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Giudicarie e Rendena

Abbandona rifiuti a terra, multato grazie alle telecamere

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Le telecamere di sorveglianza hanno sorpreso un cittadino di Comano Terme mentre abbandonava a terra i rifiuti in un’isola ecologica.

L’uomo è stato identificato e sanzionato dalla polizia delle Giudicarie.

La legge prevede una sanzione pecuniaria di 54 euro per chi deposita rifiuti al di fuori dei punti di raccolta o contenitori appositamente istituiti.

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Inoltre, prevede una sanzione pecuniaria di 54 euro per chi espone i contenitori dei rifiuti su area pubblica in giorni diversi da quelli previsti dal gestore.

Ancora, sanzione di 108 euro per chi utilizza contenitori e sacchi diversi da quelli assegnati dal gestore.

Infine è vietato conferire nei cestini stradali o in prossimità di essi i rifiuti urbani prodotti internamente a ciascuna utenza e quelli ingombranti.

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Giudicarie e Rendena

Travolto sul ghiacciaio, muore Matteo Penasa di Pieve di Bono

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immagine di repertorio

Nuova tragedia della montagna nella giornata di oggi.

Si è conclusa infatti la ricerca di uno scialpinista scomparso da questa mattina.

L’alpinista è stato trovato in fondo a un canalone nel tardo pomeriggio in località Malga Caino, a Cimego nelle valli Giudicarie.

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Il corpo dell’uomo è stato individuato dall’elicottero del 118 alla base della cascata.

A dare l’allarme il padre dello scalatore, che lo aspettava nella vicina Malga Caino.

Sul posto è intervenuto il Soccorso Alpino, con l’equipe sanitaria coordinata da Centrale Unica Emergenza 112, con l’elicottero del Nucleo dei Vigili del Fuoco di Trento.

L’uomo, Matteo Penasa 43enne di Pieve di Bono, era uscito di casa questa mattina da solo per scalare una cascata di ghiaccio, ma a pranzo non ha fatto ritorno.

Fra le ipotesi un possibile scivolone mentre si trovava sul tratto di falso piano che dà accesso alla seconda parte della cascata o una caduta, dovuta magari al scivolamento del ghiaccio, per parecchi metri mentre scalava sulla parete

Penasa era molto conosciuto presso la sua comunità ed era anche il presidente della banda del paese da 6 anni. 

Lo sfortunato scialpinista lascia nel dolore la moglie e un figlio di 9 anni.

 

 

 

 

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Giudicarie e Rendena

Festa del Patrono di Mavignola: Sant’Antonio tra storia, cultura e folklore

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Le celebrazioni della Festa del Patrono inizieranno con la benedizione degli animali da parte di Don Romeo, Parroco di Madonna di Campiglio e S.Antonio di Mavignola, nella mattinata di giovedì 17 gennaio, quando come da tradizione, la Comunità della piccola frazione del comune di Pinzolo, renderà omaggio al Santo.

Una Festa molto sentita anche dagli allevatori della valle quella del Patrono di Mavignola, i malgari infatti ogni anno si recano in processione nella piccola ma suggestiva chiesetta per la celebrazione della Santa Messa, in programma alle 10 anti meridiane.

Nel pomeriggio alle 14.30 la Processione, allietata dai canti del Coro Parrocchiale e dalla Banda Comunale di Pinzolo.

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Una consuetudine considerata di buon auspicio per la pratica dell’allevamento, che in Rendena vanta tradizioni e peculiarità millenarie.

La processione, con la statua del Santo portata a braccia, scortata dal Gruppo Alpini e dai Vigili del Fuoco, si snoderà per le vie del paese fino alla chiesetta di Sant Antonio nell’omonima piazza, dove rimane allestito un caratteristico Presepe.

Al termine il concerto della Banda Comunale e l’antico canto della Festa del Patrono intonato dalla famiglia Cominotti, che ogni anno espone un manufatto artigianale in legno all’interno del quale è stata riprodotta la vita di S.Antonio.

Un vero e proprio tuffo nel passato delle tradizioni più autentiche della valle, con la mostra degli animali e la riproposizione di attività contadine tradizionali, quali appunto la «casarada», ossia la lavorazione del latte per la produzione di burro, formaggio e panna.

Ad allietare la festa le numerose le iniziative organizzate dalla Pro Loco G.S. Mavignola: alle 9 l’apertura del vaso della fortuna e in serata la continuazione della festa con la musica del DJ Alex e qualche buon bicchiere di brulè.

Sant’Antonio è considerato il patrono degli animali domestici, tanto da essere solitamente raffigurato con accanto un animale che reca al collo una campanella.

La tradizione prende origine dal fatto che l’ordine degli Antoniani aveva ottenuto il permesso di allevare maiali all’interno dei centri abitati, poiché il grasso di questi animali veniva usato per ungere coloro che erano afflitti dal “male degli ardenti”, conosciuto oggi con il nome di “fuoco di Sant’Antonio”.

I maiali erano nutriti a spese della comunità e circolavano liberamente per il paese coni al collo una campanella.

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Giudicarie e Rendena

Prende fuoco il capannone della «Troticoltura Oro» a Preore

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credit - Tg Rai Trentino

Erano le 9 di ieri mattina quando un incendio innescato da cause ancora sconosciute è divampato nel capannone della “Troticoltura Oro” dei fratelli Leonardi in località Isolo, a Preore.

La famiglia Leonardi, un’ istituzione in ambito ittico, è proprietaria di numerose troticolture una lungo il torrente Palvico, una nella zona di Storo e una a Levico, che aveva subito danni significativi a causa del maltempo di fine ottobre 2018.

Un lungo percorso sfortunato che quindi continua.

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Le fiamme hanno prodotto una colonna di fumo nero rendendo necessario l’intervento repentino dei vigili del fuoco di Preore, Ragoli, Tione e successivamente del corpo permanente di Trento che hanno estinto l’incendio in pochi minuti.

Il rapido intervento ha fortunatamente evitato danni alle pompe salvaguardando in questo modo le trote e gli avanotti presenti nelle vasche della piscicoltura.

C’era timore tra le squadre dei vigili del fuoco per la presenza di detersivi e sostanze per la disinfezione delle vasche che avrebbero potuto causare inquinamento ma è poi stato appurato che queste non erano state fortunatamente intaccate dalle fiamme.

I danni strutturali rilevati nello stabile , a quanto dichiara il comandante del dipartimento trentino Ballardini, interessano le pareti ed il soffitto, oltre all’impianto elettrico e i pannelli fotovoltaici, da dove non si esclude sia partito l’incendio.

Lo spegnimento tempestivo è stato reso possibile dall’intervento immediato di una quarantina di uomini che tramite l’utilizzo di acqua e schiumogeni hanno evitato la distruzione della struttura.

Determinante poi il supporto di Fabio Venturini, comandante della squadra di Ragoli, e di Vittorio Marchiori.

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