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Alto Garda e Ledro

Dro, il Comune viene premiato per il verde urbano

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Una menzione speciale per la sezione “Verde Urbano” del Premio “La Città per il Verde” edizione 2018 per la 1a categoria (Comuni fino a 5.000 abitanti) è stata assegnata al Comune di Dro con una cerimonia pubblica che ha avuto luogo il giorno 9 novembre a Rimini all’interno della fiera Ecomondo – Key Energy – Città Sostenibile.

Una tra le più importanti manifestazioni e fiere in ambito green di tutta Italia con valenza europea.

Dro è stato l’unico Comune trentino ad essere premiato, mentre sono due le realtà altoatesine, Bressanone e Bolzano. Il riconoscimento acquista conseguentemente un valore ancora più importante proprio per le caratteristiche del progetto premiato «Adotta un’aiuola», sostenuto dall’amministrazione droata e dall’assessorato della vice sindaco Michela Calzà, che uniscono la cura del bene pubblico, l’istruzione, l’insegnamento civico e quello più tecnico della gestione del verde.

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La giuria ha espresso voto unanime riconoscendo l’importanza del coinvolgimento attivo di tutte le classi della scuola primaria, possibile grazie anche al cofinanziamento tra amministrazione e istituto delle attività didattiche condotte dalla dottoressa Chiara Parisi (naturalista) relative alla semina e gestione dell’aiuola.

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Forza motrice dell’iniziativa green è stata la convinzione delle maestre di voler insegnare “il fare” ai bambini.

Far quindi seguire alle parole, alla didattica, l’azione vera e propria, la messa in campo di quanto spiegato.

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Insomma, mantenere bella e pulita un’aiuola pubblica, seguirne le necessità di stagione in stagione. Durante la cerimonia di premiazione erano presenti il Sindaco di Dro Vittorio Fravezzi e la vicesindaco Michela Calzà.

«Siamo felici di questo premio – ha dichiarato Fravezzi – perché riconosce l’importante lavoro e lo scopo che vi è in questa come in altre iniziative comunali, ossia quello di ricreare il senso di comunità e di appartenenza alla stessa. Sarebbe bello – ha poi auspicato il sindaco di Dro – che tutti i comuni adottino questa sensibilità molto formativa per le future generazioni. In questo modo insegniamo il valore del bene comune, l’appartenenza a un territorio e il rispetto per lo stesso, un bene di tutti, per le generazioni di ieri, oggi e domani».

Più che soddisfatta la vicesindaco Calzà: «Senza l’impegno del corpo docenti tutto questo non sarebbe stato possibile – ci tiene a sottolineare la vicesindaco -. Questo progetto esiste da cinque anni e negli ultimi tre il Comune ha raddoppiato il contributo per sostenerlo. Con questa targa non si premia solo l’amministrazione, ma soprattutto il corpo docente, gli alunni, i loro genitori, la dottoressa Parisi per aver unito la finalità didattica alla responsabilità verso la cura di un bene pubblico». Nei prossimi giorni alunni e docenti incontreranno l’amministrazione per la restituzione del premio.

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Alto Garda e Ledro

Finisce tra le viti a Dro, 29 enne ferito e macchina disintegrata

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Credits foto ©vigili del fuoco volontari di Dro

Poteva finire peggio per un 29 enne che ieri verso le 15.00 sulla statale 45 bis è uscito di strada all’altezza della località Sass del Diaolo.

Il giovane automobilista di Dro, a bordo della sua Golf Volkswagen nera per cause ancora da accertare è sbandato finendo tra filari di viti che sulla sinistra costeggiano la strada in direzione Arco

Nell’urto la parte anteriore della macchina si è disintegrata facendo pensare al peggio.

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Il 29 enne è stato ricoverato in codice rosso all’ospedale di Arco e dapprima le sue condizioni sembravano piuttosto gravi.

Dopo l’urto infatti era rimasto semi svenuto. Poi le sue condizioni sono migliorate.

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I sanitari hanno riscontrato solo alcuni traumi agli arti e un forte stato di shock.

Sul posto sono intervenute due ambulanze del 118 i vigili del fuoco volontari di Dro e Lasino con due mezzi, uno dei quali dotato di pinze idrauliche e la polizia Locale.

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Alto Garda e Ledro

«Dove vogliamo arrivare»: sabato e domenica il 125° congresso della SAT

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Domani a Arco e domenica a Riva si terrà il centoventicinquesimo congresso della Sat.

Il tema centrale delle due giornate di lavori, sarà “ La frequentazione della montagna”.

Le sedi si raggiungeranno autonomamente ed il ritrovo è fissato per le 7 al parcheggio ex Sit di via Lung’Adige Monte Grappa.

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Il programma prevede per sabato mattina alle 10 un’escursione al “ Bosco Caproni” con visita alle cave di oolite ed alle trincee della Grande Guerra.

A partire dalle 16 la festa dei soci cinquantennali con concerto del Coro Castel di Arco ed una conferenza sulla storia della Sat.

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In conclusione la cena a Palazzo Marchetti.

Domenica nella sala Dolomiti del Centro Congressi di Riva del Garda, inizierà il congresso con l’intervento della presidente Anna Facchini ed a seguire le relazioni di Elena Guella, Mario Paissan, Giovanna Siviero, Geremia Gios e Roberto Bertoldi.

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Le conclusioni saranno di Anna Facchini per una sintesi dal titolo “ Dove vogliamo arrivare”.

I lavori congressuali saranno preceduti dalla tradizionale sfilata accompagnata dalla Fanfara Alpina di Riva del Garda che partirà dalla chiesa di Santa Maria Assunta in piazza Cavour.

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Alto Garda e Ledro

Omicidio di Nago: Eleonora Perraro è stata strangolata

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Asfissia per strangolamento: questa la causa della morte di Eleonora Perraro, deceduta la notte del 5 settembre scorso nel giardino di un locale tra Nago e Torbole.

Per gli investigatori e poi per il medico legale, l’anatomopatologo Dario Raniero dell’università di Verona, i segni erano già evidenti quando il corpo senza vita della donna è stato ritrovato la mattina, su segnalazione del marito che aveva passato con lei le ultime ore.

Si parla di ecchimosi, ematomi, addirittura ferite da morso e un’altra riconducibile ad un probabile colpo ricevuto che però non ne hanno certo causato la morte. Nemmeno il consumo eccessivo di alcol che quella sera la Perraro aveva fatto assieme al marito Marco Manfrini.

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La perizia, richiesta dal procuratore Fabrizio de Angelis, è stata depositata lunedì e parla chiaramente di omicidio. La vittima è stata strozzata tra mezzanotte e le due del mattino da qualcuno che ha voluto volontariamente la sua fine.

Se questo qualcuno possa essere il marito non è purtroppo accertabile con un esame autoptico, ma a ciò penserà ora la magistratura, che a breve esaminerà l’esito delle indagini condotte in questi due mesi dai Ris di Parma.

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Dal canto suo, l’uomo afferma di essersi svegliato la mattina accanto al corpo della vittima (fu lui stesso a chiamare le forze dell’ordine) e ora si trova dietro le sbarre con l’accusa di omicidio volontario.

Del resto, sono molte le tracce che oggi potrebbero dimostrare la sua colpevolezza, a partire dal ritrovamento nel giardino della sua dentiera, fatto che potrebbe essere indice della violenta colluttazione tra i due finita con la morte di lei.

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Non si esclude a priori la partecipazione di una terza persona (cosa che forse potrebbero rivelare i campioni di dna raccolti sulla scena del delitto) ma per ora, l’ipotesi più accreditata rimane anche la più semplice: quella di un uomo che ha ucciso sua moglie dopo una lite. Come tante, troppe volte accade.

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