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Psicologia dei Diritti

Ddl Pillon: i soldi tra mamma e papà

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La separazione tra due persone che hanno figli, troppo spesso, diventa un terreno di battaglia non solo per l’affidamento dei minori, ma anche per beni immobili, mobili e soprattutto per il mantenimento dei figli.

Nel DDL 735 si legge che la norma già oggi vigente manifesta la netta preferenza del legislatore verso un mantenimento diretto della prole a carico dei genitori, individuando l’assegno perequativo solo quale espediente residuale.

La preferenza per un mantenimento diretto della prole, non solleva i genitori ad entrare in conflitto per la gestione dei figli.

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Certo è che il boom delle separazioni ha reso le persone non solo più sole, ma anche più povere.

I Servizi Sociali e Associazioni del terzo settore sono impegnati nella gestione di questa problematica che sembra essere sempre più un pozzo senza fondo. In tutto il territorio italiano sono noti gli enti che si occupano del sostegno di padri che rimangono senza una casa e che devono versare il mantenimento oltre che contribuire alle spese ordinarie e straordinarie.

Se tuttavia si elimina l’assegno di mantenimento senza un’attenta analisi della situazione, è la madre che entra in difficoltà economica non riuscendo più a sostenere le spese.

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Le difficoltà poi aumentano quando uno dei genitori o entrambi fanno figli con altri partner. Le famiglie allargate aumentano e si ingrandiscono e i soldi diminuiscono potenziando così la guerra legale che a sua volta è altamente dispendiosa.

Ma il problema non è solo la diminuzione del denaro dovuta all’aumento delle spese che si hanno vivendo separati.

Spesso i conflitti peggiori nascono per via delle decisioni da prendere per i figli.

Si parte dal corso di ginnastica, a dove e se prendere i libri scolastici, i vestiti, telefoni, computer, mezzi di trasporto…fino ad arrivare ad eventuali ripetizioni scolastiche o visite mediche private e al costo dei medicinali.

È vero che il mantenimento diretto, in condizioni di indipendenza economica di entrambi i genitori potrebbe essere la cosa migliore, ma in questo tempo due persone che si separano, spesso si allontanano solo fisicamente, ma continuano ad essere legati nella lotta uno contro l’altro alleandosi con parenti ed eventuali avvocati e periti.

Ma cosa simboleggia la lotta economica con il proprio ex?

I soldi possono essere visti come simbolo di energia che si perde con la fine di un rapporto d’amore, come energia che si è donata senza un atteso ritorno, oppure ancora come la volontà di prendere l’energia dell’altro per rabbia, per desiderio di indebolirlo, di distruggerlo pensando così di acquisire forza, privilegio, e potere. Inoltre in questa società dove il denaro difficilmente viene scisso dal valore personale, se uno dei due genitori perde il lavoro, nell’immaginario dell’altro, perde anche il rispetto e di conseguenza spesso anche capacità genitoriali.

I figli fin da piccoli possono imparare che il genitore forte economicamente è più rispettabile rispetto l’altro e, disponendo di maggior denaro, diventa più appetibile in quanto può comprare con più facilità gli oggetti di consumo tanto desiderati, anche e soprattutto se l’altro genitore non è d’accordo.

Nella mia esperienza professionale mi è capitato di assistere una madre che ha dovuto allontanarsi dalla casa familiare per aver subito violenza da parte del marito.

La signora, in un primo momento è fuggita nel suo negozio con due figli minori; è stata poi contattata dagli Assistenti Sociali che, a loro volta, hanno riportato i figli a casa del padre benestante e trasferito lei in un rifugio anti-violenza.

La donna così, oltre aver subito violenza ha perso potere economico dovendo chiudere il suo negozio, mentre l’ex marito, aveva con sé i figli e tranquillamente continuava a lavorare.

Nonostante il matrimonio nessun assegno di mantenimento è stato concesso alla signora che ancora oggi può vedere i figli solo saltuariamente.

Questa donna prima era benestante, indipendente dal punto di vista economico, ora sopravvive e non ha potere decisionale sugli acquisti dei figli in quanto il padre concede loro ogni lusso senza naturalmente consultarla.

Questa storia, una come tante, è la triste testimonianza che ancora oggi il potere economico detta legge sulla genitorialità senza pensare al bene dei figli, quegli stessi ragazzi che un giorno saranno adulti, cresciuti in un ambiente dove la forza fisica ed economica è più potente dei valore umani.

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