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Speciale elezioni 2018

Roberto Paccher (LEGA):«Siamo perseguitati». È lui il punto di riferimento dei cacciatori trentini

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Il primo di ottobre 2018, attraverso un’intervista approfondita, abbiamo conosciuto Roberto Paccher (link all’articolo) che si presenta, per il rinnovo del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento, nella lista della lega nord che si propone di diventare il primo partito del Trentino.

La lega è la capo fila della coalizione del Centrodestra Popolare Autonomista ed esprime anche il candidato presidente Maurizio Fugatti 

L’intervista di oggi a Roberto Paccher consentirà ai nostri lettori ed agli elettori di conoscere le idee del candidato in attesa dell’election day di domenica 21 ottobre 2018

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Paccher, presidente dei capannisti Trentini, candidato di spicco nelle file della Lega, è anche il riferimento dei cacciatori trentini in questa tornata elettorale.

L’esponente leghista infatti in questi ultimi anni si è fortemente battuto a favore del mondo venatorio, dando voce alle richieste dei cacciatori, in primis i capannisti, conquistando così il consenso delle doppiette trentine che guardano a lui con fiducia e speranza per un reale cambiamento di rotta.

In passato si è più volte scontrato con l’assessore alla caccia Michele Dallapiccola per le scelte dell’assessorato che penalizzavano i cacciatori.

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Auspica una rideterminazione delle competenze della forestale in materia di caccia, perché ritiene che ultimamente si fosse passati dalla prevenzione alla repressione.

Paccher da quanti anni ha questa passione per la caccia e com’è nata?

«La passione l’ho avuta fin da bambino, accompagnando mio padre che era cacciatore. La caccia fa parte di me, è una passione che mi permette di vivere delle emozioni indescrivibili, e di stare a contatto con la natura tutto l’anno, respirando profumi e vivendo emozioni che solo chi la esercita può comprendere. Il cacciatore è un autentico amante della natura».

Che tipo di caccia svolge?

«Principalmente da capanno alla migratoria, ma mi piacciono tutte le forme di caccia».

Quale aveva scelto prima della sentenza del consiglio di Stato?

«Caccia da appostamento. Però quella è stata una brutta pagina per i cacciatori trentini perché anche in questo caso la Provincia Autonoma di Trento si è fatta trovare impreparata e non ha saputo pianificare gli effetti del possibile accoglimento del ricorso contro il calendario venatorio».

Cosa ne pensa della proposta del ministro Costa, che dopo il mortale incidente di caccia ha previsto di vietare la caccia la domenica?

«Che è un’idiozia. Scusi ma se un automobilista si schianta di notte con la propria auto, un ministro vieta forse la guida nelle ore notturne? Un po’ come la proposta avanzata dall’assessore Dallapiccola che voleva ritardare l’apertura della caccia agli ungulati di mezzora la mattina perché lo scorso anno ci sono stati degli incidenti in quell’orario. Sono delle proposte infantili che non servono a niente se non a penalizzare ingiustamente i cacciatori e a produrre verbali e sanzioni».

Lei è molto critico nei confronti dell’assessore Dallapiccola.

«Certo che sì, Il mondo venatorio è stato fortemente penalizzato in questi ultimi anni, con un aumento notevole della burocrazia e continue e sistematiche restrizioni sulla caccia. La licenza Trentina sembra un’enciclopedia rispetto a quella del vicino Alto Adige che è composta di sole due pagine. Dallapiccola non è certamente stato amico dei cacciatori e anche le cose più semplici, come ad esempio la modifiche delle dimensioni degli appostamenti fissi alla migratoria, o l’obbligo di segnatura dei capi abbattuti al momento della raccolta, si sono rivelate molto complesse da ottenere, proprio per la mancanza di determinazione sua».

Lei è nettamente contrario alla presenza dei lupi nei nostri boschi?

«Assolutamente , la loro presenza ritengo dannosa e pericolosa, oltre ad avere un impatto negativo sul turismo, sull’agricoltura e sulla caccia».

Crede che i cacciatori fossero dei perseguitati?

«Ci sono delle norme troppo restrittive con sanzioni spropositate e conseguenze anche penali per dei fatti poco rilevanti. In qualità di presidente dei capannisti vengo a conoscenza quasi giornalmente di verbali persecutori. Ci sono delle leggi troppo rigide. Nei giorni scorsi, ad esempio un capannista è stato multato perchè il proprio capanno aveva delle ramaglie fermate con dei sassi sopra il tetto. Qui non si fa più di prevenzione ma solo repressione».

Cosa promette ai cacciatori in caso di elezione?

«Il mio impegno è quello di battermi perché i cacciatori abbiano più rispetto. Poi nello specifico, se eletto, presenterò un ordine del giorno per ottenere la caccia in deroga al fringuello, la peppola ed il frosone, e mi batterò per permettere ai cacciatori trentini di poter andare a caccia anche fuori regione. Oltre a ciò mi batterò per semplificare l’intero quadro normativo».

Ha un modello da seguire?

«Si quello dell’Alto Adige. Non dobbiamo avere paura a copiare le cose da chi le fa meglio di noi».

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Speciale elezioni 2018

Elezioni provinciali 21 ottobre: apertura straordinaria degli uffici comunali

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In occasione delle elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale di Trento, i seggi rimarranno aperti domenica 21 ottobre dalle 6 (dopo la costituzione del seggio, non appena terminate le operazioni di timbratura delle schede) alle 22. (altro…)

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Speciale elezioni 2018

MuoverSi in Trentino? Robbi (AGIRE): “Più facile per un criminale in libertà vigilata.”

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Gian Piero Robbi (Agire per il Trentino)

Parliamo di MuoverSi, un servizio per la mobilità dei disabili messo a disposizione dalla Provincia. Attraverso l’Icef, i disabili hanno a disposizione un determinato numero di chilometri per spostarsi. Questi chilometri variano in base alla tua attività, al tuo lavoro, al reddito. Negli ultimi anni il servizio è andato incontro a un clamoroso ridimensionamento: meno chilometri a disposizione, tracciamento tramite GPS degli spostamenti e privacy di fatto azzerata. (altro…)

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Speciale elezioni 2018

Gabriella Maffioletti (FORZA ITALIA): «Tutela e aiuti alle famiglie e ai minori, dal 21 si cambia registro»

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Nelle due precedenti interviste pubblicate nelle scorse settimane (Link Articolo 1 e Link articolo 2) abbiamo conosciuto Gabriella Maffioletti che si presenta per il rinnovo del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento, nella lista di Forza Italia.

Continuiamo oggi l’approfondimento con la candidata, in attesa dell’election day del 21 ottobre

Gabriella Maffioletti, 60 anni, di Trento, del segno del cancro è sposata da ben 38 anni e con 4 figli, di rispettivamente 22, 32, 38 e 42 anni.

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15 anni fa è diventata consigliere comunale del capoluogo dopo aver militato prima nella lega nord e dopo nel movimento a sostegno di «Morandini Sindaco».

Ha candidato alle provinciali del 2008 e del 2013 ottenendo ottimi risultati e sfiorando la nomina a consigliere provinciale.

Nell’ultima  intervista abbiamo toccato principalmente tematiche strettamente economiche, riportando le soluzioni che intende mettere in campo per rilanciare l’economia trentina.

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Oggi approfondiremo maggiormente le tematiche legate alle politiche sociali del Trentino

Sulle tematiche sociali come valuta l’attuale situazione che stiamo vivendo?

«E’ indubbio che la crisi economica ha colpito anche la nostra terra, in molte famiglie ci sono persone senza lavoro o con lavori precari e molti nostri figli non hanno una occupazione stabile o sono in cerca di lavoro.

Stiamo assistendo inermi a famiglie che versano in difficoltà economica o che si stanno impoverendo andando ad intaccare i risparmi per far fronte alle spese quotidiane e fare da ammortizzatori sociali ai figli che non sono in condizione di andare a vivere autonomamente.

La mancanza di una sicurezza economica e prospettive positive per il futuro si ripercuote anche sulla stabilità di molte famiglie. Rilanciare la nostra economia è il primo pilastro per aiutare le nostre famiglie a cui devono affiancarsi misure di sostegno puntuale e sicuro.

Nella precedente consiliatura nel comune di Trento è stata molto attiva nelle battaglie per la tutela dei minori ed in difesa della famiglia».

A livello provinciale come intende proseguire questo lavoro?

«Qualora eletta il mio intento è quello di proseguire nelle mie battaglie storiche in primis quella per la tutela della famiglia, cellula fondante fondante della società civile . La famiglia tradizionale oggi sta subendo pesantissimi attacchi e forzature di vario genere, non ultimo in ordine di importanza, quello della salvaguardia dell’esercizio pieno ed effettivo della potestà genitoriale che un genitore ha in quanto tale, fatti salvi i casi rari peraltro, di vizi sostanziali all’esercizio pieno sanciti dalla normativa sul diritto di famiglia.

Un esempio su tutti.

La campagna massiva per i vaccini che di fatto impedisce ai genitori di agire secondo scienza e coscienza e soprattutto in regime di libera scelta è, a mio avviso, una vera e propria coercizione unilaterale. Recentemente si registra un monitoraggio spesso invasivo della rete di soggetti istituzionali che si interfacciano con la famiglia . Un esempio : lo sportello dello psicologo inserito in ogni scuola per sondare e spesso per diagnosticare sindromi quali dislessia, discalculia etc o iperattivismo.

Diagnosi trancianti spesso che accompagnano nella loro crescita in maniera determinante ragazzi che spesso riflettono situazioni di disagio famigliare determinati da stati di frizione interna al nucleo quali (perdita lavoro di uno dei coniugi o separazione) e che se sufficientemente accompagnati e supportati in maniera preventiva, con un piano di prevenzione adeguato, con aiuti anche minimali sarebbero facilmente recuperabili ! Spesso la situazione di allontanamento dei minori dalle famiglie di origine non è la estrema ratio per cui la legge prevede il ricorso alla Autorità giudiziaria che ne decreta l’allontanamento.

Ho seguito molti casi sia in Trentino che fuori regione che danno un riscontro reale ed oggettivo in tal senso. Nella mia esperienza politica vanto il primato di essere stata la prima consigliere comunale a lavorare attivamente per risanare il sistema amministrativo e sociale che gravita nel settore della tutela minorile

E poi vi è l’altra pesante sfida e attacco alla famiglia rappresentato dalle associazioni promotrici della ideologica del gender che nega l’importanza del dato biologico, ormonale e anatomico e “omologa” il genere volendo fare sparire le rispettive identità anagrafiche e la diversità stessa che si sostanzia nel genere maschile e femminile. Gravissima la deriva sociale rappresentata dal tentativo di frange organizzate dell’LGBT di fare una campagna pro gender già nelle scuole di primo grado in ragazzini ancora acerbi degli insegnamenti che vengono loro propinati! Contro questa nuova insidia c’è bisogno di alzare fortemente la voce!»

Quali sono secondo lei le problematiche legate alla tutela minorile?

«Nell’attuale contesto sociale, il Trentino risulta essere la seconda regione per minori sottratti, tutto questo perché sui minori si è costruito un sistema economico e lavorativo che per alimentarsi in continuazione ed incrementare l’indotto delle professioni e cooperative sociali che gravitano in campo alla tutela minorile , lucrano spesso sui disagi famigliari arrecando dolore , sofferenza e traumi indelebili sia agli adulti coinvolti che ai minori che sono vittime di un sistema obsoleto e “ammorbato”.

La spesa di mantenimento dei minori presso le strutture di comunità dal 2009 hanno superato stabilmente i 10 milioni di euro annui.

Va modificato il sistema attuale in maniera da essere di supporto e di aiuto alle famiglie ed ai single in difficoltà anziché divenire spesso un “braccio punitivo” verso famiglie o cittadini che loro malgrado entrano in tali prassi amministrative».

Quali sono le criticità del sistema attuale?

«Bisogna cambiare la legge che permette agli assistenti sociali di godere di uno stato di autonomia funzionale che pone tali dipendenti pubblici sopra ogni giudizio e non prevede a tal riguardo alcun controllo sulla qualità e sul risultato finale dei progetti sociali proposti. Inoltre bisogna levare loro la funzione ispettiva, prevedendo per tali scopi un organismo ad hoc che abbia preparazione adeguata e competenze in materia. Penso ad esempio ad un nucleo di polizia municipale specializzata in materia di diritto di famiglia che si richiami nello svolgimento delle proprie mansioni al rispetto della legge .

Gli assistenti sociali svolgono funzioni di indagine ricognitive che vengono poi tradotte in relazioni dettagliate da fornire al Tribunale dei Minori, vere e proprie “pagelle” che definiscono in base a dati di pregiudizio il grado o meno di un genitore ad essere idoneo e che spesso sono accompagnate da perizie di esperti che giudicano la potestà genitoriale in un consulto eseguito a volte in soli 10 minuti. Tali relazioni hanno il potere di avere ricadute pesantissime in termini di giudizio del Tribunale e privare genitori veri dai loro figli».

Toccando il tema dei minori, è inevitabile il collegamento al problema della bassa natalità nella nostra provincia. Cosa pensa a riguardo?

«In Trentino i residenti sono 538.604 con un incremento di 381 unità rispetto all’anno precedente. Mentre a Bolzano si registra un incremento della popolazione +6,6per mille a Trento si registra un misero 0,3 per mille . Ci sono zone intere del nostro territorio in cui le famiglie e le giovani coppie non possono guardare al futuro, in quanto non hanno le condizioni minime per garantire quel ricambio generazionale alla base di diversi aspetti.

E’ pertanto necessario creare le condizioni lavorative, economiche e infrastrutturali atte a supportare la donna e la sua vocazione naturale alla maternità. Pertanto è necessario garantire una vasta e diversificata gamma di asili pubblici e privati. Tali servizi devono offrire orari di apertura più flessibili in rapporto alle mutate esigenze della famiglia.

Ovviamente il sostegno alla famiglia si attua anche attraverso aiuti concreti per far fronte al problema casa di cui abbiamo parlato nella precedente intervista. Molte famiglie si lamentano per i costi eccessivi degli asili

Infatti bisogna innanzitutto ridurre le rette mensili ed implementare in maniera consistente l’offerta privata offerta ad esempio delle Tagesmutter.

Reintrodurre inoltre i vouchers per permettere ai genitori di poter scegliere un servizio di babysitteraggio anche ai parenti vicini o a persona di loro fiducia riconoscendo loro la funzione sociale ed economica adeguata al loro lavoro. Tali strumenti diversificati andrebbero inoltre a contenere i costi della spesa pubblica indirizzati alla costruzione di strutture pubbliche ed in reinvestimenti di risorse umane qualificate atte a svolgere tali funzioni».

Per le famiglie con bambini che frequentano la scuola ha qualche iniziativa?

«Bisogna riconoscere in maniera concreta alle famiglie la valenza nel praticare attività sportive a livello personale intervenendo in maniera concreta sull’abbattimento dei costi vivi relativi al pagamento delle iscrizioni ai corsi ed abbonamenti sportivi con l’estensione dello strumento delle family card e scontistiche ad hoc.

La famiglia va sorretta e accompagnata nelle varie fasi della vita, ovviamente con particolare attenzione alle famiglie con categorie deboli…»

La nostra realtà sociale ci dice che a fronte di una bassa natalità ed un aumento delle aspettative di vita, la popolazione sta “invecchiando”, per gli anziani quale proposte intende mettere in campo?

«E’ necessario migliorare e rafforzare l’assistenza domiciliare a favore sia degli anziani che dei soggetti disabili e portatori di handicap.

Rivedere il meccanismo attuale di riconoscimento del grado di invalidità che attualmente risulta penalizzare al ribasso la reale situazione di deficit in virtù di logiche aziendali che puntano sempre più ai tagli verso il basso ai danni delle persone che vivono invece il disagio della patologia cronica invalidante. Va assolutamente fatta un’esenzione dei farmaci e ausili gratuiti per soggetti portatori di invalidità e per gli anziani con ridotte capacità di spesa».

Su altre tematiche riguardanti la sfera famigliare e sociale, penso ad esempio l’obbligo vaccinale di cui si è molto parlato in questi giorni, cosa pensa?

«Rappresento un partito liberale dove sulle tematiche etiche e private viene lasciata libertà di coscienza, come è giusto che sia.

Sono contraria all’obbligo vaccinale in quanto sostenitrice della libera scelta. Non sono contro i vaccini, sarebbe stupido prima ancora che sbagliato. Ma ritengo che ogni singolo caso vada analizzato e discusso, senza obblighi e soprattutto sostengo la tesi che sia lasciato ai genitori il compito di decidere secondo scienza e coscienza.

E poi nove vaccini sono troppi e comunque rimane il dato che questa campagna massiva di vaccinazione che prevede l’inoculazione di nove vaccini è esagerata e soprattutto siamo il primo Paese a sperimentarlo. La nostra Provincia autonoma che ha facoltà di legiferare in materia sanitaria poteva quantomeno assumere la stessa linea del vicino Alto Adige che ha procrastinato la applicazione drastica dell’impedimento all’accesso delle scuole materne di un anno».

Siamo giunti alla fine della nostra terza e ultima intervista, come vede il Trentino del dopo elezioni?

«In questi ultimi anni ascoltando le persone si sentiva un certo senso di oppressione, di sfiducia e rassegnazione verso una politica assente, arroccata a difesa dei “loro” interessi e poteri.

Col voto del 21 ottobre i cittadini possono finalmente cambiare registro e decidere di ritornare padroni a casa propria e contare ancora come cittadini Trentini “protetti” dallo status derivante dalla nostra autonomia speciale. Finalmente si potrà ritornare ad una politica più a misura di persona che riconosca a pieno titolo la tutela dei diritti fondamentali che sono stati lentamente ma in maniera continuativa depotenziati e in talune occasioni tolti, in nome di una politica miope e a corto raggio».

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