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Rovereto e Vallagarina

Brentonico: alla biblioteca la presentazione del libro di Liliana Venuto

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Per la programmazione de “Gli Oracoli del Sabato”, la Biblioteca comunale di Brentonico ospiterà sabato 6 ottobre alle ore 17.00 la presentazione del libro “I Betta di Brentonico-Rovereto. Storia di una famiglia della Valle Lagarina attraverso tre secoli (XVII-XIX)”, con la presenza dell’autrice Liliana De Venuto e l’introduzione/moderazione di Tarcisio Andreolli.

La recente pubblicazione (maggio 2018) è frutto della collaborazione tra l’Accademia Roveretana degli Agiati, Edizioni Osiride ed i Comuni di Brentonico e Rovereto.

La narrazione storica dell’opera è incentrata su una famiglia della Val Lagarina, i de Betta di Brentonico-Rovereto, ma si allarga alla società ‘lagarina’ di cui riscostruisce vicende politiche e militari, nonché aspetti della società civile.

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Emergono – sulla scorta di fonti archivistiche, diari e presenze architettoniche – figure e personaggi non comuni e fatti di vita quotidiana legati ad accadimenti politici di portata europea: le guerre di successione polacca ed austriaca, le operazioni di confinazione effettuate durante il regno di Maria Teresa e l’istituzione dell’Accademia degli Agiati.

È una storia di ampio respiro quella dei de Betta. Fa da filo conduttore la vicenda di una famiglia di rilievo nella società regionale, con gli interessi materiali e i disegni di affermazione sociale, le strategie matrimoniali, le relazioni, le biografie personali che la caratterizzano.

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L’autrice ne ricostruisce la trama attraverso l’esplorazione di una sorprendente varietà di fonti, dai registri parrocchiali e dagli strumenti notarili indispensabili per accedere a dati oggettivi, a documenti ricchi di dettagli e di suggestioni come le Cronache di don Giovanni Battista Betta e Francesco Antonio Tartarotti.

Liliana De Venuto ha compiuto ricerche in ambito di storia del Trentino durante i secoli di Antico Regime.

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Assieme a Fiorella Cichi ha pubblicato La Regione dell’Adige, vol. primo, Storia del Trentino e dell’Alto Adige dalle invasioni barbariche alla fine del Medioevo (secoli V-XIV), La Regione dell’Adige, vol. secondo, La prima età moderna. Quattrocento e Cinquecento, I Betta di Brentonico-Rovereto. Storia di una famiglia della Valle Lagarina attraverso tre secoli (XVII-XIX).

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Rovereto e Vallagarina

Blitz dei ladri a Rovereto: razziati una quindicina di appartamenti

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Tra le vie Galilei, Da Vinci e del Murero i ladri tornano a colpire. La zona di Borgo Sacco infatti era stata presa di mira prima di Natale.

I malviventi solo nella giornata di domenica 19 gennaio hanno razziato una quindicina di appartamenti della zona

I cittadini sono ormai stufi ed esasperati.

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Nel quartiere vivono in maggior parte persone anziane, che sono ovviamente le più colpite perché facili da rapinare.

I bottini non sono neanche così  esorbitanti, ma ai ladri a quanto pare interessa solo la facilità del colpo. La situazione della zona non è delle migliori. Gli episodi di degrado nell’ultimo periodo stanno aumentando e sono molte le lamentele per i marciapiedi del quartiere che vengono continuamente sporcati dagli escrementi dei cani. Per ora nessuno ha  preso provvedimenti contro i proprietari degli animali. La situazione è diventata davvero difficile. I cittadini chiedono una maggiore presenza delle pattuglie e una presenza fissa del vigile di quartiere.

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Rovereto e Vallagarina

Rovereto capitale dei discount e supermercati. Il triste primato dell’Amministrazione Valduga

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Dopo appena 2 mesi dall’apertura in fretta e furia del discount MD, il sesto supermercato nello spazio di poco più di un chilometro, in via dell’Abetone, tra montagne di materiale da riporto (ancora oggi in bell’evidenza) sull’area “ex Marangoni Meccanica”, Rovereto si prepara ad incassare un altro duro colpo: l’apertura, questa volta a nord, sulla statale del Brennero (in località “Busa dei Cavai”), appena dopo lo stadio Quercia, di un altro discount, il secondo a marchio Aldi.

Tra pochi giorni, infatti, esattamente giovedì 30 gennaio, ecco che il colosso tedesco degli ipermercati aprirà il secondo punto vendita a Rovereto, un vero record, più che a Trento o in altri grandi città della penisola italica, dove è sbarcato appena due anni fa.

Un altro “traguardo” raggiunto dall’Amministrazione del sindaco Valduga, un’altra “medaglia” per una giunta che non intende mollare la presa, anzi, rilancia, candidandosi per un nuovo mandato alle elezioni comunali del 3 maggio prossimo con un’incredibile “faccia tosta”, a dispetto dei molti (ex) consiglieri di maggioranza che si sono stancati dei metodi da podestà del primo cittadino e di tutta una serie di provvedimenti che rischiano di dare un colpo mortale alla città della quercia.

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Nei giorni scorsi sulla stampa locale è apparso un articolo dall’emblematico titolo “Rovereto capitale del low cost”.

Questo il risultato delle lungimiranti politiche messe in campo dal sindaco Valduga e dalla sua ineffabile Giunta: da città del Mart e dell’università a capitale del low cost, da ”Atene del Trentino” a primatista di supermercati e superfici commerciali.

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Già avevamo scritto a novembre, in occasione dell’inaugurazione del discout MD sull’area ex Marangoni Meccanica, che lo scopo dei 5 anni di amministrazione del sindaco Valduga e degli assessori Tomazzoni (urbanistica) e Chiesa (commercio) era ormai stato smascherato: spostare il baricentro commerciale in periferia, concedendo tutto l’immaginabile (ed anche di più) a sedicenti “imprenditori”, cacciati da altri territori ed arrivati proprio nella seconda città del Trentino a fare le proprie speculazioni edilizie, acquistando a prezzo di saldo ad aste fallimentari terreni e comparti dismessi o abbandonati da anni, da trasformare e rivendere a lauto prezzo a primari player della Grande distribuzione organizzata.

Solo così si spiega il proliferare di superfici commerciali lungo l’asse via del Garda-via Abetone, laddove prima c’erano le grandi industrie ormai defunte, dove questa Amministrazione (con l’assessore Ivo Chiesa immancabilmente presente al taglio del nastro) può “vantarsi” di aver inaugurato l’Iper Orvea, poi il primo discount Aldi, quindi Despar (al posto del Superstore del Millennium Center) e a novembre anche MD.

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Ma non sarà finita qui perchè, dopo il secondo Aldi che aprirà i battenti il 30 gennaio in via Brennero, va ascritto a tutto “merito” (si fa per dire) dell’Amministrazione Valduga anche la futura apertura dell’ipermercato Eurospin sull’area “La Favorita”, sempre in via del Garda, grazie anche all’ormai famosa deroga urbanistica votata a maggioranza (con anche il voto favorevole di 2 consiglieri del PD, in teoria all’opposizione ma, come si è visto negli ultimi giorni, ormai prossimi a salire sul carro di Valduga) dal Consiglio comunale il 2 aprile 2019.

A quel punto il primato diverrà davvero irraggiungibile: ci saranno 7 supermercati, discount o ipermercati che dir si voglia nello spazio di poco più di un chilometro.

Con il nuovo Aldi a nord, a 300 metri dal discount Eurospar di viale Trento e con una situazione viabilistica che diventerà esplosiva perchè al “fagiolone” di S. Ilario (una rotatoria dalla forma assurda e che rallenta il traffico invece che fluidificarlo) già attualmente transitano oltre 11 mila veicoli al giorno, con lunghe code che si formano nelle ore di punta in direzione sud (che arrivano fino a Volano e spesso anche oltre).

In Comune qualcuno ha calcolato l’impatto dell’apertura di un nuovo supermercato lungo quest’arteria già oggi così congestionata?

La risposta è scontata ma la questione resta aperta perchè tutti i veicoli in uscita dal nuovo Aldi dovranno obbligatoriamente svoltare a destra e, se vogliono andare verso sud, percorrere tutto il “fagiolone” di Sant’Ilario e tornare indietro.

Scommettiamo quanti osserveranno quest’obbligo? Basta andare davanti al MD per verificare quanti oggi osservano il divieto di svolta a sinistra sia in entrata che in uscita su via Abetone. Dati certi e potenzialmente in grado di provocare incidenti anche seri.

Dal 30 gennaio un nuovo punto di attrazione commerciale contribuirà a spopolare ulteriormente il centro cittadino, dove ancor oggi combattono e si immolano oltre 400 piccoli imprenditori, che danno lavoro ad oltre 1500 addetti e alle loro famiglie, che con orgoglio e fierezza credono ancora nella possibilità di rinascita della loro città ma che, giorno dopo giorno, vedono l’Amministrazione Valduga smantellare inesorabilmente lo status quo per creare in periferia strutture di richiamo, alla faccia dei proclami sbandierati e puntualmente disattesi.

Molti cittadini ed imprenditori, però, guardano già alla prossima scadenza elettorale, il 3 maggio ormai non è lontano.

Questa sarà l’occasione per invertire la rotta e valutare con obiettività I fatti degli ultimi 5 anni e le tante promesse non mantenute.

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Rovereto e Vallagarina

Presentato ieri al Mart il video del progetto “Sulle tracce della storia”. I ciclisti di Avio sul percorso dei prigionieri trentini

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“Sulle tracce della storia” è un progetto voluto e attuato dall’Associazione Dilettantistica “S.C. Avio” nell’estate del 2019 e ieri, presso la Sala Conferenze del Mart, è stato presentato il video del percorso dalla Russia al Trentino.

Si tratta di un viaggio di tremila chilometri fatto in bicicletta lungo un significativo percorso storico; quello dei soldati trentini catturati sul fronte orientale durante la Grande Guerra e relegati nei campi di prigionia russi.

È la storia di un tragitto su due ruote emozionante, faticoso e spettacolare. «Le persone in che abbiamo conosciuto lungo il percorso, le diverse culture incontrate, le difficoltà e le gioie vissute insieme. Questo viaggio non lo dimenticheremo». Spiegano i ragazzi che da Kirsanov sono tornati pedalando fino alla tenuta di San Leonardo (Avio).

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Ma perché proprio questo itinerario? – Nei campi di prigionia russi furono rinchiusi molti soldati delle Dolomiti che furono costretti a percorrere lunghi viaggi a piedi per tornare dai propri cari. Uno di questi è lo stesso tragitto mostrato dai ciclisti aviensi. Tanti prigionieri furono aiutati dalla marchesa Gemma Guerrieri di Gonzaga, una nobildonna che ad un certo punto della sua vita decise di intraprendere una azione umanitaria degna di nota.

La donna, nonna di Carlo Guerrieri Gonzaga, attuale proprietario della tenuta di San Leonardo dove essa ha vissuto e compiuto la sua opera, fu casualmente coinvolta nella ricerca di un soldato nel 1914. Da qui ebbe il via una azione appassionata di ricerca e aiuto che continuò fino alla sua morte. Grazie a lei migliaia di soldati riuscirono a rientrare a casa, molti ricevettero le lettere dei loro cari, ma anche materiali, vestiti e molto altro.

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Presente ieri anche l’Assessore di Avio Franchini, che spiega: «sono doppiamente coinvolto in questo evento, sia per una fase strutturale ma soprattutto emotiva. Mio nonno fu uno dei soldati del percorso, ho seguito con orgoglio questo progetto portato avanti con passione».

«I ciclisti -come spiega Luisa Pachera che ieri ha presentato l’evento-, sono partiti con due furgoni. Carichi di bicilette, speranze e grandi ambizioni hanno attraversato 7 paesi».

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«Le istituzioni ci hanno aiutati molto, abbiamo ricevuto un ottimo trattamento sia dalle autorità italiane che da quelle estere» dicono i ciclisti.

La fase preparatoria è durata tre anni, spiega Antonio Benvenuti, ideatore del progetto e ciclista. I ragazzi hanno pensato alla sicurezza, all’itinerario, al cibo, agli alloggi…ma non potevano prevedere tutto.

Ecco quindi che raccontano sul palco diversi aneddoti divertenti del loro tour; dal fatto che si sono trovati a comunicare via radio, ai particolari e stravaganti hotel dove hanno dormito. Tra pit stop a base di soppressata, perché il sapore di casa non può mai mancare, e strade dissestate, i ciclisti non hanno mai mollato.

100, 150 e addirittura 180 km al giorno per tornare a casa, la fatica di certo si faceva sentire ma il calore dimostratogli dai comuni trentini che li sostenevano, dagli sponsor e dai follower che immancabilmente su Instagram commentavano e seguivano il loro percorso, ha allietavo le loro fatiche.

Quello che più gli ha soddisfatti però, spiegano, è stata l’anima di questo progetto e la storicità che hanno potuto toccare con mano. Non sono mancati infatti momenti di celebrazione e riflessione. Per esempio, quando sono arrivati in Russia con i furgoni, prima di iniziare il loro percorso di ritorno in bici, si è tenuto un momento significativo presso il camposanto.

Interviene ieri, nella sala del Mart, anche Katerina (una delle interpreti che hanno affiancato i ragazzi all’estero). «In Russia si ha profondo rispetto per queste vicende storiche. Quando si è sparsa la voce dell’arrivo dei ciclisti italiani i cittadini hanno voluto incontrarli e vivere con loro il momento commemorativo». Spiega la ragazza.

Antonio Benvenuti chiarisce anche le origini dell’idea del progetto. «Si è trattato di una scintilla scoccata proprio nella chiesa di San Leonardo. Le emozioni provate in questo percorso sono indescrivibili e la sensazione di calore ricevuta da tutti coloro che ci sono stati vicino è qualcosa di molto speciale. Ci sono stati momenti duri ma eravamo pronti a vivere questo percorso».

L’iniziativa gode del patrocinio del Coni di Trento e infatti Paola Mora, presente all’evento di ieri, non ha potuto che spendere belle parole per i ragazzi di Avio. «Grazie per aver voluto coniugare lo sport con una storia così particolare. Questo percorso si basa su un qualcosa di doloroso, si parla di generazione mancata, però l’umanità e la presa in carico delle differenze degli altri di questa famiglia trentina che si mette in gioco è qualcosa di estremamente positivo. Mai come in questa epoca storica si parla dei valori dello sport, ma lo sport non ha valori a prescindere… li ha se le persone che lo praticano li dimostrano. Penso che qui i valori dello sport siano fatti vivere con passione».

Cameraman ufficiale del percorso e ideatore del video esposto ieri è Tommaso Prugnola mentre Luisa Pachera ha avuto il ruolo di consulente storica del progetto. Presentato durante la serata anche il nuovo libro curato dalla stessa Pachera.

«Si tratta di un libro molto particolare perché si presenta come un “doppio diario” che descrive il viaggio dei ciclisti e fornisce allo stesso tempo nozioni storiche sull’epopea vissuta dai prigionieri del passato» ha concluso.

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