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Speciale elezioni 2018

Mauro Pericolo (AGIRE): «Un vero e proprio piano Marshall per la scuola trentina»

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Oggi 4 ottobre 2018 a poco più di due settimane dal voto Mauro Pericolo rilascia alla Voce del Trentino quello che può essere definito il suo manifesto per la scuola.

«Cambieremo il sistema scolastico trentino – ha esordito Pericolo – salvando ciò che c’è di buono che è principalmente legato al grande lavoro che hanno fatto e continuano a fare gli insegnanti e all’impegno profuso da molti studenti in progetti di particolare valore innovativo e culturale».

Per Mauro Pericolo candidato nel movimento «Agire per il Trentino» va innanzitutto modificato l’intero impianto normativo che riguarda le modalità di assunzioni,  il settore della formazione docenti, i programmi di sviluppo delle competenze linguistiche.

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Totale riforma del piano del  trilinguismo e ridefinizione dei contenuti e degli obiettivi da raggiungere in termini di competenze di lingue straniere,  che dovranno puntare nella direzione integrativa della formazione e non certo sostitutiva di quelle che sono le competenze di base.

«Per cui, sia in termini di risorse umane, – aggiunge Pericolo – sia in termini di risorse orarie ed economiche la valorizzazione delle competenze linguistiche avverrà in un’ottica di integrazione del sistema e non certo di sostituzione di quelle che sono le risorse da dedicare al curricolo di base dei ragazzi che in questi anni ha registrato una pericolosa tendenza verso il basso: parlano e scrivono male l’italiano e conoscono poco la storia, la geografia e le regole civiche del ns sistema.

Dobbiamo puntare ad un sistema di qualità che sia capace di fornire strumenti adeguati ai nostri studenti per affrontare il futuro e farlo con strumenti moderni, ma con la concretezza delle competenze misurate con test effettivi  e non certo – sottolinea Pericolo– autoreferenziale come avvenuto fino ad oggi. Bisogna inoltre consentire alle famiglie di poter scegliere gli indirizzi educativi dei propri figli sin dalla scuola di primo grado: questa è la partecipazione a cui hanno davvero diritto i genitori, senza ingerenze nel lavoro dei docenti, ma scegliendo a priori gli indirizzi formativi per i propri figli».

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Per Mauro Pericolo alla fine il piano Trilingue e le sue metodologie sono state letteralmente imposte a genitori e docenti con i fallimenti sotto gli occhi di tutti.

RECUPERO DEL RAPPORTO DOCENTI – GENITORI – E’ necessario recuperare e rinforzare la relazione tra scuola e famiglia che deve essere scevra da preconcetti e contrapposizioni ideologiche. Assistiamo troppo spesso a casi di ingerenze o addirittura minacce ai docenti da parte di genitori che davvero in alcuni casi sono i veri bulli della situazione. Genitori e docenti hanno il dovere di costruire relazioni positive per il bene comune dei ragazzi cittadini del futuro, senza ingerenze inappropriate da un lato e arroccamenti di posizioni dall’altro.

Anche su questo aspetto la giunta uscente ha alterato questo conflitto stimolando spesso i dirigenti a fare da sportello delle lagnanze dei genitori ( spesso amici) contro i docenti anziché  farli dialogare. I danni causati nel sistema sono tali che  Rossi ed i suoi fidi  dirigenti andrebbero citati in giudizio per risarcimento danni e non è escluso che non lo faremo, una volta che controlleremo davvero la qualità del sistema potendo accedere ai dati e potendo verificare di fatto lo stato dell’arte del sistema stesso. 

VALORIZZAZIONE DEL PERSONALE SCOLASTICO IN TUTTI I GRADI E LIVELLI – La valorizzazione dei docenti e dell’intero personale scolastico passa attraverso un riequilibrio dei rapporti tra dirigenza e docenza. Un punto critico del sistema  che, secondo Pericolo,  sta portando in molti casi ad una vera e propria occupazione delle istituzioni scolastiche da parte di dirigenti sergenti con tutto il loro seguito di caporali di giornata all’interno del sistema scolastico.  Bisogna predisporre, quindi, un impianto normativo che dia ai dirigenti gli strumenti giusti per operare e dirigere in maniera corretta, snella ed  adeguata le istituzioni scolastiche, ma al tempo stesso ci siano strumenti di controllo sul loro operato e non si generino gli abusi di cui siamo testimoni diretti verso il personale scolastico che vive ormai una condizione di disagio esasperato.

DIRITTO DOVERE AD UNA COSTANTE ED ADEGUATA FORMAZIONE – Altra questione fondamentale da analizzare nel sistema scolastico e certamente la modalità con cui dovrà essere realizzata la formazione.

L’ente IPRASE è da riformare completamente, a se non da abolire. Basta solo osservare che sino ad oggi questo ente, i cui vertici sono di diretta nomina della giunta, quindi uno strumento per fare politica e passerella nella scuola anziché uno strumento per la formazione del personale scolastico, si è rivelato del tutto inadeguato a garantire  il bisogno formativo di tutto il personale scolastico, compreso quello tecnico amministrativo che deve barcamenarsi ogni giorno tra richieste di servizi da parte degli utenti ed inadeguatezza di mezzi e risorse per farlo.

Che dire poi del fatto che viene finanziato non solo con soldi pubblici, ma anche e soprattutto con i soldi sottratti ai docenti dalla giunta Rossi che non ha riconosciuto il bonus di €500 che invece nel resto d’Italia viene dato ad ogni docente ed è persino cumulabile da spendere per la formazione.

Una indebita appropriazione di fondi. Fondi giustamente, legittimamente ma inutilmente attesi dai docenti che hanno invece foraggiato le casse di un ente gestito con una visione personalistica della formazione.

Un punto nevralgico, quindi,  nella riqualificazione del personale scolastico oggi è la formazione  

Diritto dovere una formazione costante reale ed effettiva con mezzi risorse e tempi necessari per la qualificazione del proprio profilo professionale pertanto una riscrittura anche di buona parte del contratto che ad oggi è stato improntato solo ed esclusivamente con la complicità dei sindacati che hanno sempre sorretto la sinistra al governo nella direzione di sfruttare il più possibile il monte ore dei docenti riducendoli spesso a burocrati che redigono verbali e perdono intere giornate a fare riunioni inutili.

Noi puntiamo alla formazione concreta, alla programmazione scolastica non solo collegiale ma anche soprattutto quella individuale  valorizzando anche le competenze personali e peculiari di ogni singolo soggetto.

Ciò può avvenire soltanto con una incisiva  modifica del profilo giuridico del docente .

Non è possibile assistere ancora oggi dopo decenni e decenni di riforme in materia scolastica a docenti che entrano ed escono dopo 40 anni con lo stesso identico profilo giuridico, senza alcuna diversificazione di merito tra chi ha dato tanto al sistema scolastico migliorando se stesso, producendo tanta innovazione ta,nto servizio ,sforzandosi nelle classi difficili e con bisogni speciali e producendo davvero qualità per il sistema,  in maniera identica a chi invece si è cullato sugli allori sulla propria posizione di ruolo, proponendo le stesse identiche e ripetitive lezioni copiate incollate da anno in anno.

Bisogna creare invece un profilo giuridico capace di far avanzare la qualificazione del personale in relazione alla propria capacità di miglioramento e di risposta al servizio educativo di cui oggi necessariamente hanno bisogno le nuove generazioni e soprattutto una società che deve crescere e rispondere all’evoluzione del mondo globale. La premialità proposta da Rossi è solo ridicola ( sembra il panettone a Natale che davano un tempo).

Quindi una riqualificazione del sistema lontano dalle scene di propaganda, da progetti propagandistici e puramente di facciata, ma formazione e collaborazione attiva tra soggetti coinvolti.

 

RISTRUTTURAZIONE DI ALCUNI GRADI DI FORMAZIONE – La scuola dell’infanzia e la scuola professionale non possono più essere gestiti in maniera disorganica è scoordinata da enti privati o più o meno tali, pur ricevendo fondi pubblici e risorse economiche consistenti. Bisogna riportare la gestione della scuola dell’infanzia sotto un unico ente che non può essere che quello provinciale con un unico contratto che va riportato nel contratto docenti e non negli ATA.

Un unico sistema di assunzione e di gestione dell’intero impianto del servizio stesso.

Identico ragionamento va fatto per le scuole professionali che vanno fortemente riqualificate, e nelle quali bisogna investire seriamente perché sono davvero una straordinaria risorsa di recupero di forze importanti della nostra società, di ragazzi che possono dare davvero tanto e che invece vengono lasciati a se stessi.

La formazione professionale può rappresentare il passo immediato e concreto verso il mondo del lavoro per tanti ragazzi che vogliono immediatamente vivere l’esperienza positiva è straordinariamente costruttiva del lavoro. La vera rivoluzione scuola – lavoro passa da investimenti seri e concreti

MOLTI CONTRATTI VANNO RISCRITTI, MA ANCHE LA RAPPRESENTATIVITÀ SINDACALE – Negli ultimi 10-15 anni abbiamo assistito ad un progressivo depauperamento dei diritti riconosciuti all’interno dei contratti di tutto il comparto scuola, a cominciare dai docenti, ma anche in modo significativo nel contatto ATA. Ne sono la prova gli ultimi due contratti sottoscritti a giugno e qualche settimana fa per gli ATA,  una pericolosissima squalificazione di ruoli e di competenza da parte di un personale che va invece valorizzato è premiato per l’impegno che può dare e che in grado di dare nell’ambito del servizio scolastico.

Siamo assolutamente convinti che valorizzare e premiare Il personale non è una spesa ma è un investimento intelligente e che porta un ritorno di formazione e di qualità del sistema che qualifica e risponde ad esigenze dell’intera società.

Nei prossimi giorni pubblicheremo i nostri commenti tecnici riguardo alle agli aspetti peculiari dei singoli contratti sottoscritti da organizzazioni sindacali che ormai sembrano non sapere più leggere nemmeno nella documentazione che l’APRAN  gli sottopone .

Ciò è provato dal fatto che pur avendo firmato contratti che dicono una cosa vanno nelle assemblee sindacali a raccontarmi un’altra a docenti e personale ATA.

Una vicenda quella Trentina che ha toccato davvero il fondo.  A tal proposito è fondamentale che venga ripreso la legge sulla rappresentatività perché gli unici sindacati italiani che non rispondono al personale che non chiedono al personale cosa ne pensano di un contratto prima di firmarlo sono proprio i sindacati trentini.

È una vergogna che non può più accettarsi e dobbiamo assolutamente rivedere la modalità con cui viene rappresentato il personale da organizzazioni che hanno consolidato e ristrutturato il loro potere con norme di garanzia solo ed esclusivamente per il loro status quo.

STABILIZZAZIONE DEI PRECARI –  Una stabilizzazione che non passerà certamente attraverso concorsi grotteschi e controllati verso docenti che insegnano da decine di anni già nel sistema scolastico trentino e che hanno alle loro spalle anni e  anni di esperienze e di titoli acquisiti. Troppe false procedure di stabilizzazione in questi anni. Se si pensa a quanti concorsi ordinari e gestiti come sappiamo la giunta uscente ha qualificato come stabilizzazioni o quanti part-time vengono chiamati stabilizzazioni : insomma il gioco delle tre carte , prendi un solo contratto lo dividi in due o addirittura tre e dici di avere stabilizzato tre persone. Che concorsi si possono chiedere poi a docenti che insegnano da 10-15–20-25- o addirittura 30 anni ? Siamo ridicoli!

Procedure di stabilizzazione serie, quindi, che puntino alla conversione dei rapporti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato con un adeguato riconoscimento di anzianità di carriera. In questa ottica proporremo la soluzione dell’annosa e vergognosa vicenda dei Diplomati Magistrali, che fa da pilota ad altre questioni come quella dei docenti con titoli PAS, TFA, AFAM ed ITP. Una  vicenda questa del valore abilitante dei titoli che mi ha visto protagonista solitario nel mondo sindacale di una battaglia senza esclusione di colpi. Ma oggi in questa campagna elettorale lo diciamo con chiarezza, che sia chiaro una volta per tutte, i titoli mantengono il loro valore abilitante in via permanente e non scadono come i latticini. Per questi docenti procedura di stabilizzazione con l’inclusione in una graduatoria per l’immissione in ruolo che tenga conto di titoli e servizi, dando ad ogni cosa il suo giusto valore. Diplomati magistrali e altri diplomati con valore abilitante entrano in graduatorie ad immissione in ruolo tanto quanto possono entrare i laureati in Scienze della formazione o abilitati con altri percorsi.

La diversificazione tra questi deve avvenire solo sulla base del punteggio:  giustamente una laurea deve avere un valore evidentemente superiore ad un diploma in termini di punteggio, ma non come diritto di  di accesso alla graduatoria stessa. Vanno anche riviste tutte le tabelle punti che hanno creato palesi discriminazioni squalificando alcuni titoli ed esaltandone altri.

In conclusione ….

Questa è la ns proposta per la scuola fiduciosi di poter dare ai nostri elettori ai cittadini trentini e a chiunque vive e lavora stabilmente su questo territorio la dignità e l’orgoglio di essere parte di un grande progetto politico sociale autonomistico che può rappresentare un modello per l’Italia ed Anche Oltre..

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