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Valsugana e Primiero

Boscaiolo moldavo morto in Primiero, giallo sul cadavere spostato

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E’ di Vitali Mardari, moldavo di 28 anni, il corpo trovato ieri nei boschi del Primiero, a Sagron Mis.

Il boscaiolo viveva in provincia di Belluno, fra Santa Giustina e Ponte nelle Alpi, ma stava lavorando in val delle Moneghe.

Un uomo della zona ha visto il cadavere nel pomeriggio e ha dato l’allarme.

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Sulla ricostruzione dei fatti c’è mistero: non è chiaro come sia avvenuta la tragedia.

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Si pensa che il giovane moldavo sia stato travolto dai tronchi trovati ad alcuni metri, una decina, ma qualcuno potrebbe anche aver spostato il cadavere.

L’ipotesi più probabile resta l’incidente sul lavoro e che Vitali si sia trascinato in cerca di aiuto.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Cavalese e i vigili del fuoco.

Sull’incidente è stata aperta un’inchiesta.

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Valsugana e Primiero

Lutto a Bosentino: si è spento a 47 anni Roberto Bonvecchio

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Si è spento ieri Roberto Bonvecchio, quarantasettenne di Bosentino, ad appena dieci giorni dal malore che lo aveva colpito.

Purtroppo i controlli dopo il malore non avevano portato a nulla di buono.

I medici infatti avevano scoperto un brutto tumore già in fase terminale. 

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Grande commozione per la comunità di Bosentino e per l’intero Altopiano della Vigolana.

Roberto da dieci anni era membro del corpo dei vigili del fuoco volontari ed era anche tra le anime della pro loco. Era un uomo che viveva appieno la propria comunità, mettendosi sempre a disposizione per gli altri.

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Era sempre pronto a rimboccarsi le maniche: aveva preso parte agli interventi in Abruzzo dopo il terremoto del 2009 e in Emilia dopo l’emergenza neve del 2012.

Il quarantasettenne che lavorava alla Mav, azienda meccanica di Bosentino, verrà salutato da familiari, amici e parenti domani pomeriggio alle ore 16 nella chiesa parrocchiale di Bosentino, dove questa sera alle 20 verrà recitato il rosario.

Lascia la moglie Roberta, la mamma Rosana e le sorelle Franca e Michela.

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Valsugana e Primiero

Malore mentre guida, 73 enne esce di strada a Levico

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Il 73 enne colto da malore mentre guidava ha invaso la corsia opposta finendo fuori strada.

L’autovettura, poco prima delle 13.00, si è cappottata finendo nell’alveo di un torrente, con le ruote all’aria dopo aver percorso contromano un centinaio di metri.

L’incidente è avvenuto lungo la statale 47 della Valsugana all’altezza dell’abitato di Levico terme in prossimità del distributore Agip.

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Sul posto sono arrivati i soccorsi con un’ambulanza di Trentino Emergenza e i vigili del fuoco di Levico Terme che hanno estratto l’anziano dall’abitacolo.

Il 73 enne è stato ricoverato al santa Chiara di Trento in condizioni gravi.

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Valsugana e Primiero

Il Jeep Camp ha danneggiato prati, pascoli e foreste, Zanotelli: «Per questo i responsabili pagheranno»

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Il Jeep Camp ha “sconfinato” non rispettando le autorizzazioni con veicoli che hanno attraversato aree e sentieri vietati, danneggiando prati, foreste e pascoli del Primiero.

Per questo i responsabili della manifestazione dovranno provvedere al ripristino del territorio pagando le sanzioni previste ancora in via di quantificazione.

È quanto emerge dalla risposta scritta di Giulia Zanotelli, titolare dell’assessorato provinciale all’agricoltura e alle foreste, a un’interrogazione presentata dal capogruppo del Movimento 5 stelle Filippo Degasperi e sottoscritta anche dal collega Marini.

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Degasperi chiedeva un “bilancio ambientale” del Jeep Camp 2019 svoltosi dal 12 al 14 luglio scorso a San Martino di Castrozza.

Bilancio da fare a più di un mese di distanza dall’evento, visto che la Giunta, una settimana dopo la manifestazione, non aveva espresso una “valutazione definitiva sull’opportunità dell’iniziativa”, non avendo una “piena conoscenza dei contenuti”.

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L’interrogazione, corredata da 7 foto che mostrano i gravi danni arrecati all’ambiente dal Jeep Camp che – come documentato da testimonianze e immagini – ha interessato anche aree di proprietà del Comune di Imer e altre zone dove i mezzi non erano autorizzati a transitare, chiedeva conto alla Giunta delle verifiche effettuate ex post per accertare il rispetto di regole ed impegni.

Tra le domande poste con l’interrogazione, Dagasperi voleva anche sapere se nell’area interessata dal tracciato del Jeep Camp esistano lotti interessati dai lavori per il recupero degli schianti provocati dalla tempesta Vaia (“fatto – commentava il consigliere – che apparirebbe singolare dato che le piante sono ancora tutte a terra). Infine il penatstellato sollecitava l’esecutivo a pronunciarsi ora, sulla base degli elementi acquisiti, in merito all’opportunità dell’iniziativa.

Zanotelli risponde che in seguito all’accertamento di quanto accaduto, per la precisione, in località Monte Vederna nel Comune di Imer, la Stazione forestale di Primiero ha provveduto a quantificare il danno causato al patrimonio silvo–pastorale dal transito dei veicoli.

Danno che, prosegue la nota, riguarda 600 metri quadrati circa di cotico erboso del pascolo, 900 metri quadrati circa di suolo forestale, 26 alberi (radici o chiome).

Quanto ai risarcimenti, prosegue Zanotelli, “ferme restando le sanzioni conseguenti, la quantificazione economica del danno ai fini del ripristino dipenderà anche dalle sistemazioni che saranno eventualmente fatte nei trenta giorni successivi all’evento da parte del soggetto responsabile della manifestazione, che comunque ha depositato una cauzione di 5.000 euro”.

Per la Provincia insomma, riconosce l’assessora, vi è stata effettivamente una violazione delle norme, in particolare di quanto era stato autorizzato l’8 luglio scorso, qualche giorno prima dell’evento, con una determinazione del dirigente del servizio polizia amministrativa. “Infatti – prosegue – i mezzi (le Jeep) circolavano in aree non autorizzate dal provvedimento e per questo è al vaglio la possibilità di contestazione della violazione anche di altre norme, quale la legge provinciale 11 del 2007, sulle foreste e la protezione della natura”.

Zanotelli conferma pure che la violazione ha coinvolto particelle di proprietà del Comune di Imer. Ciò in quanto “il nulla osta al transito rilasciato dal Comune di Imer con nota 3 luglio 2019, era riferito – per la località Monte Vederna – solamente alla viabilità forestale e non alle aree pascolive e boscate contermini”.

L’assessora precisa che in merito alle interferenze tra la manifestazione e le attività conseguenti alla tempesta Vaia, “nell’area del Monte Vederna non erano in esecuzione attività di taglio ed esbosco di lotti per il recupero degli schianti”.

Di fatto “però – conclude – una parte dei percorsi effettuati in difetto di autorizzazione ha interessato piste di esbosco già esistenti”.

Da ultimo, Zanotelli non si pronuncia sull’accaduto, rinviando alle “competenze collegiali della Giunta” la valutazione di opportunità richiesta dall’interrogazione.

 

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