Connect with us
Pubblicità

Trento

Appalti UniTrento: sequestrati 323 mila euro di beni a Rinaldo Maffei, sindaco PD di Nomi

Pubblicato

-

Nell’ambito dello scandalo degli appalti dell’Università di Trento, la Corte dei conti ha sequestrato beni per 323.670 euro all’ex dirigente Rinaldo Maffei.

Maffei è stato Dirigente Responsabile Direzione Patrimonio Immobiliare Appalti dell’Ateneo dal 19.11.2012 al 18.11.2017.

Dal suo cv sul sito dell’Università (CV dirigente DPIA_ultimo) emerge comunque come tale posizione fosse occupata dal 2003 ed è stata rinnovata con decreto nel 2012.

PubblicitàPubblicità

I sequestri conservativi riguardano decine di immobili di proprietà di Maffei sparsi fra Trento, Cinte Tesino e Nomi dove l’ex dirigente è stato rieletto sindaco, in quota Pd, nel 2016.

Lo scandalo dell’Università, a cui sono stati causati centinaia di migliaia di euro di danni erariali, aveva coinvolto 17 persone che sono finite nell’inchiesta penale.

Ad alcuni professori era stato contestato anche il doppio lavoro.

In pratica si procedeva all’affidamento diretto di piccoli incarichi, in maniera tale da evitare gare di appalto regolari e poter decidere a chi destinare i lavori.

Stesso sistema aveva usato Maffei, che era però coinvolto in grandi appalti, che aveva spacchettato in più pezzetti sempre per arrivare ad affidare in maniera diretta gli incarichi.

La nuova sede del Rettorato c/o Palazzo Sardagna in via Calepina 14 a Trento

Nel dettaglio la Guardia di Finanza ha analizzato gli appalti per la ristrutturazione del Rettorato presso palazzo Sardagna (opera per un totale di 1,2 milioni), la nuova sede della Direzione patrimoniale in via Rosmini e i lavori di una sala lettura presso il Dipartimento di Economia.

Nell’ordine per i tre appalti a Maffei vengono imputati 128 mila euro di danno erariale su 134 mila, 140 mila su 153 e 55 mila su 58.

Totale: oltre 400 mila euro.

Pubblicità
Pubblicità

Trento

Covelo: lite condominiale trasformata in episodio razzista, smontata l’ennesima bufala

Pubblicato

-

In Trentino si discute sull’opportunità di cacciare o meno orsi e lupi, ma l’unica stagione venatoria iniziata senza referendum e dibattiti è quella della bufala… dell’atto razzista.

È il caso di dire insomma che ci risiamo.

L’ultima in ordine di tempo è quella di Covelo dove quella che qualche anno fa sarebbe stata archiviata come lite condominiale oggi, grazie ad una stampa schierata e consenziente, è diventato un gravissimo atto razzista.

Pubblicità
Pubblicità

La caccia alla bufala è iniziata alla vigilia delle elezioni provinciali e da allora non è mai stata chiusa.

Molti i colpi andati a vuoto, ma nessuno è riuscito a portare a casa la preda semplicemente perché i casi erano montati su situazioni inesistenti e sono durati solo il tempo necessario perché si sgonfiassero da soli.

Tant’è che oggi nessuno ne parla nemmeno più.

Ripercorriamo i casi più eclatanti della caccia alla bufala.

A ottobre due sconosciuti alle 21 fanno cadere un giovane indiano che attraversava l’incrocio tra Corso Buonarroti e Via Lampi.

«Stranamente» sembrano mancare i testimoni, ma immediato è l’intervento di condanna da parte di UDU e UniTIN e la “notizia” ha tenuto banco per alcuni giorni.

Se la caduta in bicicletta è stata il 17 ottobre, il giorno dopo una studentessa trentina denuncia che a bordo del Flixbus della linea Trento – Roma una signora che avrebbe allontanato il vicino di poltrona, dicendogli più o meno “Qui no, vai via. Sei di un’altra religione, vai in fondo”.

La discussione sarebbe degenerata fino all’arrivo della Polizia, ma anche di questo episodio se ne è persero le traccie, soprattutto dopo che lo stesso capo della Mobile Ascione ha smentito l’accaduto.

In quell’episodio sarà stata una coincidenza ovviamente del tutto fortuita, ma guarda caso il 21 ottobre si andava a votare e l’urlare al «razzista» avrebbe fatto buon gioco.

E da allora la bufala ha continuato a pascolare tranquilla fino a dicembre quando è stata richiamata per un caso di razzismo al Mercatino di Natale.

Anche quella volta dopo tanto parlarne, il silenzio è arrivato inesorabile.

La scorsa settimana ecco la lite condominiale di Covelo che finisce perfino nella locandina di un quotidiano come grave atto di razzismo, ripresa manco a dirlo da tutti gli altri media copioni schierati con la sinistra caduta in disgrazia e i centri sociali.

I termini della discussione saranno stati anche accesi, le parole usate inappropriate, ma concediamoci una considerazione.

Il caso è stato raccontato basandosi unicamente sulla versione data dalla parte offesa: nessuno si è preso la briga di parlare con la controparte.

E lo stesso è successo negli altri episodi nei quali c’era una controparte, si può parlare di informazione corretta?

 

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Trento

Paura a Madonna Bianca per un’anziana scippata e buttata a terra

Pubblicato

-

Brutta avventura per una 87enne di Madonna Bianca che ieri sera (15 febbraio) è stata scippata della borsa e gettata a terra da due sconosciuti malviventi.

Erano ormai passate le 20 ed era già buio quando l’anziana, rientrando a casa in via Conci, ha subito l’aggressione.

Probabilmente dopo averla seguita per un tratto di strada ed essersi assicurato che fosse sola, uno dei due borseggiatori si è avvicinato alla donna, che in quel momento stava attraversando il cortile antistante la torre 14, e l’ha strattonata facendola finire a terra.

PubblicitàPubblicità

Fortunatamente la signora, ancora sotto shock, non aveva con sé denaro o oggetti di valore.

Sul posto i carabinieri, che hanno dato il via alle operazioni di ricerca dei due scippatori.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Trento

Protesta sotto il palazzo della regione: no al riempimento della cava di Sardagna

Pubblicato

-

Sardagna ribadisce la propria contrarietà all’ipotesi di riempimento della cava attualmente di proprietà di Sativa chiedendone l’acquisizione da parte della Provincia e lancia anche un allarme di estetica ambientale: come sarebbe il panorama visto dalla possibile nuova funivia Trento – Bondone dal momento che l’ipotetico percorso passerebbe proprio sopra il “ buco” della cava?

Concetti espressi questa mattina nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta sotto il palazzo della Provincia “perché siamo in attesa che il Presidente Fugatti ci fissi un appuntamento, come del resto lo siamo da parte del sindaco Andreatta. Le firme raccolte ? Ce le teniamo ben strette e le presenteremo solo in occasione dei richiesti incontri”.

Attualmente l’attività della cava è sospesa da una delibera della Provincia, ma l’ipotesi è che si possa dare il via ai lavori di riempimento: un lavoro infinito: “Il problema è semplice. La cava fu posta sotto sequestro per la presenza di rifiuti speciali non autorizzati – spiega il Presidente della Circoscrizione Pedrotti – che adesso col l’innalzamento dei parametri sono diventati regolari. Contemporaneamente la quantità degli inerti è diminuita in maniera drastica e quindi più che il rischio la certezza che abbiamo e che il riempimento possa essere fatto con rifiuti speciali”.

PubblicitàPubblicità

Di rifiutiparticolari” come sacche di sangue o residui di piombo pare che ce ne siano in quantità rilevanti: “Il problema – sottolinea una residente – è che la bonifica non può essere fatta per i rischi di franamento collegati agli scavi. Quindi possiamo accettare che tutto resti com’è adesso – anche se ci dicono che esisterebbe una mappatura che indica il contenuto nelle varie aree della cava – ma di certo non permetteremo un’ ulteriore crescita dei rifiuti speciali”.

Sardagna è stata dimenticata per anni, ma oggi grazie alla discussione del progetto della funivia Trento – Bondone e di quella relativa alla riqualificazione e recupero turistico della “montagna di Trento” l’occasione è propizia per cercare di porre rimedio agli anni nei quali il ricatto del posto di lavoro, ha rovinato la realtà di Sardagna.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Iscriviti alla Newsletter

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

Categorie

di tendenza