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Politica

Francesco Agnoli (Civica Trentina) contro Tonini (PD): «Guerra in Libia è stato un errore epocale»

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«La battaglia politica ha sempre qualcosa di aspro e di poco gradevole, ma per quanto si possa cercare di tenersi lontani dalle polemiche, è impossibile, in certi casi, non marcare le differenze, pur nel rispetto reciproco».

Ad affermarlo è Francesco Agnoli, candidato in Civica Trentina, a sostegno di Maurizio Fugatti, dopo che alcuni elettori esprimendo la loro opinione, rivolgendosi ad Agnoli hanno osservato: «ma Tonini è più affidabile, più esperto, più vicino a certi valori che anche tu sostieni».

«Non so bene su cosa si basi questa osservazione – risponde il candidato di Civica Trentina – che certamente ha il suo fondamento, visto che Giorgio Tonini è in politica da una vita e, quanto ad esperienza, conosce sicuramente il fatto suo.

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Personalmente però mi sento di dire almeno due cose: la prima è che esperienza a parte, ci sono visioni del mondo inconciliabili, che vanno ben al di là della maggiore o minor competenza tecnica. In particolare mi riferisco alle questioni bioetiche e a quelle geopolitiche.

E’ su queste infatti che ho avuto modo di discutere negli anni passati, come collaboratore del quotidiano Avvenire e de Il Foglio, con il senatore Tonini».

LE QUESTIONI BIOETICHE – Sarò brevissimo. Quanto alle prime questioni, quelle bioetiche, ci siamo trovati su fronti opposti almeno in due situazioni, nel 2005 e nel 2016. Nel 2005 ero favorevole alla legge 40/2004, che vietava la sperimentazione occisiva sugli embrioni umani, vietava ibridi e chimere e poneva fine al far west della procreazione artificiale (mamme nonne ecc.).

Tonini era sul fronte opposto al mio. Con il senno di poi, anche oggi mi è difficile dargli ragione: di embrioni umani se ne sono uccisi a milioni, in tutto il mondo, in nome della “libertà di ricerca”, ma senza alcun risultato, dal momento che le cellule staminali embrionali sono ancora oggi inutilizzabili, a differenza di quelle adulte e di quelle fetali (che invece non richiedono, in nessun caso, l’eliminazione di una vita umana).

Quanto al 2016, mi sono trovato sul fronte opposto a quello di Tonini riguardo alla visione del matrimonio, e in particolare dell’utero in affitto. La posizione di Tonini è stata così riassunta dal quotidiano La Repubblica del 26 gennaio 2016: “Giorgio Tonini, io cattolico e mediatore, favorevole alle adozioni gay”.

Per parte mia, invece, il riconoscimento de facto, anche se non de iure, della possibilità di ricorrere all’utero in affitto è del tutto inumano. Oggi ci sono in Italia persone, come il senatore del PD Sergio Lo Giudice, con cui Tonini ha collaborato per la stesura definitiva della legge sulle unioni civili, che hanno comperato ovuli di una donna, affittato l’utero di un’ altra per generare bambini cui è stata sottratta, scientemente, la figura materna. Qualcosa a mio giudizio di inaccettabile.

LE QUESTIONI GEOPOLITICHE – Quanto alla geopolitica, come ho avuto modo di scrivere già su questo giornale in passato, anche in questo in perfetta coerenza con la linea sposata in tempi non sospetti da Rodolfo Borga, ma anche da Maurizio Fugatti, sono cresciuto osservando i disastri provocati all’umanità intera dalle cosidette guerre “per l’esportazione della democrazia” di matrice americana. Guerre che hanno seminato divisione, morte, emigrazioni forzate…

Francesco Agnoli

Ebbene, nel 2011 mi sono trovato a contrastare, nel mio piccolo, come professore di storia e come giornalista, la guerra in Libia, spiegando che si trattava dell’ennesima porcata travestita da buona azione: si proclamava di volere abbattere il “dittatore” Gheddafi, ma si stava semplicemente compiendo ancora una volta una guerra di interessi che avrebbe portato distruzione, morte, generando masse di disperati.

Ebbene, anche allora il senatore Giogio Tonini la pensava all’opposto di me. Così scriveva il 6 settembre 2011, schierandosi a favore della guerra e dimostrando, almeno in politica estera, di non essere poi tanto esperto: “Da Tripoli stanno arrivando soprattutto buone notizie: Gheddafi ha perso la sanguinosa guerra civile nella quale ha trascinato il suo paese, ha perso il potere dispotico che durava da quarant’anni, ha perso quasi tutta la sua famiglia e rischia ora di perdere anche la vita…

La comunità internazionale sta riconoscendo come legittimo il nuovo governo di Tripoli e dietro lo scambio di ambasciatori dovrebbero arrivare presto le ingenti risorse finanziarie congelate nelle banche di mezzo mondo, ottimo volano per la ricostruzione del paese e il suo ingresso, finalmente non più mediato dalle stravaganze del dittatore, nel consesso delle nazioni civili e democratiche.

I rischi non sono azzerati, non tutto è già andato a posto…

Ma le notizie che arrivano da Tripoli ci dicono che il 18 marzo scorso abbiamo fatto la cosa giusta, noi senatori e deputati del PD: quando, quel venerdi pomeriggio di quasi-primavera, il nostro voto fu determinante, nelle commissioni esteri e difesa, per consentire la partecipazione italiana all’intervento militare in Libia”.

No caro senatore, l’appoggio alla guerra in Libia è stato un errore epocale, e sarebbe bastato ascoltare la voce di tanti esperti di geopolitica, storici, osservatori, per capirlo.

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Politica

Istituire subito il «Premio lecchino d’oro 2019»

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Nella foto Paolo Ghezzi consigliere provinciale di Futura 2018

La Lega lo ha fatto sin dalla sua fondazione.

Agire per il Trentino lo fa periodicamente anche con postazioni fisse nei mercati e nelle feste di paese.

CasaPound lo fa sul territorio provinciale praticamente ogni sabato; ma solo se a farlo, è Futura 2018 di Ghezziessere umano”, diventa una notizia.

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Ci riferiamo all’iniziativa che è partita ieri sera a Gardolo e che proseguirà nella serata di oggi a Meano e giovedì nella sede di Futura, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, di punti d’ascolto dove gli esponenti del partito di Ghezzi “essere umano”, si concedono al popolo.

Speriamo che non non lo facciano con la stessa altezzosità e antipatia istintiva del loro capo, perché allora sarebbe un fallimento già in partenza.

Su questa iniziativa abbiamo una curiosità.

Dal momento che una normalissima azione di propaganda elettorale, ha trovato il compiaciuto supporto delle testate giornalistiche locali che hanno presentato, intervistato, analizzato in lungo e in largo quella che a parer loro, pare essere un’iniziativa del tutto originale (invece è vecchia come il cucco) e indice del nuovo corso politico della sinistra, non sarà mai che si debba preparare il premio “ lecchino d’oro 2019” da consegnare ad uno dei due direttori di testata?

Non sarà che qualche servizievole caporedattore abbia pensato ad una cronaca quotidiana degli eventi serali?

Siamo decisamente curiosi.

Anche perché sarebbe una scelta di campo alquanto pesante tra i partiti di sinistra e dovrebbe essere il precedente per identiche minuziose cronache – mai fatte – degli periodici incontri con la popolazione di Lega, Agire e Casapound.

Non succederà di certo, ma per equità e indipendenza dell’informazione, dovrebbe invece succedere.

Attendiamo le edizioni dei prossimi giorni, ma tanta prosopopea nel presentare l’iniziativa di Futura, da una parte annunciata in anticipo e dall’altra ripresa ieri in vista del suo inizio serale, potrebbe avere un seguito divertente. Staremo a vedere, o meglio a leggere.

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Politica

Matteo Renzi lascia il PD in «bancarotta» con 600 mila euro di debiti

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Si chiude con 600.495 euro di passivo il bilancio del Partito democratico relativo al 2018.

Il documento è stato approvato giovedì scorso insieme alla relazione del tesoriere Luigi Zanda.

Ma i conti fatti non hanno niente a che vedere con l’attuale gestione guidata da Nicola Zingaretti, in quanto costituiscono piuttosto l’ultimo resoconto finanziario della segreteria Renzi.

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Una pesante eredità, quella lasciata da Matteo Renzi al Pd.

La notizia viene riportata oggi da giornale online Huffington Post

Cinque anni complicati, con la progressiva riduzione dei rimborsi elettorali, che ovviamente ha avuto un grande peso specifico sul bilancio.

Molto peggio di Renzi, comunque, fece Pier Luigi Bersani: lasciò le casse del Pd all’allora tesoriere Francesco Bonifazi con un passivo-monstre pari a 10,8 milioni di euro.

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Politica

Annalisa Caumo confermata presidente dell’UPT

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L’assemblea degli iscritti dell’Unione del Trentino ha approvato oggi  all’unanimità l’atto di indirizzo, documento guida per l’organizzazione della fase costituente.

Annalisa Caumo è stata confermata presidente dell’Upt. Responsabili politici dell’Unione per il Trentino sono stati eletti Alessio Rauzi e Valter Giacomazzi fino alla prossima assemblea provinciale. Eletto anche il  nuovo Parlamentino UPT

Nel documento d’indirizzo viene preso atto che «un ciclo sociale e politico si è chiuso. In Trentino – come in Italia e in Europa – si misurano cambiamenti epocali che hanno provocato una radicale mutazione della politica e delle sue categorie. La crisi del compromesso tra democrazia e mercato che aveva realizzato in Europa uno dei sistemi di redistribuzione della ricchezza più efficaci che la storia ricordi e la conseguente perdita di carisma delle istituzioni rappresentative, hanno fatto nascere una domanda politica nuova, che i partiti democratici tradizionali faticano ad intercettare e che diventa invece la base costitutiva delle proposte populiste e della destra sovranista».

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In modo particolare  – viene scritto nel documento – del fatto che anche in Trentino i comportamenti elettorali siano oggi del tutto omologati a quelli del resto del Paese, pur in presenza degli importanti risultati ottenuti dai Governi Provinciali degli ultimi decenni proprio sul piano dei diritti sociali e della difesa dei sistemi di welfare e di redistribuzione della ricchezza.

Segno evidente, questo, di una Speciale Autonomia che non ha coltivato e condiviso con la comunità in modo adeguato il senso di un progetto che non può essere confinato nelle sole, pur importanti, prestazioni di tipo amministrativo.

Attraverso una delibera l’assemblea degli aderenti all’Unione del Trentino da mandato ai nuovi organi del partito:

  • di completare entro i prossimi dodici mesi il processo costituente di una forza politica nuova, che l’UPT deve concorrere a costruire – in coerenza con i propri valori – ricercando l’apporto di persone, associazioni, esperienze civiche territoriali e formazioni politiche disponibili ad aprire una nuova stagione di presenza del popolarismo trentino di ispirazione democratica, autonomista e riformatrice.

  • di elaborare una nuova forma organizzativa capace di valorizzare l’apporto democratico delle persone e delle formazioni sociali indisponibili e non più interessate ad una militanza partitica di tipo tradizionale.
    Tale obiettivo diventa fondamentale non solo per la vita della nuova formazione politica, ma anche e soprattutto per la tenuta del sistema democratico e per la possibilità che esso sia ancora alimentato da meccanismi efficaci di rappresentanza politica.

  • di adeguare la comunicazione del nostro messaggio in modo immediato, forte e pratico tenendo nel dovuto conto la necessità di raggiungere la platea giovanile e la positività dei messaggi in contrapposizione alla comunicazione negativa tendente a sollecitare paure e falsi nemici.

  • Di stabilire un approccio alla Comunità e alle sue varie componenti che rifletta ciò he siamo: un’associazione di volontari. Politica significa fare cose per le persone e con le persone. Recuperare l’attività sul territorio, “on the road” al fianco dei lavoratori, delle imprese, del mondo del volontariato e dell’associazionismo.

L’unione del Trentino punta sulla tornata dei rinnovi amministrativi della primavera 2020 come un primo importante passaggio sulla strada sopra indicata.

«Occorre un rilancio cedibile delle Autonomie Locali in Trentino, – si legge ancora nel documento – da sempre veicolo di partecipazione e di autogoverno delle comunità ed oggi fortemente condizionate dalle incertezze derivate dalla controriforma istituzionale e dalle spinte centraliste che sembrano connotare il Governo Provinciale in carica. E occorre che – pur attraverso strumenti di presenza elettorale diversi in ragione della specificità delle situazioni – le forze politiche popolari, democratiche ed autonomiste nonché le aggregazioni civiche presenti in molte realtà locali costruiscano da subito una prospettiva di impegno comune in vista di tale scadenza».

 

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