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Solidarietà: il panettone degli Alpini per aiutare a ricostruire il Trentino

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Un dolce che fa bene e soprattutto “aiuta ad aiutare” le popolazioni e i luoghi colpiti dal maltempo flagello del Nord Italia alla fine di ottobre 2018.

La Sezione ANA di Trento ha lanciato l’iniziativa “Aiutaci ad aiutare – l’Alpino adotta un pino” che dichiara lo scopo della campagna: i proventi della vendita dei panettoni saranno infatti interamente destinati ad opere di solidarietà e ricostruzione dopo i danni causati dal maltempo in Trentino.

Il Panettone degli Alpini è un dolce artigianale dal peso di 750 grammi, venduto in latta con medaglietta numerata della Sezione di Trento. È già disponibile (10 euro l’uno) presso gli Uffici Sezionali in vicolo Benassuti 1 (dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 15.30), presso gli uffici del COA in viale Adriano Olivetti 9 dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 18.00), ancora presso le Sedi dei Gruppi Alpini di tutto il Trentino, e a Trento presso il Bar del Circolo e al Liber Caffè.

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«Chiudiamo questo 2018, che è stato l’anno del Centenario e dell’Adunata di Trento, con un impegno di solidarietà visti gli effetti tragici causati dal maltempo di questo autunno – commenta il Presidente della Sezione trentina dell’Associazione Nazionale Alpini Maurizio Pinamonti. «Abbiamo aperto una sottoscrizione che contribuirà, insieme al Panettone degli Alpini, a sostenere le famiglie delle aree trentine colpite e ad aiutare il recupero ambientale».

Coloro che non sono interessati ai panettoni ma desiderano comunque aiutare, possono contribuire con una donazione sul conto corrente bancario presso Cassa Rurale di Trento, intestato a Sezione Alpini di Trento, IBAN: IT 25 O 08304 01806 00000 6306 272 specificando la causale del versamento “Aiutaci ad aiutare – l’Alpino adotta un pino”.

La Sezione è in contatto costante con gli oltre 260 Gruppi presenti sul territorio trentino, i quali si sono spesi durante l’emergenza con la Protezione Civile e oggi si fanno portatori delle esigenze delle proprie Comunità.

Con la catastrofica alluvione di ottobre il circolo virtuoso della solidarietà si è però rafforzato, così come testimonia il Presidente della Sezione ANA di Trento Maurizio Pinamonti: «Abbiamo ricevuto in questo periodo tantissime telefonate e messaggi di vicinanza. In particolare dall’Emilia e dall’Abruzzo, dalle comunità che abbiamo soccorso in occasione dei terremoti che le hanno colpite. Per noi è stato uno straordinario segnale di solidarietà, affetto e disponibilità all’impegno e questo per gli Alpini è l’importante». I panettoni non saranno venduti solo in Trentino: l’affetto dimostrato dagli amici emiliani di Rovereto Secchia si è tramutato in una disponibilità della Onlus «Tutti Insieme a Rovereto e Sant’Antonio» a fare da punto di riferimento per la distribuzione dei panettoni in Emilia Romagna.

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Centro aperto «Le casette»: l’incontro tra ragazzi e Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti

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Davvero molto interessante e istruttivo l’incontro, lunedì 9 dicembre, di alcuni soci dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti con i ragazzi che frequentano il Centro Aperto “La Casetta”, nella Circoscrizione di Gardolo.

A dire il vero è ormai da molti anni che l’Associazione rappresentativa dei ciechi e degli ipovedenti favorisce gli incontri con le Scuole e le Associazioni al fine di sensibilizzare i giovani sui temi e sui problemi connessi alla disabilità visiva.

Ma l’aspetto particolare di questo incontro deriva dal fatto che la richiesta questa volta è giunta da Virginia, studentessa di Educazione Professionale e tirocinante presso il Centro Aperto, ente che offre la possibilità del sostegno ai compiti per i minori e svolge attività di aggregazione.

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L’Associazione è stata rappresentata da un dirigente, Dario, e da due soci, in tutto due ciechi e un ipovedente.

Il primo ad intervenire è Dario che, dopo aver raccontato il suo vissuto da cieco a 25 anni e presentato i due membri dell’Associazione, chiede agli studenti di pronunciare il proprio nome.

Claudio sintetizza la storia e le conquiste dell’Associazione, dicendo che questa è stata fondata nell’ottobre del 1920 da un trentino, Aurelio Nicolodi, rimasto cieco durante la Prima guerra mondiale.

Da lui, da Augusto Romagnoli, (padre della didattica per non vedenti), e dai dirigenti che si sono succeduti in questi quasi 100 anni, sono venute le grandi conquiste dei ciechi e ipovedenti italiani.

Si è parlato di Louis Braille, geniale inventore, intorno al 1825, dell’alfabeto tattile dei ciechi, delle tecnologie informatiche ad esso collegate, ma ormai ausilio indispensabile anche per altri aspetti della vita dei non vedenti. In questo contesto, il più giovane dei tre soci, Tarik, (atleta della nazionale marocchina di Basket venuto in Italia dopo la sua improvvisa cecità a 24 anni), ha mostrato come un cieco può utilizzare in maniera molto efficace, tramite la sintesi vocale, i moderni iPhone.

Ha poi proseguito ricordando agli studenti l’importanza dello studio, della conoscenza della lingua e della storia della nazione che li ospita, dicendo che è importante rispettarne la cultura e le leggi.

I ragazzi hanno ascoltato con molto interesse, assieme alle loro educatrici, facendo diverse domande sulla vita, sul lavoro, sulla mobilità e su altri aspetti della vita quotidiana e familiare dei ciechi e degli ipovedenti.

L’ora di incontro è davvero volata, concludendosi con il desiderio di tutti di provare a muoversi bendati all’interno dell’aula, utilizzando il bastone di Dario e Tarik e guidati dalla voce di Claudio.

Ora gli stessi studenti, dopo aver elaborato le sensazioni raccolte in questo incontro, avranno l’occasione di ottenere risposta ad altre loro curiosità nella prossima riunione, che si terrà lunedì 16 dicembre.

Scritto in collaborazione con Claudio Forti 

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Lavis, al via «nessuno escluso»: la nuova associazione contro ogni forma di disagio sociale

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È nata la nuova associazione “Nessuno escluso” grazie alla grande forza, tenacia e intraprendenza di Giorgio Varignani e Mauro Baldo, rispettivamente presidente e vice presidente.

Durante l’inaugurazione di sabato scorso 26 Ottobre presso la sede di Lavis, via della Roggia, 38 Varignani e Baldo hanno esposto ai numerosi invitati gli obiettivi dell’Associazione.

Uno dei primi obiettivi sarà la formazione di gruppi di auto aiuto per persone coinvolte nel tragico tunnel delle dipendenze e/o altre forme di disagio. Al centro dei contenuti della nuova associazione soprattutto la sensibilizzazione, la progettazione e il sostegno in caso di disabilità ed ogni forma di violenza ed emarginazione.

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Con “Nessuno escluso” collaborano diversi professionisti come avvocati e psicologi proprio per migliorare le condizioni di chi soffre senza trovare via d’uscita.

Varignani ha sottolineato l’importanza dell’ascolto verso chi si trova in difficoltà invitando chi ne avesse bisogno ogni martedì alle 20,30 al gruppo di auto aiuto presso la sede di “Nessuno escluso”.

Sono stati ringraziati per la loro preziosa presenza gli Assessori Isabella Caracristi e Graziano Tomasin ed infine è stato ricordato l’evento del 29 Novembre che si svolgerà nella sala di Don Bosco a Zambana e che vedrà protagonista Raphaella Algeri scrittrice del pluripremiato libro “Una bambina da salvare” tratto da una storia vera di una bambina di soli 7 anni trascinata nell’orrore della pedofilia

«Giornata storica per la nostra associazione – dichiarano Varignani e Baldo – dopo la consegna delle chiavi della nuova e prima sede in quel Lavis presso la casa della solidarietà. Ringraziamo Vanessa Valtorta, Enrico Afilani e tutte quelle persone che già sono socie e quelle che arriveranno a sostenerci. Un grazie particolare all’amministrazione del comune di Lavis»

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Caregiver familiari, un’emergenza dimenticata

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Cambiano i governi ma l’emergenza dei caregiver familiari rimane. (altro…)

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