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Giovedì Confcommercio presenta i dati del mercato immobiliare Trentino

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Si terrà giovedì 4 ottobre alle ore 10, nella Sala Giunta al settimo piano della sede di Confcommercio Trentino, in via Solteri 78 a Trento, la presentazione dei dati sulle compravendite immobiliari dell’intera provincia di Trento per il secondo quadrimestre del 2018.   

All’incontro parteciperanno Severino Rigotti, presidente di Fimaa Trentino, Paolo Borzaga Luigi Del Rosso, Agenzia delle Entrate, ed il notaio Arcadio Vangelisti dello Studio Notai Associati di Trento.

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Mercato immobiliare in Trentino, prosegue la crescita nel secondo quadrimestre del 2018

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Prosegue anche nel secondo quadrimestre del 2018 il trend positivo delle compravendite immobiliari nella provincia di Trento. Con un aumento del 17,97% complessivo nei primi otto mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, il mercato dimostra di mantenersi stabile nelle proprie dinamiche. (altro…)

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Dati ISTAT: Mercato immobiliare in ripresa

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Nel I trimestre 2018, secondo i dati diffusi da ISTAT, le convenzioni notarili di compravendite o relative ad atti traslativi a titolo oneroso per unità immobiliari (pari a 176.687) crescono dello 0,6% rispetto al trimestre precedente (+0,5% il settore abitativo e +1,3% l’economico).

Per il complesso delle transazioni l’incremento congiunturale interessa le Isole (+8,4%) e, in misura più lieve, il Sud e il Centro (+0,9% entrambi); risulta in flessione il Nord-ovest (-1,0%). Il settore abitativo segue sostanzialmente l’andamento generale.

Il comparto economico segna valori positivi nelle Isole (+4,0%), al Centro (+2,5%) e nel Nord-ovest (+1,9%); resta sostanzialmente stabile nel Nord-est e nel Sud (-0,1% per entrambi).

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Su base annua le transazioni immobiliari crescono complessivamente del 4,2% (il settore abitativo +4,4% e l’economico +2,1%).

Rispetto al I trimestre 2017, l’incremento registrato nei primi tre mesi del 2018 riguarda tutte le aree geografiche del Paese per l’abitativo: Isole (+10,9%), Sud (+6,9%), Centro (+4,2%), Nord-est (+3,9%) e Nord-ovest (+2,1%). Il settore economico cresce al Centro (+5,9%), al Sud (+3,4%), nelle Isole (+2,9%) e nel Nord-est (+0,8%); fa eccezione il Nord-ovest, con un lieve calo (-0,2%).

Si osserva un incremento su base annua sia nelle città metropolitane sia nei piccoli centri: per l’abitativo rispettivamente +3,5% e +5,2%, per l’economico +3,4% e +1,2%.

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Il 94% delle convenzioni stipulate riguarda trasferimenti di proprietà di immobili ad uso abitativo e accessori (166.055), il 5,5% ad uso economico (9.733) e lo 0,5% ad uso speciale e multiproprietà (899).

Le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare (94.015) crescono dell’1,5% rispetto al trimestre precedente e diminuiscono del 3,3% su base annua.

La crescita congiunturale è maggiore nelle Isole (+10,5%), più contenuta nel Centro (+2,9%) mentre è sostanzialmente stabile nelle altre ripartizioni geografiche. Su base annua la flessione riguarda il Centro (-5,4%), il Nord-ovest (-4,8%), il Nord-est (-3,0%) e il Sud (-1,6%); fanno eccezione le Isole (+6,7%).

La flessione tendenziale riguarda sia le città metropolitane (-2,1%) sia i piccoli centri (-4,2%).

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Compravendite immobiliari, il mercato conferma il trend di crescita

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Anche nel primo quadrimestre del 2018 il mercato immobiliare trentino prosegue nel suo trend di crescita, per quanto il settore sia ancora distante – nei volumi e nei valori – agli anni pre-crisi.

Fimaa Trentino, l’associazione che riunisce gli agenti ed i mediatori immobiliari della provincia, ha tracciato stamattina, nella sede di Confcommercio Trentino, il consueto bilancio sull’andamento delle compravendite residenziali.

«La tenuta del mercato – ha spiegato Severino Rigotti, presidente Fimaa Trentino – è comunque una buona notizia. Anche la tenuta dei prezzi, dopo anni di “caduta libera”, che in qualche caso sta conoscendo anche una lieve crescita, è un ulteriore motivo di cauto ottimismo. Certo, rispetto agli anni 2007/2008, prima della crisi, i valori sono completamente diversi, ma quello è un mondo che non c’è più e che probabilmente non conosceremo mai più».

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Agenzia delle Entrate e studio notarile sono i due “termometri” (che hanno – è opportuno ricordare – competenze diverse e quindi universi di riferimento differenti) che le agenzie immobiliari interrogano a cadenza quadrimestrale per avere maggiori dettagli sull’andamento del mercato.

Secondo i dati dell’Agenzia dell’Entrate, rappresentata stamattina da Paolo Borzaga e Luigi Del Rosso, le compravendite in provincia di Trento nei primi quattro mesi dell’anno sono cresciute del 9,77% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Gli atti registrati dall’Agenzia sono stati 1.402 nel periodo gennaio-aprile 2017 e 1.539 nello stesso intervallo di tempo del 2018. «Con un occhio ai cicli storici precedenti – ha chiosato Borzaga – sembrano esserci i presupposti per un futuro ottimista del settore».

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Anche il notaio Arcadio Vangelisti, dello studio Notai Associati di Trento, ha registrato lo stesso fenomeno di crescita, seppur più contenuto nei numeri. Nel primo quadrimestre 2018 sono stati 244 gli atti di compravendita, con una crescita dell’1% rispetto al 2017.

Di questi, soltanto 11 riguardavano immobili commerciali, confermando la stagnazione di quel segmento. I mutui sono cresciuti del 7%.

«Da questi dati non è possibile tracciare un’analisi qualitativa – spiega Rigotti – anche se a livello empirico osserviamo una tenuta dei prezzi con anche alcuni aumenti, quasi esclusivamente nel nuovo. Ad ogni modo, il fatto che i prezzi abbiano rallentato se non addirittura terminato la loro discesa cominciata ormai dieci anni fa, è comunque un buon segnale. D’altra parte, in questi numeri manca il dato sulle aste: nel 2017 in Italia erano all’asta circa 270 mila immobili e ne sono stati aggiudicati 80 mila. Significa che c’è ancora una vasta offerta di queste tipologie che non transita dalle agenzie e che in qualche modo inficia il mercato».

Maggiore movimento, nel mercato trentino, si registra nelle zone ad elevata vocazione turistica: «Gli stranieri – spiega Rigotti – stanno tornando ad investire in Italia. A Riva del Garda, ad esempio, c’è un buon movimento; gli Stati di provenienza sono i soliti con l’aggiunta anche di qualche acquirente russo. Dopo decenni in cui la Rendena era la zona più prestigiosa e più attiva, oggi c’è un grandissimo interesse per le valli orientali, su tutte la Val di Fassa».

«Si tratta soprattutto di interventi di recupero di immobili già esistenti, per i quali vige la legge Gilmozzi sulle seconde case. Più in generale però quella del recupero dell’esistente è una tendenza provinciale, favorita sicuramente dagli incentivi statali e soprattutto provinciali. Sembra che le risorse stanziate per l’ultimo intervento a sostegno delle ristrutturazioni siano, a termini ancora aperti, quasi già esaurite. In tutti i casi, il periodo ante 2008 è un mondo a sé stante. Abbiamo avuto un calo fino al 50% sui prezzi dell’usato e una riduzione drastica delle compravendite: in Italia erano circa 850 mila nel 2008, l’anno scorso sono state 475 mila».

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