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Trento

Mauro Ottobre, le «fake news» le racconti tu. Il re degli «assenteisti» replica peggiorando ancora di più la sua indifendibile posizione

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Mauro Ottobre replica «maldestramente» al nostro articolo di ieri dove il nostro giornale riportava i dati delle sue numerose assenze(*) rilevate sul sito openpolis (sito del governo, leggi qui)

Secondo lui infatti nella replica spiega che non sono importanti le assenze (?) ma la sua produttività.

Ottobre ha raggiunto la cifra record di assenze in parlamento durante la sua legislatura pari al 60,98%.

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Su 24.836 sedute è stato assente per la precisione ben 15.146 volte.

Cosa ancora più grave è sempre stato assente quando il parlamento ha votato le leggi di bilancio, la fiducia al bilancio 2018, durante il decreto fiscale e la legge Europea. Questi sono i passaggi più importanti di una legislatura.

Ebbene l’ex parlamentare Mauro Ottobre perde un’altra occasione per rimanere in silenzio e fare  «Mea culpa» infatti l’indice di produttività di cui si vanta è il 530° su 630.

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Nella sua replica Ottobre scrive:«Ecco la #FakeNews che circola in queste ore pubblicata da un sito del Trentino, peccato che se non fossi andato in Parlamento non avrei nemmeno recepito un reddito perché per ogni assenza vengono detratti circa 200 euro. Ricordo inoltre che io, a differenza del sottosegretario Fugatti, non ho avuto diritto ad alcuna missione non avendo alcun ruolo nell’ufficio di Presidenza, e come molti sanno ho fatto sì delle assenze ma per seguire il caso di Chico Forti, sempre a mie spese. Forse sarebbe meglio guardare l’indice di produttività anziché il numero di voti, che non corrisponde necessariamente ad un reale impegno».

Prendiamo atto che il capolista di Autonomia Dinamica quindi definisce FakeNews i dati del suo stesso governo pubblicati su openpolis. (qui si possono vedere)

Poi chiediamo all’ex parlamentare se nel 2013 era stato votato solo ed esclusivamente per seguire il caso di «Chico Forti» e non invece i numerosi problemi della nostra bella Italia, e se per interessarsi alle cose di Chico Forti ci sia stato bisogno di 15.146 assenze a fronte di nessun risultato nel concreto sul suo caso.

Ottobre è andato a Miami negli Stati Uniti a sue spese? E ci mancherebbe anche che pagassero i contribuenti italiani e trentini….

In secondo luogo Ottobre compie un altro clamoroso autogol sottolineando la sua produttività.

Giovanni Battista Maestri sul sito Trentino Libero nel gennaio del 2014 (quando le assenze di Mauro Ottobre erano “solo”circa a quota 46%) lo ha definito “l’assenteista dell’anno” e ha scritto, tra l’altro: “Curioso sarebbe sapere se l’assenteista Ottobre rinunci al 46% del suo stipendio”.

In termini di produttività parlamentare, a luglio 2017 si classifica al 530º posto su 630 deputati, con il 58,83% di assenze (su una media del 21,81%). (fonte wikipedia)

Da allora e fino alla fine della legislatura le assenze sono aumentate arrivando al 61%.

La scarsa produttività invece è rimasta la stessa. Ma secondo Mauro Ottobre essere al 530° posto su 630 sarebbe un alto indice di produttività a quanto sembra.

Il che pone Mauro Ottobre come il parlamentare trentino più assenteista di sempre. 

Nella replica non è ben capibile inoltre il perché parli di Maurizio Fugatti che durante la penultima legislatura romana non era nemmeno presente.

A maggio Mauro Ottobre 2016 esce dal PATT, dopo un braccio di ferro durato più di un anno per il controllo del partito, che lo vede perdente.

Da ricordare che nel marzo del 2017 si è schierato a difesa del consigliere provinciale Lorenzo Baratter, definendolo “un vero autonomista che, con la firma del patto, intendeva difendere gli interessi degli Schützen e dell’autonomia trentina”, per aver firmato un contratto con le associazioni Schützen del Trentino impegnandosi, se fosse stato eletto, a versare loro 500 euro al mese.

In seguito Baratter è stato processato e condannato per corruzione elettorale decidendo di scontare la condanna con «la messa alla prova»

Fa inoltre sorridere il suo spot elettorale che in questi giorni sta girando sui social e sulle televisioni private della provincia che riporta l’esatto contrario di ciò che ha fatto e detto prima della campagna elettorale.

Ma si sa molti politici in campagna elettorale rimangono fulminati sulla via di Damasco e ritrattano tutto quello che hanno fatto nei 5 anni precedenti. Come spiegato nell’articolo di ieri Mauro Ottobre come riportano le fonti openPolis non ha mai votato contro le decisione del centrosinistra a guida Letta/Renzi/Gentiloni avvallandone quindi tutte le decisioni come la chiusura dei punti nascita, la deleteria «buona scuola» di Renzi, la gestione dell’immigrazione ecc ecc…. 

La assenze sul lavoro di Mauro Ottobre erano state già fonte di interesse da parte del nostro giornale che a riguardo il 5 agosto del 2015 aveva pubblicato (leggi qui) un articolo riassumendo tutte le assenze del parlamentare trentino. Ottobre aveva tentato, come fatto ieri, di smentire attraverso un comunicato che anche allora aveva peggiorato ulteriormente le cose e dentro il quale erano state riportate numerose inesattezze. (leggi qui)

Ancora più singolare le critiche che lo stesso Mauro Ottobre nelle ultime ore ha lanciato verso Claudio Cia e Giacomo Bezzi ritenuti secondo lui poco competenti per un possibile assessorato. I due si staranno chiedendo una cosa probabilmente: «ma quando noi lottavamo per la riapertura dei punti nascita, per il precariato nelle scuole, contro i tagli alla sanità, contro la gestione dell’immigrazione lui dov’era?»

Il problema per Mauro Ottobre è che le cose non le diciamo noi de «La Voce del Trentino» ma fonti autorevoli del suo ex governo e di Wikipedia.

Ai posteri e soprattutto agli elettori del 21 ottobre l’ardua sentenze e il giudizio nel merito.

* Con assenza si intendono i casi di non partecipazione al voto: sia quello in cui il parlamentare è fisicamente assente (e non in missione) sia quello in cui è presente ma non vota e non partecipa a determinare il numero legale nella votazione Purtroppo attualmente i sistemi di documentazione dei resoconti di Camera e Senato non consentono di distinguere un caso dall’altro. I regolamenti non prevedono la registrazione del motivo dell’assenza al voto del parlamentare. Non si può distinguere, pertanto, l’assenza ingiustificata da quella, ad esempio, per ragioni di salute.
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Trento

Domenica a Mattarello la celebrazione del 32° anniversario della morte della «Piccola Mamma»

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Domenica 18 novembre la chiesa parrocchiale di Mattarello era stracolma di fedeli accorsi anche da fuori provincia per onorare il 32° anniversario del pio transito della «Piccola Mamma», al secolo Enrichetta Bianchi Carollo.

Nata a Ravazzone di Mori il 20 ottobre 1898, Enrichetta Bianchi Carollo si è spenta a Mattarello di Trento il 13 novembre 1986.

Nell’arco di 88 anni ha conosciuto molte esperienze significative.

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Orfana di madre all’età di tre anni, accolta con affettuoso amore da famiglia amica fino al settimo anno di età, consegnata poi alle cure amorevoli delle suore di un orfanotrofio.

Il 10 giugno 1914, 18 giorni prima dell’attentato omicida di Saraievo, che provocherà, il 28 luglio successivo, lo scatenarsi della prima guerra mondiale, una giovane poco più che quindicenne si avvia, a piedi, da Mori a Montagnaga di Pinè, spinta da un irresistibile impulso interiore.

Il colloquio interrotto a tre anni con la madre terrena si sviluppa, intimo, lassù tra i monti, con la Madre del Cielo.

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Il pellegrinaggio al santuario di Pinè rappresenta un punto nodale nella vicenda terrena della giovane.

Al ritorno a casa di Enrichetta seguiranno, 48 giorni dopo, i richiami alle armi, l’internamento dei trentini nei campi per profughi dell’Impero, le angosce, i lutti, la fame, che l’immane conflitto mondiale a poco a poco riverserà tragicamente sulla popolazione inerme.

Il 25 marzo 1927 inizia infatti la manifestazione della malattia che costituirà il suo progressivo calvario; ed inizia, tale evento, precisamente nella solennità dell’Annunciazione, quasi come presagio di fecondità spirituale legato all’evento mariano più significativo.

Ma ci saranno ancora altre tappe importanti nel cammino spirituale di Enrichetta e  il susseguirsi di fatti mistici che dal 1948 andranno via via segnando sempre più il suo rapporto personale con Dio; fatti mistici da lei ripetutamente respinti con il pregare il Signore di cercarsi altre anime più degne. Ma le scelte divine non sempre combaciano con i desideri umani: così avvenne anche per Enrichetta Bianchi Carollo

A lei Claudio Forti ha voluto dedicare una lettera che riassume quanto successo domenica, giornata celebrativa per la «piccola mamma».

La riportiamo in forma integrale sotto.

LA LETTERA –  Già alle 14 – mezz’ora prima della celebrazione -, molti fedeli erano presenti assorti in un profondo silenzio orante.

Alle 14.30, Gianni Villotti, figlio spirituale della Piccola Mamma, ha rivolto un cordiale saluto ai convenuti, commentando con grande passione, come negli anni precedenti, i misteri del Rosario e portando testimonianze e ricordi inediti della vita di Enrichetta.

La solenne liturgia Eucaristica era concelebrata da 4 sacerdoti e un diacono e presieduta dal parroco don Duccio Zeni.

L’omelia, ricchissima di contenuti e di stimoli tratti dalla vita di Enrichetta, è stata tenuta da Padre Luigi Fattor.

È stata la sua una lunga e potente catechesi che ha portato i fedeli a contemplare il misterioso agire lungo i secoli dello Spirito Santo, che forma i profeti, i mistici, i dottori e i santi.

Tutto ciò sullo sfondo della maestosa scena della fine dei tempi e della seconda venuta del Cristo, di cui solo il Padre conosce il momento.

Alla fine della celebrazione, Suor Barbara ha letto con emozione le testimonianze di alcune persone beneficate con autentiche grazie e miracoli ottenuti dalla Piccola Mamma.

Anche una signora è salita spontaneamente al pulpito per portare la sua commossa esperienza.

Ma si è saputo che molte persone che prima della celebrazione hanno visitato la stanza in cui morì Enrichetta, o hanno sostato in preghiera nella bellissima cappella della Piccola Opera del Divino Amore, sono state sopraffatte dal pianto e dall’emozione.

Dopo la benedizione – mentre Suor Barbara si accingeva a ringraziare tutti i partecipanti, compreso il Vescovo Lauro Tisi, che per un contrattempo non previsto non aveva potuto partecipare, come precedentemente previsto, a questo solenne rito -, il bravissimo coro di Palù di Giovo aveva già iniziato il canto del Magnificat.

Sicuramente molti si saranno emozionati udendo l’arcana armonia e il contenuto profetico del cantico di Maria, tanto amato dalla Piccola Mamma.

Insomma, in queste oltre due ore di preghiera, in cui i presenti hanno potuto sperimentare quasi un anticipo delle solenni liturgie del cielo, ognuno ha potuto avvertire la presenza dei propri cari defunti, ma vivi in Dio, che, accanto alla Piccola Mamma e ai santi, pregano per noi, perché possiamo essere pronti con le cinture ai fianchi e le lanterne accese, ad accogliere con gioia lo Sposo quando verrà a portarci nella Santa Gerusalemme, dove non ci sarà più né pianto, né lutto, né affanno, ma solo una tal gioia che qui nemmeno possiamo immaginare!

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Trento

Trento: il primo turismo alpino femminile tra donne “montanare” e “cittadine”

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Verrà inaugurata giovedì 22 novembre alle 17 presso la Sala Thun di Torre Mirana una mostra che, grazie ad opere e oggetti della Collezione Cavallini e del Museo Casa Andriollo, racconta il primo turismo alpino femminile tra moda e folclore. (altro…)

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Trento

Errore grammaticale: Mirko Bisesti non «puote» perché…..

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La faccenda è davvero grave!

Un neo assessore della Provincia di Trento, il trentenne Mirko Bisesti, ha scritto “conoscienza” invece che “conoscenza” sul suo profilo facebook.

Un simile errore, sembra di capire da autorevoli commentatori, non si può tollerare!

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Sì, è vero che Bisesti ha compiuto l’imperdonabile scivolone non in un testo scritto e meditato, ma in un post volante in rete; è vero che spesso, su facebook, si scrive senza tanto pensare, e che talora ci pensa il correttore automatico ad inserire strafalcioni di ogni genere; è vero che, secondo un’indagine di Scott R. Maier (2005) della University of Oregon, il 61% degli articoli di cronaca e di approfondimento prodotti in una redazione di giornale contiene almeno un errore … ma ciononostante hanno pienamente ragione le vestali della grammatica e dell’ortodossia (grafica e politica) a stracciarsi le vesti!

Bisesti non può davvero permettersi!

Non può farlo, soprattutto, perchè questo è il paese in cui c’è chi “puote” e c’è chi non “puote”; il paese in cui si diventa colti se si appartiene al partito giusto, ed automaticamente ignoranti in caso contrario; il paese in cui Piero Angela, senza laurea, conduce le trasmissioni scientifiche in Rai e suo figlio Alberto (chissà perchè padre e figlio entrambi in rai!), parla di storia con la laurea in scienze naturali che manca al padre…

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Bisesti non puote, perchè non è mica il re dei giornalisti, quell’Eugenio Scalfari a cui è concesso fare citazioni in latino ad orecchiam, in cui sono errate sia la citazione sia la traduzione; o che può raccontare in prima pagina che il filosofo Spinoza fu “scomunicato” dalla Chiesa cattolica senza che nessuno abbia il coraggio di spiegargli che la Chiesa non può scomunicare un ebreo, e cioè un non credente (e che sarebbe bene non si occupasse di filosofia, chi non la conosce affatto).

Bisesti non puote perchè non è mica il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca del Pd, quella coltissima Valeria Fedeli che incominciò truccando il suo curriculum, per nascondere il fatto che non possedeva una laurea, e che continuò inanellando uno dopo l’altro errori marchiani, come quando disse “sempre più migliori”, o quando, scrivendo al Corriere della Sera e non su facebook, sbagliò la consecutio temporum utilizzando un congiuntivo presente al posto del congiuntivo imperfetto.

Bisesti non puote, per concludere, perchè non è mica Sara Ferrari, l’assessore impettito con la matitina rossa in mano che appartiene di diritto ai colti e ai progrediti perchè per anni ha sponsorizzato gender e utero in affitto!

Però, stabilito che la sua strada sarà in salita, io, come insegnante, aspetto di giudicare l’assessore Bisesti da qualcosa di più serio di un post su facebook.

Così, credo, molti altri colleghi, che al di là dell’appartenenza politica di Tizio e Caio, aspettano i fatti.

Soprattutto dopo che hanno vissuto anni non propriamente eccellenti quanto a conduzione della cultura e della scuola

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