bontempelli

A questo punto Moser, tra i 4200 dipendenti a disposizione della Provincia di Trento, non avrebbe trovato una professionalità idonea per cui ha affidato l’incarico a un esterno ovvero Michele Bontempelli.

Quest’ultimo però non avrebbe avuto un cv idoneo a giustificare l’affidamento essendo in possesso di un diploma di qualifica professionale (parrucchiere), senza particolari esperienze nella materia oggetto della consulenza.

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Dopo l’invito a dedurre, il dirigente Moser ha ribadito alla Corte dei conti che non vi erano professionisti adeguati in organico e che per questo si sarebbe rivolto a Bontempelli.

Nelle deduzioni, in particolare, il dirigente generale ha evidenziato che l’affidamento al sig. Bontempelli non fosse stato contestato dalla Sezione di Controllo della Corte dei conti.

Sul punto, nell’atto di citazione, la corte dei Conti precisa che «la non contestazione riguardava il solo aspetto di regolarità contabile, riferibile alla correttezza del procedimento di liquidazione, non validando la legittimità dell’affidamento. Ad una più approfondita analisi, inoltre, emergeva che proprio il curriculum di Bontempelli non era stato mai prodotto alla Corte, che pure lo aveva ripetutamente richiesto».

Dal canto suo il pm Pozzato parla di chiaro “favoritismo politico nei confronti di Bontempelli” e che nel Dipartimento di Moser ci sarebbero stati almeno 16 laureati adatti e con le carte in regola.

Carte che Bontempelli, come detto, non aveva ma dal 2015 al 2017 aveva percepito la cifra contestata per l’assegnazione di tre incarichi annuali (rinnovati due volte).

Ecco perché Pozzato parla anche di “totale sprezzo dei propri doveri e della cosa pubblica”.

Prima ancora Bontempelli aveva ricevuto dalla Provincia altri incarichi di “spiccato carattere politico”.

Insomma, c’era un forte aggancio a un personaggio di cui non si fa il nome.

Bontempelli era stato segretario particolare presso l’ufficio di gabinetto del Presidente della Provincia, Alberto Pacher, e poi incaricato, sotto Alessandro Olivi vicepresidente, per il progetto “Bottega Scuola”.

 

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Trento

«Pizza Awards 2019»: in provincia la pizza più buona si mangia al Korallo di Trento

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La pizza più buona del Trentino? Secondo Pizza Awards 2019 è quella del Korallo di via Venezia 123 di Monica Piccolo e Bruno Costanzo.

I giudici dell’Oscar della Pizza hanno valutato in maniera anonima vari locali a Trento e periferia e sulla base del menù, della carta dei vini o delle birre, degli impasti compresi quelli senza glutine o dietetici, hanno stillato una classifica di merito.

La pizzeria Korallo è risultata la prima in Trentino e la novantaquattresima italiana su un totale di cento.

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Monica e Bruno dopo l’esperienza della pizzeria al taglio di via Chini, da tre anni si sono trasferiti in via Venezia con un locale che nel periodo invernale mette a disposizione della clientela un centinaio di posti, raddoppiati in estate.

Trenta le pizze a menù con una particolarità: “ Ogni settimana una pizza diversa fatta con i prodotti di stagione come la zucca o i funghi porcini. Come si fa nelle pizzerie napoletane, non accettiamo prenotazioni. La gente arriva e aspetta, magari bevendo qualcosa al bar. La prenotazione trasformerebbe il servizio in turni ed è una modo di accogliere la clientela che non ci piace”.

Collaborano con Monica e Bruno anche i figli Davide e Gabriele ai quali si affiancano 10 camerieri

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Trento

Finanziaria: via il Ticket sulle ricette. Arriva il mutuo sulla natalità che se metti al mondo dei figli non dovrai restituire

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Presentata ieri in aula dal governatore Maurizio Fugatti la nuova manovra finanziaria per il 2020  2022.

Una relazione molto articolata quella illustrata ieri pomeriggio al Consiglio provinciale divisa in 7 macro punti. 

Uno di questi è dedicato all’area strategica della salute e del benessere sociale.

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Il Trentino invecchia: l’indice di vecchiaia nel 2018 è pari al 153,7 (in Alto Alto Adige: 124,3; in Italia: 173,1) mentre solo nel 2010 era pari al 125,8.

La manovra conferma le politiche di contrasto alla denatalità e di sostegno alle famiglie, nella piena consapevolezza che il calo demografico, oltre al già citato invecchiamento della popolazione, sono nodi fondamentali per il futuro della collettività.

A fronte di queste dinamiche demografiche e sociali, l’Amministrazione provinciale  considererà inoltre sempre di più i temi della salute in chiave di promozione, prevenzione e invecchiamento attivo.

Verranno portati avanti percorsi di crescente valorizzazione delle risorse presenti sul territorio per garantire servizi di qualità più prossimi all’utenza e in una logica integrata. La manovra interviene anche per ridurre la spesa sanitaria a carico delle famiglie, con l’eliminazione del ticket sulle ricette per prestazioni specialistiche e farmaceutiche.

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“Con riferimento al tema della salute – ha detto inoltre Fugatti – desidero fare un accenno al progetto di istituzione di un corso di Medicina a Trento, che riteniamo strategico, invitando a ragionare con concretezza e realismo , per il bene dei nostri cittadini. Il che presuppone assetti anche a geometria variabile, attingendo alle migliori forze di chi, vicino a noi – Verona, Padova, altri – sia in grado di aiutarci a raggiungere i nostri obiettivi”.

Sul fronte della famiglia arrivano importanti novità.  Per i giovani che vogliono crearsi una famiglia arriverà un prestito di 30 mila euro con la possibilità di restituzione a tassi super agevolati. Se la coppia nell’arco dei 5 anni farà due figli dovrà rendere solo la metà del prestito e se invece i neonati saranno 3 non dovrà restituire nulla

Una novità assoluta in campo nazionale che fa ben sperare sull’aumento della natalità, un problema che negli ultimi anni ha invecchiato costantemente la popolazione Trentina.

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Trento

Nuovo sfregio alla comunità: rubato il «bambinello» del presepe di piazza Santa Maria Maggiore

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Scherzo, atto vandalico o furto: poco importa la causa, ma il risultato è che il Gesù Bambino del presepe di piazza Santa Maria Maggiore è scomparso.

Esposto da nemmeno una settimana non ha retto alle notti “borderline” della Portela ed è diventato oggetto del divertimento assurdo di qualche teppistello che ama nascondersi nel buio della notte per portare a termine le sue assurde imprese.

Non è possibile etichettare il gesto – in zona c’è davvero un po’ di tutto, compresi gli anarchici che non amano di certo i simboli religiosi contro i quali non sarebbe la prima volta che si sfogano – resta però lo sfregio alla comunità.

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Ieri sera lo sconcerto tra i residenti era quasi palpabile e questa scomparsa altro non è che l’ennesima testimonianza di quanto sia a rischio tutta la zona.

Gli anni passati, ad essere rubato, era stato il “ bambinello” del presepe di piazza Duomo, ma c’è una differenza, a parte il gesto comunque ignobile.

Quello di piazza Duomo era un presepe più anonimo, potremmo dire più turistico.

Quello della Portela aveva un senso d’appartenenza più spiccato, era quasi un simbolo del desiderio di rinascita del rione.

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L’unica speranza è quella che le telecamere della zona possano aver immortalato qualche immagine utile per identificare i responsabili.

Per dovere di cronaca c’è anche una possibilità alternativa.

Per tradizione i presepi dovrebbero essere allestiti senza “ bambinello” fino alla notte di Natale, quando Gesù Bambino verrà alla luce.

Chissà qualcuno potrebbe aver agito anche nel rispetto della tradizione, ma sarebbe solo una bella favola natalizia.

La realtà purtroppo, è sicuramente un’altra, cioè quella dei vandali e dei teppisti che si divertono alle spalle della comunità rimanendo probabilmente impuntiti.

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