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Trento

Razzismo sul Flixbus a Trento: la bufala smontata dalle telecamere

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La storia del ragazzo nero vittima di razzismo sul Flixbus di Trento, pare smontarsi di ora in ora.

La vicenda era venuta fuori sui social e sui giornali con il solito grande sdegno e vigore ma le indagini delle forze dell’ordine sembrano rivelare un’altra verità.

Il giovane africano, salito sul bus verde, secondo quanto scritto da una ragazza sui social sarebbe stato costretto da una signora anziana a sedersi in fondo al bus per via del colore della sua pelle.

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“Sei nero, qui non puoi sederti”.

Questa più o meno la frase che ha viaggiato su tutti i media per tre giorni con relative reazioni più o meno forti (qualcuno proponeva punizioni fisiche per la donna) dei paladini della giustizia su internet.

La cosa grave è che tutto questo è stato amplificato dai giornali cartacei e online.

Dalla visione dei video sta emergendo invece tutt’altro.

Il giovane, infatti, pare che non parlasse l’italiano e che stesse provocando un ritardo poiché non comprendeva le spiegazioni dell’autista.

Il ragazzo senegalese voleva sedersi nei primi posti del bus che invece sarebbero riservati a chi paga un sovrapprezzo, quindi il suo biglietto non era valido per quella zona.

Con l’ausilio degli agenti delle forze dell’ordine, alla fine il giovane è andato a sedersi dietro e non avrebbe parlato con nessuno dei passeggeri, quindi il cambio di posto non aveva nessuna motivazione razziale né alcuno gli avrebbe rivolto frasi razziste.

Una storia, quelle delle bufale razziste, che spesso porta a grandi casi che poi si sgonfiano puntualmente (esempio, l’uovo che colpì un’atleta italiana usato per propaganda politica).

Naturalmente, tutto ciò è coinciso con gli ultimi giorni di campagna elettorale in Trentino e con l’arrivo di Salvini in città (condito da atti vandalici), in maniera che qualcuno potesse urlare al razzismo, fenomeno che ormai esiste in percentuali risibili.

Siccome a una parte politica in difficoltà mancano argomenti, serve uno slogan da urlare, mentre ad altri idealisti fa comodo qualche storia per avere fama sui social.

Ad avvalorare la tesi della «Bufala» è anche la dichiarazione di chi ha fatto da interprete fra il ragazzo straniero, l’autista e le forze dell’ordine, che appunto smentisce l’episodio di razzismo e di altri testimoni presenti sul bus in quel momento. (vedi sotto).

Intanto il profilo della studentessa Trentina, che con le sue dichiarazione ha fatto finire il Trentino su tutti i media nazionali, è stato oscurato nella tarda serata di ieri.

Quasi 15 mila i commenti, tutti molto critici.

Si scopre anche che la mamma della studentessa è stata una delle maggiori simpatizzanti delle «magliette rosse» pro migranti, e che il padre è consigliere circoscrizionale del PD.

Sotto le sue dichiarazioni postate su facebook.

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Trento

E-Pharma: un’azienda in forte sviluppo che cerca nuovi spazi

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E-Pharma, un’azienda in forte crescita, con oltre 200 dipendenti e 34 milioni di fatturato, altamente specializzata nelle forme solido orali effervescenti, orodispersibili, masticabili e solubili, con importanti tecnologie brevettate che sviluppano e producono per conto terzi prodotti di alto profilo qualitativo in campo sia farmaceutico che nutraceutico, ovvero nello studio di quei principi nutrienti contenuti negli alimenti che hanno effetti benefici sulla salute

Oggi la visita allo stabilimento di Ravina di Trento dell’assessore allo sviluppo economico e lavoro, Achille Spinelli che ha potuto assistere alla produzione della famosa aspirina effervescente della Bayer.

Una visita finalizzata alla conoscenza di quella che può essere considerata come una vera e propria eccellenza dell’imprenditoria trentina, ma anche per discutere delle prospettive di espansione dell’azienda, che necessita di nuovi spazi, sia per la produzione che per il settore della ricerca.

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tappeto, in accordo con Trentino Sviluppo, l’ipotesi di trasferire la parte relativa alla ricerca presso Progetto Manifattura a Rovereto. “Stiamo ragionando insieme ad E-Pharma – ha commentato l’assessore Spinelli – sull’opportunità di localizzare il loro centro di ricerca sui nutraceutici presso Manifattura, dove si sta sviluppando un nuovo settore dedicato alla tecnologia applicata allo sport. Un’operazione – aggiunge Spinelli – che permetterebbe di liberare spazi a Ravina e di trovarne altri per la produzione, con indubbie ricadute, in termini occupazioni e di indotto”.

E-Pharma partecipa, inoltre, con particolare soddisfazione ai progetti e servizi di internazionalizzazione offerti da Trentino Sviluppo.

Alla prima missione commerciale in Cile di un anno fa, il 19 marzo 2018, sono seguiti infatti diversi studi di fattibilità per i mercati di Vietnam, Qatar e Russia.

L’azienda ha preso parte ad un percorso di avvicinamento all’export digitale e Trentino Sviluppo l’ha affiancata nelle prime analisi e valutazioni per individuare i prodotti su cui puntare, i partner tecnologici e le piattaforme commerciali più adatte ad approcciare secondo questa nuova modalità il mercato cinese.

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Trento

Alimonta risarcisce Lastei con 1.500 euro. Chiusa la vicenda giudiziaria

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La vicenda di Adriano Alimonta si è conclusa di fronte al giudice di pace con un “non luogo a procedere“.

Il presidente del soccorso alpino era stato accusato di lesioni e minacce.

Era stato denunciato da Paolo Lastei (responsabile della zona di Fiemme e Fassa) a seguito di un diverbio per la rendicontazione delle spese nell’ambito di una riorganizzazione amministrativa del corpo.

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Alimonta chiedeva la giustificazione per 10 mila euro usciti dal conto di Fiemme e Fassa senza una reale pezza d’appoggio.

Dopo il diverbio Alimonta ha lanciato verso Lastei una cartelletta piena di fogli, mandandolo all’ospedale.

Dopo un giorno di prognosi (diventati otto secondo il suo medico di base), Lastei ha proceduto con la querela.

Alimonta ha preferito la condotta riparatoria, presentando un assegno di 1.500 euro. Il giudice di pace ha stabilito congruo il risarcimento e ha posto fine alla storia.

Alimonta ha deciso di seguire questa strada per non coinvolgere il Soccorso Alpino sperando che i 1.500 euro finiscano in beneficenza sul conto corrente di qualche associazione.

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Trento

Internet: denunciate 13 persone per truffe ai danni di cittadini del Trentino

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Sono 15 le denunce per  truffa in internet che sono arrivate sul tavolo della questura di Trento a partire dal dicembre 2018. 

La Polizia Investigativa di Trento dopo numerose indagini è riuscita in parte a risalire ai colpevoli denunciando 13 persone.

Nel mese di dicembre 2018 sono infatti state deferite all’autorità giudiziaria cinque persone a seguito di denuncia per truffa legata alla vendita di autoveicoli “ringiovaniti” mediante la manomissione del contachilometri.

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L’attività investigativa ha permesso di identificare un sodalizio criminale familiare sedente nella Provincia di Padova composto da tre nomadi sinti. 

A seguito di denuncia per una truffa legata all’acquisto di una stufa a pallet su piattaforma web Ebay con pagamento tramite bonifico bancario, l’attività investigativa permetteva di identificarne l’autore, residente nella provincia di Verona.

A seguito di denuncia per una truffa legata all’acquisto di un paio di scarpe Nike su piattaforma Facebook con pagamento tramite ricarica carta PostePay, l’attività investigativa permetteva di identificarne l’autore, residente nella provincia di Bari.

Nel mese di Gennaio 2019 invece a seguito di denuncia per una truffa legata all’acquisto di una Playstation su piattaforma web Ebay con pagamento tramite ricarica carta PostePay, l’attività investigativa permetteva di identificarne l’autore, residente nella provincia di Lecce.

Simile anche la truffa legata all’acquisto di un robot da cucina Bimby su sito web Subito.it con pagamento tramite ricarica PostePy, l’attività investigativa permetteva di identificarne l’autore, residente nella provincia di Brindisi.

Per l’acquisto di una coppia di auricolari Iphone su sito web Subito.it con pagamento tramite bonifico su conto corrente postale, l’attività investigativa permetteva di identificarne l’autore, residente nella provincia di Trento.

A seguito di denuncia per truffa perpetrata tramite “inversione dei ruoli”, l’attività investigativa permetteva di rintracciarne uno degli autori che veniva deferito per rispondere del reato di cui al’art.640 c.p., riuscendo inoltre a ipotizzare un eventuale concorso con altro soggetto identificato, alla data odierna al vaglio della Magistratura.

Tale frode, balzata ultimamente alle cronache a seguito di servizi giornalistici di “Striscia la Notizia”, viene attuata contattando utenti che hanno messo in vendita prodotti su siti specializzati; i truffatori, fingendosi interessati, riescono abilmente a convincere i malcapitati inserzionisti ad effettuare una procedura su ATM di Poste Italiane o banca Unicredit al fine di ricevere quanto pattuito; così facendo però, invece di ricevere i soldi, ricaricano la carta PostePay del truffatore

Nel mese di febbraio l’attività investigativa è continuata portando alla denuncia di altri 3 soggetti sempre per truffe via internet.

A seguito di denuncia per una truffa legata alla compravendita di un’autovettura pubblicizzata su sito specializzato “Autoscout”, l’attività investigativa permetteva di identificarne l’autore, residente nella Provincia di Pavia, sparito dopo aver incassato la caparra, potendo appurare inoltre che lo stesso veicolo era stato “venduto” una decina di volte.

A seguito di denuncia per una truffa legata all’acquisto di una Playstation su piattaforma web KIJIJI.IT con pagamento tramite ricarica carta credito prepagata del Monte dei Paschi di Siena, l’attività investigativa permetteva di identificarne l’autore, residente nella provincia di Crotone.

Infine, a seguito di denuncia per una truffa legata all’acquisto di un robot da cucina Bimby su piattaforma Facebook con pagamento tramite ricarica carta PostePay, l’attività investigativa permetteva di identificarne i due autori, residenti nella provincia di Benevento

Alla luce di quanto sopra la Polizia investigativa  suggerisce di evitare canali di pagamento quali carte postepay o carte prepagate, preferendo sempre metodi di pagamento che diano garanzie sulle transazioni, ad esempio paypal.

Relativamente alle auto prima di qualsiasi accordo visionare fisicamente il veicolo ed i suoi documenti evitare bonifici alla cieca e preferire assegni circolari consegnati in una sede Aci durante l’effettivo e contestuale passaggio di proprieta’ e consegna chiavi.

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