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Trento

Dubbi sulla fusione fra Trentino Network e Informatica Trentina, Bordignon (AGIRE): «Ecco come si svende l’Autonomia»

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A fronte di un ingente spesa, a carico dei contribuenti Trentini, (120 milioni di euro) per la realizzazione di un’infrastruttura in fibra di proprietà pubblica, la Provincia Autonoma di Trento cede il controllo della stessa, a Roma, tramite contratto di comodato d’uso a Open Fiber, società inhouse pubblica creata da Renzi, mantenendo solo il controllo e l’erogazione di servizi per la Pubblica Amministrazione, la parte più remunerativa, quella da affittare agli operatori di connettività viene affidata a Open Fiber.

Questa in concreto la denuncia di Sandro Bordignon candidato di Agire per il Trentino che ieri ha organizzato una conferenza stampa dove sono emersi particolari incongruenti sul lavoro fatto nel merito dalla Giunta Rossi.

Secondo Sandro Bordignon oltre a perdere l’autonomia nel controllo di un’infrastruttura cosi primaria e importante, si vanifica ogni possibilità di rientro di quanto speso, dovendo rinunciare alla possibilità di introitare direttamente i canoni di affitto della fibra agli operatori, a vantaggio di un Azienda Nazionale, che oltretutto non paga le tasse in loco.

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Ma tema di discussione ieri in conferenza è stata anche la fusione fra Trentino Network, azienda interamente pubblica, con Informatica Trentina.

«La società nata per creare e gestire la rete, Trentino Network, – è stato spiegato durante la conferenza –  sarà piano piano svuotata di capitale e competenze, il primo passo è la fusione con Informatica Trentina, motivata da un semplice “…..noi facciamo software e applicativi, Voi rete e servizi….. fa da sé che dobbiamo fonderci….” Come dire alla Fiat che sarebbe naturale fondersi con autostrade…La necessaria e naturale fusione, paventata inizialmente anche da piazza Dante, fino al contrordine dal governo Renzi, era fra Trentino Network srl e Dolomiti Energia Spa. Potendo utilizzare l’infrastruttura della distribuzione elettrica, la fibra ottica in casa sarebbe già una realtà per molti trentini, con un notevole risparmio di denaro e tempo di realizzazione, ne sono esempio vari Paesi Europei che hanno adottato questa soluzione e alcune virtuose realtà locali, Cedis (Storo), Asm (Tione) e Acsm (Primiero).»

Quello che poteva essere un piano strategico per il Trentino, si pensi solo alla relazione scuola – posti di lavoro, con possibilità di lavori altamente qualificati alla fine del percorso scolastico: tecnico giuntista di fibra, architetti di rete, tecnico di rete, specialisti in sicurezza, una ricaduta positiva dal punto di vista occupazionale e della conoscenza del nostro territorio, viene de facto immolato sull’altare della convenienza politica.

La Trentino Network possiede quindi le capacità di far crescere l’indotto industriale e con esso le entrate fiscali così importanti per la nostra Autonomia!

«La paura, di fatto,  – aggiunge Bordignon – è che la società creata ad hoc per creare e gestire la rete di fibra ottica venga svuotata delle proprie competenze e che i posti di lavori non vengano salvaguardati»

I due dipendenti e rappresentanti sindacali di Trentino Network Marcello Decarli e Giulio Francomanno, hanno chiesto alla nuova giunta che si insedierà dopo il 21 ottobre di ripensare a questa fusione. «Secondo noi,  – hanno spiegato – con questa fusione emergono troppi dubbi dal punto di vista dello sviluppo dell’azienda e sulle possibilità lavorative che potrebbero, invece, esserci se restasse completamente locale. Senza cessioni di parti di Trentino Network ad aziende nazionali. Basta guardare cosa hanno fatto in Alto Adige, che su questo tema sono rimasti profondamente legati al locale».

 

 

 

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Trento

A Castel Stenico concerto di liuti

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Giovedì 22 agosto ad ore 21.00 terzo e conclusivo concerto della breve rassegna estiva di musica da camera organizzata al Castello di Stenico dal Nuovo Ensemble di Trento.

Appuntamento alle ore 21 con l’ArciTrio, ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Protagonista del concerto di giovedì sarà l’ArciTrio, un trio di liuti formato da P. Prosser, E. Serafini e A. Baldessarini, che proporrà musiche di S. Landi, F. da Milan, B. Monzino, C. de Rore, G. Priuli, O. di Lasso, G. Coversi, P.P. Meli, J. Dowland e A. Falconiero.

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L’ArciTrio è un gruppo formato da tre liutisti che alternano brani originariamente scritti per questa formazione ad altri arrangiati o adattati dai componenti stessi nel tentativo di scandagliare le infinite possibilità sonore del loro ensemble.

L’ArciTrio vanta anche collaborazioni con le più importanti orchestre specializzate nella musica del seicento, ed è impegnato nel progetto ”A tribus testudinibus”.

In questo concerto Pietro Prosser è impegnato con il liuto in La, quello in Sol e con l’arciliuto; Eddy Serafini con il liuto in Re e con l’arciliuto; Alessandro Baldessarini con il Liuto in Sol, la ‘testudo nova’ e la tiorba.
Organizza il Nuovo Ensemble di Trento, in collaborazione con il Castello del Buonconsiglio di Trento e l’APT Terme di Comano.

Ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti.

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Trento

Minacce Fugatti, AGIRE: «Vicini al nostro presidente e contro l’odio dei balordi»

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Anche Claudio Cia e Agire per il Trentino esprimono vicinanza e solidarietà al Presidente Maurizio Fugatti diventato bersaglio di una inaudita cattiveria di persone senza volto e senza dignità.

«Le scritte ingiuriose apparse a Rovereto non solo dimostrano una grande ignoranza ma anche il fatto che l’istigazione all’odio non ha colore politico ma può colpire tutti, persino chi viene continuamente definito in modo offensivo come “populista”. Oltre a ciò, il fatto che alcune pagine Facebook dopo l’accaduto abbiano ironizzato sull’accaduto dimostra come l’irresponsabilità di certe persone non abbia limite»Dichiarano in una nota i vertici del movimento

«Le minacce di morte e il disprezzo sono armi spuntate di chi è privo di intelligenza. Vi ricorre chi non è capace di mettere a confronto pensieri diversi, chi non sa conversare da persona matura, chi ha bisogno di avere ogni giorno un nemico per poter giustificare la propria esistenza ed essere in perenne lotta. Caro Presidente, con te noi di AGIRE per il Trentino ci contrapponiamo a queste manifestazioni di odio con il lavoro e il rispetto, anche verso questi balordi, perché siamo convinti che non sia sputando veleno e calpestando l’avversario che si ottiene ascolto e rispetto».

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Trento

Consigliera di parità, Segnana: «Sorprendenti le dichiarazioni di Emanuele Corn»

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In relazione alle polemiche di questi giorni sugli organi di stampa riguardanti la riduzione delle indennità della figura della Consigliera di parità nel lavoro, l’assessore provinciale alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia, Stefania Segnana ritiene necessario precisare le ragioni della scelta presa dalla Giunta provinciale che riguarda una riconosciuta figura di garanzia dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici.

“La riduzione operata sull’indennità annua della Consigliera di parità nel lavoro non è dipesa da una valutazione estemporanea con la finalità di svilirne il ruolo, bensì da scelte responsabili di questa Amministrazione – commenta l’assessore Segnana -. Le origini della questione devono essere ricercate a monte di questa legislatura nelle scelte fatte da precedenti governi provinciali che hanno deciso di disciplinare con legge provinciale la figura della Consigliera di parità.”

“Una figura istituita dallo Stato e operante in tutte le Regioni il cui emolumento si assestava su circa 500 euro al mese e solo recentemente è stato aumentato a circa 10 mila euro annui.”

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“La Provincia autonoma di Bolzano ha fatto una scelta ancora diversa, attribuendo l’incarico di Consigliera di parità a una propria dipendente assunta con contratto a tempo indeterminato e a tempo pieno.”

“Contrariamente a ciò che avviene a Bolzano, nella nostra Provincia la legge prevede un concorso pubblico che selezioni per la durata della legislatura una figura di esperto che può continuare a svolgere parallelamente anche la propria attività professionale, una scelta questa che la Giunta provinciale non ha voluto mettere in dubbio proprio per garantire alla Consigliera di parità una posizione di assoluta indipendenza e terzietà, assicurando al contempo la possibilità di mettere a disposizione della cittadinanza una professionalità di alto livello”.

“Si deve inoltre evidenziare – prosegue l’assessore Segnana – che la Consigliera di parità non opera in solitudine, ma è supportata dall’Ufficio pari opportunità della Provincia, che segue tutti gli aspetti gestionali e amministrativi garantendo il funzionamento del servizio e l’attività della Consigliera.”

“Sulla base di tali considerazioni mi sorprendono alquanto le dichiarazioni di questi giorni di chi ha ricoperto l’incarico quest’ultima legislatura, (NdR – Emanuele Corn) circa il loro impegno in qualità di Consigliera/e di parità nel lavoro considerando che nel corso del loro mandato hanno potuto continuare a svolgere anche la propria attività professionale. Rispetto a tale aspetto, la Giunta provinciale è disponibile a valutare se un’effettiva totale disponibilità nei confronti dell’utenza – unica e reale priorità – possa essere meglio soddisfatta con un rapporto di tipo esclusivo, incompatibile con altre attività professionali.”

“Sempre in considerazione dell’importanza e della delicatezza dei temi trattati dalla Consigliera di parità nel lavoro – spiega ancora l’assessore provinciale – è necessario sottolineare che le risorse risparmiante per l’indennità verranno impiegate per la definizione di iniziative e progetti nel medesimo ambito, che saranno realizzate anche attraverso le sollecitazioni del Consigliera di parità.”

“La Giunta provinciale ha infatti condiviso l’ordine del giorno proposto dal consigliere Paolo Ghezzi, approvato in sede di manovra di assestamento, in base al quale sono già allo studio specifiche iniziative volte a promuovere una maggiore conoscenza degli strumenti che le donne hanno per difendersi dalla violenza di genere e dalla discriminazione, soprattutto sui luoghi di lavoro, nonché attività e progetti da realizzarsi sul territorio in collaborazione con le altre amministrazioni pubbliche.

“Sulla base delle predette considerazioni – conclude l’assessore Segnana – mi pare che le scelte della Giunta provinciale non possano essere criticate, ma attribuiscano alla figura dalla Consigliera di parità un corretto ed equilibrato riconoscimento per l’assoluta rilevanza dell’attività svolta a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori“.

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