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Valutazione Anvur: UniTrento promossa a pieni voti

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Fascia A, punteggio massimo.

“Molto positivo” è il giudizio sull’Università di Trento espresso dalla Commissione di esperti per la valutazione (Cev) al termine della procedura di accreditamento periodico condotta dall’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della Ricerca (Anvur) per conto del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (Miur).

L’Ateneo ha ottenuto un punteggio complessivo che lo colloca al livello più alto sui cinque previsti. La notizia è arrivata poco fa da Roma.

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«Dal 2014 a oggi sono state 35 le università italiane valutate ai fini dell’accreditamento periodico da parte delle Commissioni di esperti per la valutazione. Ed è la prima volta che un’università italiana ottiene un giudizio così alto» commenta il rettore Paolo Collini. Da parte sua il direttore generale Alex Pellacani osserva: «Il risultato deriva da un’organizzazione che funziona bene nelle sue componenti e nella gestione dei processi».

E’ anche alla luce del risultato conseguito da UniTrento che Paolo Miccoli, presidente del consiglio direttivo dell’Anvur, interverrà all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Trento, in programma il prossimo 14 novembre (Palazzo Paolo Prodi, ore 17.30). Sarà un’occasione per approfondire assieme a lui i fattori che hanno portato l’Ateneo a ottenere il giudizio “Molto positivo” nell’accreditamento periodico.

L’accreditamento periodico ha durata quinquennale e viene concesso dal Miur su proposta dell’Anvur a seguito della verifica della permanenza dei requisiti per l’accreditamento iniziale. L’ottenimento dell’accreditamento periodico dell’ateneo e dei suoi corsi di studio è condizione necessaria per continuare l’attività: in caso contrario l’ateneo o il singolo corso di studio non accreditato sarà chiuso.

Le Cev sono nominate dall’Anvur e si compongono di esperti/e di sistema, esperti/e disciplinari, esperti/e studenti e studentesse. La visita della commissione all’Università di Trento, che si era tenuta lo scorso aprile, ha riguardato un campione di sei corsi e due dipartimenti.

La procedura prevede in primo luogo un esame a distanza della documentazione messa a disposizione dagli atenei. Questo esame ha lo scopo di comprendere e valutare gli elementi fondanti del sistema di assicurazione della qualità così come è stato disegnato dall’ateneo e applicato nei corsi di studio. Concluso l’esame a distanza, le Commissioni di esperti per la valutazione (Cev) organizzano una visita all’ateneo di 4-5 giorni. L’obiettivo è verificare di persona la qualità del lavoro svolto su un campione di corsi di studio e dipartimenti e cercare conferma di quanto descritto nella documentazione esaminata.

Tali verifiche si svolgono tramite colloqui, interviste e partecipazione ad alcune lezioni scelte a campione dalla Cev e prevedono anche visite delle strutture dedicate a didattica, studio e laboratori per la ricerca. Il rapporto di valutazione ai fini dell’accreditamento periodico delle sedi universitarie e dei corsi di studio verifica lo stato e l’efficacia delle procedure di assicurazione della qualità messe in atto dagli atenei e ha il compito di indicare le aree di possibile crescita dell’ateneo nel suo complesso e dei singoli corsi di studio esaminati, mettendo in luce la presenza di buone pratiche e incentivando il miglioramento continuo.

Il programma di visite, avviato al termine del 2014, ha costituito una novità importante per il sistema universitario italiano e allinea il Paese alle pratiche adottate in ambito europeo.

I requisiti

Il giudizio finale riguarda la valutazione dell’università nel suo insieme e viene formulato sulla base di quattro requisiti.

Il primo requisito riguarda le performance gestionali ovvero visione, strategie e politiche di ateneo sulla qualità della didattica e ricerca. L’obiettivo è accertare che l’ateneo abbia elaborato un sistema solido e coerente per l’assicurazione della qualità della didattica e della ricerca come supporto del continuo miglioramento all’interno e rafforzamento della responsabilità verso l’esterno.

Il secondo si riferisce all’efficacia delle politiche di ateneo per l’assicurazione della qualità. Misura, in particolare, la capacità di monitoraggio e raccolta dati e accerta che processi e risultati siano periodicamente autovalutati dai corsi di studio e dai dipartimenti e sottoposti a valutazione interna da parte del Nucleo di valutazione dell’ateneo.

Altro requisito concerne la qualità dei corsi di studio. Serve a verificare la coerenza degli obiettivi individuati in sede di progettazione dei corsi con le esigenze culturali, scientifiche e sociali. Verifica, inoltre, la disponibilità di risorse adeguate di docenza, personale e servizi, il monitoraggio dei risultati e le strategie adottate a fini di correzione e di miglioramento e l’apprendimento incentrato sullo studente.

Il quarto requisito valuta l’efficacia del sistema di assicurazione della qualità della ricerca e della terza missione, definito nei suoi orientamenti programmatici dall’ateneo e perseguito dalle principali strutture accademiche.

Alcune definizioni

  • Anvur: Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca;
  • Ava: Sistema di autovalutazione, valutazione periodica, accreditamento;
  • AQ: Assicurazione della qualità. Insieme dei processi interni relativi alla progettazione, gestione e autovalutazione delle attività formative e scientifiche, comprensive di forme di verifica interna ed esterna, che mirano al miglioramento della qualità dell’istruzione superiore nel rispetto della responsabilità degli atenei verso la società;
  • Qualità: nel contesto dell’assicurazione della qualità dell’università, il termine “qualità” indica il grado con cui gli atenei realizzano i propri obiettivi didattici, scientifici e di sviluppo civile; creare, quindi, una vasta base di conoscenze avanzate, partecipare ed essere di stimolo alla ricerca e all’innovazione, preparare gli studenti a una cittadinanza attiva e al loro futuro ruolo nella società, accompagnare il loro percorso culturale in armonia con le loro motivazioni, aspettative e prospettive personali.

Ulteriori approfondimenti:

http://www.anvur.it/attivita/ava/accreditamento-periodico/

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UniTrento è il migliore ateneo statale in Italia

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Il risultato è stato reso noto ieri sul quotidiano la Repubblica dal Censis, che da quasi vent’anni redige una classifica molto consultata come vademecum per la scelta universitaria.

Dopo alcuni anni di ottimo piazzamento in seconda o terza posizione, UniTrento ha superato gli altri atenei concorrenti della fascia di riferimento e si è collocata al primo posto tra gli atenei di medie dimensioni(tra i 10mila e i 20mila iscritti) davanti a Siena e Trieste.

Il punteggio totale di 97/110 è poi risultato il migliore in assoluto tra gli atenei italiani, a prescindere dalla grandezza. UniTrento si piazza così davanti ai politecnici e a grandi e rinomate università statali come Bologna e Roma Sapienza.

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Considerando i sei parametri presi a riferimento, decisivi per l’ottima performance di UniTrento nella classifica 2019/20 sono gli indicatori: “internazionalizzazione” (104) e “comunicazione e servizi digitali” (103). Molto positivi sono anche gli esiti ottenuti dalle borse di studio (98) e dalle strutture (98). Da quest’anno è stato inserito anche un parametro nuovo riferito all’occupabilità, che misura il tasso di inserimento nel mondo del lavoro di laureati e laureate magistrali del 2017 a un anno dal conseguimento del titolo. Anche in questo caso Trento registra un buon punteggio (93/110).

Insieme all’analisi generale per ateneo, il Censis ha pubblicato anche le classifiche per la didattica con buoni piazzamenti per l’Ateneo trentino.

Nella graduatoria dei corsi di laurea a ciclo unico Trento è prima con Giurisprudenza (101,5), mentre è tredicesima per Edile-Architettura (83).

Nelle lauree triennali è prima nei settori Informatica e tecnologie ICT (108), in quello scientifico (100, in cui si trovano Fisica, Matematica e Biologia) e in quello politico-sociale e comunicazione (106,5, in cui si trovano relazioni internazionali, scienze della sicurezza), al secondo posto nel settore psicologico e delle scienze cognitive (110 a pari merito con Bologna), spicca al quarto posto nel gruppo economico (103), al quinto per il settorelinguistico (105), settimo in quello letterario-umanistico (92). Chiude Architettura e Ingegneria civile al 18° posto (83), al 20° Ingegneria industriale e dell’Informazione (89,5) e Arte e design al 28°posto (81,5 in cui si trovano discipline delle arti figurative e della musica).

Per quanto riguarda le lauree magistrali Trento ottiene ottimi piazzamenti: è prima nel settore psicologico e delle scienze cognitive (110), secondo in Informatica e tecnologie ICT (103), ottavo in quello politico-sociale e comunicazione (91,5), nono in quello letterario-umanistico (94,5), decimo posto in quello scientifico (90) e Architettura e Ingegneria civile all’11° posto (80).

Grande soddisfazione per il risultato è stata espressa dal rettore Paolo Collini: «Il primo posto tra le università di medie dimensioni, peraltro con il punteggio più alto tra tutti gli atenei italiani, è un dato che conferma la posizione ai vertici che Trento ha sempre ottenuto in questa classifica. È una dimostrazione della qualità del lavoro che svolgiamo da anni e che è certificata anche dalle massime valutazioni ricevute dalle agenzie ufficiali, come l’Anvur (Agenzia per la valutazione del sistema universitario e della ricerca) e dagli istituti di ricerca che compilano i ranking. Una posizione solida ai vertici del sistema accademico del Paese che prova come l’Università di Trento sia uno dei migliori luoghi dove studiare e fare ricerca in Italia, se non il migliore. Ma colloca anche il nostro Ateneo al pari delle migliori università europee per le opportunità che offre ai suoi studenti e studentesse. Desidero ringraziare tutta la comunità accademica e il personale dell’Ateneo per l’ottimo lavoro svolto: questo risultato è senz’altro frutto di un impegno collettivo, prolungato nel tempo».

I risultati della classifica sono disponibili online sul sito del Censis, dove è possibile scaricare il rapporto completo e le note metodologiche.

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Ammissione all’Università di Trento: al via le iscrizioni ai test estivi

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All’Università di Trento è tempo di iscriversi alle prove selettive estive per diventare studenti e studentesse dell’Ateneo per l’anno accademico 2019/2020 (iscrizioni sul sito: infostudenti.unitn.it/it/ammissioni).

Infatti, dopo la sessione di primavera che si è tenuta tra marzo e aprile, da oggi è possibile iscriversi online alle prove di ammissione del 22 agosto e del 29 e 30 agosto. La nuova sessione è dedicata a chi non ha sostenuto o superato i test in primavera.

La novità di quest’anno è Ingegneria informatica, delle comunicazioni ed elettronica, corso attivato presso il Dipartimento di Informatica e scienza dell’informazione (Disi) che si propone di formare ingegneri con competenze specifiche nei settori dell’Information and Communication Technology (Ict) in grado di lavorare in team e affrontare e risolvere problemi nei settori dell’informatica, delle telecomunicazioni e dell’elettronica utilizzando metodi, tecniche e strumenti innovativi.

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Oltre che per l’ammissione a questo nuovo corso, sono aperte le iscrizioni alle prove selettive del 29 e 30 agosto – erogate in modalità test Tolc – per Informatica, Ingegneria per l’ambiente e il territorio, Ingegneria civile, Ingegneria industriale, Fisica, Matematica, Viticoltura e enologia e Scienze e tecnologie biomolecolari (questi test prevedono una doppia iscrizione: una sul sito di Cisia e una, attiva fino al 2 settembre, sul sito UniTrento).

Per questi corsi, a eccezione di Fisica e Matematica, sono già aperte le iscrizioni al test Tolc del 15 e 16 luglio (anche per sostenere questo test è richiesta una duplice iscrizione, sul sito di Cisia e sul sito UniTrento fino alle ore 12 del 17 luglio).

Iscrizioni al via inoltre per le prove del 22 agosto: nello specifico, la mattina è in programma la prova valida per l’ammissione ai corsi Amministrazione aziendale e diritto, Gestione aziendale, Gestione aziendale part time e Economia e management.

Contemporaneamente si svolgono la prova per Comparative, European and International Legal Studies e i test per Beni culturali, Filosofia, Lingue moderne e Studi storici e filologico-letterari.

Nel pomeriggio dello stesso giorno sono previsti i test per l’ammissione a Giurisprudenza, Sociologia, Studi internazionali, Servizio sociale, Interfacce e tecnologie della comunicazione, Scienze e tecniche di Psicologia cognitiva.

Le iscrizioni sono aperte fino alle ore 12 del 6 agosto per tutte le prove. Il 22 agosto è possibile sostenere le prove di ammissione a Trento e, in contemporanea, in altre quattro città italiane: Mantova, Roma, Bari e Palermo. Per il corso Comparative, European and International Legal Studies, inoltre, è prevista la possibilità di fare la prova anche a Bruxelles (Belgio).

Gli ultimi test di ammissione si svolgeranno nel mese di settembre. Il 5 settembre ci sarà la prova selettiva nazionale per l’ammissione al corso di laurea magistrale a ciclo unico Ingegneria edile-architettura (iscrizioni sul sito di Universitaly e sul sito UniTrento dal 3 alle ore 15 del 25 luglio 2019).

Ultimo giorno di test di ammissione estivi l‘11 settembre, data in cui svolgono le prove per l’ammissione a Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro e a Educazione professionale, attivati in collaborazione, rispettivamente, con l’Università di Verona e l’Università di Ferrara (iscrizioni non ancora aperte).

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Malattie Polmonari: nuova diagnosi con gli ultrasuoni

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Ogni anno muoiono di polmonite nel mondo circa un milione di bambini e bambine al di sotto dei cinque anni di vita.

Le malattie polmonari sono tra le patologie più diffuse: solo di quelle interstiziali ne esistono oltre 200 tipi diversi, tra cui la tubercolosi, la fibrosi polmonare e la stessa polmonite, che è la principale causa di morte infantile a livello globale.

Al terzo posto nel triste primato delle patologie che sono principale causa di morte tra la popolazione di ogni età c’è la broncopneumopatia cronica ostruttiva con oltre tre milioni di morti l’anno.

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Al quarto, le infezioni respiratorie inferiori, le malattie mortali più trasmissibili, mentre al nono posto il cancro ai polmoni trachea e bronchi, che causa ogni anno 1,7 milioni di morti.

Dati alla mano, l’attenzione della comunità scientifica è puntata con insistenza sulla diagnosi e il monitoraggio delle malattie polmonari, divenute questioni di portata globale.

Su questi temi è in corso oggi al Grand Hotel di Trento un convegno promosso dal laboratorio di ricerca sugli ultrasuoni dell’Ateneo trentino (Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione), coordinato dal ricercatore Libertario Demi rientrato di recente dai Paesi Bassi per occuparsi proprio di questo ambito di ricerca.

«Le tecniche di imaging standard oggi utilizzate per diagnosticare e monitorare le patologie polmonari sono la radiografia del torace e la tomografia computerizzata (TAC)» spiega Demi.

«Sono tecniche costose, spesso non accessibili o non disponibili a tutti i pazienti. In più, queste metodiche utilizzano radiazioni ionizzanti che, in caso di alte dosi o frequenti esposizioni, rappresentano purtroppo un pericolo per la salute del paziente. Tra i rischi, la Food and Drug Administration degli Stati Uniti segnala un aumento della possibilità di sviluppare il cancro in età avanzata. La preoccupazione maggiore riguarda bambini e adolescenti che sono molto più sensibili all’esposizione alle radiazioni rispetto agli adulti. Gli ultrasuoni potrebbero potenzialmente superare i limiti delle attuali tecniche di imaging offrendo un’alternativa più sicura, portatile e conveniente».

All’Università di Trento è attivo un laboratorio che si occupa di ultrasonografia, un nuovo strumento per la diagnosi, non basato su radiazioni ionizzanti. «È un’opzione particolarmente adatta per i bambini, le donne in gravidanza e i pazienti sottoposti a ripetuti accertamenti» aggiunge Demi.

«Oltre a essere più sicuri, i dispositivi e gli esami a ultrasuoni sono facilmente trasportabili anche in aree remote e rurali e nei Paesi in via di sviluppo. Sono inoltre estremamente più economici rispetto alla TAC. Questo rende le tecniche ad ultrasuoni accessibili ad un numero molto più alto di strutture e quindi di pazienti. Migliorano così la qualità e la sostenibilità dell’assistenza sanitaria di supporto all’invecchiamento della società e all’aumento delle malattie croniche».

«La capacità degli ultrasuoni di fornire informazioni sul tessuto polmonare è nota sin dagli anni ’90. Eppure le diagnosi ecografiche polmonari attualmente in uso si basano su interpretazioni qualitative e soggettive e vengono sempre eseguite utilizzando attrezzature e modalità concettualmente inadatte all’indagine del polmone. Nonostante le prove di efficacia clinica siano promettenti, ad oggi non esiste un metodo quantitativo basato sugli ultrasuoni e dedicato al polmone. Questa mancanza ostacola il pieno sfruttamento dei grandi vantaggi dell’ultrasonografia. Una tecnologia dal grande potenziale economico: basti pensare che solo per la cura dei 24 milioni di statunitensi affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva l’impatto stimato sui costi sanitari è di quasi 50 miliardi di dollari all’anno»

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