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Telescopio Universitario

Università di Trento, il 14 novembre inaugurazione dell’anno accademico

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Il rettore Paolo Collini

Per l’Università di Trento mancano ormai poche ore all’inaugurazione dell’anno accademico 2018/2019.

La cerimonia sarà mercoledì 14 novembre alle 17.30 nell’auditorium di Palazzo Paolo Prodi.

Interverranno: Paolo Collini (rettore dell’Università di Trento); Daniele Finocchiaro (presidente del consiglio di amministrazione dell’Università di Trento); Roberto Casati (filosofo e direttore di ricerca del Centre National de la Recherche Scientifique, CNRS di Parigi) con la prolusione su “Il disorientamento: la scienza e la filosofia del perdersi e del ritrovare la strada”; Federico Crotti (presidente del consiglio degli studenti dell’Università di Trento) e Paolo Miccoli (presidente del consiglio direttivo Anvur).

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Miccoli parteciperà all’inaugurazione dell’anno accademico anche alla luce della promozione a pieni voti appena ottenuta dall’Università di Trento al termine della procedura di accreditamento periodico delle sedi universitarie e dei corsi di studio.

L’Ateneo, infatti, ha ottenuto un punteggio complessivo che l’ha collocato al livello più alto sui cinque previsti. È la prima università italiana a raggiungerlo tra quelle valutate finora.

La cerimonia sarà preceduta alle 16.45 da una conferenza stampa con il rettore dell’Ateneo, Paolo Collini, e con Paolo Miccoli, presidente del Consiglio direttivo Anvur, organizzata per approfondire la promozione a pieni voti appena ottenuta dall’Università di Trento al termine della procedura di accreditamento periodico condotta dall’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca. L’incontro con i media si terrà sempre a Palazzo Prodi (Trento – via Tommaso Gar, 14), ma in questo caso nella sala riunioni al quarto piano.

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Laureato all’università di Trento premiato dal Presidente Mattarella

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Importante riconoscimento per un laureato dell’Università di Trento.

Claudio Del Nobletto, abruzzese, laureato nel marzo 2018 in European and International Studies (MEIS), percorso di laurea magistrale della Scuola di Studi internazionali, ha ricevuto ieri a Roma il premio di laurea Damiani per la qualità e l’originalità della sua tesi.

Lo studente, classe 1993, abruzzese originario della provincia di Teramo, ha ricevuto il premio da Luisa Todini, presidente del Comitato Leonardo, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso della cerimonia a Palazzo Barberini dedicata alla “Giornata Qualità Italia”, durante la quale sono stati consegnati i premi Leonardo 2018.

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La sua tesi di laurea magistrale dedicata al tema “The luxury market in times of crisis”, svolta con il professor Stefano Schiavo della Scuola di studi internazionali, ha convinto la giuria del Premio Damiani, uno dei vari premi di laurea conferiti dal Comitato Leonardo.

Oltre al presidente Mattarella, durante la cerimonia sono intervenuti anche Carlo Ferro, presidente dell’Agenzia ICE, Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, e Luigi Di Maio, ministro dello Sviluppo economico. «Ricevere questo premio è stato un onore e una grande soddisfazione. Nella mia tesi di laurea – spiega Del Nobletto – ho analizzato come le aziende operanti nei diversi settori all’interno del mercato del lusso siano state capaci di superare, diversificandosi e innovandosi, periodi di crisi economica (in particolare 2008) e crisi di brand (come ad esempio nel caso Burbery e Tiffany). Ma anche crisi aziendali causate dal contrasto al crescente mercato della contraffazione. In particolare, per analizzare le oscillazioni del mercato del lusso, ho preso a riferimento il mercato dei gioielli poiché simile nell’andamento».

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Nuova aula didattica: così la lezione è partecipazione

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Presentata al Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive dell’Università di Trento la nuova aula per la didattica partecipativa

Otto tavoli da sei posti con equipaggiamento hi-tech per favorire la scrittura collaborativa di documenti, la condivisione facilitata di materiale multimediale e la realizzazione di moduli di insegnamento innovativi

La sensazione è di entrare in una sala operativa con otto squadre al lavoro che condividono con il leader, in tempo reale, istruzioni e materiale. Il clima stimola lo spirito di gruppo.

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L’obiettivo è favorire l’interazione e valorizzare il contributo di ognuno.

La sala operativa, in realtà, è la nuova aula per la didattica partecipativa, dove studenti e studentesse del Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive dell’Università di Trento hanno la possibilità di fare lezione in modo innovativo

L’aula è stata presentata questo pomeriggio a Palazzo Piomarta.

Sono intervenuti il rettore dell’Ateneo, Paolo Collini, e la prorettrice alla didattica, Paola Iamiceli, oltre alla direttrice del Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive, Paola Venuti.

Si è detto che lo spazio è stato realizzato nel corso del 2018 con la finalità di migliorare l’interazione tra docente e classe e favorire l’attività in gruppi di lavoro.

L’aula – si è ricordato – s’inserisce in un percorso di incremento della qualità della didattica, verso il quale il Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive ha sempre dimostrato particolare attenzione. È seguita la dimostrazione della strumentazione presente in aula attraverso una demo.

L’aula per la didattica partecipativa è uno spazio orientato all’utilizzo di risorse multimediali e alla possibilità di condividere i contenuti tra docente e classe.

L’allestimento, sia tecnico sia logistico, rende agevoli attività di gruppo quali, ad esempio, la visione di filmati, la scrittura collaborativa di documenti in tempo reale o l’analisi di dati complessi, consentendo di progettare e realizzare diverse tipologie di esperienze didattiche innovative.

Con otto tavoli di sei posti ciascuno e una postazione docente, è indicata per ospitare classi di medie dimensioni. L’equipaggiamento è hi-tech: ogni tavolo è dotato di un display di grande dimensione, un minicomputer adatto per l’utilizzo di programmi complessi, un sistema di distribuzione dell’audio in cuffia (una per partecipante) ed è predisposto per la connessione dei computer portatili personali (nell’ottica del principio “BYOD – Bring Your Own Device”).

Tastiere e mouse senza fili favoriscono lo scambio del minicomputer tra partecipanti. Accensione, spegnimento, regolazione volume e altri comandi di base sono gestiti tramite un tastierino per tavolo.

Il/la docente ha a disposizione, inoltre, strumenti software per gestire l’interazione con le otto postazioni dei gruppi.

Ad esempio può condividere una presentazione (propria o di uno dei gruppi), inviare/ricevere file, mostrare una pagina web, bloccare temporaneamente l’attività dei gruppi.

In fase di realizzazione è stata posta una particolare attenzione all’efficienza dei collegamenti in rete, sia su cavo sia wireless, in modo da ottenere le migliori prestazioni possibili soprattutto per la fruizione delle risorse multimediali.

L’aula per la didattica partecipativa, a Palazzo Piomarta, è usata dagli studenti e dalle studentesse dei quattro corsi di laurea del Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive e sarà a disposizione, fuori orario delle lezioni, per corsi di formazione e aggiornamenti.

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Senato accademico: eletti Deflorian e Macchi, Sciortino e Pascuzzi

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È stata una competizione elettorale partecipata e combattuta quella che si è svolta oggi per il Senato accademico dell’Università di Trento, mandato 2019/2022

Per l’area delle scienze sociali, umane e giuridiche il risultato è arrivato sul filo di lana con l’elezione di Giuseppe Sciortino e, con uno scarto di soli dieci voti, di Giovanni Pascuzzi, che avendo ottenuto la parità rispetto al collega Andrea Giorgi, ha prevalso per l’anzianità nel ruolo, come previsto dal Regolamento generale di Ateneo.

Distribuzione dei voti polarizzata, invece, per l’area tecnico-scientifica, dove sono stati eletti Flavio Deflorian e Paolo Macchi<

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I quattro professori, che rappresentano la parte elettiva del Senato, saranno in carica dal primo aprile. I risultati saranno validati nei prossimi giorni dalla commissione elettorale centrale.

Per Deflorian (Dipartimento di Ingegneria industriale) è un ritorno in Senato. Secondo mandato per Macchi (Dipartimento Cibio), Pascuzzi (Facoltà di Giurisprudenza) e Sciortino (Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale). Riccardo Zandonini, al quale era stato assegnato l’incarico di prorettore vicario, lascia il Senato perché non era più rieleggibile.

La prima convocazione del Senato con la nuova composizione si terrà il 10 aprile

Senato accademico: funzioni e composizione

Il Senato accademico è l’organo di governo scientifico e didattico dell’Ateneo.

Collabora con il rettore nell’azione di indirizzo, programmazione e coordinamento delle attività didattiche e di ricerca dell’Università e, tenuto conto delle proposte delle singole strutture di Ateneo, nella definizione dei piani scientifici e didattici e nella loro attuazione, nell’allocazione delle risorse e nel reclutamento del personale docente e di ricerca

I quattro professori eletti si troveranno a operare assieme a chi siede nel Senato accademico per nomina del rettore: Giuseppina Orlandini (Dipartimento di Fisica), Paola Iamiceli (Facoltà di Giurisprudenza, che è anche prorettrice alla didattica) e Andrea Pugliese (Dipartimento di Matematica), in carica fino a marzo 2021.

Il mandato nel Senato accademico dura tre anni ed è rinnovabile una sola volta sia per la componente elettiva sia per la parte designata dal rettore.

Del Senato accademico fanno parte lo stesso rettore Paolo Collini e – nelle sedute in cui si trattano tematiche relative alla didattica, al diritto allo studio e ai servizi per gli studenti – due rappresentanti della comunità studentesca. Attualmente sono Caterina Guitti e Masseo Purgato, in carica fino a ottobre 2020.

Dettagli sulle elezioni

I quattro professori ordinari sono stati eletti dal personale docente (professori e professoresse di ruolo, ricercatori

e ricercatrici di ruolo e ricercatori e ricercatrici a tempo determinato). Ai seggi si sono presentati in 498 su 602 aventi diritto (83%).

Per l’area tecnico-scientifica i votanti sono stati 258 su 323 aventi diritto (80%): Deflorian è stato eletto con 122 voti e Macchi con 80.

Per l’area si era candidato anche Tubino che ha raccolto 50 voti. Per l’area delle scienze sociali, umane e giuridiche le persone votanti sono state 240 su 279 (86%): a Sciortino sono andati 85 voti, 75 sia a Giorgi sia a Pascuzzi. Sono stati quindi eletti Sciortino e Pascuzzi (che, nella situazione di parità con Giorgi, ha prevalso per l’anzianità nel ruolo, come previsto dal Regolamento generale di Ateneo).

I seggi sono stati aperti oggi, dalle 9 alle 17, a Trento (Facoltà di Giurisprudenza), Povo (Polo Ferrari 1) e Rovereto (Palazzo Fedrigotti).

I candidati al Senato accademico erano stati assegnati a due diverse liste in corrispondenza delle diverse aree scientifiche dell’Ateneo. 

Ogni docente poteva esprimere un solo voto per un candidato della propria area.

I sette dipartimenti afferenti all’area tecnico-scientifica sono: Fisica; Ingegneria civile, ambientale e meccanica; Ingegneria e Scienza dell’Informazione; Ingegneria industriale; Matematica; Psicologia e Scienze cognitive; Cibio. All’area delle scienze sociali, umane e giuridiche vengono ricondotti, invece, gli altri quattro: Economia e Management; Lettere e Filosofia; Sociologia e Ricerca sociale; Giurisprudenza.

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