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Benessere e Salute

21 settembre 2018: tra le pieghe della drammaturgia della Malattia di Alzheimer nascono nuovi semi di speranza – di Maria Rita Di Gioia

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Settembre è il mese dedicato al ricordo di chi, troppo spesso, tutto l’anno viene dimenticato: le persone che con-vivono con la Demenza e le loro famiglie.

Il 21 settembre è l’occasione per i media di riaccendere i riflettori sugli aspetti drammatici della malattia, per sottolineare violentemente l’impotenza che la contraddistingue, per sfoderare il loro linguaggio depotenziante che spegne qualsiasi luce di speranza.

Ma il nostro punto di vista sul mondo della Demenza, può fermarsi a questo quando il Italia sono 240 mila le persone che vivono questa condizione? Con-vivere con la Demenza significa davvero solo perdita e tragedia?

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É vero, non esiste cura farmacologica risolutiva per chi con-vive con questa malattia. É vero, l’Alzheimer porta via progressivamente frammenti della persona.

Ma tutto si ferma a questo? È solo degli aspetti di perdita che dobbiamo continuamente ricordarci? Sono queste le conoscenze che possono renderci società e comunità migliori, in grado di accogliere questo esercito silenzioso di persone che con-vivono con la Demenza e le loro famiglie?

Chi vive ogni giorno la malattia sulla sua pelle e la scienza stessa, ci racconta una storia diversa, una storia che parla di opportunità e speranza nonostante la diagnosi.

È giunta l’ora quindi di raccontare “cosa rimane”, “cosa sopravvive” all’arrivo della Demenza.

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É giunta l’ora di narrare come la Malattia di Alzheimer sia una degenerazione del cervello ma non dell’identità, non della personalità di chi con-vive con questa condizione!

Come è avvenuto in Italia per il cancro ed altre patologie, è giunta l’ora di “normalizzare” l’esperienza della Demenza e di trasformare la “tragedia” in una speciale condizione di vita: questo è un imperativo etico.

Le Neuroscienze lo hanno confermato già dal 2014 con lo studio “Feelings without memories”: la Demenza porta via diverse facoltà cognitive nella persona che viene colpita, ma non la capacità di provare emozioni e di “sentire” le emozioni degl’altri.

Coloro che vivono ogni giorno accanto alla Demenza, non sono “de-menti”, ossia persone “fuori” dalla propria mente; ma piuttosto “sente-menti”, ossia individui capaci di incarnare, cogliere e vivere le mille sfumature di emozioni che contraddistinguono l’esistenza.

Le persone che con-vivono con la Demenza stanno progressivamente prendendo parola per raccontarci la loro verità, per narrarci come vivono quotidianamente la malattia.

Oltre oceano, persone come Harry Urban e Kate Swaffer, da anni utilizzano i social media per diffondere il loro messaggio di speranza e opportunità aldilà della malattia.

Nel nostro paese, la voce più autorevole tra chi vive ogni giorno L’Alzheimer, è quella di Antonio Candela e anch’esso ogni giorno non manca di inondare Facebook di messaggi pieni di dignità e difesa dei diritti.

Ma chi è pronto ad accogliere queste voci “fuori dal coro”?

In Italia esiste un modello sociosanitario e organizzativo che ha fatto della diffusione e della tutela di queste voci il proprio motto e la propria missione.

Sto parlando del modello Sente-Mente creato nel 2014 dall’assistente sociale e formatrice di esperienza trentennale nel campo della Demenza, Letizia Espanoli.

Letizia Espanoli ha fatto del suo modello un punto di riferimento in Italia, e ora anche negli Stati Uniti, per tutti coloro che vogliono tutelare e supportare il messaggio di speranza dei grandi maestri che con-vivono con la Demenza e creare un mondo sociosanitario migliore.

Un mondo sociosanitario in cui la persona che con-vive con la Demenza non è più vista come un guscio vuoto a cui apporre etichette diagnostiche, ma innanzitutto come persona, la cui dignità, personalità e autonomia, va difesa e supportata.

Le persone che con-vivono con la Demenza sono molto più della somma dei loro sintomi ed è questo il messaggio che il modello Sente-Mente si propone di diffondere in Italia e oltreoceano, nelle organizzazioni sociosanitarie come tra gli operatori e le famiglie.

Sono ormai più di 80 i professionisti sociosanitari provenienti da tutta Italia ad aver abbracciato il modello, ed è in costante aumento il numero delle organizzazioni e dei Comuni che hanno scelto di diventare “comunità amiche delle persone che con-vivono con la Demenza”.

Insomma la rivoluzione della “Sentemenza” sta progressivamente contagiando l’Italia e per maggio si attende la certificazione di nuovi professionisti sociosanitari statunitensi.

Il panorama della Demenza ci mostra case farmaceutiche arrendersi di fronte all’enigma della malattia ma anche esempi di persone che con-vivono con la Demenza e professionisti che non vogliono arrendersi alla drammaturgia e desiderano trovare nella relazione un motivo per vivere!

Le persone che con-vivono con la Demenza hanno bisogno di essere guardate negli occhi ed essere riconosciute come individui e non come “malati“.

Le persone che con-vivono con la Demenza voglio che tu sieda accanto a loro per parlare e ridere insieme.

Le persone che con-vivono con la Demenza vogliono che i loro bisogni e desideri vengano ascoltati, vogliono vedere le loro autonomie sostenute.

Le persone che con-vivono con la Demenza vogliono amare e sentire l’amore di chi sta loro accanto, fino all’ultimo istante.

E noi cosa vogliamo? Come ogni 21 settembre, possiamo scegliere!

Scegliere se allearci con la drammaturgia della malattia di Alzheimer e cadere nel pietismo, oppure iniziare a costruire, mattone dopo mattone, il ponte di riconoscimento e amore che ci unirà alle persone che con-vivono con la Demenza facendoci vivere istanti di vita ricchi di significato.

Io questo 21 settembre ho scelto di fare la differenza e tu?

Maria Rita Di Gioia – Psicologa-psicoterapeuta Felicitatrice del Sente-Mente® project

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Benessere e Salute

Ecco la dieta per rimettersi dall’influenza

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Tempo d’influenza che in questi giorni ha raggiunto il picco.

È quindi è utile conoscere la dieta migliore per rimettersi rapidamente in forma.

Ci sono alcuni alimenti utili per rinforzare il sistema immunitario ed anche particolarmente energetiche.

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Per contrastare lo stato di spossatezza è necessaria Vitamina C in grande quantità. Allo scopo sono consigliabili kiwi, arance, frutta di stagione in generale, banane che in virtù del potassio contenuto contribuiscono ad alleviare l’indolenzimento muscolare, nonché quel senso di “ossa rotte” che è il sintomo post influenzale che dura più a lungo.

Tra le verdure meglio puntare su quelle a foglia verde come spinaci, cavoli e broccoli che favoriscono il rinnovamento cellulare.

Dopo aver assunto medicinali e questo non solo nel caso dell’influenza, è bene eliminare le tossine con un’alimentazione ricca di fibre: oltre ai legumi, carciofi, finocchi, carote, cereali integrali e mele.

L’idratazione è sempre fondamentale, ma ancora più importante dalla malattia alla conclusione della convalescenza.

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Decisamente meglio l’acqua, rispetto a bibite che contengono zuccheri artificiali.

Infine è spesso necessario riequilibrare anche la flora batterica intestinale. Oltre ai fermenti lattici sono consigliabili yogurt, kefir, crauti, cicoria, rucola e banane. Per i nutrizionisti la frutta a colazione è fondamentale.

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Benessere e Salute

Diete mediterranea patrimonio dell’Unesco, ma non tutti se la possono permettere

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D’inverno per trovare le giuste calorie per contrastare il freddo e tra qualche settimana in vista della primavera, la dieta diventa la protagonista del nostro quotidiano.

E ovviamente non si può prescindere da quella classica: la dieta mediterranea che tra le altre cose, nel 2010 è stata inserita dall’Unesco tra i patrimoni immateriali dell’umanità.

Si tratta di un regime alimentare che prevede consumo di alimenti principalmente di origine vegetale come cereali integrali, verdure e legumi che accompagnano moderate quantità di carne preferibilmente bianca, latte, pesce, olio d’oliva e solo eccezionalmente carni grasse e alcolici.

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La dieta mediterranea è giudicata utile anche per contenere il peso durante la gravidanza e limita il rischio di diabete gestionale.

Quindi sarebbero solo punti a favore? Forse non è proprio così.

Quella Mediterranea viene criticata per  essere una dieta costosa e quindi non alla portata di tutti.

Per essere sicuri che frutta e verdura siano di qualità, si dovrebbe acquistare solo quella biologica che è più costosa rispetto a quella per così dire normale alla pari dei vegetali con certificazione sempre più cari rispetto a quelli coltivati col metodo tradizionale.

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Per contenere i costi si può però consumare più pesce azzurro (sardine, alici e sgombri) e frutta di stagione.

La dieta mediterranea prevede il consumo di carne e quindi è considerata inadeguata da vegani e vegetariani anche perché gli alimenti non accettati, non hanno nessuna indicazione di cibi sostitutivi.

Di contro però il consumo di carne, specialmente quella bianca, aiuta a mantenere dei buoni livelli di ferro e proteine.

Non tutti sono d’accordo nemmeno sulla sua validità per perdere peso, considerando più efficaci e veloci le diete proteiche che dando risultati praticamente immediati e sono quindi più incentivanti per essere continuate.

A difesa della dieta mediterranea il fatto che educhi ad un regime alimentare corretto e sano.

Insomma il dibattito è aperto, ma l’unica certezza è che la dieta mediterranea non è sperimentale, ma ormai acquisita.

A proposito di improvvisazioni facilmente diffuse in internet, la Federazione Ordine dei Medici ha aperto il sito: www.dottoremaeveroche.it che è una sorta di vademecum delle fake news delle diete.

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SALUTE

“Donna Salus – Womens health & fertility”, la clinica di Bolzano che consente alle coppie di realizzare il proprio sogno

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La Clinica “Donna Salus – Womens health & fertility” di Bolzano, nata per consentire a tutte le coppie che hanno difficoltà a concepire un bambino di poter realizzare il proprio sogno, ha recentemente ampliato la gamma delle prestazioni offerte in modo da poter offrire le corrette soluzioni anche a tutte le altre problematiche che possono affliggere la vita della donna.

Grazie ad un integrazione dell’organico ed all’acquisizione delle sempre più recenti ed innovative tecnologie presenti sul mercato, spiega il Dr. Bruno Engl, Direttore Sanitario della clinica, la struttura vede la presenza di un’equipe di operatori sanitari ciascuno con specifiche comprovate esperienze che valuta collegialmente il problema di ogni singola paziente in modo da porre una corretta diagnosi ed offrirle la migliore soluzione possibile. Tre sono i percorsi in cui la paziente può essere inserita al momento della prenotazione:

– GIALLO “Gravidanza”;

– ROSA “Infertilità”;

– VERDE “Ginecologia”.

Nel percorso GIALLO (“Gravidanza”) vengono inserite tutte le coppie con un problema di fertilità: al primo incontro la coppia viene ricevuta dal medico e dal biologo che illustrano con linguaggio semplice le diverse tecniche di fecondazione assistita e le tappe di ogni singolo percorso. Una volta individuata la tecnica più indicata viene elaborato il protocollo che sarà sempre “personalizzato”, cioè predisposto per rispondere esattamente alle esigenze di quella specifica coppia. La clinica grazie anche al laboratorio e alla banca interne alla struttura, fa si che la coppia possa compiere il percorso completo interamente in sede.

Tutte le tecniche di medicina riproduttiva, sia omologhe che eterologhe, sono offerte: Inseminazione IntraUterina, ICSI, FIVET, lo Screening Genetico Preimpianto dell’embrione e la Diagnosi Genetica Pre-Impianto dell’embrione, terreni di coltura che aumentano la probabilità di attecchimento dell’embrione al momento del transfer ed esami mirati della cavità uterina per la ricerca di fattori infettivi o autoimmunitari che potrebbero impedire l’annidamento dell’embrione.

Nei casi in cui la causa dell’infertilità sia maschile, previa valutazione in sede da parte da un team di andrologi provenienti dall’Università di Padova il ventaglio delle soluzioni offerte è ampio: l’ultra selezione morfologica degli spermatozooi (IMSI), l’estrazione percutanea degli spermatozooi dal testicolo (TESA), l’aspirazione degli spermatozooi dall’epididimo (PESA/MESA), la Micro-TESE (il prelievo degli spermatozoi mediante un microscopio operatorio).

Il percorso ROSA (“Infertilità”) è quello relativo all’accompagnamento dei due genitori alla nascita del bambino. Gli specialisti seguono tutte le coppie che hanno coronato il loro sogno all’interno della clinica, ma anche tutti coloro che a gravidanza già iniziata (anche spontaneamente) desiderano essere seguiti con passione e professionalità. Presso il centro è inoltre possibile eseguire i più recenti test non invasivi di diagnosi prenatale (cioè è possibile sapere con elevata attendibilità, mediante un semplice prelievo del sangue materno a partire dallì11a settimana di gravidanza, se il DNA del feto presenta delle anomalie).

 

Il percorso VERDE (“Ginecologia”), invece, oltre all’ambulatorio ginecologico “di base” prevede diverse percorsi ultraspecialistici:

Dolore Pelvico Cronico (Endometriosi, Adenomiosi, Fibromi uterini, Vulvodinia, Dolore Neuropatico);

-Uroginecologia (Cistiti Ricorrenti, Incontinenza Urinaria o Anale, Prolasso genitale, Sindrome della Vescica Dolorosa);

Colpocitologia (PAPtest, Ricerca del Papilloma Virus, Colposcopia).

Le figure coinvolte sono, oltre al ginecologo, l’uroginecologo e la riabilitatrice del pavimento pelvico, ma se necessario vengono utilizzate tecniche alternative quali l’agopuntura ed un’apparecchiatura frutto delle ultime ricerche tecnologiche (Vagycombi) che consente di risolvere mediante brevi sedute periodiche di trattamento indolori una serie di problematiche tra cui la riduzione del desiderio sessuale. Il laboratorio analisi è a supporto anche delle nuove sale operatorie dove è possibile eseguire interventi in endoscopia (laparoscopia, resettoscopia, cistoscopia) o per via vaginale

Infine da pochi mesi è stato attivato il servizio di Isteroscopia Diagnostica ed Operativa Ambulatoriale, tramite cui è possibile valutare la cavità uterina mediante telecamere miniaturizzate e, spesso, rimuovere polipi o aderenze durante la stessa procedura; la paziente dopo pochi minuti dall’esame potrà tornare al proprio domicilio, in piena autonomia. Per qualunque dubbio gli specialisti sono sempre disponibili a rispondere alle domande sia telefonicamente che online.

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