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UniTrento, presentato il nuovo presidente del cda Finocchiaro: “Onorato di questo ruolo”

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Daniele Finocchiaro, nominato nei giorni scorsi dalla Provincia autonoma di Trento presidente del Consiglio di amministrazione dell’Ateneo, oggi in occasione della sua prima seduta, ha incontrato i media in Rettorato, a Palazzo Sardagna.

Tra le dichiarazioni, ha detto: «Sono onorato di essere stato chiamato a ricoprire un ruolo così di prestigio all’interno di una realtà accademica di eccellenza, uno degli atenei più dinamici ai vertici delle classifiche na zionali per qualità della didattica e della ricerca».

Il presidente Daniele Finocchiaro, che resterà in carica sei anni, subentra a Innocenzo Cipolletta, che ha concluso il suo mandato lo scorso luglio.

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Finocchiaro ha commentato: «Inizio questa avventura con grande entusiasmo in continuità con chi mi ha preceduto, ma cercando di portare il mio contributo di esperienza maturata nella gestione di organizzazioni complesse e delle politiche di ricerca».

Finocchiaro col rettore Paolo Collini

Un messaggio di benvenuto e un augurio di buon lavoro è stato espresso dal rettore Paolo Collini e dal direttore generale Alex Pellacani a nome dell’intera comunità accademica.

Il debutto pubblico ufficiale del nuovo presidente sarà alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico che si terrà il prossimo 14 novembre alle 17.30 nell’auditorium di Palazzo Paolo Prodi.

La nomina di Finocchiaro

La nomina del presidente e di un membro del Consiglio di amministrazione dell’Università di Trento, in base a quanto previsto dallo Statuto dell’Ateneo (articolo 8) è avvenuta il 12 ottobre con delibera della giunta provinciale. Daniele Finocchiaro è stato scelto dalla Provincia autonoma di Trento come presidente dopo il parere positivo espresso dal Comitato per le nomine, che ha ritenuto Finocchiaro «in possesso di elevate doti di professionalità e conoscenza del sistema universitario e della ricerca a livello nazionale e internazionale, con specifica qualificazione scientifica e culturale, nonché adeguata competenza ed esperienza nella direzione di rilevanti strutture di istituzioni o enti, pubblici o privati» e il parere favorevole della competente commissione del Consiglio provinciale.

 

Nota biografica di Daniele Finocchiaro

Daniele Finocchiaro, 51 anni, è presidente del Gruppo tecnico ricerca e innovazione di Confindustria e componente del Comitato di presidenza allargato. Laureato in Economia internazionale all’Università Bocconi di Milano, ha conseguito un master in Economia sanitaria all’Università di Tor Vergata a Roma e ha trascorso 12 mesi alla J. Nehru University di Nuova Delhi per studi sulla pianificazione dello sviluppo economico dell’India.

Ha maturato la sua esperienza professionale nel settore farmaceutico fino a rivestire il ruolo di presidente e amministratore delegato di GlaxoSmithKline spa. Il suo percorso professionale nell’ambito dell’industria farmaceutica inizia in GlaxoSmithKline nel 1998 in comunicazione e relazioni istituzionali. Nel 2002 entra in Farmindustria, dove assume la responsabilità per l’area rapporti istituzionali, per ritornare poi in GSK nel 2003 a guidare gli Affari istituzionali e comunicazione e, in seguito, a dirigere la Business Unit Vaccini. Mantenendo i precedenti incarichi, assume il ruolo di vice presidente commerciale, prima di occupare nel 2012 l’incarico di vertice in Italia.

In qualità di presidente, amministratore delegato e direttore generale di GlaxoSmithKline Spa ha avuto piena responsabilità sulle attività di 800 persone e su un fatturato di 700 milioni di euro, mentre in qualità di presidente del Country Executive Board ha coordinato le attività di otto società: un centro ricerche di eccellenza mondiale, tre stabilimenti produttivi e varie società commerciali con oltre 5mila persone e 1.700 milioni di fatturato.

Tra i ruoli internazionali all’interno del gruppo, è stato componente dei Team Globale vaccini, respiratorio e malattie infiammatorie/infettive e dello European Leadership Team.

Nel 2010 ha seguito la dismissione del Centro Ricerche di Verona attivo nell’area delle Neuroscienze, salvaguardando le competenze professionali dei circa 500 ricercatori attraverso un accordo innovativo e di successo.

Nel 2014 lancia in Italia un nuovo modello di ricerca collaborativa tra impresa del farmaco e accademia, DPAC – Discovery Partnerships with Academia – con l’obiettivo di tradurre la ricerca innovativa delle università in farmaci innovativi per il paziente.

Nel 2015 ha gestito l’acquisizione di Novartis Vaccini che ha riguardato il centro ricerche e i due stabilimenti produttivi di Siena con oltre 3mila collaboratori coinvolti.

Nel 2016 grazie all’alleanza con Telethon e San Raffaele viene autorizzata in Europa la prima terapia genica con cellule staminali ex vivo al mondo. Un’alleanza per il trattamento di patologie rare, siglata nel 2010, emblema di un paradigma di ricerca collaborativa avviato in Italia, ma di portata mondiale.

Ha ricoperto diversi incarichi al vertice delle principali associazioni di settore – Vice presidente Farmindustria e vice presidente Confindustria Verona, presidente della sezione Chimico farmaceutica di Confindustria Verona.

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All’Università di Trento si costruisce il cervello bionico

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Incontro di avvio questa mattina al Polo Ferrari per “Backup”, progetto interdisciplinare coordinato da Lorenzo Pavesi del Dipartimento di Fisica.

Finanziato con 2 milioni e mezzo dal Consiglio europeo della ricerca, ha l’obiettivo di sviluppare in cinque anni un sistema ibrido elettronico-fotonico-biologico per ricostruire l’attività di elaborazione e immagazzinamento dati del cervello e offrire soluzioni nuove a problemi neurologici come amnesia ed epilessia.

Un cervello bionico, nel quale cellule cerebrali (i neuroni) comunicano attraverso segnali luminosi con circuiti ottici ed elettronici con la prospettiva di comprendere in modo più profondo il funzionamento del cervello e di offrire soluzioni nuove a problemi neurologici come amnesia ed epilessia.

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È questo l’obiettivo avveniristico al quale punta “Backup”, progetto interdisciplinare coordinato da Lorenzo Pavesi, professore del Dipartimento di Fisica dell’Università di Trento.

Nei mesi scorsi ha vinto un finanziamento del Consiglio europeo della ricerca (tipologia “ERC-Advanced Grants” dedicata ad attività scientifiche innovative) di 2 milioni e mezzo per cinque anni.

Nelle scorse settimane è stata pianificata l’attività di ricerca e assunto il personale di ricerca, ora il gruppo ha cominciato il lavoro sperimentale.

Questa mattina al Polo Ferrari 1 di Povo l’incontro di lancio ufficiale di “Backup” davanti alla comunità universitaria.

Alla presentazione pubblica sono intervenuti il rettore dell’Università di Trento, Paolo Collini, e i direttori dei dipartimenti e dei centri coinvolti (Giulio Monaco per il Dipartimento di Fisica; Nicu Sebe per il Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione; Alessandro Quattrone per il Dipartimento Cibio; Carlo Miniussi per il Centro interdipartimentale Mente/Cervello CIMeC).

Dopo l’introduzione di Lorenzo Pavesi, sono stati approfonditi alcuni filoni specifici del progetto: “Backup e fotonica” con Paolo Bettotti (Dipartimento di Fisica), “Backup e Intelligenza artificiale” con Nicu Sebe (Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione), “Backup e la memoria” con Marco Canossa (Dipartimento Cibio) e “Backup e l’epilessia” con Yuri Bozzi (CIMeC). Terminata la parte pubblica, la giornata è proseguita con gli incontri dei gruppi di lavoro.

“Backup” vuole svelare la relazione tra connettività cerebrale e funzione mediante la fotonica integrata (il titolo completo è, infatti, “Unveiling the relationship between brain connectivity and function by integrated photonics”).

Si punta a costruire un sistema ibrido elettronico-fotonico-biologico, un chip in grado di emulare il modo in cui il cervello elabora e memorizza l’informazione per realizzare computer neuromorfici, ovvero che si ispirano al cervello e riescano a modificare le proprie connessioni sulla base delle esperienze.

Pavesi spiega: «L’obiettivo è realizzare un sistema ibrido che sia in grado di sostituirsi alle funzioni cognitive del cervello attraverso l’uso di reti artificiali. Lavoreremo “in vitro”, cioè su modelli che si realizzano in laboratorio, con un gruppo di ricerca tutto interno all’Università di Trento. Un primo passo sarà effettuare esperimenti nei quali si faranno interagire circuiti fotonici con tessuti neuronali. In questo modo si realizzeranno reti neurali artificiali dove le varie piattaforme (fotoniche, elettroniche e biologiche) verranno integrate per ottimizzare le loro prestazioni. Questo progetto ha un contenuto altamente interdisciplinare e vede coinvolti ricercatori di vari dipartimenti dell’ateneo».

Poi entra nel dettaglio: «In questo progetto tratteremo la questione fondamentale di quale sia il ruolo dell’attività e della plasticità dei neuroni nell’elaborazione e memorizzazione delle informazioni nel cervello. Svilupperemo una piattaforma di calcolo ibrida: circuiti fotonici integrati saranno interfacciati sia a circuiti elettronici sia a circuiti di neuroni biologici per emulare le funzioni cerebrali e sviluppare architetture in grado di riprodurre i processi cognitivi neuronali».

Conclude con uno sguardo al futuro: «La visione a lungo termine è che le reti fotoniche neuromorfiche ibride, tra le varie cose, chiariranno il modo in cui il cervello pensa e controlleranno e integreranno specifiche funzioni neuronali offrendo quindi soluzioni nuove a una serie di problemi neurologici».

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UniTrento, approvato il bilancio 2019 da 233 milioni

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Un momento di raccoglimento per Antonio Megalizzi e per Chiara Lanzingher, la giovane dipendente dell’Ufficio Appalti dell’Ateneo scomparsa di recente: così si è aperta nel primo pomeriggio la seduta del Consiglio di amministrazione dell’Università, chiamato oggi all’approvazione del bilancio di previsione 2019. (altro…)

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Accademia cinese partner dell’Università di Trento per lo spazio

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Sostenere gli scambi nei campi della didattica e della ricerca scientifica. Questo l’obiettivo dell’accordo quadro firmato questa mattina in Rettorato tra l’Ateneo di Trento e l’University of Chinese Academy of Sciences (Ucas). A sottoscrivere il protocollo sono stati Wu Yue-Liang, vice presidente di Ucas, e Maurizio Marchese, prorettore allo sviluppo internazionale di UniTrento. (altro…)

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