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Rovereto e Vallagarina

Presentato il progetto “Parco fluviale SMART”, gli studenti di Trento e Rovereto lavoreranno sul territorio

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È stato presentato ieri, nell’aula magna dell’Istituto Buonarroti Pozzo, un progetto innovativo ed ambizioso a cui tre Istituti superiori di Trento e Rovereto collaboreranno fino a dicembre 2019.

Il Parco fluviale SMART, vincitore del Bando per progetti di sperimentazione didattica con logiche di rete della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, vedrà studenti e insegnanti dell’ITT Buonarroti Pozzo di Trento (scuola capofila), dell’ITET Fontana e del Liceo Fabio Filzi di Rovereto, collaborare ad una proposta progettuale di valorizzazione del patrimonio paesaggistico, fluviale e peri-fluviale dell’Adige.

Parteciperanno più di 200 ragazzi (una classe terza del Liceo Filzi, una classe terza del Fontana, tre classi terze del Buonarroti ed una quinta dello stesso Istituto).

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La Fondazione Caritro offre non solo risorse economiche (si parla di 36.00 euro di finanziamento, con un venti percento provveduto dalle scuole in termini di ore docente, tecnologie, ecc…), ma mette a disposizione dei luoghi in cui agire. Quella che viene a crearsi è una vera e propria sinergia.

Anna Stedile e Giordano Orsini, di Caritro, si dimostrano soddisfatti ed entusiasti. «Il bando creato dalla Fondazione ha avuto l’obiettivo di stimolare studenti ed insegnanti, e sono stato felice di scoprire che così è stato.

Non è mai semplice scegliere il giusto progetto tra tanti, capirne le potenzialità, però, fa parte del nostro lavoro e non mi meraviglia riscoprire oggi quell’animo e quell’entusiasmo che già sulla carta era percepibile». Spiega Giordano Orsini.

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L’unione di tre istituti superiori così diversi, come è stato più volte ribadito dagli insegnanti coinvolti durante la presentazione, non può che essere un valore aggiunto. Gli studenti potranno sperimentarsi, ampliare le proprie conoscenze e crescere insieme ai loro coetanei accomunati da un’esperienza istruttiva ma soprattutto determinante.

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Può infatti considerarsi essenziale, per la crescita professionale di un ragazzo, pensare “fuori dagli schemi”, mettersi in gioco, argomentare e tutelare le proprie idee con la speranza di costruire qualcosa di concreto insieme al prossimo.

Le fasi di lavoro toccheranno aspetti di monitoraggio e progettazione ambientale, di analisi sociale, di cittadinanza scientifica e valorizzazione turistica.

C’è chi si occuperà quindi della storicità e del ruolo sociale del fiume, pensando a come questo possa essere migliorato, a come creare uno spazio più comune, c’è chi capirà ed analizzerà i suoi malumori, la sua chimica, chi invece accoglierà le proposte per costruire concretamente un planning e ragionare, anche statisticamente, sulle procedure.

Questi e molti altri i compiti degli studenti che, supervisionati da insegnanti e tutor, cercheranno di valorizzare il fiume e gli spazi vicini ad esso.

L’entusiasmo dimostrato dagli alunni e dagli insegnanti coinvolti, nonché dai Dirigenti, tutti soddisfatti del progetto, dimostra ancora una volta la volontà comune di valorizzare in ogni modo possibile uno dei beni più preziosi: l’ambiente.

Le attività didattiche si svolgeranno seguendo una metodologia innovativa, sviluppata nei licei olandesi e già collaudata dall’ITT Buonarroti Pozzo, il tecnasium. Si punta quindi al miglioramento delle competenze di imprenditorialità, di lavoro in team, di autovalutazione.

Come spiega l’Istituto capofila, l’obiettivo è anche quello di lavorare anche con le nuove tecnologie permettendo quindi ai ragazzi di comunicare da remoto costantemente.

Rete-scuole e territorio, smart learning, condivisione, ambiente, sostenibilità, team, imprenditorialità, cittadinanza attiva. Queste le parole chiave proposte nel progetto vincitore che gli istituti hanno presentato nella mattinata di giovedì.

Per raccontare le loro esperienze in merito alla metodologia tecnasium -chiarendo quindi l’importanza di investire le proprie energie in progetti importanti, di lavorare in gruppo e mettersi alla prova- sono intervenuti tre studenti del Buonarroti.

La committenza esterna, il Servizio per il sostegno occupazionale e la valorizzazione ambientale della PAT, hanno dato quindi ufficialmente l’incarico agli studenti, i quali si sono dimostrati entusiasti e coinvolti.

Il Dirigente Coppola ( Servizio per il sostegno occupazionale e la valorizzazione ambientale) ha ribadito la necessità di unire lavoro ed ambiente, di portare avanti progetti così importanti che, appunto, valorizzano, rispettano ed esaltano il territorio.

Allo stesso modo anche Giorgio Tecilla, architetto direttore dell’Osservatorio del Paesaggio Trentino, ha espresso parole di incoraggiamento: «l’Adige è uno spazio di vita, uno spazio importante. Accoglie delle diversità, diversità che lo abitano e lo compongono. Sono felice di vedere che gli studenti abbiano affrontato nel modo giusto il tema della diversità e che, allo stesso tempo, mettendosi in gioco in ambiti differenti riescano a costruire qualcosa di importante».

Orgogliosa anche Emanuela Schirr (Step-Scuola per il Governo del Territorio e del Paesaggio), che spiega come l’obiettivo di Step sia quello di educare e sensibilizzare al paesaggio, un obiettivo condiviso quindi dal progetto Parco fluviale SMART che, secondo lei, ha delle ottime potenzialità.

Alla presentazione è stato quindi fatto presente il supporto ricevuto dal Servizio Bacini Montani, dall’appa, dall’Osservatorio del Paesaggio Trentino, dalla Step-Scuola per il Governo del Territorio e del Paesaggio, dal Northgo College di Noordwijk (Olanda), dall’azienda Decisio di Amsterdam, dalla Montura Bike, dall’Università degli Studi di Trento.

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Rovereto e Vallagarina

Mori: oggi alle 14:30 si terranno i funerali di Fiorenzo Marzari

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Oggi alle 14:30 nella chiesa parrocchiale di Mori si terranno i funerali di Fiorenzo Marzari.

Il presidente del Consiglio comunale e leader della Lega locale si è spento sabato sera a causa di un infarto.

Oltre a Maurizio Fugatti, sono state tantissime le visite della comunità di Mori alla camera ardente.

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I leader della Lega in primis hanno voluto ricordare Fiorenzo Marzari con grande affetto: Mirko Bisesti ha composto per lui una commovente lettera (qui l’articolo) e anche Matteo Salvini ha scritto in suo ricordo.

L’affetto è stato comunque riconosciuto da entrambe le fazioni politiche, tanto che ieri il Consiglio comunale si è riunito proprio per ricordare Fiorenzo Marzari.

Non è stato facile vedere vuoto il posto dal quale lui dirigeva i lavori dell’assemblea. E’ stato un uomo sempre molto attento e amorevole verso la famiglia, oltre che verso la fede politica e l’autofficina.

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Rovereto e Vallagarina

Devastate le vetrate delle assicurazioni Generali a Rovereto. Anarchici nuovamente in azione

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Gli anarchici non si sono scatenati solo nei confronti della nostra redazione e della fondazione Bruno Kessler nella notte tra domenica e lunedì ma anche a Rovereto.

Ieri mattina i dipendenti delle assicurazioni generali hanno trovato una brutta sorpresa al rientro al lavoro.

Tutte le vetrine infatti sono state danneggiate.

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La scritta lasciata sul muro «Qui si finanzia il furto delle terre d’Africa» non lascerebbe dubbi sulla matrice anarchica dell’episodio.

Sul posto sono arrivati gli agenti della Digos che hanno iniziato le indagini.

Sono stati trovati dei sassi sparsi all’ingresso che potrebbero essere stati usati per frantumare le vetrate. Secondo i testimoni, che hanno sentito i colpi nitidamente, il fattaccio sarebbe successo verso le tre della notte.

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Rovereto e Vallagarina

L’imprenditore trentino ottiene giustizia contro la “Banda dei Rolex”

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È cominciata nell’ottobre 2018 la vicenda dell’imprenditore trentino truffato per un Rolex. Era, infatti, di sua proprietà il costoso orologio che ha venduto alla persona sbagliata.

L’uomo viene contattato su internet dopo aver aveva messo in vendita un proprio Rolex di notevole valore. Il truffatore propone un accordo di compravendita dopo aver visto l’offerta online, e stabilisce con la vittima il luogo dell’incontro, l’istituto bancario di quest’ultima, con sede a Rovereto, suggerendo quale metodo di pagamento un assegno circolare.

L’imprenditore, ignaro di essere finito nella pericolosa rete della “Banda dei Rolex”, una vera e propria organizzazione criminale, accetta di incontrarsi con l’interessato acquirente per mostrargli l’orologio e concludere quello che sembrava essere un buon affare.  Presso la banca, viene affidato a un funzionario il controllo circa l’autenticità del titolo.

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L’impiegato si muove su due diversi fronti: revisiona l’assegno, e poi contatta telefonicamente la banca emittente, ricevendo positivo riscontro. Tutto regolare quindi, il venditore avrebbe dovuto solo aspettare i consueti tempi tecnici per l’effettivo accredito della somma.

Tuttavia, qualche giorno dopo l’incasso, la vittima si avvede che l’assegno è stato stornato. A quel punto chiede informazioni alla banca. Quello che scopre lo sconvolge non poco: il titolo è contraffatto.

Cosa accade dopo lo spiega il difensore della vittima, l’avvocato Massimo Mazzola, docente di diritto privato e delle assicurazioni nell’Università di Trento: «Il primo obbligato passaggio è stato quello di sporgere querela per l’accaduto affinché venisse avviato un procedimento penale nei confronti dell’autore materiale della truffa. In seconda battuta, ho consigliato al cliente di avanzare un’istanza di risarcimento per inadempimento contrattuale nei confronti degli intermediari coinvolti, presso l’A.B.F., ovvero l’Arbitro Bancario Finanziario.

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Si tratta di organismo alternativo di soluzione delle controversie, istituito presso la Banca d’Italia, suddiviso sul territorio della Penisola in diversi Collegi, che si occupa delle controversie che possono sorgere tra i clienti e le banche.

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L’eventuale inottemperanza ad una decisione che dovesse rivelarsi favorevole al cliente dà luogo alla pubblicazione del nome dell’istituto nel Registro degli intermediari inadempienti, cui chiunque può accedere consultando il sito dell’A.B.F.: si tratta di una sanzione assai rilevante sul piano reputazionale, e nella maggioranza dei casi costituisce un valido stimolo ad una pronta adesione alla decisione».

La strada intrapresa dell’avvocato risulta essere quella corretta.

L’A.B.F., con una recentissima pronuncia, ha condannato all’integrale risarcimento del danno la banca della vittima, presso cui era stato negoziato l’assegno.

In primis, viene messa in discussione la professionalità del funzionario che si è limitato ad effettuare una mera telefonata all’apparente istituto bancario del truffatore, piuttosto che inviare una richiesta di verifica all’indirizzo PEC (posta elettronica certificata) fornito da quest’ultimo, che a suo tempo aveva già segnalato le truffe in atto, invitando tutte le banche a non utilizzare le utenze telefoniche delle proprie filiali.

In secondo luogo, emerge che ci si è trovati davanti ad un caso di palese negligenza del funzionario, della quale, ovviamente, risponde l’istituto, se si considera che l’assegno riportava evidenti segni di contraffazione: sull’assegno mancava addirittura, nella parte riservata alla firma, la denominazione della banca emittente.

Assolta”, invece, la banca presunta emittente, che aveva diramato ufficialmente, e prima del fatto, il rischio di truffe collegate alla negoziazione di assegni circolari falsi, perpetrate mediante l’illecita intromissione nelle proprie linee telefoniche.

 «Le banche convenute – chiarisce l’avvocato – avevano d’altronde eccepito che sussistesse un concorso di colpa del mio cliente, il quale avrebbe dovuto utilizzare un altro metodo di pagamento, per esempio un bonifico, o comunque non avrebbe dovuto concludere la transazione prima che fosse definitivamente accreditata la somma sul suo conto».

Fortunatamente, il Collegio ha escluso tale possibilità. La vittima non aveva fatto nulla di sbagliato, si era solo fidata della propria banca e della relativa professionalità.

Il ricorso è stato inoltrato nell’ ottobre 2018 e la decisione è stata emessa il 6 settembre 2019. Accedere a questo sistema di soluzione delle controversie costa solo 20 euro per le spese di procedura, e per i casi più semplici non richiede l’assistenza di un legale.

È un procedimento accessibile e sicuro.

Si è sentito parlare spesso della “Banda dei Rolex”, caso ripreso anche recentemente dalla trasmissione televisiva “Le Iene”. La sfortunata situazione dell’imprenditore lagarino non può che avere la doppia funzione di campanello di allarme e rassicurazione.

Se da un lato dimostra che l’attenzione non è mai troppa e che certi malaugurati eventi possano colpire chiunque, dall’altra porta alla consapevolezza che ci sono diverse modalità, anche veloci e non onerosi, per ottenere giustizia.

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