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Trento

Via alla raccolta di fondi per i danni causati dal maltempo in Trentino. È possibile donare anche le ore di lavoro

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Una raccolta fondi per ripartire, dopo i disastri causati dal maltempo, con l’aiuto di tutti: cittadini e lavoratori, imprese e associazioni di categoria, una campagna con una causale semplice, “Calamità Trentino 2018″, che fa appello alla generosità e alla voglia di fare dei trentini.

Il primo passo all’interno di un’azione più vasta che nel medio e lungo periodo svilupperà un percorso dedicato alla valorizzazione dell’ambiente e del bosco, ovvero il grande patrimonio naturale trentino, che il maltempo ha colpito duramente.

Nasce così l’iniziativa, che prenderà il via ufficialmente lunedì 12 novembre, che si affianca a tutte le altre azioni sviluppate in questi giorni dai vari soggetti coinvolti nell’emergenza maltempo.

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A promuoverla, assieme alla Provincia autonoma di Trento, le associazioni imprenditoriali ed i sindacati.

Oltre al versamento, sul conto che fa capo alla Provincia, sono allo studio anche alcune modalità di partecipazione alla ricostruzione donando il valore di alcune ore del proprio lavoro.

Le prime stime dei danni in Trentino per il maltempo si attestano, come noto, attorno ai 250-300 milioni di Euro.

Oltre ai fondi che saranno messi a disposizione dalla Provincia autonoma di Trento e dallo Stato, ogni cittadino potrà dunque contribuire volontariamente con un versamento, che andrà effettuato, tramite bonifico, alla tesoreria della Provincia autonoma di Trento, con la causale “Calamità Trentino 2018”.

Questo è l’IBAN sul quale fare il versamento: 

IT12S0200801820000003774828

 Per i bonifici dall’estero: CODICE BIC: UNCRITMM

E’ fondamentale indicare la causale “Calamità Trentino 2018”

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Trento

Ecco la verità sulla cattura e fuga dal «Casteller» dell’orso M49

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Stamane il governatore Maurizio Fugatti era chiamato a spiegare l’avvenuta cattura dell’orso e la sua fuga dopo poche ore dal centro del «Casteller».

Il governatore ha ricostruito filo per segno quanto successo veramente e tutte le incredibili tappe che hanno portato alla fuga di M49

Catturato alle 22.50 con una trappola a tubo nei pressi di Malga Rosa nel comune di Porte di Rendena l’animale, dopo una fase di agitazione si è tranquillizzato ed è stato caricato su un pickup della Forestale.

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A mezzanotte e mezzo la colonna si è messa in movimento e lungo il tragitto fino a Trento l’orso è stato controllato due volte apparendo calmo e in buona salute.

M49 è arrivato al Casteler alle 2,30 ed è stato posto, ancora all’interno della trappola, all’interno dell’area uno (sono in tutto tre, una occupata dalla femmina Dj, una vuota, tutte con un doppia rete elettrificata) che avrebbe dovuto ospitarlo.

Una volta collocato nella struttura, ancora nel tubo, gli è stato tolto il radio collare con un telecomando e, riattivata la corrente elettrica della gabbia, alle 3.20 del 15 luglio è stato liberato.

Controllato a vista dal personale, sulle prime M49 si è nascosto nel boschetto che sta all’interno dell’area, poi, ha raccontato Fugatti, si sono sentiti rumori causati dalle zampate dell’orso che è riuscito ad allargare i cavi elettrici che non hanno ceduto a differenza dei supporti isolanti che rompendosi hanno provocato l’interruzione della corrente nell’area uno, quella di M49 e in quella vicina che è libera.

A questo punto l’animale ha superato queste due recinzioni ed è entrato nell’area tre dove si trova l’orsa Dj3 che, impaurita, si è nascosta nella sua tana.

Sempre seguito a vista dai forestali l’orso, resistendo alle scariche elettriche dell’area 3 che è rimasta elettrificata, si è messo a scavare per cercare di superare la rete metallica che ha poi superato d’impeto allentando un cavo di acciaio e rompendo un isolatore e, infine, con un balzo di due metri, noncurante delle scosse, ha scavalcato la recinzione perimetrale.

Gli operatori presenti vista la situazione e l’aggressività dimostrata dall’animale hanno deciso di allontanarsi a gambe levate.

Dopo 10 minuti, tornati sul posto, hanno constatato la fuga di M49.

Fin dalle prime ore del mattino i forestali si sono messi alla ricerca del fuggiasco nel timore che si fosse diretto verso la città.

Ma, con l’ausilio dei droni del Vigili del fuoco e dei cani, si è esclusa la presenza del plantigrado nelle vicinanze del Casteler.

M49 è stato invece segnalato la mattina del 16 sulla Marzola nei pressi di Susà e nella nottata nella zona di Bosentino.

Sempre sulla Marzola sono stati trovate impronte e feci dell’orso.

Fugatti, oltre a questa ricostruzione della drammatica fuga, ha ricordato che si è scelto di non anestetizzare l’animale per non fargli correre pericoli e ha sottolineato che le gabbie del Casteller state approvate dall’Ispra e che le modalità di cattura sono state ritenute regolari dal dottor Genovesi sempre dell’Istituto superiore per la ricerca e protezione dell’ambiente.

Nel frattempo oggi Fugatti ha confermato che è stata emessa una nuova ordinanza per la cattura e l’abbattimento dell’orso. (qui articolo)

Nella replica ai consiglieri intervenuti il governatore ha detto che l’ordinanza di oggi modifica la prima perché dà la possibilità agli operatori, in caso di pericolo grave, di abbattere M49, un esemplare che la Giunta ha posto all’attenzione già nel febbraio scorso quando venne chiesta all’Ispra la possibilità di catturarlo.

Ma più in generale, per il Presidente, la convivenza tra i grandi predatori e l’allevamento non è possibile.

Un problema di difficile soluzione e la Giunta ha messo in atto un percorso, nel quale c’è il fatto che la legge varata da Rossi sia stata considerata costituzionale dalla Consulta e che si sta muovendo la Commissione dei 12.

Però, ha ribadito Fugatti, si deve cominciare a dire che questo numero di esemplari è difficilmente sostenibile.

Serve quindi accordo per arrivare una soluzione per orsi e lupi che sono troppi rispetto alle capacità del territorio.

Rivolgendosi a Ugo Rossi ha affermato che, nel caso di Daniza, avrebbe dovuto riflettere prima di chiedere dimissioni del Presidente, ma ha ricordato che la situazione è stata creata da chi ha governato per 15 anni (NdR – Lorenzo Dellai) e che in piazza non ha preso in giro gli allevatori, non ha fatto promesse, ma ha ribadito che si è avviato un percorso che sarà lungo e difficile.

La vicenda di M49, ha chiuso il Presidente, dev’essere un’esperienza per la gestione dei grandi carnivori. S’è fatta squadra con le regioni su tema lupo e orso e le modalità messe in campo della Giunta sono corrette.

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Trento

Terzo Settore: costituito il Registro dei soggetti accreditati

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Adottato oggi dalla Giunta provinciale, su proposta dell’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia, Stefania Segnana, un ulteriore provvedimento di considerevole importanza per dare concreto avvio al nuovo regime delle autorizzazioni e degli accreditamenti dei soggetti che operano nella gestione dei servizi socio-assistenziali in provincia di Trento.

Il provvedimento interessa circa 140 soggetti gestori di servizi, comprensivi degli Enti del Terzo Settore, delle Apsp e, limitatamente alle autorizzazioni, anche di altri enti for profit.

Nel dettaglio sono stati definiti l’impianto e l’organizzazione del Registro degli accreditati e dell’Elenco degli autorizzati per la gestione sul libero mercato dei servizi socio-assistenziali.

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Al fine di garantire la continuità nell’erogazione dei servizi durante la fase transitoria di passaggio dal vecchio al nuovo regime si prevede, l’automatica autorizzazione e accreditamento in via temporanea degli enti del Terzo Settore già autorizzati al funzionamento e degli altri soggetti che gestivano servizi socio-assistenziali con finanziamento pubblico alla data del 1° luglio 2018.

“L’elenco che include tutti i soggetti privati e le Apsp che sono autorizzati ad erogare servizi socio-assistenziali a libero mercato sul territorio provinciale – spiega l’assessore Stefania Segnana – è uno strumento utile soprattutto ai cittadini trentini, per prendere visione dell’offerta privata dei servizi socio-assistenziali disponibili sul mercato locale e quindi può supportarli nell’orientamento delle loro scelte assistenziali“.

Il Registro dei soggetti accreditati riporta l’insieme degli enti del Terzo settore e delle Apsp che, oltre a poter erogare servizi socio-assistenziali sul libero mercato, dispongono altre sì dell’accreditamento per svolgere tali servizi per conto della Provincia e/o degli enti locali o comunque nei circuiti dei servizi e dei finanziamenti pubblici.

Pertanto tale Registro rappresenta il quadro complessivo dell’offerta pubblica dei servizi e costituisce un rifermento fondamentale anche per la programmazione e per l’erogazione e per l’affidamento degli stessi, attraverso le plurime modalità disponibili in provincia di Trento.

Il Registro e l’Elenco costituiti dalla Giunta provinciale sono accessibili a tutta la popolazione e pertanto saranno pubblicati sul sito istituzionale della Provincia dedicato alle politiche sociali non appena, nell’immediatezza, sarà adottato anche l’atto di competenza del Servizio Politiche sociali che lo popolerà dei contenuti, frutto di un approfondito lavoro di raccolta, analisi e controllo incrociato di informazioni relative ai soggetti gestori di servizi provenienti da più banche dati.

Durante quest’operazione, la Provincia ha provveduto anche alla riclassificazione di tutti i servizi socio-assistenziali in essere, secondo le logiche del nuovo sistema provinciale di qualità dei servizi disciplinato con il Regolamento di attuazione degli articoli 19, 20 e 21 della legge provinciale sulle politiche sociali, prendendo a riferimento le aree, ambiti, aggregazioni funzionali e tipologie di servizi previste nel nuovo “Catalogo dei servizi”.

Ad oggi sono iscritti rispettivamente all’Elenco e al Registro i soggetti ai quali la legge provinciale ha riconosciuto l’autorizzazione e l’accreditamento temporanei, con validità fino al giugno 2021, per garantire la continuità dell’erogazione dei servizi nella fase transitoria di passaggio dal pre-esistente regime di autorizzazione al funzionamento delle strutture che ospitano servizi socio-assistenziali residenziali e semi-residenziali, a quello nuovo di autorizzazione/accreditamento/vigilanza generalizzati.

Questi soggetti potranno continuare a mantenere la propria iscrizione nel Registro dei soggetti accreditati e nell’Elenco di quelli solamente autorizzati anche dopo il giugno 2021, a condizione che acquisiscano, entro tale data, tutti requisiti necessari per ottenere l’accreditamento o l’autorizzazione.

Sia il Registro dei soggetti accreditati che l’Elenco di quelli solamente autorizzati costituiscono strumenti dinamici, in continuo cambiamento; la loro implementazione, la gestione e l’aggiornamento è affidata al Servizio della Provincia competente in materia di Politiche sociali.

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Trento

Strade, nuova organizzazione: i settori operativi passano da 8 a 11

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I settori operativi del Servizio gestione strade saranno aumentati dagli attuali 8 a 11.

Lo ha deciso venerdì la Giunta provinciale riunita a Tesero, su proposta dal presidente Maurizio Fugatti.

I settori del Servizio rappresentano l’insieme dei “cantoni”, ossia i tratti di strada dove operano le squadre di “cantonieri” a cui è preposto un responsabile.

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L’estensione ottimale dei settori dipende da diversi fattori che possono variare nel tempo. Tra questi, c’è ovviamente la vetustà della rete stradale ed i mutamenti climatici che stanno caratterizzando le ultime stagioni.

Elementi che richiedono una maggiore e più rapida manutenzione straordinaria, nonché un aumento del carico di adempimenti tecnici e burocratici in capo ai responsabili.

Il settore delle valli dell’Avisio viene dunque diviso in Cembra-Fiemme e Fassa, quello delle valli del Noce in Non e Sole, infine il Primiero viene “distaccato” da Bassa Valsugana e Tesino.

“Per l’amministrazione provinciale – evidenzia il presidente Fugatti – è di primario interesse mantenere una qualità elevata delle infrastrutture stradali, quale strumento indispensabile per la vita e lo sviluppo delle comunità locali”.

La ridefinizione degli ambiti territoriali del Servizio gestione strade risponde dunque alle nuove esigenze organizzative, per garantire l’efficienza e l’efficacia del servizio pubblico reso, garantendo a ciò che è necessario la priorità nell’assegnazione del personale.

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