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La Sfera e lo Spillo

Bella Italia

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Gli Azzurri giocano a Chorzow, la città nel sud, che con i suoi 112.000 abitanti è stata nella Storia un recinto maledetto del campo di concentramento di Auschwitz.

Eletta a città nel 1934 dopo la fusione con Krolewska Huta, è un centro industriale dell’Alta Slesia, collocata alla confluenza del fiume Brynica nella Rawa.

Sino ai primi anni del Novecento era parte della Germania, in seguito dopo il plebiscito entra a far parte dello Stato polacco.

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L’edificio più antico è la chiesa in legno di San Lorenzo eretta nel Cinquecento, traslocata il secolo scorso da Knurowo.

L’ATMOSFERA – Domenica 14 ottobre ore 20.45 si gioca allo stadio Slaski l’incontro tra Polonia e Italia, il match sotto i riflettori.

La serata all’interno del Silesia Park è autunnale, il cielo sereno e la temperatura misurata è di quindici gradi centigradi.

E’ la quarta giornata della UEFA Nations League. L’Italia è inserita nel girone 3 della Lega A con Polonia e Portogallo.

LE FORMAZIONI E L’ARBITRO – La guida tecnica polacca sceglie il modulo 4-3-1-2 con Szczesny tra i pali. La difesa è allineata con Bereszynski, Glik, Bednarek e Reca. Il centrocampo è composto da Szymanski, Goralski e Linetty. Zielinski sostiene due punte, pericolose e letali, Lewandowski e Milik.

Il fischietto dell’incontro è affidato al quarantaduenne sloveno Damir Skomina. Il fischietto nativo di Capodistria esercita l’attività di operatore turistico.

Sul green gli assistenti sono Praprotnik e Vukan, il quarto ufficiale è Kordez. Gli arbitri addizionali sono Jug e Obrenovic.

La guida tecnica di Coverciano schiera il modulo 4-3-3 con Donnarumma in porta. La linea bassa è disposta con Florenzi, Bonucci, Chiellini e Biraghi. Nel reparto nevralgico del campo si colloca Jorginho, in compagnia di Verratti e Barella. Davanti, il tridente agile e veloce assemblato da Bernardeschi, Insigne e Chiesa.

I NUMERI – Per gli amanti delle statistiche, si son giocati 15 incontri tra Polonia e la Nazionale italiana. Gli Azzurri vantano 5 vittorie, 7 pareggi e 3 sconfitte evidenziati nell’almanacco.

L’ultimo duello vittorioso (amichevole) per la “squadra del cuore” si gioca nel novembre 2011 a Breslavia. Finisce (0-2) per gli Azzurri con le reti di Balotelli e Pazzini.

L’ultima sconfitta (3-1), in amichevole, è giocata a Varsavia il 12 novembre 2003. La rete della bandiera è segnata da Antonio Cassano.

LA CRONACA – La sfida tra Polonia e Italia termina con la vittoria azzurra (0-1).

Gli Azzurri confezionano una prestazione gagliarda e di carattere. La ciurma di Mancini vince nei minuti di recupero e acciuffa la salvezza, evitando l’amara retrocessione in Nations League.

Il tecnico di Jesi conferma l’impalcatura tattica dell’amichevole di Genova contro l’Ucraina.

La mediana azzurra è nella notte di Chorzow ben intonata, passaggi rapidi e precisi, trame articolate e pungenti.

Jorginho e Verratti si scambiano con sincronismo le mansioni, mentre Barella sostiene il reparto con tempra e abnegazione.

La squadra è organizzata negli spazi, propositiva nei corridoi perimetrali. Gli esterni alti sfruttano le corsie con velocità arginati nel mezzo dagli intermedi.

Sul taccuino del cronista annotiamo due traverse colpite da Jorginho (al minuto 1) e Insigne (al minuto 30).

Dopo la ricreazione e il tè caldo, l’Italia concede qualche pericolosa ripartenza ai padroni di casa.

Le sbavature individuali della ripresa innescano i puntelli polacchi e innervosiscono la cloche azzurra.

Milik calcia in curva (al minuto 73) l’occasione del vantaggio imitando Bernardeschi che di testa spreca a due passi dal “compagno” Szczesny (al minuto 71).

Nella girandola delle sostituzioni Mancini preferisce l’ingresso di Lasagna lasciando in panca Ciro Immobile.

L’equilibrio del match si rompe negli ultimi frangenti.

Sugli sviluppi del calcio d’angolo calciato da Insigne, prolunga Lasagna (subentrato a Bernardeschi) e Biraghi infila Szczesny (al minuto 90+2). E’ la prima rete di Cristiano Biraghi con la maglia della Nazionale.

Dopo quattro minuti di recupero, il triplice fischio dell’arbitro che manda tutti negli spogliatoi.

L’Italia è salva, la Polonia retrocede nella Lega B di Nations League.

IL TABELLINO IN PILLOLE –Nations League, Girone 3-

Portogallo (6 punti), Italia (4 punti), Polonia (1 punto).

IL POST – Il prossimo incontro è tra Italia e Portogallo in programma sabato 17 novembre allo stadio Giuseppe Meazza di Milano (ore 20.45).

Emanuele Perego             www.emanueleperego.it              www.perego1963.it

 

 

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Sergio Ramos, la bella Pilar Rubio: gossip e un matrimonio da favola

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Sergio Ramos e Pilar Rubio si sposano. Il rito religioso è celebrato nella splendida cattedrale di Siviglia. Il difensore dei Blancos e la compagna di sempre, la conduttrice televisiva, si scambiano la promessa e gli anelli davanti ad una folta platea di VIP.

La coppia è legata sentimentalmente dal 2012. Dal loro rapporto amoroso sono nati 3 bambini.

L’involucro architettonico è in stile gotico, nel cuore dell’Andalusia, edificata nel 1400 sull’antica moschea di Almohadi.

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Ai piedi della Giralda o torre dei Balistrieri, Sergio Ramos e Pilar Rubio convolano a nozze nella culla religiosa di rito romano, dichiarata nel 1987 patrimonio dell’umanità dall’Unesco.

Il calciatore è arrivato al braccio della mamma, mentre la compagna, vestita di bianco, è accompagnata dal padre.

Lui è più giovane di 8 anni rispetto alla sua lady. Per gli amanti delle curiosità, entrambi nati nel mese di Marzo: il centrale delle Merengues nasce il 30 Marzo del 1986, mentre la reporter di Torrejon de Ardoz il 17 marzo del 1978.

Il ricevimento è organizzato nella casa di campagna, una location esclusiva lontana dagli occhi indiscreti e 500 invitati, personaggi celebri del calcio spagnolo e dello spettacolo; vietati i minori di 18 anni ad eccezione dei 3 figli della coppia.

Nell’occasione, per volere dei coniugi, sono banditi cellulari e social media. Un tatuaggio, l’unicorno, è il riconoscimento degli inviatati per accedere alla proprietà.

Presenti all’evento i compagni di squadra del Real Madrid, i rivali del Barcellona e dell’Atletico. I calciatori illustri sono accompagnati da consorti e compagne: David Beckham, Alvaro Morata, il patron del Real Florentino Perez, Pepe Reina, Roberto Carlos, Fernando Hierro, Luka Modric, Vicente del Bosque…solo per citarne alcuni.

Il quotidiano d’informazione spagnolo “Marca”, nella pagina dedicata alla cerimonia, sottolinea gli assenti: Zidane, Carvajal, Piquè e Shakira (erano invitati), Benzema, Isco e CR7. Assente per gravi problemi familiari l’attuale CT della Spagna, Luis Enrique.

Sono allestiti una ruota panoramica, un palco e una pista di autoscontro per allietare gli ospiti. Il responsabile del banchetto è Dani Garcia, chef a tre stelle originario di Marbella.

Organizzato, infine, un concerto privato durante la serata del gruppo hard-rock AC/DC, di cui Pilar Rubio è grande fan.

Sergio Ramos, la bella Pilar Rubio: gossip e un matrimonio da favola.

Emanuele Perego             www.emanueleperego.it              www.perego1963.it

 

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Andrea Pinamonti, orgoglio trentino

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Andrea Pinamonti è il protagonista dell’estate.

Regge il campo in maniera eccezionale, può giocare 2-3 partite ad alto livello durante la settimana, possiede tutto quello che serve per diventare un giocatore importante” citando Daniele Zoratto, ex centrocampista di Brescia e Parma, attuale allenatore Italia Under 16.

Quattro reti siglate (2 dal dischetto) da Pinamonti al mondiale Under 20 consentono alla truppa di Paolo Nicolato di accedere alla semifinale.

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Andrea nasce a Cles il 19 maggio del 1999 in Val di Non, cittadina di 6500 anime che si colloca sulla sponda occidentale del Lago di Santa Giustina.

Per gli amanti della storia, il centro delle Dolomiti del Brenta, dell’Ortles e della Mendola custodisce la “Tavola Clesiana”, emanata dall’imperatore Tiberio Claudio nel 46 d.C. e testimonia il conferimento della cittadinanza romana alle antiche popolazioni delle valli.

Pinamonti è un attaccante dal fisico imponente, abile nel gioco aereo, si destreggia su tutto il fronte offensivo. Il puntello è destrorso, alto 185 centimetri e il suo peso di 72 chilogrammi.

E’ ben dotato dal punto di vista tecnico, coniuga con lucidità e acume i movimenti di reparto con l’innato fiuto del goal.

Cresciuto calcisticamente nell’Unione Sportiva Bassa Anaunia, associazione dilettantistica di Denno in provincia di Trento (www.usbassanaunia.it), inizia a calcare i campetti trentini all’età di 6 anni.

Nel 2007 si trasferisce a Verona, sponda Chievo. Dopo 6 stagioni nelle giovanili dei Clivensi è tesserato per l’Inter. Nella “Cantera” dei Bauscia vince 2 Campionati Primavera, 1 Coppa Italia Primavera e 1 Supercoppa Primavera.

L’esordio da giocatore professionista con la giubba nerazzurra in Europa League va in scena nel catino di San Siro contro lo Sparta Praga (2-1) l’8 Dicembre 2016.

Il debutto in serie A, l’anno seguente, è datato 12 febbraio 2017: il match è Inter-Empoli (2-0).

Il golden boy è timido, riservato e maturo. Amante e cultore delle attività sportive; ogni notte, prima di addormentarsi, esegue 300 addominali.

I suoi modelli da imitare sul green sono Zlatan Ibrahimovic e Mauro Icardi, sogni e icone da poster fissati sui muri della camera.

Nella stagione appena conclusa (2018-2019), il bomber veste la maglia del Frosinone; 27 partite (in Serie A) e 5 reti.

Pinamonti sarà al centro del calciomercato estivo e il suo procuratore, Mino Raiola, sarà particolarmente impegnato nel valutare le offerte che arriveranno nella sede nerazzurra di Corso Vittorio Emanuele II.

L’obiettivo di Beppe Marotta e Piero Ausilio è di prolungare il contratto all’Arciere di Cles, in scadenza nel 2021.

Il club della Beneamata potrebbe decidere di mantenere nella rosa il talentuoso centravanti, valutando la soluzione del prestito per non ripetere l’esperienza dell’affare di Nicolò Zaniolo.

Al termine del mondiale Under 20, Pinamonti parteciperà alla spedizione dell’Europeo Under 21, guidata da Luigi Di Biagio che inizierà a metà giugno. La 22esima edizione del torneo si svolgerà in Italia e a San Marino.

Andrea Pinamonti, orgoglio trentino.

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Milan: la scelta di Maldini, Gazidis e il nuovo allenatore

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Ivan Gazidis era presente ieri sera a Madrid, al Wanda Metropolitano, per la finale di Champions League tra Tottenham e Liverpool, vinta dai Reds (0-2).

L’amministratore delegato dei rossoneri, dopo l’uscita di Gennaro Gattuso e Leonardo da Casa Milan, tratteggia le strategie future della società.

Le risorse finanziarie destinate al mercato saranno concentrate sui giovani con esperienza e di livello. Il focus della proprietà (il fondo americano Elliot) è quello di realizzare un “valore aggiunto” sportivo ed economico nel medio e lungo periodo.

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Sembrerebbero finiti i tempi degli acquisti a “parametro zero”, che avevano caratterizzato l’ultima fase di smobilitazione della gestione Berlusconi.

Gli obiettivi di mercato non saranno pertanto i “trentenni”, che renderebbero il bilancio appesantito, senza la possibilità potenziale degli incassi derivati dalle cosiddette “plusvalenze”.

I profili di riferimento sono Lucas Paquetá e Krzysztof Piatek, giocatori con un costo del cartellino accessibile per le casse di Via Aldo Rossi, compreso nella forbice tra 30/40 milioni di euro.

Vi è poi la “spada di Damocle”, la sentenza dell’Uefa sugli aspetti ingarbugliati del “fairplay finanziario”, che potrebbero compromettere il futuro europeo sportivo e finanziario del club.

Nei prossimi giorni Paolo Maldini dovrebbe sciogliere la riserva e comunicare al “board” le sue intenzioni di continuare in seno alla società nel rinnovato ruolo di direttore tecnico.

Sistemate le pedine societarie nello scacchiere, si passerebbe all’area tecnica con la scelta della nuova cloche.

Nelle ultime ore prende quota la candidatura di Marco Giampaolo. Gli scenari con l’attuale tecnico della Sampdoria (ancora con un anno di contratto) muterebbero, agevolando le scelte di calciomercato. Paolo Maldini sonda alcune alternative: De Zerbi e Di Francesco.

I moduli 4-3-1-2 o 4-4-2, preferiti dal tecnico nativo di Bellinzona, presuppongono 2 punte centrali e il potenziale impiego di Piatek, in coppia con Patrick Cutrone o André Silva (che rientrerà dal prestito).

Gianluigi Donnarumma, Alessio Romagnoli e Suso potrebbero finire sul mercato ed essere ceduti a fronte di offerte economiche importanti.

Il Milan vorrebbe chiudere la trattativa con il diciannovenne difensore Sandro Tonali, che rimarrebbe a Brescia (neopromosso in Serie A) per un’altra stagione.

Infine, riportiamo le parole di commiato dell’ex mister Gennaro Gattuso durante la festa di compleanno (60 anni) di Carlo Ancelotti, rilasciate ai microfoni di Sky a Capri. In riferimento alla scelta di rinunciare al suo stipendio per pagare lo staff afferma: “E’ stata cavalcata questa notizia, ma quando ci sono in ballo le emozioni e cuore non mi piace parlare di soldi. Per me la storia del Milan è incredibile e mi ha dato molto di più di quello invece ho dato io. Non voglio essere elogiato per un gesto normale verso le persone con cui lavoro da anni.”

Milan: la scelta di Maldini, Gazidis e il nuovo allenatore.

Emanuele Perego             www.emanueleperego.it              www.perego1963.it

 

 

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