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Rovereto e Vallagarina

Ala: scoppia una bomba nella sede della lega in attesa del ministro dell’interno Matteo Salvini

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Attentato alla sede della Lega Trentino ad Ala nella notte.

Erano circa le due del mattino quando un boato ha svegliato i cittadini del paese.

Le vetrine della sede, che oggi avrebbe dovuto ospitare il ministro dell’interno Matteo Salvini, sono andate in mille pezzi.

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Molta la paura per i residenti che stavano dormendo nello stesso palazzo dove è ubicata la sede della Lega Trentino.

Proprio sopra alla sede ci sono due famiglie con bambini piccoli.

Sul posto sono subito intervenuti i vigili del fuoco che hanno messo in sicurezza la zona e le forze dell’ordine che dopo i rilievi hanno subito cominciato le indagini.

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Si tratterebbe, secondo le prime indiscrezioni, di un oggetto artigianale.

Le caratteristiche dell’attentato eseguito in concomitanza con l’arrivo oggi di Matteo Salvini che parlerà stasera alle 20.45 in un comizio pubblico nella piazza di Ala, e l’avvicinarsi delle elezioni provinciali del 21 ottobre, dove la lega è favorita, potrebbero far pensare da un attentato dei soliti «noti» 

Un apporto alle indagini potrebbe comunque arrivare dalle numerose telecamere di  videosorveglianza presenti nell’abitato.  Non si registra, per fortuna, nessun ferito.

Molta invece l’indignazione per quanto successo, da parte dei militanti del partito e dei cittadini di Ala. 

«Ero di sopra ho visto un lampo e un gran botto poi mi sono affacciata e ho visto tanto fumo e una scritta per  terra (foto) poi – dichiara una testimone – poi ho telefonato al 112 e sono arrivati poliziotti in borghese e vigili del fuoco».

Durante le indagini pare che alcuni ragazzini siano arrivati sul posto dicendo che hanno fatto bene a mettere la bomba.

Rimproverati dalle famiglie che sono scese in strada hanno però poi chiesto scusa.

Le indagini sul posto sono andate avanti fino alle 5 del mattino. Pare che gli investigatori siano vicino alla soluzione del caso.

Ci sono già delle persone fermate ed identificate e denunciate ( qui articolo) ( foto e Video di Lorenzo Monaco)

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Rovereto e Vallagarina

Mori: al via le attività del ludobus

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Quattro giornate per scoprire la valenza didattica del gioco: in via Modena a Mori, nella piazzetta dell’ex municipio, bambini e famiglie potranno divertirsi con le attività proposte dal Ludobus i giovedì 22 novembre, 29 novembre, 6 e 20 dicembre; sempre dalle 16.30 alle 18.30.

L’assessore comunale alle politiche per la famiglia, Alice Calabri, spiega: «Tra le finalità dell’assessorato c’è la promozione di iniziative di carattere ludico che rappresentino un’opportunità di svago per i bambini e un aiuto alle famiglie.

Per questo abbiamo valutato come molto interessante l’offerta del Ludobus: un furgone appositamente decorato e attrezzato e che porta con sé le attività curate dell’associazione di promozione sociale Nexus Culture di Rovereto. Sul furgone ci sono giochi, giocattoli, materiale e strumenti per laboratori, tappeti e tavoli, da proporre ai bimbi dai 3 agli 11 anni».

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Le attività si svolgeranno attorno al furgone e anche nella saletta al piano terra dell’ex municipio. L’attività è gratuita per chi vuole partecipare.

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Rovereto e Vallagarina

Arrivati gli enormi cilindri in cemento che costituiranno il dispersore del Follone

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Sono arrivati dall’Austria, superando positivamente il disagio di un trasporto eccezionale al valico di confine interessato oggi da neve,  gli enormi cilindri-decantatori che andranno a costituire l’impianto di dispersione acque al Follone.

Due cilindri (150 tonnellate ciascuno) provvedono a depurare e filtrare l’acqua da eventuali tracce sabbiose veicolate durante le precipitazioni meteoriche, gli altri stoccano l’acqua che dovrà poi essere convogliata nella vasca di decantazione (ancora da costruire), che a sua volta provvederà alla raccolta e rilascio graduale.

Come noto sopra questo impianto pionieristico e di ultima generazione, progettato da Novareti, e pensato nell’ambito del piano anti-alluvioni per prevenire fenomeni di allagamento da eventi eccezionali (purtroppo sempre più frequenti),  sarà costruito un giardino/spazio verde.

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Rovereto e Vallagarina

Il Festivalmeteorologia ha chiuso con una sessione dedicata all’AgroMeteo

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Un evento per conoscere le potenzialità della meteorologia in campo agricolo è stato organizzato all’interno del Festivalmeteorologia di Rovereto. 

L’incontro, organizzato in collaborazione con la Fondazione E. Mach, il consorzio di difesa dei produttori agricoli di Trento (Co.Di.Pr.A.) e con il Condifesa di Bolzano, ha visto la partecipazione dei massimi esperti della meteorologia nazionale e della filiera agricola provinciale.

«Mio nonno si alzava la mattina e scopriva solo allora come si sarebbe declinata la sua giornata nei campi, oggi, grazie alle numerose tecnologie a disposizione degli agricoltori possiamo conoscere in anticipo le condizioni meteo e organizzare al meglio le attività».

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Così ha voluto aprire la mattinata di lavori ieri Giorgio Gaiardelli, presidente di Co.Di.Pr.A. Subito seguito da Sergio Menapace, direttore generale della Fondazione E. Mach. Che ha evidenziato come sia necessario un nuovo approccio alla ricerca per riuscire a rispondere in maniera tempestiva alle esigenze del settore agricolo.

Fabrizio Lorenz, presidente di Itas Mutua che era sponsor dell’evento ha sottolineato come la compagnia assicuratrici sia al lavoro per sostenere la crescita economica degli agricoltori e della filiera implementando strumenti che possano avere un ruolo di prevenzione al fine di mitigare i cambiamenti climatici.

«È fondamentale che il settore agricolo si confronti con quello meteo- ha spiegato Dino Zardi, ideatore del Festivalmeteorologia-, inoltre, gli agricoltori si devono poter fidare delle previsioni meteo per questo abbiamo bisogno di previsioni il più precise possibili».

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«È in atto una deriva climatica, c’è una variazione monodirezionale consistente-, ha esordito Luciano Pilati, Università di Trento-, e questo è attribuibile principalmente a due fattori: l’effetto dell’uomo e la radiazione solare. Cambiamento che può causare notevoli implicazioni sul mondo agricolo, come periodi di prolungata siccità, anticipo dell’attività vegetativa con conseguente rischio di gelate».

Francesca Ventura, Associazione italiana di agrometeorologia, ha spiegato gli obiettivi e scopi della associazione che presiede sottolineando l’importanza del confronto tra i diversi settori.

«I cambiamenticlimatici ci impongono una gestione aziendale efficiente-, ha spiegato Ilaria Pertot, Centro 3A,– e sapere se pioverà, quanto pioverà e cosa succederà la prossima settimana è la grande sfida che meteorologi e biologi devono saper affrontare. Sicuramente,- ha continuato Pertot, la tecnologia può aiutare per semplificare decisioni complesse, sono molteplici le influenze del meteo che condizionano le scelte dell’agricoltore».

I cambiamenti climatici sono un argomento delicato anche per le aziende produttrici di mezzi tecnici per l’agricoltura come Manica spa e proprio per questo Michele Manica, dirigente dell’azienda, ha voluto lanciare una proposta legata all’impatto che hanno gli agrofarmaci in agricoltura proponendo di valutarne la sostenibilità non solo dal punto di vista dell’impatto che hanno sull’ambiente ma anche per quello che hanno sul clima, ovvero calcolandone l’impronta carbonica.

A seguire si è svolta una tavola rotonda, moderata da Nicola Castellani de L’Informatore Agrario, che ha visto partecipare numerosi esponenti del mondo agricolo.

I relatori si sono confrontati sul ruolo dei cambiamenti climatici e hanno cercato di suggerire possibili soluzioni.

I partecipanti alla tavola rotonda: Andrea Piazza, Meteotrentino, Michele Odorizzi, Melinda, Ezio Poli, Vignaioli del Trentino, Angelo Frascarelli, Università di Perugia, Andrea Faustini, Cavit, Marco Caselli, Eldes, Andrea Berti, Co.Di.Pr.A., Manfred Pechlaner, Condifesa di Bolzano, Giovanni Razeto, Ismea, Guido Pizzolotto, Itas Mutua, Albano Agabiti, Asnacodi.

La sfida per il futuro è quello di avere un sistema di consorzi sempre più coeso da Nord a Sud Italia. Samuele Trestini, Università di Padova, ha concluso l’evento sottolineando come la deriva climatica non ci permetta di adagiarci sugli allori, basti pensare che i cambiamenti climatici hanno un effetto negativo sull’agricoltura in termini di resa, resilienza, creazione di valore.Per questo è necessario sviluppare un modello di interdisciplinarità di tutte le competenze.

 

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