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Rovereto e Vallagarina

Il piano-antialluvioni prosegue al Follone: presentato il progetto del “dispersore”

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Presentato oggi il dispersore delle acque, un intervento di ingegneria pionieristica che sarà decisivo per mitigare le criticità dovute ad alluvione. Il progetto che riguarda il Follone tecnicamente provvede al drenaggio delle acque con un impianto di laminazione e dispersione.

Sarà un’opera strategica che costerà circa €. 200.000. I lavori prenderanno avvio il 15 ottobre con scavi cospicui di una parte del Follone posta in prossimità del convento dei cappuccini: gli scavi scenderanno di almeno 4 metri per captare le acque e costruire l’impianto vero e proprio. Nonostante l’impatto cantieristico sono solo 15 gli stalli che verranno soppressi.

Gli effetti diretti saranno su via della Gora esposta ad allagamenti. L’acqua scorrerà in parte in un canale di scorrimento e verrà convogliata nel dispersore una volta raggiunta l’altezza critica.

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L’impianto è costituito da una vasca interrata (18 metri x 9) ricavata su un terreno già di proprietà comunale di circa 1200 metri quadri, attualmente inutilizzato e posto nei pressi del Convento dei Cappuccini.

Prima di entrarvi l’acqua passerà nei collettori dove riceverà due trattamenti: verrà tolta la sabbia e sarà pulita (“disoleata”) da eventuali sostanze raccolte durante la sua caduta ai fini di entrare nel terreno pulita e senza sedimenti.

A opere terminate quest’area ospiterà in superficie un’area ludico-ricreativa e l’intero sistema sarà accessibile anche sul piano delle manutenzioni successive nel tempo. La tipologia del terreno – è stato sottolineato – è stata analizzata anche da un punto di vista idrogeologico e geologico quindi il terreno è sicuramente in grado di assorbire la portata.

La progettazione sicuramente inedita e per certi veri pionieristica è virtuosa perché l’area andrà a simulare il sistema naturale di dispersione nel terreno, e oltre a svolgere la sua azione preventiva, fornirà alla comunità un’ulteriore fruizione in superficie.

I lavori e non dovrebbero protrarsi oltre un mese e mezzo e partiranno lunedì 15 ottobre. L’ingegner Matteo Frisinghelli responsabile operativo del servizio idrico di Novareti (intervenuto alla presentazione dell’intervento insieme a Sindaco e Assessore e all’ingegner capo Luigi Campostrini), ha  mostrato i lavori fatti nell’arco di questi mesi che hanno visto l’adeguamento delle tubature.

Il progetto che parte lunedì è in qualche modo la madre di tutta l’azione che ha portato la Giunta e Novareti ad investire in questo ultimo anno anzitutto su via Prima Armata, poi in via Setaioli, quindi in via Cavour, Via Flaim e via Udine dove sono stati già stati completati importanti lavori di adeguamento della rete idrica.

Il Sindaco ha ringraziato per il lavoro e la competenza espressa da Novareti che cura il mantenimento della rete idrica (70 km per le acque bianche e altri 87 di acque nere), ed inoltre per l’investimento imponente messo a disposizione della comunità grazie al quale si va a creare un servizio determinante e strategico in condizioni ambientali notevolmente cambiate in questi anni, determinate da precipitazioni più violente e per le quali è necessario attrezzarsi.

L’assessore ha ricordato che il complesso di opere è stato portato avanti da un gruppo di lavoro costituito tra i tecnici del Comune e Novareti, coordinato dallo stesso ingegner Matteo Frisinghelli, che era stato presentato in consiglio comunale nel giugno scorso, sottolineando che si è andati ad  intervenire su una rete costruita negli anni 80, ottima ma progettata a suo tempo con parametri nettamente superati dalle condizioni climatiche in cui ci troviamo oggi.

 Il Sindaco ha anche annunciato che lunedì partono i lavori di definitivo ripristino e pavimentazione di via Rebora che saranno probabilmente conclusi entro il 10 dicembre.

Questo comporterà una inevitabile modifica al traffico che  entra da via Paganini che sarà deviato su via San Giovanni Bosco,  parzialmente invertita nel tratto finale, al fine di immettere le auto in via Pavani. Inoltre si procederà nei prossimi giorni anche agli arredi finali di via Paganini.

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Rovereto e Vallagarina

Natura e cultura: il monte Baldo al centro di un convegno a Brentonico dal 21 al 24 giugno

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Un monte unico, la cui ricchezza botanica è studiata fin dal 1400.

Un monte che dalle sponde del lago di Garda, a poche decine di metri sul livello del mare, arriva fino agli oltre 2000 metri dell’Altissimo, racchiudendo un vasto patrimonio ecologico-ambientale, di reti di riserve e aree protette, di paesaggi, ma anche di comunità, di beni culturali, di attività economiche.

Un monte su cui crescono oltre 2100 specie floristiche, e dove sono di casa produzioni agroalimentari uniche, ad esempio un formaggio – prodotto con latte crudo – contenente un battere che è di fatto un calmante naturale.

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Tutto questo e molto altro è il monte Baldo, di cui da tempo il Trentino, assieme al Veneto, sostiene la presentazione della candidatura a Bene patrimonio dell’umanità DELL’UNESCO.

Il Baldo sarà al centro nei prossimi giorni – da venerdì 21 giugno a lunedì 24 – di un importante convegno a Brentonico, che cercherà di mettere assieme proprio le due specificità di questa montagna: da un lato quella ecologico-ambientale, dall’altra quella storico-culturale.

L’evento è stato presentato oggi dal vicepresidente della Provincia e assessore all’ambiente Mario Tonina, dai dirigenti provinciali Fabio Scalet e Giuliana Cristoforetti e e dal sindaco di Brentonico Christian Perenzoni.

Collaborano con l’iniziativa, fra gli altri la tsm-Trentino school of management, la Fondazione Mach, l’Università di Trento e il Muse.

Sul Baldo natura e cultura hanno sempre dialogato: basti pensare che alla fine dell’800 venne isolata qui per la prima volta la molecola dell’acido acetilsalicilico, poi usata dalla Bayer per fare l’aspirina.

Più recentemente, la FEM ha isolato e classificato circa 3000 batteri contenuti nelle produzioni alimentari del Baldo realizzate con il latte a crudo, riscontrando proprietà importanti, fra cui un acido che è un potente neurotrasmettitore, di fatto un calmante naturale, un battere antistress.

Ma attenzione: come spiegato da Elena Franciosi, ricercatrice FEM e tra le prossime relatrici dell’evento, il latte munto in montagna ha delle proprietà, che a volte si perdono se le bovine vengono munte a valle.

Il Baldo, insomma, non cessa di stupire.

“E’ per questo – ha detto il vicepresidente Tonina – che siamo fortemente convinti della bontà  del percorso che abbiamo intrapreso per la sua candidatura a bene Unesco. Un percorso che naturalmente dovremmo fare assieme al Veneto, regione a cui appartengono 10 dei 15 comuni i cui territori insistono sulla montagna”.

Recentemente, in seguito ad un  positivo incontro svoltosi a Verona, a cui ha preso parte anche l’assessore al territorio della Regione Veneto Cristiano Corazzari, la Provincia di Trento, con il presidente Maurizio Fugatti e il vicepresidente Tonina, ha scritto una lettera al presidente veneto Luca Zaia, rinnovando l’invito a lavorare assieme per presentare una richiesta di iscrizione alla tentative List dell’Unesco, definendo anche un Protocollo d’intesa che traduca lo spirito di collaborazione transregiobale proprio della proposta.

In ogni caso, “l’importanza di quest’area – ha detto ancora Tonina –  è fuori discussione, e questo convegno, che segue ad un’analoga iniziativa svoltasi lo scorso dicembre, lo dimostrerà ancora una volta. Il 26 giugno si festeggeranno i 10 anni delle Dolomiti patrimonio Unesco, assegnatoci a Siviglia.  Speriamo ciò sia di buon auspicio. La Provincia  ha fatto dei temi dell’ambiente, del territorio, del paesaggio, altrettante direttive strategiche del suo programma di sviluppo, e ciò è emerso anche nel corso degli Stati generali della montagna.”

“La candidatura del Baldo si pone in questa prospettiva. L’impegno maggiore ora deve andare nella direzione di riuscire a coinvolgere i territori. La consapevolezza dell’importanza di questo patrimonio, anche per le opportunità economiche e di lavoro che può offrire, deve nascere dal basso. In Trentino c’è ancora spazio per creare ulteriori occasioni di sviluppo nei territori di montagna, guardando soprattutto ad un turismo sostenibile”.

Convinzioni condivise dal sindaco di Brentonico Christian Perenzoni, che ha ringraziato per gli sforzi fatti dall’assessorato all’ambiente per dare concretezza a questo progetto e più in generale per valorizzare le aree protette del Trentino.

“La partecipazione di chi vive sui territori – ha sottolineato a sua volta –  è un elemento fondamentale di riuscita. La creazione della rete delle riserve del Baldo, la certificazione delle azioni di turismo sostenibile messe a punto all’interno del territorio del parco e altri passaggi già fatti ci hanno già abituato a fare rete. Vogliamo vedere il Baldo come un elemento unico indipendentemente dai confini amministrativi”.

 “L’obiettivo Unesco è sfidante – ha detto invece Scalet . – Dobbiamo essere consapevoli che le opportunità di riconoscimento nel patrimonio mondiale sono limitate. Abbiamo già visto anche bocciature illustri.”

“Ma il binomio natura-cultura può essere la formula vincente. Essenziale in questo senso è il rapporto con il Veneto, che in questo momento  è anche impegnato sul fronte del riconoscimento del Prosecco. La competizione, insomma, è notevole, ma stiamo facendo passi avanti”.

I riconoscimenti dei beni Unesco nella nostra Provincia sono: le Dolomiti; i Siti palafitticoli preistorici di Ledro e Fiavè; l’Adamello Brenta Unesco global geopark; il programma Mab alpi ldrensi judicaria.

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Rovereto e Vallagarina

Assessori artisti: scambio d’arte che unisce due Comuni

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Il Comune di Trecate e quello di Brentonico si scambieranno due opere d’arte: una scultura e un dipinto.

«La cosa è nata, come spesso accade, spontaneamente: durante un incontro fra i due Comuni dove si è scoperta la passione comune fra l’assessore Trecatese Roberto Minera e me, lui per la pittura e io per la scultura».

Spiega l’assessore brentegano Moreno Togni. «Da lì l’idea di creare qualcosa entrambi, per rafforzare il patto di amicizia fra le due comunità. Così, durante il simposio di scultura “L’albero ed Io”, fatto in occasione del Natale dell’albero a Brentonico, è nata la scultura “Viaggio”.

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Un legno di cipresso (30 x 80) abbattuto a Cornè dalla tempesta Vaia, a rappresentare la partenza, o forse l’arrivo, di due persone. L’incognito, la curiosità, la paura, lo stupore, l’incertezza: tutti sentimenti che pervadono il viaggiatore.

A Trecate, contemporaneamente, nasce il dipinto (olio su tela) “Mondine a Trecate”, la cascina, le mondine, la tradizione».

Le due opere d’arte entreranno a far parte dei patrimoni delle due comunità. Trecate (NO) è uno dei 149 comuni che hanno accolto i profughi e gli internati brentegani durante la prima guerra mondiale. Donne, bambini e anziani, in poche ore vennero sfollati verso destinazioni a loro sconosciute. Alcuni arrivarono nella località piemontese.

Le comunità sono unite anche dal Patto di Amicizia sottoscritto nel 2017.

L’appuntamento è fissato a Brentonico, Palazzo Eccheli Baisi, domenica 23 giugno alle 11.30; l’ingresso è libero e gratuito.

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Rovereto e Vallagarina

TrentinoInJazz 2019: 20 giugno al via il Lagarina Jazz con i Floors a Isera

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Giovedì 20 giugno, per il secondo appuntamento estivo del TrentinoInJazz 2019 – VIII Edizione, si apre la sezione Lagarina Jazz Festival con un concerto imperdibile: quello dei Floors!

Isera (TN), dopo l’aperitivo in jazz, arriva il trio composto da Filippo Vignato (trombone), Francesco Diodati (chitarra) e Francesco Ponticelli (contrabbasso).

Vignato è stato segnalato come “Miglior nuovo talento” del Top Jazz 2016, Diodati vanta al proprio attivo lavori interessanti come leader e dal 2014 è componente del New Quartet di Enrico Rava, Ponticelli è nuovo per il pubblico trentino, non per la scena italiana, dove è attivissimo.

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Quella con trombone, chitarra e contrabbasso è una combinazione particolarmente suggestiva, che dà modo alla creatività di spaziare su più piani di livello: diversi “Floors”, appunto. La cosa riesce bene quando i protagonisti sono musicisti giovani e di fervido talento, come Vignato, Diodati e Ponticelli.

Loro stessi affermano: «Il nome della band vuole evocare una musica stratificata, con uno sguardo al minimalismo e alla ricerca poliritmica, ma allo stesso tempo fortemente ancorata alla melodia».

Geometrie astratte, dunque, che si incontrano con una schietta intenzione comunicativa.

L’itinerario di Floors, iniziato nel 2017, ha fatto tappa nel 2018 a Umbria Jazz e si è rinnovato quest’anno in un tour che ha toccato cinque Paesi europei.

  • Giovedì 20 giugno, ore 18,00, Montura Alp Station C/O Montura Bistrò  Isera  (TN) 
  • Swing2Wedding: Aperitivo Jazz. Ingresso libero ore 21,30 Cortile Palazzo De Probizer C/O Ristorante Casa del Vino Isera (TN).

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