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WIRun Trento, la corsa contro la violenza sulle donne

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Nell’aula del Muse intitolata alla matematica, astronoma e filosofa Ipazia si è tenuta la presentazione della WIRun Trento, la corsa non competitiva di 5 km che si terrà domenica 25 novembre per dare un segnale forte contro la violenza sulle donne.

Un buon auspicio per l’iniziativa, presentata nel segno di questa scienziata coraggiosa, libera e indipendente. Un messaggio di vicinanza indirizzato alle tante donne che con i loro figli e figlie ancora si trovano in condizioni di violenza fisica o psicologica o stanno faticosamente cercando di uscirne.

A loro cerca di dare una mano il Fondo “La violenza non è un destino” che finanzia i piccoli bisogni concreti necessari ad iniziare un percorso individuale di uscita dalla violenza. II fondo è gestito direttamente da Famiglia Materna e da Punto d’Approdo, strutture con una lunga esperienza di accoglienza di donne e minori in situazioni di disagio. Possono accedervi donne di tutto il territorio trentino segnalate dalle strutture e dalle associazioni che in provincia assistono le vittime di violenza.

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WIRun Trento correrà interamente per loro anche quest’anno. Una scelta che privilegia il finanziamento a realtà che operano a livello locale. Sono già numerose le iscrizioni registrate finora per la corsa (o camminata) di domenica 25 novembre, data simbolo perché coincide con la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Partenza alle 10 e arrivo dal Parco delle Albere per la cinque chilometri da correre o passeggiare per mostrare vicinanza alle vittime di violenza domestica e di genere.

L’iscrizione costa 12 euro e dà diritto al pacco gara. Gli under 16 potranno iscriversi gratuitamente: a loro verrà consegnato il pettorale ma non il pacco gara. Le iscrizioni si raccolgono oppure online sul sito https://www.endu.net/it/events/wirun-italy-trento/ oppure nei vari esercizi aderenti: a Trento nei punti vendita di Puntoevirgola, Stokkino, Salone Idea Donna (via Degasperi 59), RunningStore.it e al Bici Grill. Oppure a Rovereto da Storie di Latte; a Pergine da Trirunnis srl; a Lavis da SD Sport; a Volano da made2win. Ci si potrà comunque iscrivere anche il 25 novembre in loco (entro le 9.30) e nei giorni immediatamente precedenti la corsa in altri punti allestiti ad hoc.

Da lunedì fino a sabato prossimo sarà inoltre aperto il WIRun point in viale Olivetti, 9 (già sede dell’Adunata degli Alpini a maggio e gentilmente messo a disposizione dall’ANA sezione di Trento) dove effettuare le iscrizioni e ritirare i pacchi gara ogni giorno dalle 17 alle 20 (sabato tutto il giorno).

Tra gli iscritti naturalmente tante donne, ma anche uomini, intere famiglie e per questa edizione – la quarta a Trento – anche un numero sempre maggiore di gruppi organizzati. La lotta alla violenza di genere del resto è un tema sentito e trasversale, su cui in tanti hanno voglia di ritrovarsi. A testimonianza di questo, anche quest’anno al posto dei numeri di gara i pettorali dei partecipanti riporteranno parole di incitamento alla libertà e al coraggio: messaggi di vicinanza indirizzati alle vittime di violenza.

L’iniziativa si svolge in collaborazione con Provincia autonoma di Trento, del Comune di Trento e dell’Università di Trento. 

A portare il saluto della giunta provinciale è stata la neo assessora alla Sanità e Politiche sociali Stefania Segnana, alla sua prima uscita pubblica, che ha ribadito la propria vicinanza “per una iniziativa di indubbio spessore e molto importante ai fini di una sensibilizzazione sul tema della violenza di genere”.

Grande anche il supporto da parte degli sponsor che anche quest’anno hanno aderito con convinzione per sostenere i costi dell’organizzazione di questa edizione della WIRun Trento. In prima fila i main sponsor che hanno contribuito con grande generosità all’evento: Conad, La Sportiva, Sparkasse- Cassa di Risparmio di Bolzano Euro&Promos. Danno il loro supporto anche: Areaderma Natura Cosmetica Trentina, ITAS Mutua-Assicuritas, Ferramenta Centro Vendite Galvagni, Menz&Gasser, Risto 3, Puntoevirgola, Salone Idea Donna, Sosi – Il pane di Trento. In questa edizione daranno supporto logistico anche MUSE – Museo delle Scienze e 91° Adunata Alpini – ANA Sezione Trento.

Durante la WIRun 2018 sarà data anche visibilità alle associazioni presenti sul territorio trentino che si occupano di supportare le persone vittime di violenza. Come è stato fatto nel 2017, sarà creato un punto di aggregazione informale nel quale i/le partecipanti alla manifestazione, gli enti e le istituzioni coinvolte possano incontrarsi e conoscersi.

Com’è nato women in run – womeninrun.it

Women in Run è un running network al femminile nato su Facebook nel 2014 da un’idea dell’atleta Jennifer Isella con l’obiettivo di creare gruppi di allenamento gratuiti in tutta Italia per consentire alle donne di correre all’aperto in totale sicurezza e libertà. Nel 2016 Women In Run è diventata un’Associazione Sportiva Dilettantistica a tutti gli effetti. “Il branco siamo noi”, gridano le WIR (acronimo di Women In Run) e i WIRangels (gli uomini che le sostengono), ormai virali sul web. Una frase forte, ma che esprime la necessità di unirsi e fare gruppo per dire basta alla violenza sulle donne. Al fianco di Jennifer Isella, coordinano il progetto Manuela Barbieri e Massimo Pileri.

Maggiori informazioni sul Fondo:
https://www.famigliamaterna.it/cosa-facciamo/contrasto-alla-violenza-di-genere/

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Caregivers familiari: ancora lontani da un aiuto concreto

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I caregivers familiari sono ancora lontani dal ricevere un aiuto concreto nonostante l’approvazione della legge che ne ha riconosciuto la figura e l’impegno, ciò è quanto dichiara il CONFAD (coordinamento nazionale famiglie con disabilità) in un comunicato a firma del presidente Alessandro Chiarini. (altro…)

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Disabili: il Comune di Trento sacrifica gli stalli riservati anche per i traslochi

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Non c’è rispetto per i diritti elementari dei disabili nemmeno più nella civilissima città di Trento. (altro…)

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In 10 anni i divorzi sono raddoppiati. il 54% si pente e vorrebbe tornare insieme al proprio partner

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Dopo le statistiche che abbiamo pubblicato ieri relative ad un sondaggio che indicava come il 62% degli intervistati considerasse come famiglia unicamente quella composta da persone di sessi diversi, prendiamo in esame i dati del Censis sui divorzi: nel 2016 sono stati 99.071, dieci anni prima 49 mila.

Dei divorziati il 19,1% si sposa una seconda volta: il 68%uomini e il 60% donne.

Ma a pentirsi di aver divorziato è il 54% di cui il 19% dopo appena una settimana e 1 su 5 in tempo reale.

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E non mancano nemmeno i casi di chi dopo aver divorziato, si sia risposato con lo stesso partner.

In tutta questa confusione ci sono alcuni aspetti pratici che possono a contribuire a spiegare dei dati anche in contrasto tra loro.

In certi casi nozze troppo rapide che spesso nascondono la voglia di risolvere in maniera radicale dei problemi di convivenza nell’ambito della famiglia d’origine.

Ma anche contratte troppo tardi, spesso per problemi economici che non permettono di creare un nuovo nucleo famigliare.

Ci si sposa cioè a rapporto già logoro e la convivenza di certo non aiuta.

Sui ritorni di fiamma incidono invece la nostalgia per i figli; relazioni extraconiugali che funzionavano da sposati, ma che crollano quando cambia la situazione e non per ultime le condizioni economiche del tutto diverse da single.

Una domanda lecita è anche se la velocità del ripensamento è direttamente proporzionale alla facilità di chiudere la relazione?

Ma quanti sono i separati che sono tornati a convivere senza comunicarlo agli uffici anagrafe che di fatto dovrebbero annullare la separazione in quanto in attesa del divorzio, non sono esauriti gli effetti legali del matrimonio?

Senza contare le false separazioni chieste solo per motivi di interesse.

Il Censis conferma come l’impennata di separazioni e quindi di divorzi cresciute del 100% negli ultimi dieci anni stiano portando ad una trasformazione antropologica dell’Italia.

In più la così detta “pausa di riflessione” passata da 5 a 3 anni e poi 6 mesi, potrebbe cambiare ulteriormente la situazione.

La Chiesa non vede favorevolmente questo cambiamento di un sacramento per la vita ad una sorta di contratto temporaneo che di fatto andrà ad indebolire la famiglia.

Secondo uno studio inglese il 54% dei divorziati vive di rimpianti.

Fra chi si è accorto di amare ancora il partner, il 42% prova a ricostruire il rapporto, ma a riuscirci è solo il 21%.

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