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Trento

Il centrodestra conquista il Trentino. PD dimezzato, tiene il PATT, scompare l’UPT

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Si sono concluse regolarmente nel pomeriggio di ieri le operazioni di spoglio delle schede per le elezioni provinciali del 2018.

Il candidato presidente risultato eletto è stato Maurizio Fugatti, con una percentuale di voti pari al 46,73%.

Nella nuova maggioranza del governo Trentino, come previsto abbondantemente, sarà la lega a farla da padrona con ben 13 consiglieri.

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I Trentini hanno deciso di girare pagina dopo 25 anni ed hanno deciso di farlo puntando sulla Lega  e i partiti territoriali suoi alleati.

Chi pensava prima del referendum del 4 dicembre 2016 che in Trentino i cittadini fossero diversi e continuassero a fidarsi del centrosinistra si sbagliava, chi lo pensava anche dopo il 4 marzo 2018 dopo la vittoria della lega e dei cinque stelle, è andato a casa e la politica la vedrà o seduto sul divano davanti al televisore oppure dai banchi delle minoranze.

L’onda lunga di Salvini che ha travolto l’Italia arriva anche in Trentino e polverizza il centrosinistra. Una lega che dal 6,22% delle provinciali del 2013 è passata ad un 27,09%.

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Incredibile. Onore agli uomini di Maurizio Fugatti. Una lega insomma da paura!

«Un risultato che ci dà molto orgoglio e ci responsabilizza per il forte mandato popolare che abbiamo avuto. I trentini hanno ricordato le battaglie che abbiamo fatto sul territorio. La storia ci ha dato ragione» – queste le prime parola del nuovo Governatore Maurizio Fugatti

Per il PD in particolare è un bagno di sangue, dal 22,06% delle provinciali del 2013 passa infatti ad uno striminzito 13,93%, perdendo così oltre 17 mila voti

Tiene molto bene e sopra ad ogni attesa il PATT dell’ex presidente Ugo Rossi che raggiunge un’importante 12,59% e porta in provincia 4 consiglieri. Nel 2013 aveva raggiunto il 17,55%. Alla fine la scelta di staccarsi e ripudiare gli alleati del PD è stata vincente, la scelta contraria forse avrebbe fatto sparire gli autonomisti.

Sparisce dai radar invece l‘unione per il Trentino (UPT) che con il solo 3,98% perde quasi 10 punti rispetto alla tornata elettorale del 2013 (aveva il 13,33).

Per il partito fondato da Lorenzo Dellai è alla fine di un ciclo, chiuso malissimo, e nell’ultimo periodo devastato da incongruenze, contraddizioni, lotte intestine e follie politiche, che ne hanno decretato il decadimento totale e hanno visto la fuga di tutti i suoi elettori.

E non è vera la voce che ieri circolava sul fatto che se il centrosinistra fosse andato unito avrebbe combattuto alla pari. Sarebbe sempre finita uguale se non peggio. Ed ovvio pensare ora che il Sindaco Andreatta rifletta sulle sue dimissioni per così dare continuità al lavoro della nuova giunta di centrodestra

Per il PD entrano in consiglio provinciale Olivi, Ferrari, Manica e Zeni, per l’UPT De Godenz, per il PATT Rossi, Dallapiccola, Ossanna e Demadri e per Futura (buono il suo 6,93%) Ghezzi e Coppola che dovrà lasciare la presidenza del consiglio comunale di Trento.

Il movimento cinque stelle porta in consiglio provinciale Filippo Degasperi e Alex Marini, ma da un partito di governo che arrivava da numerosi consensi ci si attendeva molto di più.

Rimangono fuori dal consiglio provinciale Fratelli D’Italia, l’UDC, il partito di Ottobre e quello di De Laurentis, insieme ai «cespugli» dell’estrema sinistra.

Nella nuova maggioranza insieme ai 13 leghisti entreranno Tonina (PT), Gottardi e Borga (Civica Trentina) Cia (AGIRE) Leonardi (FORZA ITALIA) Kaswalder (AUTONOMIA POPOLARE) e Guglielmi per l’associazione Fassa – minoranze ladine.

Queste elezioni hanno registrato anche alcune celebri scomparse.

Non vedremo più infatti Civettini, Bezzi, Lozzer, Maestri, Passamani, Simoni e Walter Viola che gli elettori hanno mandato a casa.

Anche tutti i partiti alleati della lega non sono andati bene e come si temeva prima delle elezioni sono stati annientati dagli uomini di Fugatti.

Forza Italia sempre peggio con le dimissioni ieri annunciate della Biancofiore, la prima responsabile di quanto successo sia in Trentino che in Alto Adige

Ma per loro, ricostruirsi nei prossimi 5 anni, diventerà più facile e stimolante dalla parte di chi governa il Trentino.

È pur vero che senza di loro il centrodestra non avrebbe conquistato il Trentino. A dirlo è stato lo stesso presidente che già da domani si metterà al lavoro per costruire la nuova giunta.

«Questa è una vittoria di tutta la coalizione – spiega Fugatti – io ho detto a tutti di votare chi volevano, ma di farlo in maniera decisa. Abbiamo ricevuto un mandato importante che ci dà grosse responsabilità. Questo è un momento di festa che volevamo fare in maniera popolare, tra la gente».

Fugatti non ha escluso la chiamata di un assessore esterno per completare la giunta. «Da domani ci metteremo al lavoro per cercare fra gli eletti le competenze e le sensibilità giuste per dirigere gli assessorati»dichiara Fugatti. 

Da oggi insomma negli uffici della provincia autonoma di Trento l’aria cambia del tutto. Si aprono le finestre e si comincia a lavorare per il cambiamento con politici, funzionari, amministratori e dirigenti che piano piano cambieranno. Auguri quindi al centrodestra.

 

 

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