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Musica

Lutto nel mondo della musica, è morto Goran Kuzminac

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Goran Kuzminac è morto stanotte nella sua casa di Trento, dove si era ritirato dopo la diagnosi di un tumore al cervello.

Aveva 65 anni e da oltre un anno combatteva contro la malattia che alla fine non gli ha lasciato scampo.

Nella sua ultima intervista, rilasciata al nostro quotidiano il 29 novembre 2016 aveva detto: «voglio ancora imparare molto, morirò a 140 anni» (qui l’intera intervista)

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Purtroppo non è stato un buon profeta.

Mancava da Trento ormai da 30 anni, ma suo ricordo fra i musicisti trentini e i molti amanti della musica di allora è sempre stato vivo.

Per oltre 30 anni aveva vissuto in Abruzzo, grazie alla sua grande amicizia con Ivan Graziani.

Li aveva una casa laboratorio a Cellino Attanasio, ma aveva vissuto anche a S.Omero, Notaresco e Roseto.

Nel 2015 aveva stretto un rapporto di lavoro, ma anche di grande amicizia, con Germano D’Aurelio, in arte ‘Nduccio.

L’apice della sua carriera di cantautore alla fine degli anni ’70 con il singolo “Stasera l’aria é fresca”, anche se la consacrazione vera e propria c’è stata nel 1980 con la Hit “Ehi ci stai”.

Il suo forte legame con Ivan Graziani, con il quale aveva anche prodotto nel 1980 un Q Disc, in collaborazione con Ron, portando al successo il brano “Canzone senza inganni”, lo aveva portato ad instaurare un forte rapporto professionale con numerosi musicisti abruzzesi suoi fedeli compagni nei tantissimi concerti in tutta Italia, tra questi il flautista Giacomo Lelli, suo migliore amico, oltre al forte legame sentimentale con Rosa.

Negli ultimi tempi, visto l’aggravarsi del suo quadro clinico, aveva deciso di tornare a Trento dove vivono la sua prima moglie ed i suoi figli.

Kuzminac è spirato questa notte intorno alle 3.00.

Nativo di Zemun, municipalità autonoma di Belgrado nell’allora federazione jugoslava, la sua famiglia si trasferì in Italia, nel Trentino, quando questi aveva 6 anni.

In Austria, dove frequentò le scuole medie e il primo anno di liceo, Kuzminac iniziò a suonare la batteria nel gruppo musicale scolastico, per poi passare alla chitarra Con quest’ultimo strumento sviluppò una raffinata tecnica di finger-picking (vale a dire, pizzicando la corda con la punta delle dita o usando le unghie al posto del plettro), appresa da un militare statunitense conosciuto durante un viaggio in treno.

Allo studio (si iscrisse all’università di Padova, dove si laureò in Medicina) iniziò ad affiancare l’attività strumentistica in sala di incisione a Milano e a Roma a supporto di vari artisti.

Notato da Francesco De Gregori, che intravide in lui anche qualità compositive oltre che tecniche, fu da questi segnalato a Vincenzo Micocci, già direttore artistico della RCA Italiana e fondatore delle case discografiche Parade, IT e Una sors coniunxit. Micocci mise Kuzminac sotto contratto nel 1976 e lo affidò al direttore artistico Gaio Chiocchio.

L’esordio discografico del cantautore avvenne in quello stesso anno con un 45 giri triplo, opera collettiva prodotta dallo stesso Chiocchio per lanciare i giovani artisti a contratto presso la Una sors coniunxit: il brano di Kuzminac si chiamava Io, e la particolarità fu che anche i disegni delle tre copertine furono opera degli artisti presenti nel disco.

Di tutti gli artisti coinvolti in quell’esperienza, fu proprio Kuzminac l’unico artista ad assurgere a un certo grado di notorietà, e nei tre anni successivi lavorò al seguito delle tournée di Angelo Branduardi, Lucio Dalla e Antonello Venditti, aprendone i rispettivi concerti.

Il successo arrivò nel 1978, con il singolo Stasera l’aria è fresca, motivo nel quale Kuzminac ebbe modo di mostrare la sua tecnica musicale oltre alle sue doti artistiche: il brano vinse il Festival di Castrocaro e ottenne il secondo posto (Gondola d’Argento) alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia.

Sulla scia di quel successo, nel 1980 Kuzminac pubblicò il suo primo album, Ehi ci stai, da cui fu tratto il singolo (con testo di Gianfranco Baldazzi) con lo stesso nome, che si classificò secondo al Festivalbar di quell’anno; nel disco reincise anche Stasera l’aria è fresca con un nuovo arrangiamento.

Nel frattempo la RCA Italiana, distributrice dei dischi con etichetta Una sors coniunxit, iniziò la produzione di Q Disc, 33 giri economici con quattro canzoni, di uno o più artisti. Kuzminac fu tra i primi ad apparire in tali produzioni, nel Q concert, realizzato con Ron e Ivan Graziani, contenente tre loro canzoni e l’inedito scritto insieme Canzone senza inganni; al disco fece seguito una tournée dei tre artisti.

Il secondo album di Kuzminac, Prove di volo, venne pubblicato nel 1981, e contiene la canzone Stella del nord, pubblicata anche su 45 giri e partecipante a Un disco per l’estate di Saint Vincent e ad Azzurro; nella ristampa su CD del 1998 di questo LP verrà inserita come bonus track la canzone Io che egli aveva già inciso su 45 giri nel 1976.

Nel 1982, ripeté l’esperienza del Q disc, con Q concert, realizzato insieme a Mario Castelnuovo e Marco Ferradini, con un brano inciso insieme, Oltre il giardino, e tre inediti; il brano di Kuzminac è Bugiarda, che non fu poi inserito in alcun album in studio successivo.

Il seguito della sua carriera artistica, sebbene non sempre sotto i riflettori, avvenne fuori dall’orbita della Una sors coniunxit: quando infatti la dirigenza della RCA cambiò, Goran Kuzminac decise di rescindere il contratto che legava la distribuzione dei suoi dischi alla casa discografica: nel 1984 partecipò alla produzione di un brano di Patty Pravo per il Festival di Sanremo, Per una bambola, poi nel 1987 uscì per la Top Records Contrabbandieri di musica.

Ha collaborato a diversi album di altri artisti: nel 1988 ha suonato la chitarra nell’album del cantautore Rodolfo Santandrea Aiutatemi, amo i delfini, nel 1996 ha scritto con Carlo Alberto Contini la canzone La coerenza, incisa dai Nomadi nell’album Quando ci sarai, e nel 2009 ha cantato il brano Un’altra dimensione nell’album JL degli Algebra.

Dallo stesso anno ha svolto anche attività di musicoterapia presso l’ospedale psichiatrico romano “Villa dei Fiori”.

Diversificando le proprie attività, iniziò a occuparsi anche di ricerca musicale, grafica professionale 3D, post produzione video e finanche produzione di videoclip: attivo anche nella produzione di colonne sonore per produzioni fuori dall’Italia e nella tecnica di sonorizzazione di vasti ambienti, non ha mai abbandonato la produzione discografica regolare.

Nell’ultimo decennio sono così usciti gli album di inediti Dio suona la chitarra (2008), basato sulla chitarra e con la collaborazione di Alex Britti, Antonio Onorato, Charley De Anesi, Lincoln Veronese, Mauro De Federicis e Andrea Valeri, e Fiato (2012), distribuito dalle Egea Music, oltre a Solo ma non solo (2011), suo primo live, registrato in teatro ad Andria con sole chitarra e voce, e Goran Kuzminac & Stefano Raffaelli Jazz Quartet (2014), contenente dieci brani arrangiati da Stefano Raffaelli (Pianoforte) con Walter Civettini (Trumpet / Fluegelhorn), Flavio Zanon (Doublebass) e Carlo A. Canevali (Drums): il primo lavoro dove Goran si avvale della sola voce, senza la chitarra.

Grazie a Wikipedia per le informazioni

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Musica

I «tormentoni» musicali dell’estate 2019

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Ogni estate ha il suo tormentone.

20 anni di tormentoni iniziati timidamente con Britney Spears con “…Oops! I did it again“, mentre Tom Jones seduceva il mondo con “Sex bomb” e i Bon Jovi rockeggiavano con “It’s my life“. 

A cavallo degli anni duemila Jarabe De Palo filosofeggiava con “Depende” ma il popolo italico andava davvero in visibilio quando partiva “Vamos a bailar” di Paola e Chiara.

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Nel 2003 era la volta de “La canzone del Capitano” che ha segnato in modo indelebile la carriera di Francesco Facchinetti e poi via via  Dj Bobo con la memorabile “Dragostea Din Tei,  Juanes con “La camisa negraChecco Zalone  con “Siamo una squadra fortissimi“, diventato un inno quasi alla pari di “Seven Nation Army” dei White Stripes.

Per arrivare negli ultimi anni a Pharrell Williams, con “Happy“, “Bailando” di Enrique IglesiasAlvaro Soler con  “El mismo sol“ ed infine “Vorrei ma non posto” di J-Ax e Fedez e  Volare” di Fabio Rovazzi.

Ma quali saranno i potenziali tormentoni dell’estate 2019?

In seguito riportiamo una serie di potenziali “ tormentoni” ognuno con un breve commento ed il video che potrete vedere ed ascoltate.

Anche se l’estate 2019 si presenta alquanto avara in fatto di tormentoni.

Partiamo dai big: l’ineffabile duo Takagi & Ketra sforna da qualche anno orecchiabilissime canzoni.

Peccato solo che l’ispirazione sia una brutta gatta, e se in passato hanno avuto le loro crisi mostri sacri come Bennato o Battiato: ce ne faremo una ragione se per una volta anche T & K hanno avuto un passaggio a vuoto.

E infatti JAMBO di Giusy Ferreri, in collaborazione con OMI, è una specie di versione reloaded della pluripremiata Amore & Capoeira di summer 2018. Per carità, si ascolta volentieri e siamo sicuri che tanti saranno i passaggi nei “chiringuiti” della spiaggia di Rimini, ma questo mix fra elettronica ed etnica (sudamericana?) non brilla di certo per originalità. Autoplagio?

Takagi & Ketra, consapevoli della debolezza di JAMBO, non lasciano ma raddoppiano e insieme all’inossidabile J Ax producono un’altra canzone dal titolo “Ostia Lido”. Assomiglia a “Italiana” di una estate fa? Che strano, ma come detto anche Bennato e Battiato hanno avuto le loro crisi…

Il gruppo del momento – per chi non lo sapesse – si chiama Thegiornalisti e nelle ultime estati ci ha deliziato con pezzoni come “Felicità puttana” e “Riccione”. Il 2019 vede un’ispirazione calcistica ed ecco qui il singolo “Maradona y Pelè”. Non male il ritornello, anche se non immediatamente orecchiabile come si converrebbe a un tormentone estivo.

Per trovare qualcosa di più originale dobbiamo scrivere di un cantante che ormai è sulla cresta dell’onda dalla fine degli anni 80: parliamo di Jovanotti con la sua “Nuova Era”. Non sappiamo ancora quante volte sarà scaricato questo ultimo singolo che veleggia come sempre fra pop e rap, ma sicuramente lui ha già vinto con i ripetuti sold-out del Jova Beach Party, ambiente marino permettendo.

Per finire: e il reggaeton che ormai imperversa da un decennio nelle nostre orecchie? Come si direbbe in Italia, un genere ormai alla frutta, tanto che i due pezzoni più gettonati si intitolano “Calma” e “Con calma”, le cui sonorità ormai conosciamo a memoria. Basta, per carità.

 

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Musica

Ai “Suoni delle Dolomiti” la musica classica incontra il folk irlandese

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Nella magia di pascoli alpini che si affacciano sul gruppo delle Pale di San Martino, arrivano due fuoriclasse della musica folk e non solo.

Si tratta di Alasdair Fraser e Natalie Haas, un duo che pur composto da artisti provenienti da formazioni molto diverse ha trovato una sintonia perfetta per esplorare musica celtica, musica folk, la grande tradizione della musica per danza d’oltremanica, senza dimenticare la musica da camera.

Il luogo dove sarà possibile ascoltarli, all’interno della programmazione de “I Suoni delle Dolomiti“, è Malga Canvere in Val di Fiemme, domenica 14 luglio ore 12.

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Fraser e Haas sono l’esempio di come due straordinarie avventure artistiche trovino una nuova pienezza grazie all’incontro.

Il violinista Alasdair Fraser vanta una carriera trentennale fatta di concerti, premi, partecipazioni a show televisivi, programmi radiofonici e a colonne sonore cinematografiche tra le quali basta citare “Titanic” di James Cameron o “L’ultimo dei Mohicani” di Michael Mann.

Nel 2011 è stato anche inserito nella Hall of Fame della Musica tradizionale scozzese e la sua bravura come violinista lo ha reso celebre in tutto il mondo.

Natalie Haas invece si è diplomata alla Juilliard School of Music, ma ha ben presto conosciuto l’amore per la musica tradizionale diventando una delle più ricercate violoncelliste di questo genere sonoro e collaborando con super gruppi irlandesi come Solas and Altan, Liz Carroll e altri.

L’incontro di violino e violoncello è per Fraser il coronamento di un sogno, proprio perché il violoncello rappresentava storicamente la linea ritmica della musica da ballo scozzese.

Negli anni questo duo ha letteralmente incantato il mondo, suonando con gioia ed energia e intendendosi alla perfezione e infatti sin dal debutto con “Fire & Grace” si sono imposti al pubblico e alla critica aggiudicandosi il riconoscimento di Album dell’anno agli Scots Trad Music Awards. Da allora hanno dato vita ad altri quattro lavori sulla lunga distanza.

Come si raggiunge il luogo del concerto:

Il luogo del concerto è raggiungibile da Predazzo in auto fino a Bellamonte – località Castelìr (parcheggio), poi con gli impianti Castelìr – Fassane – Morea e quindi a piedi lungo il sentiero 623 (ore 0.20 di cammino, dislivello 50 metri, difficoltà E). Da Moena in auto fino alla partenza degli impianti dell’Alpe Lusia (parcheggio), poi con la telecabina fino a Le Cune e quindi a piedi lungo il sentiero 623 (ore 1.45 di cammino, dislivello 150 metri, difficoltà E)

Escursioni con le Guide Alpine e in Mountain Bike:

È possibile partecipare a un’escursione con le Guide Alpine del Trentino fino al luogo del concerto percorrendo a piedi da località Castelir una comoda mulattiera che, passando dai Boschi dei Ciocchi e lungo le trincee e i bunker della Grande Guerra, porta fino a Malga Canvere (ore 3 di cammino, dislivello in salita 450 metri, difficoltà E).

Partecipazione a pagamento prenotando presso le Guide Alpine Dolomites Experience al numero 348 8271988 e gratuita con prenotazione obbligatoria, fino ad esaurimento dei posti, presso l’Apt Val di Fiemme al numero 0462 241111 per i possessori di: FiemmE-Motion, Trentino Guest Card (possibilità di prenotazione anche sul sito visittrentino.info/card).

È inoltre possibile giungere al luogo del concerto in e-mountainbike con gli accompagnatori di MTB. L’itinerario parte da Castelir e passando per Forte Dossaccio raggiunge Malga Bocche e Canvere (13 km di lunghezza, dislivello in salita 460 m, difficoltà media).

Partecipazione a pagamento prenotando entro le ore 12 del giorno precedente presso l’Apt Val di Fiemme al numero 0462 241111.

L’escursione avrà luogo con un numero minimo di 4 partecipanti.

In caso di maltempo il concerto verrà recuperato alle ore ore 17.30 al Palafiemme a Cavalese. I biglietti per l’accesso in sala saranno in distribuzione, fino ad esaurimento posti, dalle ore 15.30.

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Musica

Parco delle Terme di Levico, Trio Azul in concerto venerdì 12 luglio alle ore 21.00

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Proseguono nel parco di Levico Terme gli appuntamenti nell’ambito di “Vivere il Parco”, con il concerto del Trio Azul formato da Attilio Zanchi al contrabbasso, Fausto Beccalossi alla fisarmonica e Oscar Del Barba al pianoforte. Appuntamento venerdì 12 luglio alle ore 21.00 all’anfiteatro naturale. In caso di cattivo tempo il concerto si terrà al chiuso.

Svariati generi musicali sono proposti in una interessante e particolare fusione. Echi di jazz, di musica cubana, argentina e brasiliana rielaborati in uno stile personale e originale: musiche provenienti da varie culture in particolare dal mondo latino tra cui “Historia de un Amor” di Carlos Almoran, “Rosa” e “Carinhoso” di Pixinguinha, “Um Anjo” di Egberto Gismonti. Clicca qui per scaricare il Programma completo di “Vivere il Parco”

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