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Speciale Festival dello sport 2018

Contador, la «Tripla corona» in una carriera straordinaria

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Cosa accomuna ciclisti, sette al mondo, come Alberto Contador, Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault, Felice Gimondi, Vincenzo Nibali e Chris Froome?

Il potersi fregiare della “Tripla Corona”, avendo vinto almeno una volta Tour de France, Giro d’Italia e Vuelta, i tre “Grandi Giri”.

El Pistolero” Contador è venuto al Festival dello Sport di Trento, a palazzo Geremia, per parlarne e per raccontare una carriera straordinaria e una vita che lo ha messo di fronte a prove importanti ma che lui ha affrontato pensando – parole sue – che “volere è potere”.

Quella che è uscita oggi è la storia di un ragazzo che da Pinto, nella comunità autonoma di Madrid, è partito alla conquista del mondo, iniziato al ciclismo dall’esempio del fratello, che gli ha ceduto anche la bicicletta. “Praticavo calcio e atletica – ha detto Contador – ma della bicicletta mi ha attratto il senso di libertà che porta con sé”.

Il suo idolo è stato Marco Pantani a cui, al primo incontro, ha manifestato tutta la sua ammirazione. “Credo – ha detto – che Pantani mi abbia ispirato nello stile”.

Una carriera da incorniciare quella di Contador: professionista per 15 stagioni, 68 successi, 9 grandi corse a tappe vinte su 18 partecipazioni, due Giri d’Italia (2008 e 2015), due Tour de France (2007 e 2009) e tre Vuelta (2008, 2012 e 2014). Oggi è stata ripercorsa, tra agonismo e aspetti personali di un atleta che, è emerso, ha costruito anche solide relazioni e che si fa ancora apprezzare per le qualità umane.

Un pensiero Contador lo ha dedicato anche alle salite del Giro d’Italia, che sono “diverse dalle altre e migliori”. Tra le tante ha ricordato lo Zoncolan, che, per lasciarsi vincere, impone ai corridori di trovare e seguire un ritmo.

La commozione ha attraversato la sala quando è stata ricordata la figura di Michele Scarponi, con cui Contador ha condiviso momenti indimenticabili e del quale ha voluto ricordare soprattutto l’allegria.

Di Vincenzo Nibali, unico ancora in attività tra i sette con la “Tripla Corona”, Contador ha lodato il coraggio e l’abitudine a non gettare mai la spugna.

Una carriera fortunata quella del Pistolero e una vita piena di soddisfazioni, ma che non gli ha risparmiato anche momenti difficili, come quando a 21 anni è stato colpito da gravi problemi di salute, che non gli hanno, per fortuna, impedito di riprendere la via della vittoria e scrivere pagine di sport memorabili.

Ha chiuso la carriera con una impresa, la vittoria sulla vetta dell’Angliru, salita mitica per gli spagnoli e per tutto il mondo del ciclismo.

“Mi sono ritirato al momento giusto – ha detto Contador – perché volevo lasciare il ricordo di un atleta al massimo livello”.

Il suo quotidiano di oggi è fatto ancora di tanti impegni, oltre a quelli professionali, attraverso una fondazione che porta il suo nome: con attività per bambini e ragazzi e anche impegno nel sociale, raccogliendo e redistribuendo vecchie biciclette a chi ne ha bisogno, dopo averle riparate.

“E poi – ha concluso il campione – trovo ancora il tempo di allenarmi. Solo due o tre volte alla settimana, ma sempre al massimo”.

Speciale Festival dello sport 2018

Festival dello Sport: 50 mila spettatori e centinaia di migliaia di visitatori a Trento

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Una delle tante code per vedere i campioni dal vivo

E’ stato davvero il festival del record, grazie all’impressionante sfilata di campioni di tutte le specialità arrivati dal mondo intero: dall’11 al 14 ottobre Il Festival dello Sport ha portato a Trento oltre 200 ospiti che hanno preso parte a 130 appuntamenti, tutti gratuiti, che per quattro giorni hanno elettrizzato la città con uno spettacolo non stop.

Qui il nostro speciale dedicato agli eventi con tante esclusive. (altro…)

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Speciale Festival dello sport 2018

Calcio, Riccardo Cucchi: “Giovani cronisti tendono a essere protagonisti”

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Voce di “Tutto il calcio minuto per minuto” fino all’anno scorso, Riccardo Cucchi, giornalista, conduttore e radiocronista, ha presentato oggi il suo libro “Radiogol”, dove ripercorre quarant’anni di imprese memorabili: la finale mondiale di Berlino 2006, vinta dall’Italia, la conquista della Champions League da parte dell’Inter, l’ultimo scudetto della Roma nel 2001, il “filotto” degli scudetti juventini, assieme a racconti di incontri, interviste, momenti significativi della sua lunga carriera. (altro…)

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Speciale Festival dello sport 2018

Mennea ha il suo erede, Filippo Tortu: «Per me non è un record, è semplicemente il mio miglior tempo»

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Lo scorso 22 giugno a Madrid con 9’’99 ha battuto il record di Pietro Mennea, di 10’’01, che resisteva dal 1979. Filippo Tortu, vent’anni, è il nome nuovo e il nome forte dell’atletica italiana. (altro…)

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