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Trento

Via alla raccolta di fondi per i danni causati dal maltempo in Trentino. È possibile donare anche le ore di lavoro

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Una raccolta fondi per ripartire, dopo i disastri causati dal maltempo, con l’aiuto di tutti: cittadini e lavoratori, imprese e associazioni di categoria, una campagna con una causale semplice, “Calamità Trentino 2018″, che fa appello alla generosità e alla voglia di fare dei trentini.

Il primo passo all’interno di un’azione più vasta che nel medio e lungo periodo svilupperà un percorso dedicato alla valorizzazione dell’ambiente e del bosco, ovvero il grande patrimonio naturale trentino, che il maltempo ha colpito duramente.

Nasce così l’iniziativa, che prenderà il via ufficialmente lunedì 12 novembre, che si affianca a tutte le altre azioni sviluppate in questi giorni dai vari soggetti coinvolti nell’emergenza maltempo.

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A promuoverla, assieme alla Provincia autonoma di Trento, le associazioni imprenditoriali ed i sindacati.

Oltre al versamento, sul conto che fa capo alla Provincia, sono allo studio anche alcune modalità di partecipazione alla ricostruzione donando il valore di alcune ore del proprio lavoro.

Le prime stime dei danni in Trentino per il maltempo si attestano, come noto, attorno ai 250-300 milioni di Euro.

Oltre ai fondi che saranno messi a disposizione dalla Provincia autonoma di Trento e dallo Stato, ogni cittadino potrà dunque contribuire volontariamente con un versamento, che andrà effettuato, tramite bonifico, alla tesoreria della Provincia autonoma di Trento, con la causale “Calamità Trentino 2018”.

Questo è l’IBAN sul quale fare il versamento: 

IT12S0200801820000003774828

 Per i bonifici dall’estero: CODICE BIC: UNCRITMM

E’ fondamentale indicare la causale “Calamità Trentino 2018”

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Trento

Il Sindaco Andreatta ha incontrato la direttrice del Carcere di Trento Anna Rita Nuzzaci

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Questo pomeriggio il Sindaco di Trento Alessandro Andreatta ha incontrato Anna Rita Nuzzaci, direttrice della Casa circondariale di Trento dalla scorsa metà di marzo.

Per la Nuzzaci si tratta di un ritorno a Trento, dopo un’esperienza come direttrice del carcere di Bolzano.

L’incontro è servito a capire meglio la realtà del carcere e il suo rapporto colla città e al contempo a valutare la possibilità di iniziative di collaborazione tra le due istituzioni come è già successo in passato.

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Trento

Morte Cristina Pavanelli, i tifosi della Trentino Volley: «Continua a tifare con noi»

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L’incidente avvenuto nei pressi di Lipsia in Germania si è portato via Cristina Pavanelli di Baselga del Bondone

La donna, 63 anni,  era a bordo di un pullman Flixibus, in viaggio da Berlino a Monaco, che è uscito fuori di strada e si è rovesciato. (qui le foto e l’articolo)

Nell’incidente sono rimasti feriti 60 passeggeri, 9 dei quali gravi.

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Per lei purtroppo non c’è stato nulla fare.

Feriti anche i due figli, ma non in pericolo di vita.

Aveva deciso insieme ai due figli di seguire dal vivo le due finali della Champions League di pallavolo, vinte dalle squadre italiane di Civitanova Marche nel maschile e Novara nel femminile.

Da anni Cristina era tesserata per la curva gialloblù, ed era una presenza immancabile sulle tribune della Blm Group del Palatrento.

Cristina era tifosa, ma l’aveva colpita soprattutto il clima familiare che si respirava nei palazzetti, anche fra tifosi di squadre diverse.

Gli amici della Curva Gislimberti hanno voluto ricordarla con un breve messaggio: «Tutta la curva Gislimberti vuole salutare per l’ultima volta Cristina Pavanelli, una propria tesserata ma prima di tutto una vera appassionata di Volley. Siamo vicini ai figli Martina e Michele e a tutta la famiglia. Ciao Cristina, continua a tifare con noi. Un abbraccio.»

Era sempre pronta a partire, e proprio nelle trasferte non doveva mai mancare il tempo per qualche visita culturale.

Al funerale i tifosi trentini saranno presenti con una delegazione.

Quella per la pallavolo era una passione di famiglia: la figlia Martina ha militato per alcuni anni fra le fila del Marzola, storica società di Povo.

Solo due anni fa aveva perso l’adorato marito.

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Trento

Precariato: le grandi «scoperte» e responsabilità dei sindacati trentini

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nella foto il segretario della CGIL trentina Ianeselli

Sindacati trentini ancora sotto la lente d’ingrandimento e in continuo calo di consenso da parte degli stessi tesserati.

L’ultima scoperta di Cgil, Cisl e Uil è infatti di ieri: hanno aperto gli occhi sul fatto che la povertà risiede anche nei lavori precari e sottopagati.

Verità sacrosanta, ma chi ha avvallato negli anni tutti i nuovi contratti atipici?

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Chi ha permesso leggi che mettono in condizione le cooperative di assumere senza diritti?

Chi ha votato a favore dell’abrogazione dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori?

E poi Job Act, lavori a chiamata per citarne solo una parte?

Sempre loro: Cgil, Cisl e Uil.

Solamente che quando al governo c’era la sinistra, loro se ne stavano zitti e non si sarebbero mai permessi di “ disturbare il guidatore”.

Ai sindacati in versione governativa, andava più che bene che ci fossero retribuzioni nell’ordine degli 800 euro quindi ben al di sotto del minimo vitale, ma posizioni utili per abbassare il tasso di disoccupazione e quindi parlare di successo della sinistra.

Che poi con 800 euro il lavoratore non arrivasse nemmeno a un quarto del mese, ai sindacati nulla importava.

Adesso che il governo è cambiato il gioco sindacale vorrebbe essere quello di utilizzare tutto quanto andava bene con la sinistra al potere, per dare il via ad una nuova stagione di rivendicazioni sindacali, consapevoli che tra i lavoratori serpeggia il malcontento.

Le richieste?

Un nuovo piano di edilizia pubblica, contrattazione integrativa e sostegno alle aziende che innovano.

Non male come faccia tosta. Facciamo un esempio.

C’è un’azienda che fa riferimento al mondo della cooperazione che sta assumendo lavoratori da un’agenzia interinale con contratti a chiamata giornaliera che prevedono una paga lorda oraria al di sotto dei 9 euro.

Il tutto per non richiamare al lavoro quei dipendenti titolari di un contratto stagionale.

Il rapporto di lavoro è perfettamente legale, ma grazie a quanto hanno avvallato e fatto finta di non vedere i sindacati, impegnati a enfatizzare la politica governativa di sinistra, infischiandosene dei lavoratori.

Serve un nuovo piano di edilizia pubblica? Un’altra scoperta.

Peccato che con un clima diverso per i sindacati la capacità abitativa di Itea era perfetta e tutto sembrava andare per il meglio.

Cgil, Cisl e Uil prima di avanzare pretese, farebbero meglio a fare autocritica riconoscendo gli errori commessi a danno dei lavoratori e invece di rivendicare, chiedere aiuto per riparare alle troppe castronerie commesse.

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