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Speciale elezioni 2018

Mauro Pedrazzoli (Con Fugatti – UDC): «Dialogare per non perdere l’autonomia, l’identità della persona e del gruppo di appartenenza»

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Speciale elezioni provinciali 2018.

Ospite della rubrica che da spazio ai candidati delle elezioni provinciali è oggi Mauro Pedrazzoli, 46 anni, della «lista con Fugatti – UDC»,  movimento che sostiene la candidatura del presidente del centrodestra autonomista popolare Maurizio Fugatti.

Mauro Pedrazzoli lavora come consulente ed è alla sua prima esperienza politica dove si è calato convinto di avere molte idee per il cambiamento.

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Qual è stato il percorso che ha portato alla sua candidatura per la lista con Fugatti – UDC?

«Il Trentino, i Trentini e la mia famiglia mi hanno trasmesso valori umani cristiani e democratici. Spinto da mio padre ho iniziato fin da giovane a fare volontariato per varie associazioni di aiuto ai disabili tra cui Ospitalità Tridentina. Ho 46 anni, sono entrato in politica con Unione di Centro per i suoi principi di dialogo democratico degasperiano caro ai trentini. Se eletto voglio essere il consigliere del dialogo e dell’ascolto dei trentini e dei loro problemi».

9 giorni per conquistare un voto in più degli altri candidati, come pensa di riuscirci?

«Con spontaneità e semplicità comunicando le mie idee, stando in mezzo alla gente per ascoltare i loro problemi, visitando le varie valli trentine, le varie associazioni di categoria e comunità presenti sul territorio».

Le prime tre cose sintetiche che farà se sarà eletto in consiglio provinciale?

«Ho lavorato all’estero, parlo diverse lingue e ho esperienza di comunicazione e marketing strategico. Argomenti e le problematiche sono tanti ed urgenti: snellire la burocrazia per le imprese, più sicurezza nel territorio, migliorare lo sviluppo del turismo, creare posti di lavoro per i giovani altrimenti se ne vanno. Certamente il primo disegno di legge sarà quello per riformare e rilanciare il tessuto socio economico, seguendo linee guida economico strategiche, con un piano ben preciso tecnico su un periodo di 5 anni. Il Trentino dopo le elezioni deve a mio parere urgentemente creare un tavolo di lavoro, un Piano Operativo di Governance Strategica per riposizionare, il Trentino i trentini e le imprese trentine a livello internazionale».

Resterà attivo nel partito e nel territorio in caso di sconfitta?

«Lo dico sempre ai mie potenziali elettori, se non entrassi in consiglio provinciale, rimango attivo nel Unione di Centro e a disposizione di tutti i miei sostenitori per i prossimi 5 anni. Per continuare ad ascoltare i Trentini ed i loro problemi, facendo da tramite con la politica le necessità del territorio e la nuova giunta che nascerà in consiglio Provinciale».

Quanto spenderà per la campagna elettorale?

«Energie e tempo veramente tanto sveglia alle 5.30 tutti i giorni, economicamente lo saprò solo alla fine».

Quali sono i temi che affronterà in campagna elettorale?

«Vedo come chiave di lettura “ il dialogo “ per riportare alto il livello socio economico del Trentino. Considero il dialogo, come i beni relazionali, i quali a fine anno in un bilancio aziendale di esercizio non possono essere quantificati economicamente, ma sono fondamentali per lo sviluppo e la crescita dell’azienda stessa. Se non si dialoga si perde l’autonomia, si perde l’identità della persona del gruppo di appartenenza, sia di maggioranza sia di minoranza. Quindi ripartire dal dialogo nelle famiglie, tra le generazioni, nelle associazioni di categoria, tra le istituzioni e nella politica, senza avere paura di esporre le proprie idee. Sono orgoglioso che la coalizione popolare autonomista, guidata dal candidato presidente Maurizio Fugatti, nasca da un dialogo costruttivo tra 9 liste. Lo stesso vale a dire del nostro programma di coalizione che nello specifico non punta a fare rivoluzioni, bensì riforme».

Cosa ne pensa del governo di centrosinistra che ha governato nell’ultima legislatura?

«La giunta uscente ha dialogato poco con il territorio, i trentini ed i loro problemi, arroccata su posizioni accentratrici, non dando spazio di autonomia ai comuni ed alle valli. In Alto Adige il PIL, l’economia ed altri settori si muovono e crescono in maniera nettamente superiore, questo perché le categorie socio economiche dialogano più adeguatamente. Incontro e dialogo costante con la popolazione sono stati infatti uno dei cardini della presidenza Durnwalder. Solo attraverso questo si può avere il polso della situazione del territorio e dei cittadini, fondamentale per prendere decisioni politiche che ricadono sulla comunità. Mi rammarica dirlo, ma qui in Trentino, da semplice cittadino, sei mesi fa ho chiesto un appuntamento ad un membro della giunta uscente. Sto ancora aspettando la risposta».

Ha un politico di riferimento italiano ?

«Alcide De Gasperi»

Chi butta dalla Torre fra Ugo Rossi e Paolo Ghezzi e Giorgio Tonini?

«Non serve buttarli, credo cadano da soli, ho imparato che nella vita la verità è figlia del tempo».

Che hobby ha?

«Quando ho tempo mi piace costruire relazioni e conoscere le persone sono attivo nel volontariato, con l’associazione UNUCI di Trento con la quale ho collaborato per la riuscita del adunata degli Alpini a Trento».

Qual è stato il momento più soddisfacente della sua vita?

«Sono appassionato di montagna e alpinismo, arrivare in cima ad una vetta si prova sempre una emozione impagabile. Quest’anno con i colleghi del mio corso SMALP Scuola Militare Alpina abbiamo organizzato l’ascesa alla Tofana di Rozes 3.225 m slm. Ritrovarsi e tenersi in contatto dopo 25 anni, e stata un emozione ed un momento indimenticabile.»

Dica la verità uscirebbe a cena con: Lucia Borgonzoni, Maria Elena Boschi, Mara Carfagna, Alessandra Moretti, Daniela Santanchè, Virginia Raggi o Giulia Bongiorno?

«Le inviterei tutte a casa mia a cena, ho la passione e mi piace cucinare, mi divertirei a prenderle tutte per la gola…»

Che macchina ha ?

«Una Golf»

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