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Trento

Rinnovo procedura di gara per il NOT: un errore strategico, una rilevante scorrettezza politica.

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Un dirigente generale della Provincia, con proprio atto, ha riavviato la procedura di gara per il Nuovo Ospedale Trentino, partita nel lontano 2011, per la quale l’amministrazione guidata da Ugo Rossi ha già speso 150 milioni di euro dei contribuenti trentini senza vedere posato nemmeno il primo mattone. (qui articolo)

Claudio Cia, consigliere provinciale di Agire per il Trentino presenta però subito un’interrogazione dove nel concreto alla giunta, ormai uscente, quale sia lo stato dell’arte della procedura di gara promossa successivamente per analogo obiettivo (realizzazione di un nuovo ospedale con caratteristiche diverse dall’attuale – progetto ‘PST’) in merito a costi ed eventuali responsabilità conseguenti e quali responsabilità avrebbe dovuto assumere la Provincia, per il tramite dei suoi organi istituzionali e tecnici, qualora non avesse dato avvio alla procedura in argomento nei tempi stretti dati dalla chiusura della legislatura.

Dalla lettura della determinazione specifica, n. 66 del 1° ottobre 2018 (in allegato qui), traspare chiara l’insofferenza con la quale la Provincia ha dovuto adeguarsi all’indirizzo “politico” del Consiglio di Stato, che nella sentenza n. 1111/2018 ha stabilito i principi in ordine ai quali la procedura di gara sarebbe potuta riprendere, negando ovviamente in toto i lavori della commissione giudicatrice incaricata della valutazione delle offerte.

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Nella stessa determinazione Claudio Cia rileva peraltro altri interessanti elementi tecnici che secondo lui sottolineano l’improvvido comportamento della Giunta rispetto ad una decisione politica che, per correttezza, sarebbe dovuta discendere dalla prossima Giunta, qualunque fosse stato il suo colore politico:

1. si osserva che la “nuova” procedura ammette solo i concorrenti che avevano presentato offerta nel 2011. Se ciò è sicuramente coerente con le valutazioni espresse dalle Autorità statali e corretto rispetto alla fase di annullamento della procedura, ossia, si ripete, successiva alla presentazione delle offerte, ci si chiede per quale ragione la Giunta abbia inteso promuovere un confronto tra competitors che, nel numero e soprattutto nei requisiti, difficilmente, potranno replicare le condizioni di partecipazione del 2011, pur disponendo, come si legge nella determinazione, del supporto dell’avvalimento.

2. si nota che la Provincia e le strutture tecniche preposte, questa volta, si sono avvalse della consulenza di qualificati soggetti esterni all’amministrazione per valutare ed eventualmente correggere gli elementi che ordinariamente rappresentano la ragion d’essere di tale particolarissima e complessa procedura di affidamento di contratti di lavoro e servizi, quali la convenienza finanziaria del progetto piuttosto che i rischi impliciti e/o la cosiddetta “bancabilità”, ossia la “opportunità e convenienza del sistema bancario” ad intervenire per sostenere finanziariamente un progetto di lunga durata. Viene da pensare che nel primo tentativo di aggiudicazione tale preliminare lavoro sia stato fatto con superficialità o quantomeno con l’assenza di professionalità adeguate.

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3. sono stati elencati una serie di importi che rappresentano, si presume, la spesa che la Provincia dovrà affrontare, dal 2020 al 2023, per la sola quota di costo attribuibile alla realizzazione dell’opera. Si noti che tali importi non sono tecnicamente impegni di spesa, ma semplici “prenotazioni di spesa” stante il fatto che non vi è tecnicamente l’obbligo giuridico di corrispondere a terzi tali cifre ammontanti complessivamente ad euro 148.500.000,00. In realtà bisogna altresì rilevare che il costo della realizzazione del progetto è molto più esteso, per importo e per numero di bilanci interessati. Si apprende inoltre che la valutazione del progetto verrà effettuata da una commissione che sarà necessariamente nominata nella prossima legislatura e richiederà mesi. Tutto ciò stride fortemente con la fretta della Giunta di impostare una gara sulla cui convenienza, sostenibilità e opportunità rispetto alle politiche sanitarie non vi è stato un necessario confronto consiliare, doveroso – io ritengo – in prossimità della consultazione elettorale.

4. nella determinazione infine si osserva che “i parametri finanziari – per la valutazione del progetto – sono stati determinati alla luce delle attuali condizioni dei mercati finanziari e che possibili effetti della chiusura, ormai prossima, del programma di ‘Quantitative easing’ della BCE, principalmente il possibile incremento dei tassi di interesse, non sono al momento prevedibili e quantificabili, così come i relativi impatti sull’equilibrio economico-finanziario dell’operazione in oggetto”. La precisazione meriterebbe un commento ironico, se non fossero in ballo i soldi dei contribuenti. Dire che tale evento è imprevedibile “al momento”, è già di per sé stucchevole alla luce delle conoscenze attuali e dell’autorevolezza e qualificazione dei consulenti interpellati; ma anche volendo ammettere l’ignoranza o la imponderabilità di tale fondamentale elemento, ci si chiede come mai la Provincia intenda avventurarsi in un’operazione di tal genere con i mercati finanziari di tutto il mondo in fibrillazione per eventi significativi noti, anche geopolitici, ulteriori a quello indicato nella determinazione.

5. già all’epoca dell’attivazione della procedura i tassi passivi di finanziamento riconoscibili alla Provincia, per il combinato effetto del rating specifico e di un’economia europea ed americana in stallo, erano prossimi allo zero (i tassi applicati dalla BCE addirittura negativi per stimolare la domanda e la crescita inflattiva); oggi con tassi, in prospettiva, ben diversi per i terzi, la Provincia si sente in dovere di rilanciare a favore, dunque e probabilmente, della “bancabilità dell’operazione”.

6. sarebbe stato forse opportuno ed utile far precedere l’avvio della nuova procedura da un dibattito pubblico (debat public) in ragione, sia della previsione di tale istituto giuridico a livello europeo e a livello nazionale (articolo 22 del codice dei contratti pubblici), sia proprio per la dimostrazione di incertezza della Giunta per l’opera in argomento, nei quasi dieci anni di ritardo, in ordine a localizzazione (ricordiamo tutti la polemica con il Sindaco Andreatta), contenuto progettuale (numero di posti letto, numero di sale operatorie…), modalità di finanziamento (diretto e/o con partecipazione privata) e procedura di gara (appalto o progetto di finanza).

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