Connect with us
Pubblicità

Hi Tech e Ricerca

App e servizi in Comune: il 26 ottobre Trento smart city incontra la città

Pubblicato

-

Una campagna informativa per far conoscere alla cittadinanza i servizi innovativi messi in campo dall’Amministrazione comunale e diffonderne l’utilizzo: è questo l’obiettivo del servizio Innovazione e servizi digitali, impegnato a sviluppare attraverso le potenzialità offerte dalla tecnologia nuovi strumenti di interazione con cittadini e imprese.

Oltre ai canali di comunicazione istituzionale tradizionali, e visto il successo di pubblico ottenuto con le due edizione della Trento smart city week, il Comune ha deciso di “scendere in piazza”, per incontrare direttamente i potenziali utilizzatori dei servizi, divisi in quattro grandi tematiche: Muoversi in città, Migliora la tua città, Vivere la città e Cittadino digitale.

Venerdì 26 ottobre dalle 16 alle 20 in piazza Pasi (il precedente appuntamento era stato annullato causa maltempo) sarà presente uno stand informativo dove sarà possibile trovare materiale informativo, testare i servizi e le app, chiedere spiegazioni e approfondimenti direttamente a chi ogni giorno lavora per rendere più smart la nostra città. In caso di pioggia l’iniziativa non avrà luogo.

Pubblicità
Pubblicità

Sul sito del Comune, l’area tematica Smart city fornisce già numerose informazioni e approfondimenti sul tema.

Pubblicità
Pubblicità

Hi Tech e Ricerca

Il catalogo più ricco dei batteri del corpo umano: oltre 150 mila

Pubblicato

-

Il più ricco catalogo di batteri e archeobatteri umani mai compilato finora e l’individuazione di molte specie microbiche intestinali e orali comuni nella popolazione mondiale ma finora mai osservate.

Sono i risultati principali del lavoro di ricerca, coordinato da Nicola Segata e Edoardo Pasolli del Laboratorio di Metagenomica computazionale dell’Università di Trento, che sarà pubblicato online il prossimo 17 gennaio 2019 sulla rivista scientifica “Cell”.

Segata dichiara: «Abbiamo individuato e catalogato geneticamente un grande numero di batteri e archeobatteri che costituiscono il microbioma umano, ma che finora non erano mai stati analizzati o descritti. Questo permette ora di caratterizzare una frazione sostanziale del microbioma che era rimasta finora “nascosta”. Abbiamo anche osservato molti microrganismi presenti prevalentemente in popolazioni non occidentalizzate e che in occidente sono solo raramente identificati. Probabilmente questo è una conseguenza del complesso processo di industrializzazione».

PubblicitàPubblicità

Anche i batteri, dunque, come altre forme viventi, evolvono e vengono selezionati con il cambiare dell’ambiente, dell’alimentazione e dello stile di vita e in alcuni casi rischiano di estinguersi.

Il team di ricerca si è messo sulle tracce di alcuni di essi.

Lo studio è un intreccio di genomica, microbiologia e big data.

Per oltre due anni ha coinvolto ricercatori e ricercatrici del Dipartimento Cibio dell’Università di Trento assieme a studenti e studentesse della laurea magistrale in Quantitative and Computational Biology dell’Ateneo.

Ed è frutto di una collaborazione internazionale nella quale hanno avuto un ruolo rilevante docenti di Harvard che studiano popolazioni non occidentalizzate del Madagascar.

Nicola Segata nelle sue ricerche si occupa del microbioma umano. Spiega: «È quell’insieme di batteri, virus, funghi e parassiti che si trovano in particolare nell’intestino, nella bocca, sulla pelle e nell’apparato genitale. Il microbioma, con cui le cellule umane vivono in simbiosi, svolge funzioni cruciali per il corpo, dal metabolismo all’attività sull’asse intestino-cervello, dalla protezione diretta contro organismi patogeni alla regolazione del sistema immunitario. Si è dimostrato che il microbioma ha un ruolo nell’insorgenza di alcuni tumori e nel successo della immunoterapia contro il cancro».

L’approccio suo e del suo team allo studio del microbioma si chiama metagenomica computazionale: studiano il microbioma analizzando il suo contenuto genetico. Da una goccia di saliva, tampone cutaneo o grammo di feci estraggono il DNA di tutti i microrganismi presenti, lo sequenziano con le macchine ad alta precisione di cui è dotata l’Università di Trento. Con speciali super-computer analizzano poi il DNA sequenziato per ricostruire composizione e dinamiche del microbioma.

Segata entra nel dettaglio della ricerca: «Con questo studio che è frutto del lavoro di tutto il team multidisciplinare a CIBIO che comprende microbiologi, statistici, e informatici, abbiamo individuato quasi 5 mila specie che catalogano gli oltre 154 mila genomi ricostruiti e descrivono il microbioma umano al variare di età, distretto corporeo, dieta, malattia. Ogni individuo possiede fino a diverse centinaia di queste specie. Una grossa frazione di queste 5 mila specie (il 77%) erano precedentemente sconosciute. Alcune di queste specie sono molto prevalenti nella popolazione e la loro scoperta è la base di partenza per poter testare il loro ruolo in malattie autoimmuni, gastro-intestinali, e oncologiche. Per arrivare a questi risultati abbiamo analizzato una mole di dati estremamente grande e diversificata per provenienza geografica, stile di vita, età. In tutto abbiamo analizzato 9428 campioni da tutti i continenti».

E sulla scoperta e analisi di uno di questi batteri precisa: «La specie sconosciuta più comune, che abbiamo chiamato “Cibiobacter qucibialis”, è il settimo organismo intestinale più prevalente nella popolazione e l’abbiamo individuata ricostruendo più di 1800 genomi. Questa specie potrà essere di grande importanza per la comprensione delle funzioni del microbioma umano e come sfruttarlo in biomedicina».

Infine un approfondimento sulle differenze tra popolazioni: «Ci siamo soffermati sulle popolazioni non occidentalizzate che non hanno cioè accesso alle diete ad alto contenuto di grassi, agli antibiotici e altri medicinali e sottoposte a condizioni igieniche differenti. Molti nuovi microrganismi scoperti nelle popolazioni non occidentalizzate tendono a non essere più identificabili nelle nostre popolazioni occidentali. Il lavoro ha quindi posto i presupposti per studiare queste specie e capire se possano essere legate all’aumento di malattie autoimmuni, allergie e malattie complesse del mondo occidentale. Pensiamo anche che sia necessario cercare di coltivare e conservare queste specie che, in futuro, si potrebbe pensare di provare a reintrodurre nelle popolazioni occidentalizzate».

L’ARTICOLO – L’articolo, pubblicato con il titolo “Extensive unexplored human microbiome diversity revealed by over 150,000 genomes from metagenomes spanning age, geography, and lifestyle” è stato scritto da Nicola Segata con Edoardo Pasolli, Francesco Asnicar, Serena Manara, Moreno Zolfo, Nicolai Karcher, Federica Armanini, Francesco Beghini, Paolo Manghi, Adrian Tett, Paolo Ghensi (Università di Trento) in collaborazione con Maria Carmen Collado (National Research Council, Valencia), Benjamin L. Rice (Harvard University, Cambridge), Xochitl C. Morgan (University of Otago), Christopher Quince (University of Warwick) e con Casey DuLong, Christopher D. Golden e Curtis Huttenhower (Harvard T.H. Chan School of Public Health, Boston e The Broad Institute, Cambridge).

La ricerca è stata finanziata principalmente da due progetti europei: MetaPG (dall’ERC per Nicola Segata) e DiMeTrack (Marie Skłodowska-Curie Actions per Edoardo Pasolli). Il supporto dei finanziamenti europeo è stato fondamentale e ha permesso, tra l’altro, l’accesso open access all’articolo. Tutti i software utilizzati/sviluppati sono Open Source, approccio collaborativo e senza barriere alla ricerca nel quale il laboratorio crede molto.

Studenti e studentesse della laurea magistrale in Quantitative and Computational Biology (QCB) hanno partecipato attivamente a un filone della ricerca durante il corso di Computational Microbial Genomics. Il nome del batterio “Candidatus Cibiobacter qucibialis” deriva appunto dalla combinazione dei nomi del Dipartimento e della laurea magistrale (CIBIO e QCB).

IMMAGINE ILLUSTRATIVA  – L’immagine in allegato rappresenta l’albero della vita degli organismi nel microbioma umano. L’albero filogenetico include cioè tutte le specie che sono state caratterizzate dal microbioma umano e rappresenta la diversità totale del microbioma nelle diverse popolazioni umane e in diverse età, condizioni, e distretti corporei. L’immagine è stata generata da un software open source scritto dagli autori dell’articolo.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Hi Tech e Ricerca

Dalla vinaccia al tessuto: la start up trentina Vegea in corsa per un milione di dollari

Pubblicato

-

Vegea, l’Azienda di Trento è tra le 4 star up finaliste per la selezione italiana di Chivas Venture, il contest internazionale da 1 milione di dollari.

Il 17 gennaio a Milano si contenderà il titolo nazionale per passare alla fase globale.

Con 55,8 milioni di ettolitri di vino (+21% rispetto al 2017), l’Italia è il più grande produttore mondiale al mondo.

Pubblicità
Pubblicità

Questo comporta anche la produzione di tonnellate di scarti, comprendenti bucce, semi e raspi, che hanno un potenziale di valorizzazione.

La start-up Vegea ha ideato, brevettato e dimostrato su scala di laboratorio un processo innovativo e sostenibile per trasformare la vinaccia in un tessuto ‘vegano’ a basso impatto e cruelty-free per il settore della moda, dell’arredamento, dell’automotive. “Con VegeaTextile vogliamo contribuire alla diminuzione dell’impatto ambientale e sociale dell’industria del fashion attraverso l’uso di materiali naturali e rinnovabili.” Spiega Marco Bernardi, R&D Manager di Vegea. La start up ha sviluppato collaborazioni con distillerie sul territorio nazionale e vanta importanti collaborazioni internazionali come, ad esempio, quella con la H&M Foundation e esposto prototipi al Victoria & Albert Museum di Londra e, in collaborazione con il Ministero degli Esteri e il CNR, nell’ambito dell’evento “Italia. La bellezza della conoscenza”.

La società partecipa inoltre al programma europeo Horizon 2020.

La fase di industrializzazione del processo produttivo terminerà questa primavera. I prossimi step? “Siamo pronti a espandere le collaborazioni con la rete vitivinicola a livello europeo, portare avanti l’R&D e ampliare la rete commerciale”.

Chivas Venture è la competition internazionale che premia e sostiene start up e imprenditori visionari determinati a fare business virtuoso e sostenibile, attraverso progetti di responsabilità sociale che hanno un impatto positivo e reale sulla vita delle persone e sul pianeta.

BionIT Labs Il braccio bionico high-tech, 3Bee alveari trasformati in smart city, Vegea il tessuto che dà nuova vita agli scarti della produzione vinicola e MyFoody.it l’app che aiuta a limitare lo spreco alimentare risparmiando, si sfideranno il 17 gennaio per diventare The Italian Winner di Chivas Venture 2019.

I 4 finalisti sono stati selezionati dallo Skoll Center For Social Entrepreneurship di Oxford insieme al team Chivas Regal Italia e in collaborazione con Ashoka, Confindustria Giovani Imprenditori, H-Farm e Impact Hub.

 

 

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Hi Tech e Ricerca

L’innovazione trentina vola a Las Vegas

Pubblicato

-

Nella foto: Marco Bezzi, Amministratore delegato e co-fondatore di Bluetentacles

E’ in corso da ieri e proseguirà fino all’11 gennaio a Las Vegas, CES® 2019: l’evento tecnologico più grande e più influente al mondo, dove l’intero ecosistema tecnologico si riunisce per condurre affari, lanciare prodotti, costruire marchi e partner per risolvere alcune delle sfide sociali più pressanti di oggi.

Come ormai tradizione, anche nel 2019 saranno presenti le migliori startup di tutto il mondo, e non poteva certo mancare la delegazione italiana, che conta sulla presenza di oltre 50 aziende, in rappresentanza delle idee più innovative in diversi ambiti strettamente collegati all’hi-tech.

Fra queste è stata selezionata Bluetentacles, vincitrice del primo programma Bootstrap di HIT-Hub Innovazione Trentino e che ha insediato la propria sede operativa a Povo, nell’area co-working di HIT.

Pubblicità
Pubblicità

La startup si rivolge al mondo dell’agricoltura di precisione con un sistema automatico di irrigazione adattabile anche a impianti già esistenti.

Ciò che fa la differenza è l’analisi del clima, rilevamenti satellitari, umidità del terreno, per fornire acqua alle colture solo quando necessario.

Questo si traduce in un risparmio e in una migliore gestione delle risorse specialmente in quelle località dove la disponibilità di acqua è un problema.

Durante CES® 2019, più di 4.500 espositori presenteranno nuove tecnologie in tema di connettività 5G, intelligenza artificiale, realtà aumentata e virtuale, città intelligenti e resilienza, sport, robotica e altro ancora agli 180.000 partecipanti previsti.

Nelle sue aree espositive si susseguiranno 250 sessioni congressuali con 1.100 relatori e si incontreranno oltre 1.200 startup provenienti da oltre 50 paesi.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Iscriviti alla Newsletter

  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

Categorie

di tendenza