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Speciale elezioni 2018

Mary Lavorgna (AGIRE): «Dare dignità ai lavoratori, combattere gli sprechi della politica e tutelare le donne nel diritto di genere»

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Speciale elezioni provinciali 2018

Gli articoli pubblicati nella rubrica «Speciale Elezioni 2018» superano oggi il traguardo delle 150 mila visualizzazioni. (circa 8.000 per ogni articolo)

L’articolo di oggi è dedicato al gentil sesso, è infatti ospite della nostra rubrica Mary Lavorgna, 37 anni, nata a Telese in provincia di Benevento, del segno dell’aquario, mamma di una bellissima bimba di un anno.

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È laureata in Giurisprudenza, ed ha conseguito un Master per professioni legali a Roma; è un’insegnante, diplomata magistrale specializzata in metodo Montessori, con alle spalle 3 anni di praticantato come avvocato penalista.

Attualmente insegna presso il Comune di Pergine Valsugana.

Mary Lavorgna si trasferisce a Trento nel 1991 «Mia madre lavorava alle dipendenze dell’autostrada del Brennero e allora il trasferimento era nell’aria, arrivata a Trento mi sono subito trovata bene»

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É specializzata nel metodo Montessori: «Fin da giovane volevo aiutare la crescita culturale dei bambini del ceto sociale molto basso, il metodo Montessori credo sia la base della formazione di un uomo vero e proprio, per questo mi sono accostata a questo metodo, per creare e formare gli uomini del domani»

Per lei la politica è l’amministrazione del bene comune «quindi della cosa che è anche mia  – sottolinea – per questo ho deciso di non rimanere più a guardare ma avvicinarmi alla politica, consigliata anche da una caro amico, che ha sostenuto in modo importante la mia scelta»

26 giorni per conquistare un voto in più degli altri candidati, come pensa di riuscirci?

«Combattendo il precariato in generale e dimostrando che si può essere madri e occuparsi anche del bene comune e della conciliazione»

Le prime tre cose sintetiche che farà se fosse eletta in consiglio provinciale?

«Dare dignità ai lavoratori, combattere gli sprechi della politica e tutelare le donne nel diritto di genere»

Resterà attiva nel partito e nel territorio in caso di sconfitta?

«Certo, in politica rimango sicuramente»

Quanto spenderà per la campagna elettorale?

«Poco»

Cosa ne pensa del governo di centrosinistra che ha governato nell’ultima legislatura?

«Ha fatto di tutto per depotenziare il trentino abbassando la qualità in tutti i settori»

Chi butta dalla Torre fra Ugo Rossi e Paolo Ghezzi e Giorgio Tonini?

«Senza dubbio Ugo Rossi per via degli enormi danni che ha fatto alla scuola trentina»

Cosa ne pensano famigliari e amici della sua discesa in campo?

«Mi sostengono totalmente»

Ha dei rimpianti nella vita?

«Per ora nessuno»

Qualche rimorso?

«No»

Che hobby ha?

«Amo lo sport la lettura e vado spesso in palestra»

L’ultimo libro che ha letto?

«La Mente del bambino – di Maria Montessori, un saggio che parte dalle proposizioni della biologia (sviluppo embrionale del bambino) e dalla legge naturale che lo predispone ad un libero comportamento, per addentrarsi nella gestazione spirituale del bambino, da zero a sei anni».

Che musica ascolta?

«Tutta la musica in modo trasversale» 

Beatles o Rolling Stones ?

«Beatles»

Che macchina ha?

«Una Hyundai i10»

Il 4 marzo alle politiche nazionali per chi ha votato?

«Non ho potuto votare»

Ha un politico di riferimento Italiano?

«Matteo Salvini»

E qui in Trentino?

«Per ora nessuno»

Preferisce l’auto o la bicicletta?

«L’autovettura»

Soldi, successo o potere?

«Preferisco il successo»

Cosa le fa più paura nella vita?

«La mancanza di Dio»

Lei abita a Trento quali sono le priorità in quella zona?

«Rendere la città più sicura visto i frequenti episodi di degrado e criminalità»

Si ricorda di un’occasione in cui si è trovata in difficoltà e ha dovuto chiedere aiuto a qualcuno?

«Fortunatamente per ora no»

Avrebbe mai pensato di presentarsi alle elezione provinciali di una regione?

«Mai»

Quale qualità e difetto si riconosce?

«Sono molto testarda, e quando credo di aver ragione sono ostinata fino alla fine. Per la qualità invece mi riconoscono molto altruismo»

Superbia, avarizia, lussuria, invidia, ira, accidia e Gola a quali dei vizi capitali associa il suo nome?

«Gola»

Uscirebbe a cena con Salvini, Di Maio, Renzi o Berlusconi?

«Nessun dubbio, con Matteo Salvini»

Cosa ne pensa dei matrimoni Gay e delle adozioni?

«Ognuno è libero di vivere la sua vita come meglio crede, ma sulle adozioni sono contraria, infatti un bambino ha il diritto di avere un padre e una madre naturali»

Qual è stato il momento più soddisfacente della sua vita?

«Quando è nata mia figlia Ginevra»

Se potesse incontrare una persona famosa, chi incontrerebbe e perché?

«Vorrei incontrare Matteo Salvini per tutta la vita» 

Gioco di squadra o in solitaria?

«Gioco di squadra sempre e dovunque» 

Quando è stata l’ultima volta che ha pianto?

«Non me lo ricordo»

Carne o pesce?

«Pesce»

Lago, Mare o montagna?

«Mare»

Cosa le manca di più?

«Sto lavorando per realizzarmi pienamente a livello personale» 

Se fosse un animale?

«Un gatto» 

L’ultimo viaggio che ha intrapreso?

«Sono stata in Puglia» 

Il suo sogno?

«Vincere le elezioni insieme alla persona che mi ha sostenuto» 

Cosa guarda in Tv?

«Tutto, sono un ottima consumatrice del piccolo schermo»

Qual è stato l’avvenimento di cronaca che l’ha maggiormente segnata?

«Tutti i casi di violenza sulle donne»

Per cosa sarà ricordata?

«Sarò ricordata per tutti i bambini che ho fatto diventare veri uomini» 

È pronto ad essere uno dei protagonisti politici del grande cambiamento del Trentino?

«Ovvio che sì»

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Speciale elezioni 2018

Elezioni provinciali 21 ottobre: apertura straordinaria degli uffici comunali

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In occasione delle elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale di Trento, i seggi rimarranno aperti domenica 21 ottobre dalle 6 (dopo la costituzione del seggio, non appena terminate le operazioni di timbratura delle schede) alle 22. (altro…)

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Speciale elezioni 2018

MuoverSi in Trentino? Robbi (AGIRE): “Più facile per un criminale in libertà vigilata.”

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Gian Piero Robbi (Agire per il Trentino)

Parliamo di MuoverSi, un servizio per la mobilità dei disabili messo a disposizione dalla Provincia. Attraverso l’Icef, i disabili hanno a disposizione un determinato numero di chilometri per spostarsi. Questi chilometri variano in base alla tua attività, al tuo lavoro, al reddito. Negli ultimi anni il servizio è andato incontro a un clamoroso ridimensionamento: meno chilometri a disposizione, tracciamento tramite GPS degli spostamenti e privacy di fatto azzerata. (altro…)

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Speciale elezioni 2018

Gabriella Maffioletti (FORZA ITALIA): «Tutela e aiuti alle famiglie e ai minori, dal 21 si cambia registro»

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Nelle due precedenti interviste pubblicate nelle scorse settimane (Link Articolo 1 e Link articolo 2) abbiamo conosciuto Gabriella Maffioletti che si presenta per il rinnovo del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento, nella lista di Forza Italia.

Continuiamo oggi l’approfondimento con la candidata, in attesa dell’election day del 21 ottobre

Gabriella Maffioletti, 60 anni, di Trento, del segno del cancro è sposata da ben 38 anni e con 4 figli, di rispettivamente 22, 32, 38 e 42 anni.

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15 anni fa è diventata consigliere comunale del capoluogo dopo aver militato prima nella lega nord e dopo nel movimento a sostegno di «Morandini Sindaco».

Ha candidato alle provinciali del 2008 e del 2013 ottenendo ottimi risultati e sfiorando la nomina a consigliere provinciale.

Nell’ultima  intervista abbiamo toccato principalmente tematiche strettamente economiche, riportando le soluzioni che intende mettere in campo per rilanciare l’economia trentina.

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Oggi approfondiremo maggiormente le tematiche legate alle politiche sociali del Trentino

Sulle tematiche sociali come valuta l’attuale situazione che stiamo vivendo?

«E’ indubbio che la crisi economica ha colpito anche la nostra terra, in molte famiglie ci sono persone senza lavoro o con lavori precari e molti nostri figli non hanno una occupazione stabile o sono in cerca di lavoro.

Stiamo assistendo inermi a famiglie che versano in difficoltà economica o che si stanno impoverendo andando ad intaccare i risparmi per far fronte alle spese quotidiane e fare da ammortizzatori sociali ai figli che non sono in condizione di andare a vivere autonomamente.

La mancanza di una sicurezza economica e prospettive positive per il futuro si ripercuote anche sulla stabilità di molte famiglie. Rilanciare la nostra economia è il primo pilastro per aiutare le nostre famiglie a cui devono affiancarsi misure di sostegno puntuale e sicuro.

Nella precedente consiliatura nel comune di Trento è stata molto attiva nelle battaglie per la tutela dei minori ed in difesa della famiglia».

A livello provinciale come intende proseguire questo lavoro?

«Qualora eletta il mio intento è quello di proseguire nelle mie battaglie storiche in primis quella per la tutela della famiglia, cellula fondante fondante della società civile . La famiglia tradizionale oggi sta subendo pesantissimi attacchi e forzature di vario genere, non ultimo in ordine di importanza, quello della salvaguardia dell’esercizio pieno ed effettivo della potestà genitoriale che un genitore ha in quanto tale, fatti salvi i casi rari peraltro, di vizi sostanziali all’esercizio pieno sanciti dalla normativa sul diritto di famiglia.

Un esempio su tutti.

La campagna massiva per i vaccini che di fatto impedisce ai genitori di agire secondo scienza e coscienza e soprattutto in regime di libera scelta è, a mio avviso, una vera e propria coercizione unilaterale. Recentemente si registra un monitoraggio spesso invasivo della rete di soggetti istituzionali che si interfacciano con la famiglia . Un esempio : lo sportello dello psicologo inserito in ogni scuola per sondare e spesso per diagnosticare sindromi quali dislessia, discalculia etc o iperattivismo.

Diagnosi trancianti spesso che accompagnano nella loro crescita in maniera determinante ragazzi che spesso riflettono situazioni di disagio famigliare determinati da stati di frizione interna al nucleo quali (perdita lavoro di uno dei coniugi o separazione) e che se sufficientemente accompagnati e supportati in maniera preventiva, con un piano di prevenzione adeguato, con aiuti anche minimali sarebbero facilmente recuperabili ! Spesso la situazione di allontanamento dei minori dalle famiglie di origine non è la estrema ratio per cui la legge prevede il ricorso alla Autorità giudiziaria che ne decreta l’allontanamento.

Ho seguito molti casi sia in Trentino che fuori regione che danno un riscontro reale ed oggettivo in tal senso. Nella mia esperienza politica vanto il primato di essere stata la prima consigliere comunale a lavorare attivamente per risanare il sistema amministrativo e sociale che gravita nel settore della tutela minorile

E poi vi è l’altra pesante sfida e attacco alla famiglia rappresentato dalle associazioni promotrici della ideologica del gender che nega l’importanza del dato biologico, ormonale e anatomico e “omologa” il genere volendo fare sparire le rispettive identità anagrafiche e la diversità stessa che si sostanzia nel genere maschile e femminile. Gravissima la deriva sociale rappresentata dal tentativo di frange organizzate dell’LGBT di fare una campagna pro gender già nelle scuole di primo grado in ragazzini ancora acerbi degli insegnamenti che vengono loro propinati! Contro questa nuova insidia c’è bisogno di alzare fortemente la voce!»

Quali sono secondo lei le problematiche legate alla tutela minorile?

«Nell’attuale contesto sociale, il Trentino risulta essere la seconda regione per minori sottratti, tutto questo perché sui minori si è costruito un sistema economico e lavorativo che per alimentarsi in continuazione ed incrementare l’indotto delle professioni e cooperative sociali che gravitano in campo alla tutela minorile , lucrano spesso sui disagi famigliari arrecando dolore , sofferenza e traumi indelebili sia agli adulti coinvolti che ai minori che sono vittime di un sistema obsoleto e “ammorbato”.

La spesa di mantenimento dei minori presso le strutture di comunità dal 2009 hanno superato stabilmente i 10 milioni di euro annui.

Va modificato il sistema attuale in maniera da essere di supporto e di aiuto alle famiglie ed ai single in difficoltà anziché divenire spesso un “braccio punitivo” verso famiglie o cittadini che loro malgrado entrano in tali prassi amministrative».

Quali sono le criticità del sistema attuale?

«Bisogna cambiare la legge che permette agli assistenti sociali di godere di uno stato di autonomia funzionale che pone tali dipendenti pubblici sopra ogni giudizio e non prevede a tal riguardo alcun controllo sulla qualità e sul risultato finale dei progetti sociali proposti. Inoltre bisogna levare loro la funzione ispettiva, prevedendo per tali scopi un organismo ad hoc che abbia preparazione adeguata e competenze in materia. Penso ad esempio ad un nucleo di polizia municipale specializzata in materia di diritto di famiglia che si richiami nello svolgimento delle proprie mansioni al rispetto della legge .

Gli assistenti sociali svolgono funzioni di indagine ricognitive che vengono poi tradotte in relazioni dettagliate da fornire al Tribunale dei Minori, vere e proprie “pagelle” che definiscono in base a dati di pregiudizio il grado o meno di un genitore ad essere idoneo e che spesso sono accompagnate da perizie di esperti che giudicano la potestà genitoriale in un consulto eseguito a volte in soli 10 minuti. Tali relazioni hanno il potere di avere ricadute pesantissime in termini di giudizio del Tribunale e privare genitori veri dai loro figli».

Toccando il tema dei minori, è inevitabile il collegamento al problema della bassa natalità nella nostra provincia. Cosa pensa a riguardo?

«In Trentino i residenti sono 538.604 con un incremento di 381 unità rispetto all’anno precedente. Mentre a Bolzano si registra un incremento della popolazione +6,6per mille a Trento si registra un misero 0,3 per mille . Ci sono zone intere del nostro territorio in cui le famiglie e le giovani coppie non possono guardare al futuro, in quanto non hanno le condizioni minime per garantire quel ricambio generazionale alla base di diversi aspetti.

E’ pertanto necessario creare le condizioni lavorative, economiche e infrastrutturali atte a supportare la donna e la sua vocazione naturale alla maternità. Pertanto è necessario garantire una vasta e diversificata gamma di asili pubblici e privati. Tali servizi devono offrire orari di apertura più flessibili in rapporto alle mutate esigenze della famiglia.

Ovviamente il sostegno alla famiglia si attua anche attraverso aiuti concreti per far fronte al problema casa di cui abbiamo parlato nella precedente intervista. Molte famiglie si lamentano per i costi eccessivi degli asili

Infatti bisogna innanzitutto ridurre le rette mensili ed implementare in maniera consistente l’offerta privata offerta ad esempio delle Tagesmutter.

Reintrodurre inoltre i vouchers per permettere ai genitori di poter scegliere un servizio di babysitteraggio anche ai parenti vicini o a persona di loro fiducia riconoscendo loro la funzione sociale ed economica adeguata al loro lavoro. Tali strumenti diversificati andrebbero inoltre a contenere i costi della spesa pubblica indirizzati alla costruzione di strutture pubbliche ed in reinvestimenti di risorse umane qualificate atte a svolgere tali funzioni».

Per le famiglie con bambini che frequentano la scuola ha qualche iniziativa?

«Bisogna riconoscere in maniera concreta alle famiglie la valenza nel praticare attività sportive a livello personale intervenendo in maniera concreta sull’abbattimento dei costi vivi relativi al pagamento delle iscrizioni ai corsi ed abbonamenti sportivi con l’estensione dello strumento delle family card e scontistiche ad hoc.

La famiglia va sorretta e accompagnata nelle varie fasi della vita, ovviamente con particolare attenzione alle famiglie con categorie deboli…»

La nostra realtà sociale ci dice che a fronte di una bassa natalità ed un aumento delle aspettative di vita, la popolazione sta “invecchiando”, per gli anziani quale proposte intende mettere in campo?

«E’ necessario migliorare e rafforzare l’assistenza domiciliare a favore sia degli anziani che dei soggetti disabili e portatori di handicap.

Rivedere il meccanismo attuale di riconoscimento del grado di invalidità che attualmente risulta penalizzare al ribasso la reale situazione di deficit in virtù di logiche aziendali che puntano sempre più ai tagli verso il basso ai danni delle persone che vivono invece il disagio della patologia cronica invalidante. Va assolutamente fatta un’esenzione dei farmaci e ausili gratuiti per soggetti portatori di invalidità e per gli anziani con ridotte capacità di spesa».

Su altre tematiche riguardanti la sfera famigliare e sociale, penso ad esempio l’obbligo vaccinale di cui si è molto parlato in questi giorni, cosa pensa?

«Rappresento un partito liberale dove sulle tematiche etiche e private viene lasciata libertà di coscienza, come è giusto che sia.

Sono contraria all’obbligo vaccinale in quanto sostenitrice della libera scelta. Non sono contro i vaccini, sarebbe stupido prima ancora che sbagliato. Ma ritengo che ogni singolo caso vada analizzato e discusso, senza obblighi e soprattutto sostengo la tesi che sia lasciato ai genitori il compito di decidere secondo scienza e coscienza.

E poi nove vaccini sono troppi e comunque rimane il dato che questa campagna massiva di vaccinazione che prevede l’inoculazione di nove vaccini è esagerata e soprattutto siamo il primo Paese a sperimentarlo. La nostra Provincia autonoma che ha facoltà di legiferare in materia sanitaria poteva quantomeno assumere la stessa linea del vicino Alto Adige che ha procrastinato la applicazione drastica dell’impedimento all’accesso delle scuole materne di un anno».

Siamo giunti alla fine della nostra terza e ultima intervista, come vede il Trentino del dopo elezioni?

«In questi ultimi anni ascoltando le persone si sentiva un certo senso di oppressione, di sfiducia e rassegnazione verso una politica assente, arroccata a difesa dei “loro” interessi e poteri.

Col voto del 21 ottobre i cittadini possono finalmente cambiare registro e decidere di ritornare padroni a casa propria e contare ancora come cittadini Trentini “protetti” dallo status derivante dalla nostra autonomia speciale. Finalmente si potrà ritornare ad una politica più a misura di persona che riconosca a pieno titolo la tutela dei diritti fondamentali che sono stati lentamente ma in maniera continuativa depotenziati e in talune occasioni tolti, in nome di una politica miope e a corto raggio».

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