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Rovereto e Vallagarina

Auguri alla nostra collaboratrice Eleonora Postai che si è laureata in Comunicazione

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Martedì 13 Novembre Eleonora Postai, classe 1996, è diventata dottoressa in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli studi di Verona conseguendo la votazione di 110 e Lode. 

Eleonora collabora attivamente con la Voce del Trentino da diversi anni, durante il suo percorso accademico ha fatto diverse esperienze nell’ambito del suo indirizzo universitario.

Ha l’obiettivo di lavorare a tempo pieno nel campo della comunicazione e del giornalismo.

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Ora proseguirà e terminerà i suoi studi, specializzandosi in Comunicazione professionale e multimedialità.

«Ho scritto una tesi incentrata sul lungometraggio d’animazione, su come i bambini riescano ad apprendere tematiche importanti attraverso i mezzi di comunicazione. Credo che questi temi siano importanti, sono convinta che ad oggi sia necessario comprendere il Mondo per cercare di cambiarlo, per cercare di diventare essere umani migliori».

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«Eleonora si è dimostrata una collaboratrice coerente e molto tenace in questi anni e sono sicuro che dopo qualche tempo diventerà una figura importante per il nostro giornale, io e tutti i collaboratori facciamo alla nuova dottoressa i nostri migliori auguri – Dichiara l’editore Roberto Conci

Eleonora Postai è la seconda collaboratrice della Voce del Trentino che raggiunge nelle ultime settimane la laurea con 110 e lode.

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Rovereto e Vallagarina

Valanga sul Monte Altissimo: grave 58 enne di Brentonico

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immagine del luogo dell'incidente

Poco prima delle 14.30 di oggi uno sci-alpinista è rimasto coinvolto in un incidente causato da un distacco nevoso con un fronte di circa 15 metri di larghezza sul versante nord del Monte Altissimo.

Lo sci-alpinista, un uomo di Brentonico, stava procedendo con gli sci quando il cornicione di neve sul quale si trovava ha ceduto facendolo precipitare per un centinaio di metri lungo un canalone stretto.

A dare l’allarme al Numero Unico per le Emergenze 112 verso le 15.15 è stato il compagno di escursione che è riuscito a raggiungerlo alla base del canale trovandolo semisepolto e cosciente.

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Il coordinatore dell’Area operativa Trentino meridionale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento dell’elicottero, il quale ha trasportato sul luogo dell’incidente il Tecnico di Elisoccorso e l’equipe medica.

Mentre il medico prestava le prime cure al ferito, il Tecnico di Elisoccorso ha bonificato la valanga assicurandosi che altre persone non fossero state coinvolte.

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L’uomo è stato quindi imbarcato con il verricello a bordo dell’elicottero e trasferito con politraumi all’ospedale Santa Chiara di Trento.

Le operazioni si sono concluse verso le 16.30.

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Non è stato necessario l’intervento dell’unità cinofila del Soccorso Alpino a bordo dell’elicottero e dei soccorritori delle Stazioni di Riva del Garda, Vallagarina e Ala, pronti in piazzola per dare supporto in caso di bisogno.

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Rovereto e Vallagarina

Alimenti abbandonati Pomarolo: arriva la replica di Porro presidente del Banco Alimentare

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Duilio Porro, presidente del Banco Alimentare del Trentino Alto Adige, replica all’articolo pubblicato ieri dalla nostra testata riguardante lo spreco di alimenti trovati nei cassonetti di rifiuti a Pomarolo. 

Il fenomeno è da tempo conosciuto, e quanto successo nella frazione di Rovereto non è certo un episodio isolato.

«Condivido in parte quanto scritto: è un peccato che chi riceve alimenti li butti – esordisce la nota di Porro – non sappiamo se questi alimenti siano nostri o di altre associazioni. Comunque, quei pochi chili gettati nel cassonetto contenevano anche prodotti con marchio FEAD-AGEA vincolati da registri di carico e scarico destinati a persone “accreditate” da strutture caritative che operano con queste agenzie. Si sta comunque parlando di pochi chili».

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Secondo le affermazioni del presidente del Banco Alimentare sarebbero quindi facilmente rintracciabili le persone che hanno buttato gli alimenti nelle immondizie. 

«Il tutto stride con quanto effettuato sabato scorso, ovvero un gesto unico di carità e solidarietà svoltosi in Italia e da noi in regione – aggiunge Porro – raccogliendo sul territorio ben 264 tonnellate di alimenti raccolti da destinare a bisognosi. Noi continueremo a lavorare perché il cibo e le donazioni ricevute siano utili a sostenere persone in stato di bisogno».

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Porro promette comunque di vigilare e operare con le associazioni che poi seguono i poveri, educando al non spreco: «Altro non possiamo fare – spiega Porro – purtroppo fatti di questo tipo (faccio presente che sono chili.. e non tonnellate…) discreditano il tanto bene che si cerca di fare!»

 

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Rovereto e Vallagarina

Brentonico: restaurato il ‘Capitello delle Robbie’ a Fontechel di Brentonico

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Credibilmente, un qualche manufatto devozionale su quel crocicchio doveva esistere da tempi remoti.

È perlomeno bimillenaria infatti l’usanza di marcare gli incroci viari e i percorsi degli uomini con consacrazioni a divinità agresti o protettrici, e su quella strada sono passati, dalla preistoria fino alla Grande Guerra, tutti i viaggiatori del Monte Baldo: cacciatori, naturalisti, pastori, soldati, disertori, pellegrini, vescovi, eretici, passatori, boscaioli, re, papi, contadini, erbolati, eroi, traditori, signori, briganti, santi, peccatori, speziali, viandanti, mercanti e contrabbandieri.

Il “Capitello delle Róbbie” si trova a Fontéchel di Brentonico, sull’antica mulattiera (oggi via Fano) che segnava fino al 1920 il bivio verso San Giacomo, il Monte Baldo e la Pianura Padana; è di rilevante mole e fattura, con dipinti di committenza e autore ignoti.

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Il toponimo “Róbbie” è di assodata origine retica, significa zona franosa, ma il capitello omonimo segna una data di costruzione molto più recente: il 1870, giusto tre anni dopo la nascita dell’Impero austroungarico.

Il capitello è di proprietà del Comune di Brentonico che, stante le precarie condizioni di staticità e sicurezza dell’opera (stava collassando e implodendo su sé stesso), ha provveduto al suo integrale restauro conservativo strutturale e artistico.

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I lavori, da poco ultimati, sono stati eseguiti dalla ditta Tecnobase srl di Trento e dalla restauratrice Cristina Pilati su perizia geologica di Michela Canali e progetto e direzione lavori di Veronica Caprara, per un costo complessivo di quasi sessantamila Euro.

Il capitello è costruito con pietre, intonacate nella metà superiore; il tetto è a due spioventi di lastroni di calcare con lastrone di calcare di raccordo al culmine, mentre i dipinti sono eseguiti con la tecnica dell’affresco.

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Il dipinto centrale figura la Madonna col Bambino, San Giovanni Battista alla sua destra e San Giacomo alla sua sinistra; le due nicchie laterali riproducono San Valentino e, per pochi frammenti, Santa Lucia. L’iscrizione sottostante la data di costruzione recita “O passegger se vuoi aver la via sicura in gloria / prega di buon cuor Maria della Vittoria”.

Il capitello è pure citato dallo scrittore e viaggiatore Ottone Brentari nella sua “Guida del Monte Baldo” (Bassano, Pozzato, 1893).

Quinto Canali – Assessore alla cultura e all’istruzione di Brentonico: «Tra i 76 capitelli storici dell’Altopiano di Brentonico, quello detto “delle Róbbie” è di probabile origine e natura propagandistica. Se le iconografie raffigurate narrano le tipicità locali della dedizione cristiana popolare post Concilio di Trento, un paio di apparenti dettagli risultano invece propri, cari e rappresentativi dello spirito e della divulgazione filo tirolese tardo Ottocentesca: un “Sacro Cuore con fiamma ardente” dipinto sopra il capo della Madonna e la titolazione del capitello a “Maria della Vittoria” (quella della Battaglia di Lepanto).

Anche la prossimità del capitello al “Casino di bersaglio”, costruito giusto in quegli anni, avvalorerebbe questa tesi. Comunque sia, ora il capitello ritorna risanato alla cura e alla pietà dei devoti e all’attenzione dei cultori di storia e di storie».

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