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Rovereto e Vallagarina

Mori: a Teatro affidato il bar e avviate le pulizie straordinarie. Abbonamenti a gonfie vele, venduti anche a Verona

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La gestione del bar affidata all’associazione «La Poderosa», l’avvio della stagione della Compagnia Gustavo Modena, la campagna abbonamenti a livelli record e, ancora, le pulizie straordinarie e altri lavori di manutenzione che interessano il teatro sociale Gustavo Modena di Mori.

Martedì sera, l’assessore comunale alla cultura Filippo Mura ha riunito, sul palco, tutti i componenti del tavolo teatro: «Anzitutto per sottolinearne la dimensione poliedrica e per mostrare l’energia che anima questo gruppo di lavoro».

Entriamo nel dettaglio. Il bar a servizio del teatro sarà gestito dall’Associazione La Poderosa.

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Michele Berti spiega: «Puntiamo a utilizzare spazi per la socialità e a promuovere la partecipazione.

Da tempo pensavamo di creare un’associazione con questo obiettivo e il bando del Comune di Mori ci ha spinti ad accelerare» l’associazione ha sede a Rovereto e i soci, molti giovani sotto i trent’anni, sono di Mori e di Trento, oltre che della Città della Quercia.

Veniamo alla rassegna di teatro amatoriale Gustavo Modena, organizzata dall’omonima compagna. Siamo alla 39^ edizione e anche quest’anno ci saranno spettacoli in dialetto e in italiano.

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Dalla compagnia spiegano: «Cerchiamo di portare spettacoli interessanti, sia comici che drammatici, ma che siano sempre coinvolgenti. Da qualche anno la manifestazione si svolge al teatro di Mori e al teatro parrocchiale di Pannone. Il nostro scopo è far vivere il teatro come luogo di incontro, dove si può passare una serata in compagnia e dove si possono scambiare idee, condividere emozioni».

Il primo appuntamento è per domenica 11 novembre alle 17, a Pannone, con «Nostra di Castelbarco». Ci saranno la Compagnia Gustavo Modena di Mori, il maestro di musica Marco Ferrari, la soprano Jerta Pizzini e il coro di Pannone.

Si tratta di una rappresentazione in forma di recital dell’operetta scritta circa 50 anni fa da don Bottura, parroco di Pannone e musicata dal dottor Less, medico condotto della Valle di Gresta.

La storia è ambientata in Valle di Gresta e risale agli anni fra il 1530 e 1540. Commuove ancora la triste storia d’amore di Nostra, figlia del barone Nicolò di Gresta – Castelbarco. Nostra si era innamorata di un giovane barone Madruzzo, che abitava nel castello Maggiore di Brentonico.

Il loro amore venne severamente ostacolato dalla famiglia di Nostra, nemica dei Madruzzo principi di Trento, a motivo della lite per il possesso dei Quattro Vicariati. Nostra, disperata, tentò il suicidio gettandosi dalla rupe di Castel Gresta, ma fortunatamente si salvò.

Rispetto agli abbonamenti della stagione di prosa organizzata dal Comune, spiega l’assessore Mura: «Addirittura, lo hanno sottoscritto alcune persone che, da Verona, erano venute a Mori per la Ganzega. Verranno apposta in paese per gli spettacoli a riprova dell’elevata offerta culturale».

Altre novità le approfondisce ancora l’assessore. «È iniziata una ripulitura straordinaria, che ci consegnerà il teatro a nuovo e il prossimo anno vi saranno altri lavori di manutenzione che renderanno il nostro bel teatro ancora più accogliente».

L’apertura della stagione sabato 17 novembre con Marco Paolini è già un successo coi biglietti andati a ruba (per chi ancora non lo ha acquistato consigliamo di rivolgersi agli sportelli Cassa rurale o presentarsi il giorno stesso in biglietteria del teatro per acquistare biglietti del loggione).

Anche le prevendite dei successivi eventi della stagione, come quello del 4 dicembre con Rocco Papaleo sono più che rosee.

Assieme all’assessore c’erano Michele Comite e Giovanni Massari dell’Associazione Clochart, Lanfranco Barozzi per l’Arci, Giulia Tasini per la Famiglia cooperativa, Danila Tomasini per la Compagnia Gustavo Modena, la maestra Giovanna Fox per l’istituto comprensivo, Antonella Perzolli per il Mandacarù e non poteva essere presente, ma ha inviato un saluto, la rappresentante del Sipario d’oro.

Michele Berti

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Rovereto e Vallagarina

Mori: al via le attività del ludobus

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Quattro giornate per scoprire la valenza didattica del gioco: in via Modena a Mori, nella piazzetta dell’ex municipio, bambini e famiglie potranno divertirsi con le attività proposte dal Ludobus i giovedì 22 novembre, 29 novembre, 6 e 20 dicembre; sempre dalle 16.30 alle 18.30.

L’assessore comunale alle politiche per la famiglia, Alice Calabri, spiega: «Tra le finalità dell’assessorato c’è la promozione di iniziative di carattere ludico che rappresentino un’opportunità di svago per i bambini e un aiuto alle famiglie.

Per questo abbiamo valutato come molto interessante l’offerta del Ludobus: un furgone appositamente decorato e attrezzato e che porta con sé le attività curate dell’associazione di promozione sociale Nexus Culture di Rovereto. Sul furgone ci sono giochi, giocattoli, materiale e strumenti per laboratori, tappeti e tavoli, da proporre ai bimbi dai 3 agli 11 anni».

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Le attività si svolgeranno attorno al furgone e anche nella saletta al piano terra dell’ex municipio. L’attività è gratuita per chi vuole partecipare.

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Rovereto e Vallagarina

Arrivati gli enormi cilindri in cemento che costituiranno il dispersore del Follone

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Sono arrivati dall’Austria, superando positivamente il disagio di un trasporto eccezionale al valico di confine interessato oggi da neve,  gli enormi cilindri-decantatori che andranno a costituire l’impianto di dispersione acque al Follone.

Due cilindri (150 tonnellate ciascuno) provvedono a depurare e filtrare l’acqua da eventuali tracce sabbiose veicolate durante le precipitazioni meteoriche, gli altri stoccano l’acqua che dovrà poi essere convogliata nella vasca di decantazione (ancora da costruire), che a sua volta provvederà alla raccolta e rilascio graduale.

Come noto sopra questo impianto pionieristico e di ultima generazione, progettato da Novareti, e pensato nell’ambito del piano anti-alluvioni per prevenire fenomeni di allagamento da eventi eccezionali (purtroppo sempre più frequenti),  sarà costruito un giardino/spazio verde.

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Rovereto e Vallagarina

Il Festivalmeteorologia ha chiuso con una sessione dedicata all’AgroMeteo

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Un evento per conoscere le potenzialità della meteorologia in campo agricolo è stato organizzato all’interno del Festivalmeteorologia di Rovereto. 

L’incontro, organizzato in collaborazione con la Fondazione E. Mach, il consorzio di difesa dei produttori agricoli di Trento (Co.Di.Pr.A.) e con il Condifesa di Bolzano, ha visto la partecipazione dei massimi esperti della meteorologia nazionale e della filiera agricola provinciale.

«Mio nonno si alzava la mattina e scopriva solo allora come si sarebbe declinata la sua giornata nei campi, oggi, grazie alle numerose tecnologie a disposizione degli agricoltori possiamo conoscere in anticipo le condizioni meteo e organizzare al meglio le attività».

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Così ha voluto aprire la mattinata di lavori ieri Giorgio Gaiardelli, presidente di Co.Di.Pr.A. Subito seguito da Sergio Menapace, direttore generale della Fondazione E. Mach. Che ha evidenziato come sia necessario un nuovo approccio alla ricerca per riuscire a rispondere in maniera tempestiva alle esigenze del settore agricolo.

Fabrizio Lorenz, presidente di Itas Mutua che era sponsor dell’evento ha sottolineato come la compagnia assicuratrici sia al lavoro per sostenere la crescita economica degli agricoltori e della filiera implementando strumenti che possano avere un ruolo di prevenzione al fine di mitigare i cambiamenti climatici.

«È fondamentale che il settore agricolo si confronti con quello meteo- ha spiegato Dino Zardi, ideatore del Festivalmeteorologia-, inoltre, gli agricoltori si devono poter fidare delle previsioni meteo per questo abbiamo bisogno di previsioni il più precise possibili».

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«È in atto una deriva climatica, c’è una variazione monodirezionale consistente-, ha esordito Luciano Pilati, Università di Trento-, e questo è attribuibile principalmente a due fattori: l’effetto dell’uomo e la radiazione solare. Cambiamento che può causare notevoli implicazioni sul mondo agricolo, come periodi di prolungata siccità, anticipo dell’attività vegetativa con conseguente rischio di gelate».

Francesca Ventura, Associazione italiana di agrometeorologia, ha spiegato gli obiettivi e scopi della associazione che presiede sottolineando l’importanza del confronto tra i diversi settori.

«I cambiamenticlimatici ci impongono una gestione aziendale efficiente-, ha spiegato Ilaria Pertot, Centro 3A,– e sapere se pioverà, quanto pioverà e cosa succederà la prossima settimana è la grande sfida che meteorologi e biologi devono saper affrontare. Sicuramente,- ha continuato Pertot, la tecnologia può aiutare per semplificare decisioni complesse, sono molteplici le influenze del meteo che condizionano le scelte dell’agricoltore».

I cambiamenti climatici sono un argomento delicato anche per le aziende produttrici di mezzi tecnici per l’agricoltura come Manica spa e proprio per questo Michele Manica, dirigente dell’azienda, ha voluto lanciare una proposta legata all’impatto che hanno gli agrofarmaci in agricoltura proponendo di valutarne la sostenibilità non solo dal punto di vista dell’impatto che hanno sull’ambiente ma anche per quello che hanno sul clima, ovvero calcolandone l’impronta carbonica.

A seguire si è svolta una tavola rotonda, moderata da Nicola Castellani de L’Informatore Agrario, che ha visto partecipare numerosi esponenti del mondo agricolo.

I relatori si sono confrontati sul ruolo dei cambiamenti climatici e hanno cercato di suggerire possibili soluzioni.

I partecipanti alla tavola rotonda: Andrea Piazza, Meteotrentino, Michele Odorizzi, Melinda, Ezio Poli, Vignaioli del Trentino, Angelo Frascarelli, Università di Perugia, Andrea Faustini, Cavit, Marco Caselli, Eldes, Andrea Berti, Co.Di.Pr.A., Manfred Pechlaner, Condifesa di Bolzano, Giovanni Razeto, Ismea, Guido Pizzolotto, Itas Mutua, Albano Agabiti, Asnacodi.

La sfida per il futuro è quello di avere un sistema di consorzi sempre più coeso da Nord a Sud Italia. Samuele Trestini, Università di Padova, ha concluso l’evento sottolineando come la deriva climatica non ci permetta di adagiarci sugli allori, basti pensare che i cambiamenti climatici hanno un effetto negativo sull’agricoltura in termini di resa, resilienza, creazione di valore.Per questo è necessario sviluppare un modello di interdisciplinarità di tutte le competenze.

 

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