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Food & Wine

Non è farina del mio sacco

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Prendo spunto dal celebre proverbio per introdurre gli ingredienti protagonisti di questo articolo.

Si tratta di farina si, ma non la solita farina bianca, parliamo di quelle “speciali”.

Tante volte abbiamo sentito parlare della farina di ceci, di farro, di kamut... ma la farina di piselli ad esempio io onestamente non l’avevo mai sentita nominare.

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Quella di lupini invece aveva suscitato una certa curiosità in me  già da  tempo fa ma non avevo mai avuto modo di provarla.

La farina di riso invece l’avevo già  usata  in passato  per preparare dei biscotti glutine free per una festa di compleanno, ma avevo avuto grossi problemi con la gestione dell’impasto.

Questa volta invece sono riuscita ad ottenere dei biscotti meravigliosi, molto friabili e dal gusto gradevole e delicato.

Devo dire che nonostante fossi un po’ scettica in principio, tutti gli esperimenti fatti mi hanno soddisfatto… e devo dire anche che non tutti sono riusciti al primo tentativo.

Le tagliatelle ad esempio ho dovuto farle due volta; al primo esperimento avevo usato solamente la farina di lupini con il risultato che a contatto con l’acqua le tagliatelle si sono letteralmente sciolte.

Serve sempre una percentuale di farina che contenga del glutine, è quello che fa da “collante”.

Tagliatelle con farina di lupini
100 gr farina di lupini
1-2 cucchiai di  farina 00
1 cucchiaio di olio
3-4 cucchiai di acqua
Per il condimento 
Mezzo porro
100 gr pancetta
Olio d’oliva

Preparare la pasta nello stesso modo in cui si prepara la pasta all’uovo; mescolare le farine ,aggiungere l’acqua una cucchiaio alla volta finché non si raggiunge l’impasto desiderato. Si deve ottenere una pallina liscia e compatta; avvolgerla nella pellicola trasparente e lasciarla riposare.

Su un piano infarinato stendere la pasta in una sfoglia sottile e ricavare le tagliatelle (io uso l’apposito strumento).

Riempire una pentola di acqua e portare a bollore; nel frattempo soffriggere la pancetta con il porro tagliato finemente e un filo di olio.

Quando l’acqua bolle tuffare le tagliatelle, bastano pochi minuti per la cottura; scolarle e condirle con la pancetta saltata.

Gnocchi con farina di piselli
50 gr farina di piselli
300 gr ricotta
2 cucchiaio di farina di kamut
160 gr parmigiano
1 uovo
Per il condimento
burro
Mozzarella a cubetti

In una ciotola versare la farina, aggiungere la ricotta e mescolare con una forchetta; aggiungere l’uovo e il parmigiano, mescolare fino  a quando gli ingredienti non sono completamente amalgamati.

Quando avrete raggiunto la consistenza desiderata portare l’impasto su un piano infarinato, modellarlo con le mani formando i classici rotoloni e tagliare dei tronchetti di 2-3 cm.

Calare gli gnocchi in abbondante acqua bollente, quando vengono a galla scolare e trasferire in una padella dove avremo fatto sciogliere il burro; rosolare leggermente e trasferire nei piatti da portata accompagnati da cubetti di mozzarella.

Biscotti con farina di riso
200 gr farina di riso
70 gr burro morbido
50 gr di zucchero
1 uovo
1 cucchiaino di lievito per dolci

Con le fruste elettriche montare l’uovo con lo zucchero fino a ottenere un composto spumoso, quindi aggiungere il burro tagliato a tocchetti e mescolare nuovamente.

Aggiungere la farina e il lievito e impastare con le fruste giusto pochi istanti; quando il composto si compatta proseguire con le mani e ammassarlo in poche mosse.

Formare un panetto, coprirlo con la pellicola trasparente e riporlo in frigo per mezz’ora.

Spianare la pasta con un matterello a uno spessore di 4/5 mm e tagliare con i biscotti con la formina desiderata , riporli su una leccarda coperta di carta forno e cuocere in forno a 180 gradi per 15 minuti.

Lasciar raffreddare completamente i biscotti prima di coprirli con lo zucchero a velo.

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Food & Wine

Ciliegie e Melanzane, le regine del mese di giugno

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Giugno è il mio mese preferito, sono un po’ di parte forse visto che è il mese del mio compleanno.

Ma dopo quello che proporrò  in questo articolo non potrete fare altro che affezionarvi a lui.

Giugno è un’esplosione di colori; giallo, rosso, verde, viola, arancione.

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Sulla tavola di questo mese tutti si inchinano davanti a sua maestra la ciliegia, è lei la regina indiscussa del periodo.

Innumerevoli le ricette che prevedono l’utilizzo di questo frutto, io ho cercato di farle omaggio con un dolce semplice ma delicato.

Se nel reparto frutta abbiamo  già individuato una regina, non possiamo fare a meno di cercarne una fra le verdure.

E non è difficile trovarla, è nera anzi viola, la melanzana.

Altri grandi protagonisti di questo mese sono albicocche, prugne, pesche, fragole e susine fra la frutta, mentre fra le verdure spiccano  nomi come cetrioli, fave, finocchi, patate piselli e peperoni… che mi riservo di trattare meglio nel prossimo articolo.

                                                        

  Succo estratto di anguria, carota e zenzero

1 anguria piccola
4 carote
1 radice di zenzero

Tagliare l’anguria, privarla dei semi, pelare le carote e lo zenzero e farli a pezzi. Inserire la frutta e la verdura nell’estrattore e ricavare il succo.

                     

 Involtini di zucchine e quinoa

3 zucchine
1/2 melanzana
1/2 peperone rosso
150 gr di quinoa

Per prima cosa versare la quinoa in un pentolino, coprirla con il doppio del peso di acqua (300 ml) e metterla a cuocere sul fuoco; quando avrà assorbito tutta l’acqua toglierla dal fuoco e lasciar raffreddare.
Lavare le verdure, tagliare i peperoni e la melanzana a cubetti piccoli; versare un filo d’olio in una pentola unire i peperoni e la melanzana e cuocere per 10-15 minuti.

Nel frattempo tagliare le zucchine nel senso della lunghezza, si devono ricavare delle strisce lunghe.

Aggiungere la quinoa alle verdure, mescolare e preparare gli involtini.

Sistemare un cucchiaino di quinoa sulla fetta di zucchina, arrotolare e sistemare in una teglia da forno; proseguire fino ad esaurimento delle fette di zucchina (vi sarà sicuramente rimasto del ripieno, che potrete gustare come accompagnamento del piatto).

Passare gli involtini in forno, 180 gradi per 10 minuti.

         Polpette di melanzane e taccole in padella 1 melanzana
1 uovo
pangrattato
grana
Taccole
pomodori  ciliegino

Per prima cosa sbucciare la melanzana, tagliarla a cubetti e cuocerla in una padella con 2 cucchiai di olio e un pizzico si sale; quando sarà morbida toglierla dal fuoco e trasferirla in un robot da cucina.

Aggiungere gli altri ingredienti (grana e pangrattato tanto quanto basta a raggiungere una buona consistenza), azionare e mescolare gli ingredienti. Formare della palline con le mani e sistemarle in una pentola.

Nel frattempo preparare le taccole; lavare i pomodorini e tagliarli a metà, lavare le taccole, spuntarle e tagliarle a pezzi.

In una padella versare un filo di olio, unire i pomodorini e le taccole, cuocere a fuoco medio finchè le taccole non sono morbide. Servire calde assieme alle polpette precedentemente passate in padella, basta rosolarle pochi minuti per lato.

    Pannacotta con coulis di ciliegie per la panna cotta
500 ml di panna
150 ml di latte
125 gr di zucchero
8 gr colla di pesce
coulis di ciliegie
300 gr di ciliegie snocciolate
4 cucchiai di zucchero
4 cucchiai di acqua

Prima di tutto mettere in ammollo la colla di pesce in una ciotola di acqua; in una casseruola versare la panna il latte e lo zucchero.

Quando inizia a bollire togliere dal fuoco, aggiungere la colla di pesce bel strizzata e mescolare finchè non sarà completamente sciolta.

Distribuire il composto negli stampini e mettere in frigo per 4 ore.

Per il coulis lavare e snocciolare le ciliegie, metterle in un tegame insieme allo zucchero e all’acqua e cuocere a fuoco basso fino a quando si forma un composto compatto, tipo confettura.

Al momento di servire sformare la panna cotta dagli stampini, trasferire sul piatto da portata e guarnire con la salsa appena riscaldata e quindi di nuovo liquida.

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Food and Wine

Torrefazione Bontadi ti porta alla scoperta dell’oro nero. Il caffè: quanto ne sai di questa straordinaria materia prima?

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Torrefazione Bontadi ti porta alla scoperta dell'oro nero. Il caffè, quanto ne sai e cosa sai di questa straordinaria materia prima?

La Torrefazione Bontadi nasce a Rovereto nel 1790 dall’omonimo Carlo che, grazie alle sue doti imprenditoriali e commerciali riuscì a far crescere l’ azienda e a trasmettere i suoi valori anche ai diversi eredi uniti dalla stessa passione per la materia prima.

Raccontare una storia di oltre due secoli non è facile. Per questo è stata creata una collezione specifica: il museo CO.BO che rappresenta la terza collezione al mondo per importanza e attrezzature esposte. La collezione vi accoglie presso la sede con le macchine da caffè più remote e le attrezzature utilizzate nel corso degli anni dai Bontadi.

Il museo racconta non solo la storia imprenditoriale della famiglia ma, anche l’evoluzione tecnologica delle attrezzature specifiche fin dalla prima macchina da caffè nata nel 1884.

Torrefazione Bontadi è fortemente legata alla sua storia ed allo stesso momento guarda al futuro. In un contesto di quarta rivoluzione industriale, dove l’interazione tra uomo e macchina rappresenta l’occasione per le aziende di cogliere le opportunità, ritengono che investire nel progresso sia la linea di congiunzione tra il passato e il futuro.

Grazie a questa filosofia oggi l’azienda risponde alle direttive di “Industria 4.0”, ottimizzando le performance degli impianti pur sempre valorizzando il personale con formazione specifica e programmata.

Il piacere della tradizione e delle cose fatte bene sono un punto di forza per Bontadi che vanta di diversi riconoscimenti anche a livello nazionale tra i quali: la “Medaglia d’oro fedeltà al lavoro e progresso economico” per l’attività svolta con lodevole impegno ininterrottamente dal 1790 ad oggi CCIAA Trento.

Premio Mete d’Italia Ambasciatori del Territorio” conferito da Roma Palazzo Madama ad aziende di eccellenza per aver contribuito alla valorizzazione del territorio, adottando strategie legate alla tutela dell’ambiente e del paesaggio.

Premio 100 eccellenze italiane”, assegnato ad aziende ed enti che con il loro lavoro contribuiscono a valorizzare l’emblema del marchio Made in Italy, conferito da Roma Palazzo Montecitorio. “Attestato bottega storica trentina”, torrefazione segnalata da “l’Italia del Gambero Rosso”, il Sole 24 ORE. In questi traguardi Bontadi riconosce valori e principi fondamentali da tenere sempre presenti avendo chiari gli obbiettivi della torrefazione.

La professionalità dell’imprenditore, oggi viaggia di pari passo con la sua formazione, per questo è nata “Accademia Bontadi”, un’area permanente di formazione teorico pratica in cui apprendere tutti i segreti del mestiere per formare eccellenti professionisti della tazzina in grado di dare continuità qualitativa alla realizzazione dell’espresso perfetto e non vanificare le laboriosi fasi di lavorazione precedenti.

Una formazione a 360° dove apprendere le nozioni fondamentali necessarie alla massima valorizzazione della materia prima. L’azienda segue direttamente l’approvvigionamento delle materie prime, ogni caffè viene tostato monorigine per garantire la perfetta tostatura, permettendo la mutazione perfetta dei chicchi durante la tostatura senza che questi subiscano stress per diversificazione di crivelli e caratteristiche organolettiche. Selezioniamo fazende che garantiscano gli standard di massima affidabilità dei raccolti nel corso degli anni, garantendo la massima qualità. Garanzie che rispondano alla tracciabilità più remota della materia prima, certificazioni fitosanitarie, biologiche, Slow Food dei caffè utilizzati. Lo stoccaggio del prodotto crudo avviene tramite i migliori partner, questo ci permette un monitoraggio continuo e immediato dei caffè, sottoponendo questi a controlli, test, e analisi che permettano il migliore stato di conservazione presso le strutture più adeguate e all’avanguardia.

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Food and Wine

La spesa di Maggio: frutta e verdura di stagione

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Viste le temperatura glaciali degli ultimi giorni ero tentata di rivedere l’articolo e  proporvi stinco e polenta, castagne e brulè.

Ma il calendario parla chiaro, siamo a maggio… metà quasi e se ci guardiamo intorno al supermercato, siamo invasi da una varietà incredibile di meravigliosi ortaggi che si prestano ad innumerevoli ricette.

Dall’antipasto ai secondo, dai contorni al piatto unico, c’è spazio per tutti.

Cercando di documentarmi su quali sono i prodotti del mese mi sono imbattuta negli agretti.

Qualche tempo fa li avevo visto su un giornale di ricette vegane ma, non conoscendoli, non mi sono fidata.

Questa volta invece ho voluto dare una possibilità a questo insolito mazzetto verde e il risultato è stato strepitoso a mio avviso.

Non voglio farvi una noiosa lista di frutta e verdura di stagione, ve ne riporto solo alcuni. Fra la verdura e gli ortaggi cito oltre agli agretti, asparagi, fave, sedano e sedano rapa, zucchine, taccole, piselli, ravanelli, rucola e scalogno.

Per quello che riguarda la frutta è finalmente la stagione delle albicocche, delle fragole e delle ciliegie (che mi riservo di usare prossimamente) e ancora pere e kiwi.

Che dire… sbrizzarritevi. Le possibilità sono infinite e i risultati assicurati.

Quenelle di sedano rapa e topinambur

per due persone
100 gr di topinambur
200 gr sedano rapa
1 cucchiaio di formaggio spalmabili
2 cucchiaio di grana
sale

Per prima cosa sbucciare il topinambur e il sedano rapa, tagliarli a pezzi e lessarli, io ho usato la pentola a pressione (5 minuti dal soffio). Passarli ancora caldi in un robot da cucina ed azionare; le verdure devono essere tritate il più finemente possibile. Aggiungere i formaggi, regolare di sale e mescolare finchè tutti gli ingredienti non sono amalgamati, regolare di sale. Preparare le quelenne e adagiarle su un letto di asparagi precedentemente cotti al vapore.

Agretti e spaghetti
per 4 persone
250 gr di spaghetti
200 gr di agretti (o barba dei frati)
100 gr gorgonzola dole
poco latte

Innanzi tutto pulire gli agretti eliminando le radichette, lavarli bene; versare abbondante acqua in una pentola e quando bolle tuffare gli spaghetti e gli agretti contemporaneamente. Nel frattempo mettere il gorgonzola a pezzetti in un tegame insieme a qualche goccio di latte (o panna se preferite); far sciogliere a fiamma dolce; quando la pasta è cotta scolare e saltare nel tegame del condimento. Mescolare per amalgamare gli ingredienti e lasciar insaporire qualche istante sul fuoco, quindi impiattare e aggiungere grana, pepe o una granella di nocciole.

Polipo arrosto con crema di fave fresche
1 kg polipo – 400 gr fave fresche sgranate
1 cipolla bianca piccola – olio evo
sale

Lessare il polipo per 30 minuti, poi lasciarlo a raffreddare nella sua acqua di cottura; sbollentare le fave, scottarle poi immergerle in acqua fredda e pelarle. Affettare finemente la cipolla, farla appassire con un filo di olio quindi frullare con metà fave. Tagliare il polipo a tocchetti, arrostirlo 1 minuti in padella poi servirlo accompagnato sulla crema di fave, rifinendo il piatto con le fave fresche.

Crostata alla frutta
100 gr di burro
100 gr di zucchero
1 uovo grande
300 gr di farina di riso
Per la crema
500 ml di latte
100 gr zucchero
2 uova
40 gr di farina
Per la decorazione: fragole, albicocche, pere

Lasciare il burro a temperatura ambiente finchè non diventa  morbido, quindi trasferirlo in una ciotola e aggiungere lo zucchero.

Mescolare fino a quando non diventa una crema, aggiungere la farina e per ultimo l’uovo. impastare gli ingredienti finchè non sono amalgamati, formare una palla e lasciarla riposare per 10-15 minuti.

Trascorso il tempo di riposo, stenderla su un piano di lavoro infarinato, dargli una forma rotonda e sistemare nell’apposita teglia per crostata; cuocere a 180 gradi in forno preriscaldato per 20-25 minuti.

Intanto preparare la crema (io con il bimby) In un tegame versare il latte e lo zucchero e mescolare; togliere dal fuoco e aggiungere la farina e le uova, mescolare energicamente per sciogliere eventuali grumi di farina e riportare sul fuoco. Cuocere a fuoco medio per 1o minuti circa, la crema deve addensare.

Quando il guscio è completamente freddo versare la crema e decorare a piacere con la frutta.

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