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Trento

Il presidente Fugatti incontra l’ambasciatore di Romania in Italia George Bologan

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Il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti ha incontrato questo pomeriggio nella sede di Piazza Dante l’ambasciatore di Romania in Italia George Bologan.

Tanti i temi trattati nel corso del colloquio: dall’economia alla protezione civile, dall‘agricoltura al lavoro.

L’ambasciatore ha anche sottolineato l’importanza del dialogo interculturale all’interno dei Paesi dell’Unione Europea e ha ricordato la necessità di creare collaborazioni internazionali per far fronte ai problemi dell’emigrazione.

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“Dopo la visita del nostro presidente Iohannis a Roma e del Vicepresidente Salvini a Bucarest ho scelto di venire a Trento per rendere omaggio a questa terra a cento anni dalla fine della Grande Guerra” ha detto Bologan.

La visita di cortesia si inserisce, infatti, all’interno di un evento culturale, l’inaugurazione della mostra “Dall’esercito austro-ungarico alla Grande Romania: la Legione Romena d’Italia (1916-1919)”, organizzata dalla Fondazione Museo Storico del Trentino, prevista oggi pomeriggio presso “Le Gallerie” di Piedicastello.

All’incontro era presente anche il console onorario di Romania per il Trentino Alto Adige Maurizio Passerotti e l’assessore provinciale all’istruzione, università e cultura Mirko Bisesti.

In Italia sono presenti 1 milione e 200 mila romeni, addetti in diversi settori economici. 22 mila sono le imprese romene che lavorano nel nostro Paese, che è al secondo posto per gli scambi commerciali romeni dopo la Germania.

Come ha ricordato l’ambasciatore, nelle scuole italiane sono presenti 150 mila alunni provenienti dall’unico Paese dell’est europeo di lingua neolatina, una radice culturale che ci accomuna.

Con questi presupposti, oltre che per consolidare i rapporti commerciali e dare origine a collaborazioni per far fronte a problemi di comune interesse europeo, si comprende la recente visita del capo di stato romeno in Italia che, come ha fatto presente Bologan, è stata la prima dopo 45 anni. La stessa visita è avvenuta a 100 anni dall’unità dello stato romeno. La Romania, tra l’altro, ha ricordato il diplomatico oggi, sarà impegnata nella prossima presidenza di turno dell’Unione Europea nei primi 6 mesi del 2019.

Nato 44 anni fa a Hunedoara, in Transilvania, George Bologan ha iniziato la carriera diplomatica nel 2003.

Console a Milano dal 2012, nel 2016 è stato accreditato come ambasciatore in Italia a Roma.

Ricercatore in relazioni internazionali e studi europei, è uno dei pochi studiosi romeni sul pensiero politico ed europeista di Alcide De Gasperi.

Ha conseguito una seconda laurea in scienze della Comunicazione a Roma.

Giornalista e in particolare vaticanista presso testate della stampa e della radiotelevisione in Italia e Romania, ha scritto numerosi saggi in antropologia e spiritualità del mondo contemporaneo.

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Trento

La denuncia: «Situazione drammatica in cantiere comunale a Calliano»

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La denuncia arriva dal gruppo consiliare «La Tua Calliano» che solleva nuovamente il problema della disastrosa gestione dell’Amministrazione Comunale di Calliano, guidata da Lorenzo Conci.

Il gruppo si sofferma in modo particolare sul Cantiere comunale.

Nel merito infatti dopo il pensionamento di un operaio ed il licenziamento del secondo operaio, ormai sono passati più di sette mesi e nessuno si è preoccupato nonostante le ripetute sollecitazioni del gruppo «La Tua Calliano» di indire un concorso, o quantomeno di assumere gli operai mancanti da una graduatoria di qualche altro Comune.

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Secondo il gruppo consiliare da parte dell’Amministrazione Comunale sarebbero stati fatti solo interventi a “spot”, cioè l’assunzione solo per pochi mesi di un’ operaio pescato dalla mobilità con un contratto in scadenza il 31.12.2018, successivamente prorogato per soli nove giorni fino al 09.01.2019.

«Da questa data ci troviamo senza Cantiere Comunale,  – sottolinea il gruppo consiliare – Cantiere che oltre a tutti i servizi che espletava durante l’orario di lavoro, il lunedì pomeriggio dalle ore 13.00 alle ore 18.00 era impegnato a tenere aperto il piccolo centro di raccolta rifiuti presso il Cantiere Comunale, servizio molto apprezzato dai cittadini di Calliano.»

Lunedi 14 gennaio 2019 viene denunciata un’altra «Decisione Spot» a sorpresa; Il tecnico Comunale di livello C Base, con mansioni e stipendio diverse da un operaio, che smista ramaglie e rifiuti, presidiando la zona di scarico materiali. «Ora ci chiediamo se è possibile sia sindacalmente, che contrattualmente che un tecnico svolga mansioni inferiori al suo livello, ed in tutti i casi è inconcepibile pagare un livello superiore per mansioni inferiori» – Dichiara «La Tua Calliano»

Poi pare sia arrivato un altro «Intervento spot» dell’Amministrazione il giorno giovedì 17 gennaio.

Il comune infatti si affida ad una ditta esterna per lavoro di piccole manutenzioni con un nuovo operaio, «con un contratto presumibilmente in scadenza il 01.02.2019: 15 giorni di cui 11 lavorativi… se non piove. Cosa ci troveremo dopo l’uno febbraio? C’è da aspettarsi di tutto».

«Inoltre il Cantiere Comunale di Calliano con la nostra Amministrazione è sempre stato un fiore all’occhiello della comunità e fra le varie mansioni che svolgeva, essendo stato ben attrezzato, in caso di neve, in autonomia riusciva a mantenere il manto stradale sgombero da neve con efficienza. Al momento attuale, nella condizione che ci ha portato, l’Amministrazione Conci con delibera n.125 della Giunta Comunale di data 21 novembre 2018, ha dovuto dare incarico ad una ditta esterna per un importo fisso di 4300 euro ed un importo orario di 40 euro l’ora. Ci riserveremo, a fine stagione invernale, di verificare i costi sostenuti dall’Amministrazione, che se nevicasse non eccessivamente permetterebbero senz’altro di coprire il costo di un operaio comunale» – conclude il gruppo consiliare

Il paese di Calliano, come riportato dal nostro giornale i l 20 settembre  vive una grave situazione finanziaria che non ha permesso di approvare il pareggio di bilancio entro il 31 luglio del 2018.

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Trento

Accoglienza: Fugatti chiude 39 appartamenti. Stop alla residenza per i richiedenti asilo

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Con l’entrata in vigore il 5 dicembre scorso della legge Salvini i Comuni trentini si troveranno a dover rivedere le proprie politiche in materia di accoglienza. (qui articolo)

Secondo le disposizioni della giunta leghista saranno 39 gli appartamenti residenziali riservati ai richiedenti asilo che verranno chiusi in provincia, dirottando l’afflusso principalmente sul capoluogo.

Nei prossimi giorni chiuderà i battenti anche il centro di accoglienza di Marco di Rovereto.

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L’assessore comunale alle politiche sociali Mariachiara Franzoia si dichiara preoccupata circa la gestione dell’afflusso delegato unicamente al nel capoluogo e non più decentrato e capillare,misura a suo parere penalizzante sotto diversi aspetti; percorso inverso a quello intrapreso negli anni precedenti dal centrosinistra.

Il punto che preoccupa maggiormente è la disposizione dettata dal decreto di Sicurezza di non concedere più la residenza ai nuovi richiedenti asilo; a tal proposito la prossima settimana si confronterà la giunta comunale.

Sono 35 i nuovi richiedenti asilo che, arrivati in regione dopo l’entrata in vigore della legge, non ne avranno più diritto: a questi rimarrà dunque preclusa la possibilità, non essendo residenti, di poter accedere ad alcuni servizi sociali o alle graduatorie per gli alloggi Itea, così come per i loro bimbi non sarà possibile frequentare gli asili nido.

I nuovi arrivati potranno invece usufruire dei servizi garantiti ai domiciliati in provincia: la frequenza delle scuole dell’obbligo e dell’assistenza sanitaria di base.

In merito a queste questioni la giunta comunale nel corso della prossima settimana valuterà se seguire l’esempio del Comune di Merano che ha deciso di stilare comunque una lista aggiornata dei richiedenti asilo presenti sul territorio al fine di tenere monitorata la situazione.

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Trento

Ricordo di un amico – di Pino Morandini

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Un vero amico prima che un ex Collega.

Essenziale nella parola, grande nel cuore.

A tratti apparentemente rude nel tratto, ma “levargli la scorza” era scoprire un universo di sentimenti: sensibilità profonda, lealtà nel comportamento, schiettezza nel dire, fierezza nello sguardo.

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Affettuosamente legato alle sue radici, al punto di difenderle in modo strenuo e culturalmente attrezzato; sostenitore delle municipalità, che incitava a vivere la propria autonomia con dignità e autorevolezza, specie nei rapporti coi poteri sovraordinati – Provincia, Regione, Stato – per dar vita a quell’ “autonomia dinamica” così capace di dare slancio e vigore all’autonomia regionale e provinciale.

Ne ha dato prova dapprima come Sindaco, sempre ampiamente votato, poi come Consigliere regionale e provinciale.

Assertore dei valori fondativi dell’umano – la vita e la famiglia, che sapeva sostenere laicamente con motivazioni razionali ed umane – convinto com’era della loro insostituibilità, a partire dalla propria esperienza personale e familiare.

Non posso dimenticare come gli si illuminassero gli occhi ogniqualvolta ricordava i propri cari!

Dotato di capacità di prospettiva e di intelligenza politica, da tutti riconosciuta, ivi compresi gli avversari politici, sognava un Trentino – e ha lavorato con tenacia operosa per questo – in cui la Provincia declinasse realmente il principio di sussidiarietà, valorizzando e incentivando i Corpi intermedi nell’esercizio delle proprie funzioni: dalla famiglia all’associazionismo; dagli enti locali alle comunità di valle, prefigurando quell’autonomia matura disegnata sia dalla Costituzione che dal nostro Statuto.

La comunità, non solo quella politica, perde quindi in lui un testimone credibile di reale servizio al bene comune.

Ai suoi cari giungano i sentimenti di un’affettuosa vicinanza, accompagnata dalla preghiera.

Pino Morandini

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