Connect with us
Pubblicità

Spettacolo

Teatro di Villazzano, torna la prosa comica con “Jena Ridens”

Pubblicato

-

Torna la prosa comica al Teatro di Villazzano.

Tornano le risate che a dirla tutta non sono solo umorismo e leggerezza nella rassegna che dà soddisfazioni crescenti rilanciando – in maniera riveduta, corretta e attualizzata – alla tradizione della “commedia all’Italiana”

. Il debutto della stagione allegra, venti giorni fa, ha prodotto i primi due sold out grazie alla coppia Cornacchione-Baldini.

PubblicitàPubblicità

Venerdì 9 e sabato 10 novembre il divertimento si trasferisce dentro il caveau di una banca per una rapina andata a male che trasforma ladri, direttore di banca e guardia giurata al seguito in protagonisti di un Grande Fratello dell’imprevedibile.

Chiusi nell’angustia poco areata del caveau, i quattro di Jena Ridens – una rapina in diretta passano, non senza patemi, dalla realtà alla finzione. E viceversa. Perché? Perché quando si mette in mezzo la televisione – una tv locale fa cronaca della rapina – tutto cambia.

E cambia in peggio. I quattro sono costretti a interpretare un ruolo perché la legge degli ascolti condanna inesorabilmente alla finzione. In Jena Ridens – un titolo, una filosofia – l’ilarità è al governo.

E visto quanto la commedia ha realizzato nelle sue uscite nei teatri italiani, c’è da consigliare al pubblico di munirsi di fazzoletti perché quando si sghignazza troppo le ghiandole lacrimali partecipano alla festa. Ma Jena Ridens non è solo una sequenza di situazioni comiche e battute in rapida sequenza. Sullo sfondo, dentro il caveau, c’è l’allarme tutt’altro che secondario per l’invadenza e per il cinismo di una televisione che sempre più esalta il peggio e lo trasforma in audience senza più alcun ritegno.

Del decadimento culturale che con perfidia qualcuno continua a chiamare intrattenimento è dunque il caso di difendersi prima che sia troppo tardi.  In Jena Ridens ci si difende sganasciandosi grazie all’affiatamento tra quattro attori ben governati dalla regista Paola Galassi. Gli attori Ussi Alzati, Ottavio Bordone, Alfredo Colina e Stefano Chiodaroli, quest’ultimo nome sicuramente non nuovo a chi segue il cabaret televisivo. Attori che s’alternano dentro e fuori la scena obbligata dalla diretta, in una deformazione che fa sì ridere ma più di tutto inquieta per come e per quanto la finzione stia diventano una regola della quotidiana comunicazione.

Il testo diretto dalla Galassi è stato scritto a quattro mani della stessa regista e da Alessandro Betti, noto volto della commedia televisiva. Quest’ultimo, insieme agli attori Alzati e Colina, ha fatto gavetta nel laboratorio di Aldo, Giovanni e Giacomo, ricavandone la predilezione per la battuta fulminea, la gestualità coinvolgente ma anche l’amore per il surreale. Con Jena Ridens La Bilancia Produzioni, partner consolidato del Teatro di Villazzano nella fortunata proposta di prosa comica, continua ad aprire il sipario sulle nuove leve del genere. E sono leve di qualità e di energia contagiosa, che al pubblico regalano un buon umore dove la bilancia tra serio e faceto è in equilibrio. Sembra facile. Non è facile per nulla.

Pubblicità
Pubblicità

Spettacolo

La scortecata: Emma Dante a Rovereto con una favola sulla vanità

Pubblicato

-

Martedì 16 aprile alle 21 arriva a Rovereto, all’auditorium Melotti, La scortecata (2017), che Emma Dante ha tratto dalla decima favola de Lo cunto de li cunti di Giovanbattista Basile (1634).

Un re sente un canto muliebre e decide di conoscere la cantante, ignaro che si tratti di una donna vecchia e povera (Rusinella), che vive con la sorella. Questa si cela e prende tempo cercando un modo di nascondere la sua vera età.

Il re e Rusinella passano una notte insieme al buio, ma al sorgere del sole il re si rende conto dell’errore e fa gettare Rusinella dalla finestra – per la fortuna di quest’ultima che, grazie a un incontro fortuito, riceve una seconda giovinezza.

PubblicitàPubblicità

Il re prontamente s’innamora della nuova Rusinella e decide di sposarla. Rusinella si propone di usare la posizione che otterrà per aiutare la sorella, ma questa non fa che tormentarsi: come ha fatto Rusinella a tornare giovane?

Quello descritto da Basile è un mondo affascinante e sofisticato, animato da personaggi che, attraverso il dialetto napoletano, espressioni gergali e proverbi, producono modi e forme espressamente teatrali, tra lazzi della commedia dell’arte e dialoghi shakespeariani.

Un mondo rintracciabile anche nell’opera di Emma Dante, popolato da due vecchie brutte e sole che vogliono tornare giovani, da un re innamorato e ingannato e da fate pronte a fare incantesimi.

La morale, secondo Emma Dante stessa, è che “il maledetto vizio delle femmine di apparire belle le riduce a tali eccessi che, per indorare la cornice della fronte, guastano il quadro della faccia; per sbiancare le pellecchie della carne rovinano le ossa dei denti e per dare luce alle membra coprono d’ombre la vista.

Ma, se merita biasimo una fanciulla che troppo vana si dà a queste civetterie, quanto è più degna di castigo una vecchia che, volendo competere con le figliole, si causa l’allucco della gente e la rovina di sé stessa”.

Ad interpretare i due ruoli femminili, due uomini, come nella tradizione del teatro settecentesco. In una scena vuota, seduti su due sedie, i due drammatizzano la fiaba di Basile, incarnando le due anziane e il re.

La scortecata

Liberamente tratto da Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile

Testo e regia Emma Dante

Con Salvatore D’Onofrio e Carmine Maringola

Elementi scenici e costumi Emma Dante

Luci Cristian Zucaro

Produzione Festival di Spoleto 60, Teatro Biondo di Palermo

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Spettacolo

Il teatro parrocchiale di Povo cerca volontari

Pubblicato

-

Il teatro Concordia di Povo dopo aver rischiato la chiusura per ragioni economiche, adesso è alla ricerca di volontari che ne garantiscano l’attività.

Quello che sembrava il problema più grave, visto che gli incassi non coprivano le spese, è stato risolto.

Quest’anno è stata chiusa l’attività del cineforum, ma si è mantenuta la rassegna teatrale.

PubblicitàPubblicità

La situazione a rischio ha sensibilizzato alcune persone, contrarie alla prospettata chiusura del teatro che si sono adoperate per individuare quelle modalità attraverso le quali fosse possibile garantire la sostenibilità dell’attività del teatro, evitandone la chiusura.

Dopo varie ipotesi recentemente si è definito un progetto di possibile potenziamento delle iniziative con aumento delle aperture al pubblico con conseguenti maggiori incassi che renderebbero possibile il proseguo dell’attività del teatro.

Ma non è ancora sufficiente.

Bisogna ora ampliare il gruppo di volontari esistente in modo da garantire la presenza nelle fasi d’apertura e chiusura del teatro e presidiare la cassa per la vendita dei biglietti.

L’attività è ovviamente gratuita e volontaria e gli interessati possono mettersi in contatto con la parrocchia al numero telefonico 0461- 810420.

Questo è l’ultimo passo necessario per mantenere in vita il teatro parrocchiale di Povo che da decenni è punto di riferimento per tutta la comunità.

Pubblicità
Pubblicità
Continua a leggere

Spettacolo

Cala il sipario sulla stagione teatrale 2018/2019 del Teatro Zandonai di Rovereto

Pubblicato

-

Indubbiamente, quella di quest’anno, è stata una rassegna ricca di interessanti proposte in cui tutti potevano trovare uno o più spettacoli adatti ai propri gusti.

La prima rappresentazione, andata in scena il 14 novembre scorso, è stata “Bukurosh, mio nipote”, una commedia leggera sequel di “I Suoceri Albanesi” che, fra gli attori, ha visto sul palco anche un coinvolgente Francesco Pannofino. L’edizione 2018/2019 della stagione teatrale è quindi iniziata subito all’insegna di una simpatica e divertente riflessione sulla nostra società, sui nostri pregiudizi, timori e contraddizioni.

Pannofino è riuscito a rendere esilarante una situazione ipotetica che, nella realtà, avrebbe solo portato a una grave crisi familiare”.

PubblicitàPubblicità

Come non citare poi lo spettacolo impostato come classica operetta “Sul Bel Danubio Blu”. Rappresentato con gli inevitabili e comici equivoci uniti alla musica in stile danubiano tipici di questo valzer. “Emozionanti e allegri i balletti, meravigliosi i costumi utilizzati durante questo spettacolo dal cast. Sulle musiche di Johan Strauss, sembrava di essere ritornati indietro nel tempo di 150 anni”.

Tra le rappresentazioni più apprezzate spicca sicuramente la commedia musicale “Aggiungi un posto a tavola” che ha visto sul palco anche un apprezzatissimo Gianluca Guidi, attore ironico e garbato che ha saputo tenere in pugno tutto il pubblico sin dalla prima nota. “Bellissima la scenografia in legno che, tramite una semplice rotazione, riusciva a cambiare luogo alle varie scene senza interrompere lo spettacolo. Nonostante le tre ore, il tempo è letteralmente volato e questa commedia è stata apprezzata da un pubblico sinceramente coinvolto nelle vicende rappresentate.

Sicuramente più impegnativo l’adattamento teatrale dell’omonima opera di Fedor Dostoevskij, ovvero “Delitto/Castigo”. Sergio Rubini e Luigi Lo Cascio sono state le due voci narranti che hanno trascinato il pubblico nel racconto, facendo vivere in prima persona l’ossessione del protagonista, il suo conflitto interiore, i suoi tormenti. L’omicidio portato in scena ed il castigo che ne segue vengono raccontati, come nel libro, in alternanza tra la prima e la terza persona. “Il delitto viene descritto come specchio del proprio limite, un orizzonte che deve essere necessariamente superato per riuscire ad affermare il proprio sé interiore. Il disagio accompagna lo spettatore per tutto lo spettacolo, portandolo nelle profondità della disperazione del protagonista e, riuscendo a comprendere i tormenti interiori di quest’ultimo come se fossero propri.

Da ricordare, inoltre, lo spettacolo “Un viaggio nel flamenco” rappresentato il 30 novembre scorso da Miguel Angel e Charo Espino. Un omaggio all’artista roveretano Riccardo Zandonai che era stato profondamente e piacevolmente influenzato dalla Spagna e dalla sua musica.

Degno di nota anche il penultimo appuntamento, andato in scena il 5 aprile, ovvero “La Casa di famiglia”, una commedia esilarante che è riuscita a raccontare in maniera semplice e di facile immedesimazione molti sentimenti comuni nelle famiglie. 

L’elenco di opere meritevoli potrebbe continuare poiché, tutte, hanno saputo essere apprezzate dai molti spettatori che hanno riempito i posti disponibili al Teatro Zandonai durante le varie serate.

La stagione si concluderà il 10 aprile con lo spettacolo “Bernstein e Dintorni” con David Riondino e il Ialsax Quartet.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

Categorie

di tendenza