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Valsugana e Primiero

Castelnuovo: operaio travolto e ucciso in fabbrica, tre rinvii a giudizio

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Venne travolto e ucciso da tre tonnellate di pannelli di legno in una fabbrica in Valsugana, nel 2016.

Per l’episodio ora ci sono tre persone rinviate a giudizio.

Si tratta di Stefano Colleoni, allora 22 anni, di Roncegno.

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Stava spostando dei pannelli quando gli sono caduti addosso, alla Xlam Dolomiti di Castelnuovo.

I rinvii a giudizio sono scattati per i datori di lavoro e per il responsabile prevenzione dell’azienda, i fratelli Domiziano e Franco Paterno e Davide Saia.

L’accusa sarebbe una mancata valutazione dei rischi per la sicurezza durante lo spostamento dei pannelli di legno.

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Il dibattimento è in calendario il 13 febbraio prossimo. 

Valsugana e Primiero

«La speranza dopo la malattia»: Successo per l’evento organizzato ieri a Pergine

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Una sessantina di persone hanno partecipato ieri sera all’auditorium della scuola Garbari di Pergine Valsugana all’evento organizzato dal candidato di Agire per il Trentino Gianpiero Robbi. 

Durante la serata Gianenrico Sordo ha raccontato la terribile storia della sua malattia diagnosticata il 2 febbraio del 2018.

Il suo è stato un messaggio di speranza per chi si ammala di cancro, ma anche l’invito a non rassegnarsi di fronte alla malattia. «Io ogni giorno nonostante il dolore cammino per 10 chilometri e mi alzo alle 5.30 del mattino per andare al lavoro, e sono felice di farlo e mi rattristo quando la giornata sta finendo»

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Sordo ha scelto da subito di farsi operare fuori regione, «Ma perché in Trentino nessuno era preparato tecnicamente per quel tipo di operazione». 

Ha svelato anche il costo delle due operazioni, circa 70 mila euro. «Per la nostra salute non dobbiamo aver timore di spendere i soldi, in fondo si vivo una volta sola»

Sono state due le operazioni subite da Gianenrico Sordo per tentare di combattere le metastasi, una effettuata il 13 febbraio 2018 dal professor Giardini, dove sono stati asportati 40 cm di Colon e un pezzo di intestino retto, l’altra il 21 agosto dove durante un’operazione durata 14 ore, presso l’Humanitas a Milano, è stato asportato il 70% di fegato. 

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L’ultima operazione, che ha messo a serio rischio la sua vita, è stata eseguire dal professor Guido Torzilli, uno di più famosi ed importanti chirurghi mondiali.

Sui motivi dello scoppio della malattia Sordo ha detto che in alcuni casi il presentarsi dei primi segnali di un tumore può dipendere anche da fattori legati allo stress oppure a qualche ingiustizia subita.

«Non ho mai avuto paura di morire, e la malattia mi ha insegnato a vivere anche i piccoli momenti con serenità e felicità. Per combattere il cancro non devi comportarti da malato ma continuare a fare lo stesso stile di vita di prima».

Sordo ha anche parlato della difficile conciliazione fra la malattia e l’attività imprenditoriale e ha consigliato tutti di non lesinare sulle spese che riguardano la salute.

A domanda precisa su cosa deve essere migliorato nella sanità  trentina ha risposto: «Negli ultimi anni ci sono stati troppi tagli nella nostra sanità, e troppa centralizzazione. Nella nostra provincia autonoma di Trento è strano che manchi un centro di ricerca su questa malattia, a cosa serve quindi l’autonomia se poi non viene sfruttata?»  – a concluso.

Sordo ha fatto i complimenti al personale di Borgo, ai medici e alle infermiere che si sono comportate in modo professionale e accogliente, «Mi chiedo come si possano chiudere o depotenziare ospedali come quello di Borgo che è un punto di riferimento per tutta la Valsugana e un punto di eccellenza del Trentino» 

Alla risposta se il cancro si può vincere davvero ha risposto che fra 10 anni in pochi moriranno per questa malattia. Il momento più brutto? «Quando ho fatto il primo ciclo di chemioterapia, per me è stato talmente devastante che ho desiderato morire, la mia battaglia continua – ha terminato Sordo – ed è la madre di tutte le battaglie, quella per la vita che a soli 46 anni non voglio perdere»

Gian Piero Robbi nei suoi due interventi ha sottolineato che sulla sanità Trentina c’è molto lavoro da fare, come nelle politiche sociali. «L’autonomia deve garantire i servizi a tutti, anche a chi abita più lontano, in questo purtroppo il centrosinistra in questi anni ha peccato di arroganza. È necessario mettere sempre e dovunque al primo posto la persona, dai giovani, agli anziani, agli imprenditori, ai disabili, alle donne. Noi se i trentini ci daranno il loro consenso ripartiremo da qui, dalla persona e dalle sue esigenze e bisogni»

 

 

 

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Valsugana e Primiero

Levico, i carabinieri arrestano il rapinatore che aveva dato un pugno in faccia a un’anziana

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I carabinieri della compagnia di Borgo Valsugana sono riusciti a catturare il presunto autore di una rapina a un’anziana di Levico, in Trentino.

Si tratta di Gianni Bagattini residente a Levico (altro…)

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Valsugana e Primiero

Levico: 85enne colpita con un pugno in faccia dopo aver aperto la porta al rapinatore

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Brutto episodio a Levico Terme dove un ladro ha aggredito vigliaccamente un’anziana indifesa che gli aveva aperto la porta di casa. (altro…)

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