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Inaugurata allo Spazio Alpino SAT la mostra “In viaggio 2.0 la creatività sulle rotte dell’immigrazione”

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La SAT ha viaggiato con loro, con i ragazzi ospiti della Residenza Fersina, con i loro racconti, le loro storie di sopravvissuti, mentre la maggior parte dei loro familiari, amici e  parenti, non ce l’hanno fatta.

Gli uomini e le donne della montagna hanno solcato il mare oscuro e minaccioso grazie ai loro disegni, captato la voglia di futuro nei  loro sguardi, accarezzato la loro creatività nelle installazioni che hanno realizzato.

“E ’stata una esperienza profonda, intensa, che ci ha restituito tanto e tanto ancora ci arricchirà – ha dichiarato la presidente SAT Anna Facchini – perché questo appuntamento con chi tra queste montagne è venuto a cercare la propria dimensione e una speranza di pace e di futuro, diventerà un una tappa fissa nel cammino culturale che il nostro sodalizio porta sulle spalle e dentro il proprio zaino”.

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Dopo l’introduzione della presidente SAT, le parole di Alessandro Bezzi della Cooperativa Kaleidoscopio che ha ricordato l’intenso lavoro di tutto lo staff della Coop Sociale per allestire la mostra. A seguire l’artista design Angelo Morandini ed i ragazzi autori delle opere hanno  ha illustrato l’esposizione.

“Un sincero grazie a tutti coloro che hanno collaborato a questa importante iniziativa – ha sottolineato Claudio Bassetti pass president SAT e nuovo presidente CNCA regionale, il quale ha condotto i suoi studenti in visita alla mostra – mi conforta vedere che l’impegno di SAT su questo fronte non viene meno ora, come non verrà meno in futuro”.

La mostra dal titolo “IN VIAGGIO 2.0 LA CREATIVITA’ SULLE ROTTE DELL’IMMIGRAZIONE” è aperta e rimarrà visitabile tutti i giorni dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 19 fino al 14 dicembre.

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Caregivers familiari: ancora lontani da un aiuto concreto

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I caregivers familiari sono ancora lontani dal ricevere un aiuto concreto nonostante l’approvazione della legge che ne ha riconosciuto la figura e l’impegno, ciò è quanto dichiara il CONFAD (coordinamento nazionale famiglie con disabilità) in un comunicato a firma del presidente Alessandro Chiarini. (altro…)

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Disabili: il Comune di Trento sacrifica gli stalli riservati anche per i traslochi

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Non c’è rispetto per i diritti elementari dei disabili nemmeno più nella civilissima città di Trento. (altro…)

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In 10 anni i divorzi sono raddoppiati. il 54% si pente e vorrebbe tornare insieme al proprio partner

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Dopo le statistiche che abbiamo pubblicato ieri relative ad un sondaggio che indicava come il 62% degli intervistati considerasse come famiglia unicamente quella composta da persone di sessi diversi, prendiamo in esame i dati del Censis sui divorzi: nel 2016 sono stati 99.071, dieci anni prima 49 mila.

Dei divorziati il 19,1% si sposa una seconda volta: il 68%uomini e il 60% donne.

Ma a pentirsi di aver divorziato è il 54% di cui il 19% dopo appena una settimana e 1 su 5 in tempo reale.

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E non mancano nemmeno i casi di chi dopo aver divorziato, si sia risposato con lo stesso partner.

In tutta questa confusione ci sono alcuni aspetti pratici che possono a contribuire a spiegare dei dati anche in contrasto tra loro.

In certi casi nozze troppo rapide che spesso nascondono la voglia di risolvere in maniera radicale dei problemi di convivenza nell’ambito della famiglia d’origine.

Ma anche contratte troppo tardi, spesso per problemi economici che non permettono di creare un nuovo nucleo famigliare.

Ci si sposa cioè a rapporto già logoro e la convivenza di certo non aiuta.

Sui ritorni di fiamma incidono invece la nostalgia per i figli; relazioni extraconiugali che funzionavano da sposati, ma che crollano quando cambia la situazione e non per ultime le condizioni economiche del tutto diverse da single.

Una domanda lecita è anche se la velocità del ripensamento è direttamente proporzionale alla facilità di chiudere la relazione?

Ma quanti sono i separati che sono tornati a convivere senza comunicarlo agli uffici anagrafe che di fatto dovrebbero annullare la separazione in quanto in attesa del divorzio, non sono esauriti gli effetti legali del matrimonio?

Senza contare le false separazioni chieste solo per motivi di interesse.

Il Censis conferma come l’impennata di separazioni e quindi di divorzi cresciute del 100% negli ultimi dieci anni stiano portando ad una trasformazione antropologica dell’Italia.

In più la così detta “pausa di riflessione” passata da 5 a 3 anni e poi 6 mesi, potrebbe cambiare ulteriormente la situazione.

La Chiesa non vede favorevolmente questo cambiamento di un sacramento per la vita ad una sorta di contratto temporaneo che di fatto andrà ad indebolire la famiglia.

Secondo uno studio inglese il 54% dei divorziati vive di rimpianti.

Fra chi si è accorto di amare ancora il partner, il 42% prova a ricostruire il rapporto, ma a riuscirci è solo il 21%.

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