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Italia ed estero

Bambina ritrovata in una tribù aborigena 4 anni dopo la scomparsa: non sa leggere e scrivere

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La polizia australiana ha localizzato Layla Leisha quattro anni dopo la sua scomparsa.

La bambina, di circa 11 anni, è stata trovata in una tribù aborigena a circa 200 chilometri dalla sua città natale, Calliope, un comune di circa 3.050 abitanti situata nell’Australia orientale.

La minore, che è stata trovata domenica scorsa dagli agenti, è già con la sua famiglia, come riportato da diversi media locali. Quando lei scomparve, la ragazza aveva sette anni.

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Quel fine settimana era con suo padre, Eric Shem Leisha, dal momento che spettava a lui, per il regime delle visite, prendersi cura di lei, dato che i suoi genitori erano divorziati.

La comunità aborigena in cui Leisha è vissuta fino a domenica scorsa è a Woorabinda, a circa 200 chilometri da Calliope, secondo il Daily Mail.

Nella dichiarazione della polizia, gli agenti hanno solo confermato il ritrovamento della minore, senza dare dettagli sul tuo stato di salute o su come ha trascorso gli ultimi quattro anni.

Alcuni media locali citano diversi esperti nel recupero dei bambini smarriti che mettono in guardia sulle difficoltà che la bambina potrebbe incontrare nel reintegrarsi nella società.

In particolare, lo psicologo Col Chapman, esperto nel recupero di bambini scomparsi che ha visto Leisha ha dichiarato: “Non va a scuola e riesce a malapena a leggere o scrivere, c’è una vera preoccupazione per la sua salute”.

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Italia ed estero

Brandmüller e Burke: «Dove sta andando la Chiesa?»

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“Dove sta andando la Chiesa?”. Alla vigilia del vertice mondiale sul dramma degli abusi, che si è aperto giovedì in Vaticano, la domanda è posta ai presidenti delle Conferenze episcopali da due cardinali, Walter Brandmüller e Raymond Leo Burke, con la lettera aperta che qui pubblichiamo.

Secondo i due porporati, le radici del fenomeno degli abusi affondano in quel misto di materialismo, relativismo ed edonismo che da tempo è entrato anche nella Chiesa.

Per spiegare gli abusi generalmente si fa ricorso al concetto di “clericalismo”, ma, scrivono Brandmüller e Burke, la questione primaria non è l’abuso di potere, bensì l’essersi allontanati dalla verità del Vangelo.

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Brandmüller e Burke (già firmatari, con i cardinali Caffarra e Meisner, dei dubia inviati al papa nel 2016, e ai quali Francesco non ha mai risposto) concludono la loro lettera ai presidenti delle Conferenze episcopali con un appello: “Vi incoraggiamo ad alzare la voce per salvaguardare e proclamare l’integrità della dottrina della Chiesa”.

LETTERA APERTA AI PRESIDENTI DELLE CONFERENZE EPISCOPALI – Cari confratelli, presidenti delle Conferenze episcopali, ci rivolgiamo a Voi con profonda afflizione!

Il mondo cattolico è disorientato e si pone una domanda angosciante: dove sta andando la Chiesa?

Di fronte alla deriva in atto, sembra che il problema si riduca a quello degli abusi dei minori, un orribile crimine, specialmente quando perpetrato da un sacerdote, che però è solo parte di una crisi ben più vasta. La piaga dell’agenda omosessuale è diffusa all’interno della Chiesa, promossa da reti organizzate e protetta da un clima di complicità e omertà. Le radici di questo fenomeno evidentemente stanno in quell’atmosfera di materialismo, di relativismo e di edonismo, in cui l’esistenza di una legge morale assoluta, cioè senza eccezioni, è messa apertamente in discussione.

Si accusa il clericalismo per gli abusi sessuali, ma la prima e principale responsabilità del clero non sta nell’abuso di potere, ma nell’essersi allontanato dalla verità del Vangelo. La negazione, anche pubblica, nelle parole e nei fatti, della legge divina e naturale, sta alla radice del male che corrompe certi ambienti della Chiesa.

Di fronte a questa situazione, cardinali e vescovi tacciono. Tacerete anche Voi in occasione della riunione convocata in Vaticano il prossimo 21 febbraio?

Siamo tra coloro che nel 2016 interpellarono il Santo Padre sui dubia che dividevano la Chiesa dopo le conclusioni del Sinodo sulla famiglia. Oggi quei dubia non solo non hanno avuto risposta, ma sono parte di una più generale crisi della fede. Perciò, Vi incoraggiamo ad alzare la voce per salvaguardare e proclamare l’integrità della dottrina della Chiesa.

Preghiamo lo Spirito Santo perché assista la Chiesa e illumini i pastori che la guidano. Un atto risolutore ora è urgente e necessario. Confidiamo nel Signore che ha promesso: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20).

Walter Card. Brandmüller – Raymond Leo Card. Burke

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Italia ed estero

Scandalo diamanti, 100 mila i truffati. Le banche cominciano a rimborsare

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Nella truffa sono complessivamente coinvolti oltre 100 mila investitori.

Centinaia i truffati anche in Trentino.

Adiconsum ne sta tutelando circa 2500 in tutta Italia per un controvalore di 60 milioni di euro.

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Una gigantesca truffa sono coinvolte inconsapevolmente anche molte banche.

Le banche coinvolte nello scandalo a detta di Adiconsum sono Unicredit, intesa san Paolo, MPS e BancoBPM che sono state già tutte sanzionate dall’Antitrust.

Poi a macchia di leopardo coinvolte anche qualche BCC, UBI e qualche altro istituto di cui però non abbiamo segnalazioni  particolari (non sono state sanzionate ne menzionate).

Unicredit, Intesa-Sanpaolo e Banca MPS di fatto dopo il reclamo hanno rimborsato e rimborsano attraverso un iter interno della durata da 1 a 3 mesi (siamo nell’ordine di poche migliaia di pratiche complessivamente)

Con il BancoBPM Adiconsum ha firmato un protocollo di conciliazione con tavoli in diverse province(ipotizziamo da 60/80.000 pratiche c.a.).

I territori maggiormente coinvolti sono soprattutto il Nord Est, l’Emilia, la Lombardia e la Liguria; poi abbiamo casi sporadici in Piemonte, Toscana e nel Lazio.

Nel Nord Est si caratterizzano per importi mediamente importanti che vanno dai 30/40 mila euro, ma anche con investimenti da 100/150 mila euro e punte da 200/300 mila euro.

In Lombardia la media degli importi è più bassa, siamo in media 20/25 mila euro, ma anche con punte di 150 mila e casi da 350 mila.

La Liguria ha medie anche più elevate del Nord Est. Piemonte, Emilia e Toscana medie simili alla Lombardia.

La casistica va da: VIP(che non sono tutelati da Adiconsum), pensionati (con investimenti molto variegati), lavoratori autonomi (parrucchiere, idraulici ecc), lavoratori dipendenti.

Si segnalano casi di investitori che nemmeno avevano il deposito titoli, ma solo il conto corrente a cui è chiesto di investire in diamanti magari la propria liquidazione in quanto la fabbrica aveva chiuso i battenti.

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Italia ed estero

A22, a Verona la nebbia porta all’inferno: maxi tamponamento a catena, un morto e 20 feriti

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Nel veronese la nebbia fittadi questa mattina (21 febbraio) in A22 ha scatenato l’inferno con un maxi tamponamento che ha coinvolto più di 100 veicoli e provocato un morto.

Ben sette squadre di Vigili del Fuoco sono intervenute per soccorrere gli automobilisti rimasti bloccati e per ripristinare le condizioni di sicurezza nelle aree interessate dagli incidenti.

L’allarme era scattato poco prima delle 9 tra i caselli di Nogarole Rocca e Verona Nord all’altezza di Vigasio.

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Sono stati chiusi i caselli di Nogarole Rocca, Mantova Nord, Mantova Sud, Pegognaga, Reggiolo/Rolo e Carpi con traffico in tilt in entrambe le direzioni.

Situazione critica anche in A1, a sud di Milano. Un tratto dell’autostrada tra Milano sud e Basso Lodigiano è rimasto chiuso fino alle 15 circa.

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