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Trento

Festeggiate insieme a Francesco Moser le 500 puntate di «Biciclissima»

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Sono stati circa una settantina gli appassionati di ciclismo che Sabato 6 Ottobre hanno accolto l’invito lanciato dai noti conduttori di Biciclissima Gabriele Buselli e Graziano Calovi per festeggiare le 500 puntate di questa rubrica televisiva che da 17 anni entra tutti i Giovedì sera nelle case di Trentini portando le immagini del ciclismo giovanile regionale  accanto alla scoperta di nuovi itinerari sulle due ruote del nostro Trentino.

Una pedalata con partenza da Trento fino al Bici Grill Faedo insieme allo “sceriffo” Francesco Moser per spegnere queste 500 candeline che hanno visto in questi anni passare numerosi ospiti molti dei quali poi diventati famosi.

Graziano Calovi  ha voluto cosi ricordare questa avventura straordinaria con queste dichiarazioni:

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“Era il 2002,fine marzo, l’aria trentina era ancora fredda e frizzante dopo l’ennesimo inverno crudo e pungente che non voleva sapere di andarsene. All’epoca ero Ds di una squadra allievi e tecnico della Fci, sento nell’ ambiente che una televisione privata ha l’intenzione di fare un programma tv dedicato al ciclismo per “contrastare “un altro programma tv che da anni segue il ciclismo regionale.

Mi chiedo, perché non propormi,in fondo di ciclismo me ne intendo,magari un spazio come tecnico me lo fanno fare. Mi reco nei vecchi studi di questa emittente  e chiedo a di Gabriele Buselli che era il conduttore designato e che conoscevo di vista, Gabriele mi illustro’ il progetto e cosa la tv voleva fare, va bene dissi, un posto come tecnico in una rubrica lo posso gestire, poi passo nel ufficio del Direttore e subito mi dice:niente tecnico, fai la conduzione con Gabriele e il programma si chiamerà Biciclissima, rimango senza parole, fare il conduttore non è facile in più se l’esperienza è zero! Sarà stata la giovane età e la faccia tosta che rispondo “ok va bene.”

Per giorni non ci credo, dormo poco, era la mia ambizione fare un programma tv sul ciclismo, inizio le registrazioni, Gabriele mi insegnava tutto, come stare davanti ad una telecamera, come muovermi, come fare domande, come parlare chiaro e in maniera corretta non era facile ero determinato volevo riuscirci 

Gli anni passano nel 2006 l’iscrizione all’albo dei giornalisti, puntate in tutto il Trentino Alto Adige, fuori regione, inviti in Svizzera Austria, migliaia di persone conosciute, moltissimi campioni intervistati, tantissimi contatti. 30 puntate, da marzo a ottobre, per 17 anni sono tante! 500 in totale, devo tutto a quel “fottutissimo genio” di Gabriele amico e persona preparata, un po’ “taccagno” scarso in bici, ma in fondo buono”

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Trento

La giunta a malga Juribello sul Rolle, Fezzi: «Grazie alla provincia per la vicinanza al mondo della zootecnia e dell’allevamento»

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Ha guardato al futuro la Giunta provinciale di Trento, riunita oggi venerdì 20 settembre 2019 a Malga Juribello, presso passo Rolle, all’ombra del Cimon della Pala. “Una Giunta programmatica – ha sottolineato il presidente Maurizio Fugatti – per fare il punto su quasi un anno di attività e soprattutto per impostare il cammino che ci aspetta, a partire dall’appuntamento con la prossima Finanziaria, annuale e triennale. Siamo determinati a realizzare gli obiettivi che ci siamo dati a inizio legislatura, condividendo un metodo di lavoro e delle comuni strategie. Dobbiamo ragionare su ulteriori possibili efficentamenti della spesa, investendo le risorse così recuperate sulle priorità che abbiamo individuato”.

A dare il benvenuto alla Giunta anche il presidente della Federazione provinciale allevatori Mauro Fezzi. “Questa – ha detto – ci sembra essere la cornice giusta per ringraziare la Provincia autonoma per la vicinanza che ha sempre manifestato al mondo della zootecnia e dell’allevamento, anche alle alte quote. E’, questo, un sostegno di cui abbiamo bisogno, nella consapevolezza che possiamo dare molto, a nostra volta, all’identità del Trentino e al suo sviluppo futuro”.

A quasi un anno dal suo insediamento, ma anche, come si ricorderà, dalla tempesta Vaia, la Giunta provinciale si è riunita al cospetto delle Dolomiti per ricapitolare le tappe del percorso già fatto, con alcune decisioni importanti già assunte, e soprattutto per impostare il lavoro futuro.

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I lavori della Giunta si sono aperti in prima mattinata e sono proseguiti, assieme anche ai dirigenti generali dell’amministrazione, fino al tardo pomeriggio.

A turno, presidente e assessori hanno esposto le loro valutazioni e illustrato la possibile evoluzione delle politiche pubbliche nei diversi comparti, perseguendo un disegno comune e tenendo sempre presenti le compatibilità finanziarie, che emergeranno anche nella prossima manovra di Bilancio annuale e pluriennale.

Qualità, efficacia ed efficienza i parametri comuni.

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Va recuperata, è stato sottolineato, una certa elasticità del Bilancio, il che significa razionalizzare la spesa, recuperando risorse da destinare agli obiettivi prioritari, come le politiche socio-sanitarie e in favore della famiglia, gli investimenti pubblici, il sostegno ai territori e agli enti locali, lo sviluppo sostenibile.

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Trento

Una mozione per intitolare il Centro di Protonterapia di Trento al suo ideatore, il Prof. Renzo Leonardi

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Renzo Leonardi, scienziato, docente e fondatore del Centro europeo di fisica nucleare teorica a Trento è scomparso a luglio 2019 all’età di 79 anni.

Il professor Renzo Leonardi nato a Tuenno è stato colui che ha progettato il centro di protonterapia a Trento.

Il Centro, nato – primo in Italia – nell’ottobre 2014, ha già curato centinaia di pazienti e rappresenta una vera e propria eccellenza nel panorama della sanità italiana ed europea.

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Inoltre, grazie ad una linea fissa di protoni che si aggiunge alle due linee dedicate ai trattamenti clinici, il Centro è stato pensato ed opera anche come infrastruttura di ricerca nazionale e internazionale, sostenuta da diversi enti, tra i quali l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

Il Prof. Renzo Leonardi, che questa struttura ha ideato, progettato e realizzato, e che ad essa ha dedicato parte della sua vita, è stato giustamente appellato come “Padre” della Protonterapia di Trento

Oltre che un grande scienziato, il professore emerito dell’Ateneo trentino conosciuto in tutta Europa, era uno dei massimi esperti di arte fiamminga e negli ultimi tempi si stava dedicando alla scrittura di un volume su Leonardo Da Vinci.

Membro del Laboratorio culturale noneso nato nel 2003 su iniziativa dell’allora Comune di Tuenno in collaborazione con alcune personalità del mondo accademico trentino, Renzo Leonardi era intervenuto in qualità di relatore in occasione di cinque edizioni della tradizionale settimana di studio autunnale.

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Scienziato di riconosciuto livello mondiale, si è dedicato con caparbietà e intelligenza a questo disegno di reale crescita del Territorio, con il coinvolgimento di grandi capacità, di altri scienziati e premi Nobel.

Il suo è stato un impegno straordinario, giocato sul più elevato livello teorico, poi calato sulla concreta attuazione dei suoi grandi sogni, a beneficio di una Comunità che egli ha sempre voluto immaginare priva di confini.

Il professor Renzo Leonardi ha lasciato la moglie Anna Maria e i figli Antonio e Alessandra

Proprio perché il suo ricordo sia sempre vivo e non solo nel cuore delle persone che gli hanno voluto bene e come segno di riconoscenza nei sui confronti Vittorio Bridi come primo firmatario insieme ai consiglieri comunali della Lega ha presentato un mozione al Sindaco Andreatta dove chiedono che si attivi la Provincia autonoma di Trento, l’Azienda Sanitaria e l’Università affinché, «come primo segnale di stima, riconoscenza e doverosa memoria, il Centro di Protonterapia di Trento sia intitolato al nostro illustre concittadino, il Prof. Renzo Leonardi».

La mozione è stata redatta con il consenso della famiglia dello scienziato e pare che il governatore Fugatti, già preventivamente avvisato, abbia dato parere favorevole in caso di risposta positiva della giunta Andreatta

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Trento

Urla e minacce, straniero dà in escandescenza in Cristo Re

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Episodio concitato verso le 19.00 nei pressi del parco Braille nel quartiere di Cristo Re. 

Un giovane dall’apparente età di 30 anni indonesiano ha dato completamente in escandescenza cominciando ad urlare frasi sconnesse alzando le mani verso il cielo.

Il giovane, il cui passo appariva molto incerto, si è aggirato per alcuni minuti nelle via Pancheri e Moggioli. 

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Molte le persone che incrociandolo si sono spaventate e sono fuggite a gambe levate.

Io straniero ha fermato anche due macchine minacciando e inveendo contro i conducenti che sono fuggiti evitando il contatto. 

Numerosi residenti hanno assistito alla scena sui poggioli delle proprie case attirati dalle grida dell’uomo. Poi qualcuno ha allertato il 112 e i Carabinieri si sono messi sulle tracce del giovane.

 

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