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Sport

Volley, pazzesco 3-0 di Trento a Perugia. Grebennikov è sovrumano

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Kovacevic e Grebennikov esultano

Una vittoria tanto inattesa quanto spettacolare il 3-0 che l’Itas Trentino rifila a Perugia, in casa dei campioni d’Italia, nella prima semifinale di Supercoppa.

Domani la squadra di Lorenzetti giocherà per il titolo contro la vincente della seconda semifinale.

Una vittoria fatta di squadra, classe, nervi, tensione, in un palazzetto nemico e contro una super avversaria.

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Sono stati, però, ancora più superlativi i giocatori di Trento a partire da un Grebennikov che ha fatto capire il perchè sia il miglior libero del mondo. Il francese è stato autore di difese sovrumane nonostante Perugia avesse il fenomenale Leon.

Muro, difesa, attacchi. Fantastico come al solito il trascinatore Kovacevic, l’altro serbo Lisinac, nuovo acquisto così come il neo arrivato americano Aaron Russell.

Inutile sottolineare la regìa di Giannelli e il contributo di tutta la squadra, ad esempio Nelli che ha realizzato l’ace della vittoria.

Per il primo impegno ufficiale della stagione, Angelo Lorenzetti si affida al miglior sestetto possibile, che prevede Giannelli al palleggio, Vettori opposto, Kovacevic e l’ex di turno Russell in banda, Candellaro e Lisinac al centro e Grebennikov libero.

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La Sir Safety Conad padrona di casa nello starting six conta su De Cecco in regia, Atanasijevic opposto, l’attesissimo Leon e Lanza (alla prima contro Trento) schiacciatori, Ricci e Podrascanin centrali, Colaci libero.

PRIMO SET

Ad impattare meglio sulla partita è l’Itas Trentino, che con Giannelli e Rusell stampa subito due muri sugli attacchi di Leon (4-1); Perugia non si disunisce e recupera immediatamente lo svantaggio (6-6). I gialloblù hanno però grande compattezza in fase di break point e con Vettori, Lisinac e Giannelli (ace) provano a scappare di nuovo (14-11), ma gli umbri con Leon ora in palla scrivono di nuovo la parità a quota diciannove. Il rush finale è nel segno di Kovacevic (21-19) e Lisinac (24-22), spunti che consegnano il primo set già sul 25-22 (errore a rete di Lanza).

SECONDO SET

Il buon momento trentino continua anche nel secondo set, con i gialloblù che trovano il vantaggio sul 6-4 e lo tengono intatto anche nella parte centrale del parziale (13-11) grazie all’ottima fase di cambiopalla impostata di Giannelli. Kovacevic e Grebennikov in fase di break si esaltano spingendo i compagni al massimo vantaggio (18-14, time out Bernardi). Alla ripresa però il muro di Uros e quello di Lisinac aumentano il gap (22-16), prima che Leon cerchi di ricompattare la situazione (22-19, tempo di Lorenzetti). A scrivere il 2-0 (25-21) ci pensano i cambiopalla dell’ex di turno Russell.

TERZO SET

Il terzo set è un tremendo punto a punto. Trento riparte di nuovo bene, poi Perugia tira fuori 5 punti di seguito con la battuta supersonica di Leon che mette 4 ace. Una cosa fenomenale. Trento non molla e il finale è incandescente. Grebennikov si supera ancora su Leon anche quando i punti sembrano scontati. Un paio di punti al limite sul replay e la battuta finale di Nelli regalano il 26-24 e il 3-0.

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Sport Trentino

Dolomiti Energia Trentino, si torna in campo: sabato sera al PalaDozza l’avversaria è la neopromossa Fortitudo

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I bianconeri sabato sera affrontano per la prima volta in Serie A la Pompea Fortitudo Bologna nell’anticipo della dodicesima giornata di Serie A (palla a due alle 20.30, diretta su Eurosport Player anche alla Club House Aquila Basket)

La Dolomiti Energia Trentino affronta la Fortitudo per la prima volta in Serie A: dopo un paio di incroci in A2, le due “Aquile” si troveranno finalmente faccia a faccia nella massima serie nazionale che i felsinei hanno riconquistato con una cavalcata trionfale in A2 nella scorsa stagione.

Dopo la bella vittoria casalinga contro Brindisi segnata da un grande ultimo quarto, i bianconeri anche senza impegno di coppa hanno vissuto una settimana di intenso lavoro sul campo e in palestra, pronti ad entrare in quello che a partire dalla doppia trasferta di Bologna e poi di Gdynia in EuroCup (mercoledì 11 dicembre) sarà un vero e proprio “tour de force” che accompagnerà la Dolomiti Energia nel 2020.

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In un momento della stagione in cui Ale Gentile sta giocando con numeri da MVP della Serie A (quasi 16 punti, 4.1 rimbalzi e 2.9 assist di media in “appena” 24′ di gioco), Trento si gode anche la crescita costante di Andrea Mezzanotte. Il ragazzo bergamasco classe ’98 a quasi un terzo di stagione regolare in Serie A gioca 20′ di media segnando 8.0 punti e catturando 2.3 rimbalzi, e fra i giocatori di tutto il campionato con almeno cinque possessi giocati per partita è il terzo migliore assoluto come efficacia offensiva, visto che “Mezza” produce 1.31 punti per possesso, o se preferite tira con un irreale 67,6% di Adjusted Field Goal Percentage*.

Rispetto al gruppo che lo scorso anno ha dominato il girone Est di Serie A2 riportando la Fortitudo in Serie A sono state molte le conferme, in particolare quelle legate al nucleo “storico” formato dall’eterno Stefano Mancinelli, Daniele Cinciarini e Matteo Fantinelli: è rimasto anche il veterano Maarty Leunen (ex Cantù e Avellino solo per citare quelle con cui è stato avversario di Trento), lo hanno raggiunto giocatori esperti della categoria come il fromboliere Rok Stipcevic e il centrone ex Cremona Henry Sims. A guidare l’attacco dei biancoblù però sono il talento e la classe di Pietro Aradori (15,9 punti di media in 31′ di gioco) e l’energia del sorprendente esterno canadese Kassius Robertson (quasi tre triple di media con il 42% dall’arco e 15 punti a serata).

Insomma, il rampante coach Antimo Martino ha a disposizione un gruppo che sa entusiasmare e accendere un pubblico già caldissimo come quello del PalaDozza: lo spettacolo nello spettacolo sarà sulle gremite tribune del palazzetto di Piazza Azzarita.

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Sport Trentino

Mattia Bais «La freccia di Nogaredo» passa tra i professionisti

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Mattia Bais 23 anni di Nogaredo, dopo una stagione di altissimo livello con il team cycling friuli dove ha conquistato importanti risultati, nelle corse a tappe rumene, il tour of Bihor e il Sibiu Cycling Tour rispettivamente al sesto e ottavo posto finale e il secondo posto nella prestigiosa corsa a tappe Giro del Friuli, nel 2020 passerà  al ciclismo professionistico, con la prestigiosa squadra Androni Sidermec del team manager Gianni Savio e i direttori spostivi Ellena, Spezialetti, Cheula e Canciani

I  genitori Renato e Lorenza sostengono da sempre la carriera sportiva dei figli, oltre a Mattia infatti, il fratello Davide gareggia con gli under 23 e promette molto bene e l’altro fratello Denis invece, ora studente, prima si era cimentato anche lui nel ciclismo.

Mattia quando hai iniziato con il ciclismo?

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«Ho iniziato da giovanissimo con la società ciclistica di Mori poi con la Forti e Veloci di Trento e infine con il Montecorona di Palù di Giovo».

Che tipo di corridore sei?

«Sono un passista scalatore mi difendo molto bene sui percorsi ondulati, devo migliorare a cronometro, sto già lavorando per essere competitivo anche in quel settore».

Quanti km hai fatto in questa stagione?

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«27000, tra gare e allenamenti, circa 600 alla settimana, ma possono arrivare a 1000 con le gare a tappe».

Quali sono i tuoi obbiettivi per il 2020?

«Tra qualche giorno con la squadra parto per la Spagna dove in programma abbiamo, visite mediche e allenamenti nella zona di Benidorm. La mia stagione inizierà a febbraio con il trofeo Laigueglia, poi una corsa a tappe in Taiwan, il mio sogno è quello di partecipare al Giro d’Italia e al Tour of The Alps, ma tutto dipenderà da come vado nella prima parte di stagione».

Chi è il tuo corridore preferito?

«Alessandro De Marchi, un uomo squadra che sa vincere anche delle belle corse».

Con la nuova squadra come ti sei trovato?

«Molto bene, sono super organizzati, la squadra non ti fa mancare nulla, anche quando ho fatto lo stage erano entusiasti e contentissimi dei risultati ottenuti, non hanno esitato a farmi firmare il contratto biennale già nel mese di settembre».

Dei ciclisti professionisti Trentini chi ammiri di più?

«Sicuramente Cesare Benedetti uomo fondamentale per la squadra, molto disponibile e gentile anche fuori dalle competizioni ciclistiche».

Un grazie a chi?

«In primis la mia famiglia poi il mio preparatore Andrea Fusaz»

L’alimentazione è importante?

«Certamente è fondamentale, mangiare sano evitare cibi grassi e soprattutto un occhio alle porzioni, non resisto agli spaghetti al pesto e a un buon bicchiere di vino rosso Trentino».

Un consiglio ai giovani che si vogliono avvicinare al ciclismo

«Partire con calma non avere fretta dei risultati, le gare giovanili servono per conoscere questo sport, il vero corridore ciclista si vede da juniores e under 23, da lì in poi,bisogna pedalare forte».

Il tuo sogno?

«Vincere una tappa al Giro d’Italia magari quella del 2020 con arrivo a Madonna di Campiglio, un tappone dolomitico di 5000 mt di dislivello e oltre 200 km.»

A Nogaredo è nato il fan club Mattia Bais?

«Si il mio amico Mattia Spagnolli ha creato la pagina facebook e su Instagram, dove tutti mi potranno seguire, vedere le mie foto con i numerosi video della mia carriera cliccate mi piace mi raccomando!»

A cura di Graziano Calovi

 

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Sport Trentino

Attività sportiva in Trentino: calo preoccupante tra i 18 ed i 35 anni

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La ricerca elaborata dalla Scuola Regionale dello Sport del CONI in collaborazione con il Dipartimento Istruzione e Cultura della Provincia autonoma di Trento ha coinvolto 330 studenti e quattro Istituti Scolastici.

La presidente Mora: «E’ il risultato di una efficace collaborazione con le istituzioni politiche e scolastiche. Non possiamo permetterci che lo sport abbandoni la vita dei nostri ragazzi in un momento fondamentale per la loro crescita»

La classe dirigente dello Sport trentino si è riunita ieri pomeriggio, ore 18:30, al Sanbàpolis in occasione del secondo Consiglio Provinciale CONI 2019, convocato dalla presidente Paola Mora.

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La sala dedicata a Camillo Rusconi ha accolto l’assemblea formata da Presidenti e Delegati territoriali delle Federazioni Sportive Nazionali assieme ai rappresentati delle Discipline Sportive Associate, degli Enti di Promozione Sportiva, delle Associazioni Benemerite, dei tecnici e degli atleti. Un’occasione di confronto e verifica per il movimento sportivo provinciale chiamato con cadenza semestrale ad analizzare attività svolte, criticità e nuove prospettive in ambito locale.

Alla presenza dell’assessore P.A.T. con delega allo sport, Roberto Failoni e del professor Giuseppe Cosmi, coordinatore provinciale per l’educazione fisica, sono stati illustrati i risultati dell’indagine condotta dalla Scuola Regionale dello Sport del CONI in collaborazione con il Dipartimento Istruzione e Cultura.

«La ricerca ha un carattere prettamente esplorativo», ha precisato il direttore della Scuola Regionale dello Sport, Adriano Dell’Eva che ha curato analisi e presentazione dell’indagine in sala Rusconi.

«Abbiamo coinvolto 330 studenti, distribuiti su quattro macro aree territoriali per altrettanti Istituti Scolastici. Un campione con un’età media di 16 anni con formazione liceale. Il nostro obiettivo è stato quello di sondare il “clima motivazionale” che coinvolge i nostri ragazzi in un periodo così particolare, a metà strada tra fanciullezza e vita adulta. La scuola è senza dubbio nodo cruciale di una rete fatta di attività e relazioni. Questa istituzione può influenzare in maniera determinante l’approccio all’attività sportiva: favorirne la pratica ed allo stesso tempo l’abbandono precoce. L’ultima indagine statistica svolta nel 2017 su base nazionale dal CONI, conferma la vivacità del movimento sportivo giovanile nella fascia tra gli 8 ed i 13 anni. Tra i 18 ed i 35 anni si verifica, invece, un preoccupante calo fino alla ripresa in piena età adulta».

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«Il fenomeno è sotto gli occhi di tutti. Parliamo di numeri importanti, oggetto di dibattito ad ogni livello sportivo»precisa la presidente Mora.

«Lo sport giovanile ed il contrasto all’abbandono precoce è uno dei punti cardine della Giunta CONI Trento. Sviscerare questa dimensione non è cosa semplice perché è necessario unire le forze, coinvolgere non solo le istituzioni sportive, ma anche il mondo della politica e della scuola. Non possiamo permetterci che lo sport abbandoni la vita dei nostri ragazzi in un momento fondamentale per la loro crescita. Dai 14 ai 20 anni i giovani si “costruiscono”, non solo fisicamente: diventano persone. Lo sport può e deve dare un contributo importante: attraverso questa prima analisi abbiamo voluto gettare uno sguardo sulle percezioni dei nostri giovani. La collaborazione con le istituzioni politiche e scolastiche a livello provinciale si è rivelata essere proficua ed efficace ancora una volta. Ora fondamentali saranno i suggerimenti ed i contributi elaborati da tutti gli enti che costituiscono la famiglia CONI senza dimenticare società ed associazioni sportive del territorio. Ricordo che questa indagine ha visto anche il contributo del Comitato Trentino FIDAL. Ripartiamo da qui con l’obiettivo di indagare cause e conseguenze, cercare e sperimentare relative soluzioni concrete per provare ad invertire questa tendenza».

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