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Politica

Provinciali Trento, ecco la squadra dei candidati della Lega. Fugatti: “Lavoriamo per i bisogni della gente”

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La Lega del candidato presidente Maurizio Fugatti ha presentato la lista dei suoi 34 candidati alle prossime elezioni provinciali trentine.

“Siamo attenti ai bisogni della gente e lavoriamo coi piedi per terra, questa è la nostra forza”, ha detto il sottosegretario alla Salute che sarà sostenuto da ben 11 liste, compresa la sua.

L’esito delle consultazioni elettorali appare dai più scontato, con una sinistra che dall’altra parte non ha fatto che litigare e dividersi ulteriormente, dopo 5 anni di una politica che ha esasperato i cittadini.

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“Prima i trentini”, è il motto di questa Lega che ricalca il cavallo di battaglia col quale il partito di Salvini ha fatto man bassa di consensi in tutto il territorio nazionale.

Anche il programma a livello locale resta fedele alla linea salviniana. Una particolare attenzione al rafforzamento dell’autonomia, un aiuto alle famiglie che non fanno più figli e che hanno troppi costi da sostenere, naturalmente un grosso impegno per creare più lavoro e la riapertura dei punti nascita nelle valli più decentrate del Trentino.

Fra i candidati ci sono nomi importanti come le tre deputate elette a marzo (Zanotelli, Cattoi, Segnana), consiglieri provinciali uscenti come Savoi, ovviamente il segretario nazionale Mirko Bisesti, Roberto Paccher e alcuni consiglieri comunali di Trento quali Festini Brosa, Postal e Moranduzzo.

Per quel che riguarda i 49 milioni di euro da restituire, a rate, che hanno bloccato i conti al partito a livello nazionale, la squadra di Fugatti non è preoccupata: “Se necessario ci finanziermo da soli e con l’appoggio dei nostri sostenitori”.

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Politica

Crisi Governo, Biancofiore (Fi): «Salvini si faccia dare incarico premier, con Berlusconi e Meloni ha già i numeri per governare»

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Nelle ultime ore sulla crisi di governo arrivano ricette, idee e mille soluzioni, ma tutte dovranno passare comunque dal capo dello Stato Mattarella. 

Alle tante soluzioni se ne aggiunge un’altra che potrebbe anche essere attuata e reale.

Secondo la coordinatrice di Forza Italia infatti molti esponenti del movimento cinque stelle piuttosto che andare a casa sosterrebbero un governo targato Lega – Fratelli d’Italia e Forza Italia senza bisogno quindi di tornare dentro le urne.

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Questo potrebbe garantire un governo stabile per i prossimi 4 anni tenuto conto anche che dentro il movimento cinque stelle è presente un’anima di centro destra.

«E’ evidente che l’inciucio e le manovre di palazzo – spiega Biancofiore – nascono dalla sola paura della stragrande maggioranza dei parlamentari di tutti i gruppi, di perdere lo scranno parlamentare. Ergo per disinnescare il ribaltone, Salvini  ha un’unica strada certa , quella di farsi dare l’incarico ora dal Presidente Mattarella, dopo l’eventuale sfiducia a Conte ma annunciandolo prima per rassicurare tutti . Mercati e forza spread compresi».

Biancofiore non ha problemi ad eleggere Matteo Salvini come presidente del consiglio in pectore visto il consenso degli italiani.

«Ora lui può dar vita ad un governo forte già da ferragosto, lo hanno certificato le europee e tutte le elezioni nelle principali regioni italiane e i numeri oggi per fare il Premier, salvare l’Italia e governare i prossimi quattro anni in parlamento ci sono già senza passare dal voto che è  sempre un’incognita vista la volubilità dell’elettorato. Oggi invece una certezza c’è : Salvini  ha una maggioranza nettissima :  l’appoggio di tutto il centro destra unito, delle autonomie, della maggioranza del gruppo misto e anche di gran parte del movimento 5 stelle».

«Si prepari a fare il Premier subito, – termina l’esponente di Forza Italia – cogliendo il sogno degli italiani di vederlo governare insieme a Berlusconi  e Meloni». 

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Politica

Salvini oggi incontra Meloni e Berlusconi: «Andiamo oltre il vecchio centro destra»

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Matteo Salvini è pronto a riunire la destra in vista di future elezioni.

“Nelle prossime ore vedrò Berlusconi e la Meloni alla luce del sole – spiega infatti il leader della Lega -. Parleremo sia di elezioni regionali sia di elezioni politiche: proporrò un patto, l’Italia del sì contro l’Italia del no“.

Insieme alle elezioni come centrodestra?Le vecchie classificazioni non mi appassionano. Mettiamola così, oltre il vecchio centrodestra”

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Oltre, spiega il vicepremier in un’intervista a “Il Giornale”, “c’è Forza Italia, c’è Fratelli d’Italia e poi ci sono nuove realtà fatte da buoni sindaci e amministratori”.

“Non tutti i grillini sono come Fico e Di Battista” – Una “coalizione” ampia quella pensata da Salvini: “Io non escludo nessuno, questo non è il momento di escludere ma di includere il più possibile. Penso anche ai governatori e ai tanti grillini positivi che abbiamo conosciuto. Non tutti i Cinque stelle sono come Fico o Di Battista”. Sicuramente, spiega però il vicepremier, nel suo piano non c’è posto per “chi è disponibile ad andare anche con Renzi, chi mi ha insultato per mesi. Per il resto stendiamo un programma e presentiamoci uniti agli elettori“.

“Le dico un segreto – aggiunge quindi -. So per certo che molti deputati e senatori grillini sono assolutamente contrari all’ipotesi di una alleanza con Renzi e al momento giusto lo dimostreranno”.

“Un governo Pd-M5s? Servirebbe solo a salvare Renzi” – Un governo in Parlamento per evitare le elezioni? “Facciano una roba simile e vediamo chi viene messo all’angolo nelle tante elezioni regionali che stanno per arrivare, dall’Umbria alla Calabria, dalla Toscana all’Emilia-Romagna. Andrebbero tutti a schiantarsi sull’altare di Renzi”, afferma Salvini. “Sa perché nasce questo ipotetico asse Pd-Cinque Stelle? Per salvare il culo a Matteo Renzi”. E’ “la sua mossa della disperazione, se si va a votare dubito che rientri in Parlamento”.

 “Governo tecnico? Sarebbe tradimento della democrazia” – Quanto al Presidente della Repubblica, “Mattarella non è Scalfaro”, che dette l’incarico a Lamberto Dini mettendo da parte Silvio Berlusconi, “e poi non siamo più nel ’94. Il Paese è profondamente cambiato, la gente ha preso coscienza, sarebbe la prima a opporsi a un simile tradimento della democrazia”.

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Politica

Maurizio Fugatti (Lega): «Alleanza Renzi – Grillo è solo inciucio salva poltrone»

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Nulla succede mai per caso nella vita, per questo è più che probabile che si formi un’alleanza fra renziani e movimento cinque stelle.

Un’alleanza che ha solo un unico comune denominatore: i due movimenti se si andasse al voto in ottobre sparirebbero dalla scena politica italiana, per questo entrambi sfuggono al voto degli italiani e stanno ben ancorati alle loro poltrone.

grillini volevano aprire il parlamento come una scatola di tonno ed invece stanno dando il più triste spettacolo politico del dopo guerra. 

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Mai con la lega e il PD, era questo lo slogan del grillini.

Con la lega ci hanno governato finché sono stati scaricati da Salvini, ed ora tentano la disperata carta dell’allenza con il “diavolo” Renzi per rimanere incollati alle poltrone per un altro annetto.

Ma i due, senza l’aiuto di Zingaretti non avrebbero i numeri per far saltare il banco.

Per il nuovo segretario del partito democratico andare al voto subito vorrebbe dire eliminare tutta la parte renziana dentro il parlamento. E non è poco.

Vedremo se il PD compirà un nuovo miracolo in negativo, infatti appoggiando l’alleanza fra dem e grillini vorrebbe dire far resuscitare nuovamente Matteo Renzi.

Ma da PD c’è da attendersi di tutto, quindi staremo a vedere.

Sulla questione è intervenuto oggi anche il governatore del Trentino Maurizio Fugatti che ha rincarato la dose:  «Guarda caso – spiega –  dopo essersene date per anni di santa ragione, tra Renzi e Grillo ora scoppia la pace. Un miracolo che si chiama inciucio salva poltrone. La parola va restituita agli elettori e non censurata da un accordicchio vergognoso che tradisce la volontà popolare e che, se istituzionalizzato, produrrebbe una manovra economica nefasta per cittadini, famiglie e imprese. Massima fiducia nel Capo dello Stato, al quale spetta la prerogativa esclusiva di sciogliere le Camere e indire nuove elezioni politiche nell’interesse esclusivo del Paese e degli enti locali».

 

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