Connect with us
Pubblicità

Rovereto e Vallagarina

Inaugurata “Ri-flessioni” mostra personale di Claudia Mangeli

Pubblicato

-

È stata inaugurata sabato scorso a Palazzo Libera, e sarà visitabile fino a domenica 28 ottobre, la mostra personale di Claudia Mangeli.

La curatrice dell’esposizione sottolinea: «Attraverso le sue opere, Mangeli racconta una dimensione intima dove, abbandonato ogni residuo figurativo, prende voce la sua continua riflessione interiore che connota le ragioni della sua pratica pittorica, inevitabilmente legata a un monologo interiore urgente».

La curatrice spiega inoltre che Claudia Mangeli, dopo nove anni, ritorna a Palazzo Libera con una personale che mette in luce come il suo essere artista sia distinto da una ricerca e da una sperimentazione incessante il cui risultato oggi, approda a un linguaggio indiscutibilmente connotato da un rapporto primario con la pittura, da una relazione fisica con i materiali, con i supporti, con il colore.

Pubblicità
Pubblicità

Ri-flessioni, titolo scelto per la mostra, ben si presta all’analisi della sua opera.

Claudia Mangeli attraverso le sue opere  racconta una dimensione intima, dove, abbandonato ogni residuo figurativo, prende voce la sua continua riflessione interiore che connota le ragioni della sua pratica pittorica, inevitabilmente legata a un monologo interiore urgente.

Pubblicità
Pubblicità

La sperimentazione cromatica e il segno, unitamente al ritmo del suo apparire, sono simboli, attraverso i quali sembrano concretizzarsi gli aspetti multiformi del pensiero e del suo accadere, senza necessariamente obbedire alle regole tradizionali della composizione.

Nel seguire la direzione del proprio impulso, Claudia dà forma sulla superficie pulita della tela alla sua composizione, secondo un ordine sistematico che è vera e propria astrazione metaforica della sua istintività. In un secondo momento, sovrappone con le mani e con i pennelli il colore, la cui densità e cromia sono frutto ancora una volta di una corrispondenza costante con il suo moto interiore.

Pubblicità
Pubblicità

La curatrice chiarisce che il colore perde ogni funzione illustrativa. Una volta steso, copre la creazione, cancellando completamente ciò che è stato tracciato. Acquista così un’importanza rilevante il gesto, dettato da emozioni profonde che riattivano, inevitabilmente, ricordi.

Una forma espressiva che indica la palese volontà di trasmettere il bisogno di agire con un’intensa partecipazione fisica. Partecipazione che coinvolge anche il supporto, tramutato in sfondo interattivo e portante.

Con le sue specificità, con la sua consistenza, ogni tela, caratterizzata da una diversa trama segnica e coloritura, non è privata della sua memoria e mostra le sue pieghe, funzionali anch’esse alla creazione. Alla memoria del supporto, alla sua scansione spaziale, Claudia affida l’andamento delle sue tracce segrete, dando un significato profondo all’accadimento pittorico nel suo compiersi.

Le interruzioni del ritmo, gli spazi vuoti indicano che l’azione è in pieno svolgimento e che anche l’errore è contemplato, quindi accettato.

Sul colore steso viene poi applicata una seconda tela che, con la tecnica dello strappo, tipica del restauro, viene sollevata, restituendo in questo modo una composizione dove la successione dei passaggi è sovvertita: su un nuovo supporto il colore diviene sfondo, simbolicamente piatto, per quelle linee e quei segni che ora ricompaiono.

«(…) Sfondo piatto … e pensandoci bene avevo voglia di un colore silenzioso, volevo una tregua tra la superficie del quadro e il mio corpo».

Si tratta di una sorta di astrazione provocatoria: le dimensioni della tela contengono il corpo dell’artista «la tela è sempre 160×160 cm, anche se ho ridotto il telaio a 130×130 cm, un quadrato che mi contiene (…) , io ci sto proprio bene in quella misura». Sulla tela si ri-flette un tempo infinito, è luogo epifanico in cui l’artista coincide con l’azione.

Di dimensioni più ridotte, le opere goffrate sembrano dar voce a un tempo altro, in cui il percorso maturava.  «La linea… già quella linea che nella tesi di laurea ho maltrattato, perché era l’unico modo per difendere il colore, togliendo di mezzo ogni intermediario, l’ho tirata fuori (…)».

Ci colpisce il bianco come un grande silenzio assoluto. Claudia sceglie un’onda cromatica che ri-flette e somma in sé tutte le altre, per rappresentare quel tempo interiore che precede il cambiamento, per esprimere quella luce che deriva dalla consapevolezza-consenso, dalla lucida presa d’atto.

In quello spazio bianco, lievi sagome si muovono, eleganti nella loro proiezione. Trame geometriche di linee e minuti oggetti, disposti a maglie regolari, hanno lasciato la loro impronta sulla candida carta, una volta passata la pressa. Spessori e increspature, rughe e dislivelli ri-flettono la consistenza dei volumi dai quali hanno preso vita, come pulsazioni flettono la superficie.

Il lungo esercizio interiore ha lasciato la sua traccia.

Nel gioco fra ciò che emerge e l’ombra residua, si esprime lo sfondo, e il piano sembra perdere significato. È dalle situazioni più libere che talvolta possiamo percepire nuove verità interiori.

Claudia Mangeli è bresciana, determinata, poliedrica, intuitiva. Dalla sua città, Brescia, porta nel cuore i sentimenti, dalla sua adolescenza la creatività.

Giovanissima si trasferisce ad Arco in Trentino, frequenta l’ambiente artistico attivo sul territorio, entra in contatto con il maestro scultore Renato Ischia che la introduce nel gruppo “Arti Visive” di Arco (TN).

Le mostre a cadenza annuale, organizzate dal gruppo e alle quali la Mageli partecipa costituiscono una coinvolgente e produttiva esperienza che, dal 1987, si protrae fino al 2002 anno in cui inizia il suo percorso di studio presso l’Accademia di Belli Arti “G. B. Cignaroli” di Verona, docente Prof. Renzo Margonari, nel 2008 la laurea.

La brillante tesi presentata, “Malinconia del colore”, è la soglia della consapevolezza artistica, oltre quella porta la pittura scaturisce in rielaborazioni d’energia vitale, complesse “situazioni cromatiche” intrise di passione, vita, amore.

Emozioni portate al massimo livello dal suo vivere in parallelo l’intensità dell’Arte, nel mistero dell’ispirazione/creazione, è la normalità di essere donna, moglie e madre di una splendida bambina.

Il vero della vita nella verità del colore.

Pubblicità
Pubblicità

Rovereto e Vallagarina

Migranti abusivi nel campo di Marco: la provincia decide lo smantellamento dei container per evitare ingressi abusivi

Pubblicato

-

Nella foto Maurizio Fugatti, il questore Garramone e il prefetto Lombardi

L’utilizzo abusivo di alcune casette nell’area di addestramento a Marco di Rovereto è noto alla Provincia che anzi ha attivato in più occasioni le forze dell’ordine e, considerando il ripetersi degli episodi, sta adottando ulteriori misure.

Nello specifico –  si legge nel comunicato della provincia di Trento –  è stato deciso di smantellare le strutture utilizzate abusivamente (e non più utili alle attività del centro di addestramento) all’interno dell’area di Marco di Rovereto e di predisporre i presidi per un controllo degli ingressi.

Lo precisa il Dipartimento di protezione civile della Provincia, in seguito ad un articolo apparso su un quotidiano locale secondo cui l’ex polveriera sarebbe tornata ad ospitare migranti che penetrano nell’area nottetempo.

Pubblicità
Pubblicità

La situazione è oggi controllata dalle forze dell’ordine e costantemente monitorata dalla Provincia: le persone che occupavano la struttura – circa una decina – sono state identificate e accompagnate in Questura per i necessari accertamenti, in occasione di un incontro che si è svolto lo scorso 15 dicembre a Marco di Rovereto alla presenza dei rappresentanti di Cinformi, Croce Rossa, forze dell’ordine (polizia e vigili urbani), l’associazione Unità di Strada e l’Assessorato ai servizi sociali del Comune di Rovereto.

Nel tardo autunno, gli operatori della Protezione civile avevano notato la presenza di alcuni persone nell’area del campo. Si trattava di soggetti che penetravano all’interno dell’area dopo aver praticato un taglio alla rete di recinzione per trovare riparo nei container che erano stati utilizzati per la ospitalità ai migranti.

Pubblicità
Pubblicità

È stato accertato che si trattava di persone che avevano goduto dell’ospitalità nell’area e che non avevano voluto adattarsi alla nuova destinazione. Anche per garantire la loro sicurezza, ai migranti che utilizzavano gli spazi nei container per passare le notti, è stato chiesto più volte di allontanarsi informando contestualmente il Commissariato del Governo e il Questore.

Nel corso della prima settimana di dicembre, alla luce della permanenza e della pericolosità della situazione (danni ai due caseggiati presenti) è stata sporta denuncia ai carabinieri.

Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Rovereto e Vallagarina

Trovati migranti abusivi dentro l’ex centro di accoglienza di Marco

Pubblicato

-

È stato l’arresto da parte degli uomini della Polizia di Stato di un ragazzo 20 enne del Gambia per spaccio di droga che ha fatto emergere un nuovo allarme presso l’ex campo profughi di Marco.

Si è infatti scoperto che l’uomo abitava abusivamente ancora nell’ex campo profughi tornato nelle mani della protezione civile dopo lo smantellamento voluto dalla giunta Fugatti.

Ma sembra che il suo caso noi sia isolato, dentro il campo infatti sono state trovate altre persone.

Pubblicità
Pubblicità

Dopo che nella primavera scorsa erano stati sgomberati gli ultimi richiedenti asilo, il fatto che il campo profughi sia ancora allacciato alla rete elettrica e idrica ha fatto sì che altre persone si stabilissero all’interno.

Non si sa con certezza chi siano le persone all’interno ma da prima di Natale è stato notato un via vai sospetto che è aumentato di giorno in giorno

Pubblicità
Pubblicità

Sono state fatte delle segnalazioni di questo nuovo fenomeno che vede il flusso di stranieri che dopo essere scesi alla fermata dell’autobus si dirigono verso il campo.

Il flusso maggiore arriva verso sera.

Pubblicità
Pubblicità

Finora non c’è stato nessun incidente o episodio controverso, ma dei controlli andranno fatti sicuramente.

Ricordiamo che la primavera scorsa su richiesta della Giunta di Fugatti tutti i richiedenti asilo dei vari centri d’accoglienza sparsi per il Trentino sono stati trasferiti a Trento.

Nonostante non ci fossero mai stati episodi fastidiosi, i residenti erano comunque soddisfatti della decisione. Pensavano però che il campo fosse quindi deserto, ma in realtà pare che la cosa non sia proprio così.

Non sapendo quanta gente c’è all’interno e soprattutto chi siano coloro che hanno occupato la struttura, a breve saranno attivati dei controlli anche perché durante la perquisizione delle forze dell’ordine dopo l’arresto del gambiano è stato trovato un coltello e 600 euro in contanti proventi dallo spaccio di droga dentro il campo

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Rovereto e Vallagarina

Si è spento all’età di 75 anni Sandro Borghetto, ex sindaco di Avio

Pubblicato

-

Sandro Borghetti si è spento all’età di 75 anni. Lottava da tempo contro un male incurabile, che alla fine ha avuto la meglio di su lui.

Borghetti è nato in campagna e proprio dal mondo rurale è iniziata la sua ascesa come imprenditore agricolo. Dopo quel mondo, lasciato ben presto in mano al figlio Marco, si è dedicato alla collettività e in particolare alla cooperazione.

Era un uomo che aveva simpatie verso la destra, ma come lui stesso affermava, l’unica tessera che possedeva era quella delle Acli.

PubblicitàPubblicità

E’ stato presidente della Cassa Rurale di Ala dal 1995 al 2007. Durante il suo mandato è avvenuta la fusione con Serravalle ed è stata aperta una filiale in Lessinia, in territorio veneto.

Dopo la fine del mandato in Cassa Rurale, si è reinventato politico nella sua città Avio e nel 2007 la sua lista, complice una faida interna al centro sinistra fra Amadori e Salvetti, vinse al primo turno diventando quindi sindaco del paese ed è stato confermato anche per il mandato successivo.

Pubblicità
Pubblicità

Non fu però semplice perché successivamente aveva avuto delle frizioni con la Lega sulla cessione dell’Azienda Elettrica e da lì in poi il suo percorso ha iniziato a farsi strada fra le minoranze.

E’ stato presidente del consorzio «Terra dei Forti» riguardante il vino Doc Valdagide Terradeiforti e cooperatore della cantina di Avio.

Pubblicità
Pubblicità

E’ stata una persona che nella vita si è data parecchio da fare allo scopo di migliorare e sviluppare il suo paese, di cui era tanto affezionato.

«La notizia della scomparsa di Sandro Borghetti mi ha lasciato un profondo senso di tristezza – scrive il governatore Maurizio Fugatti sulla sua pagina facebook – ero a conoscenza che negli ultimi giorni le sue condizioni si erano profondamente aggravate, ma la speranza di vederlo riprendersi era comunque forte, così come avvenne qualche anno fa quando riuscì a recuperare dopo l’aggravarsi della stessa malattia. Porto con me un grande senso di riconoscenza per l’esperienza amministrativa vissuta con lui in Comune ad Avio e per quanto da lui insegnatomi, soprattutto sul piano dell’approccio ai problemi e alle persone. Sandro era un uomo che non portava rancore e che cercava sempre e comunque una via di mediazione, anche quando le cose sembravano imboccare un percorso irreversibile. Era un uomo di equilibrio, che riusciva a risolvere i problemi partendo anzitutto dalla regola del “buonsenso”. Ha dato tanto ad Avio e alla Vallagarina nei vari ruoli che ha ricoperto, amando il suo territorio e la sua gente. Era un uomo di visione, capace di scelte lungimiranti nel credito cooperativo locale che ancora oggi producono grandi benefici per la nostra terra».

I funerali si svolgeranno lunedì alle 14:30 alla Pieve di Avio.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

di tendenza