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Viaggi: El Alma de Cuba

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Il titolo sicuramente evoca memorie beverino-goderecce: salsa, rum, chicas, vistose macchine americane anni 50, natura caraibica, divertimento sfrenato.

Tuttavia esistono due Cuba: una è la Cuba per l’appunto, del divertimento sfrenato, l’altra quella dei lavoratori, quella di un popolo ospitale, simpatico, alla mano che però spesso vive di stenti.

Il regime economico cubano si basa sul socialismo e non contempla, o perlomeno non promuove molto attivamente, l’imprenditorialità, lo spirito di concorrenza e quindi questa magnifica isola tropicale caraibica vive in un clima di scarso sviluppo economico.

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Ciononostante Cuba è uno stupendo paese tropicale sicuro, perché il regime garantisce la sicurezza ai turisti, grazie ad un corpo di polizia severo con i comportamenti illegali, popolato da gente molto ospitale, cordiale, gioviale, simpatica.

A Cuba conoscere molti cubani è facile.

Fra di loro c’è anche gente molto intraprendente, lavoratrice attiva al fine di giungere alla fine del mese in attivo per sé e per la propria famiglia, come la simpatica Mireille della Casa Particular (la ns. pensione con prima colazione) Diosa del mar nella zona denominata La Popa a Trinidad, che al mattino bussa alla tua porta per offrirti un buonissimo caffè (muy rico, saboroso come dice lei) appena fatto e quando torni dalla spiaggia ti serve con simpatia ed amicizia, un bel bicchierone di succo di frutta tropicale fresco, ricco di preziose vitamine.

L’isola è anche una dimostrazione di felice convivenza e tolleranza razziale.

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Ci sono cubani neri, bianchi, mulatti, indios e tutti vivono felicemente assieme, senza alcuna forma di assurda, ignorante e incolta discriminazione basata sul colore della pelle.

Camminando per le affollate strade dell’Avana vecchia chiedo un indicazione stradale a un simpatico cubano nero, il quale si prodiga per fornirmi l’assistenza richiesta, poi si intrattiene a chiacchiere per infine portarmi a vedere un locale storico in cui fu girato un film famoso e si inventa la scusa dei famosi tre giorni di promozione della fabbrica di sigari cubani, per vendermi dei sigari cubani di dubbia qualità.

Questo è un po’ rappresentativo dell’anima del cubano che deve trovare mille modi per sopravvivere in un’economia in cui guadagna € 10/15 al mese e il costo della vita è circa sei volte maggiore…

A Trinidad bellissima cittadina a mezz’ora di distanza dal mare, il museo civico aveva appena chiuso ma grazie all’intercessione di un amico del custode sono entrato lo stesso.

Questa è l’anima del cubano, sempre pronto a fare un eccezione per l’amico per poi ricambiargli a propria volta la cortesia. Internet, rete libera e trasporti a Cuba, sono un problema serio.

Esiste un servizio di corriere di linea denominato Viazul ma può capitare che non carichi i passeggeri perché non ha posto sulla corriera.

Quando si viaggia in corriera a Cuba è consigliabile prenotare gli spostamenti di città in città con largo anticipo. La rete senza fili funziona solo usando una scheda di rete libera dalla vita limitata dichiarata sulla stessa scheda e della durata di un’ ora acquistabile a un CUC (la moneta dei turisti. La moneta locale è il Peso cubano) presso gli uffici ETECSA o a due CUC per strada.

Funziona in alcuni luoghi pubblici come parchi, piazze e alcuni locali di livello un po’ elevato.

Molte, troppe in un ottica di vita degna del termine civile, persone vivono in piuttosto malconce catapecchie ai bordi della città nei cosiddetti campi, al confronto delle quali i rifugi delle favelas brasiliane o le bidonville sono probabilmente un albergo a cinque stelle, ma mantengono sempre una loro dignità di bellezza caraibica.

Infatti una sera a cena presso una famiglia che vive per l’appunto in un campo, in attesa che la famiglia terminasse di preparare la cena organizzata in onore della mia venuta nella loro bellissima isola, una magnifica bellezza caraibica si affaccia alla porta per chiedermi come poteva essermi utile.

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Streetwear e Adidas: dalle collezioni speciali in arrivo ai grandi classici

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Sono ormai alcuni anni che lo street wear risulta essere di grande tendenza nel mondo della moda.

Numerosi marchi lavorano costantemente cercando di creare capi iconici che possano rappresentare il nuovo standard in arrivo.

Uno di questi esempi è il famoso brand Adidas, che oltre a disporre di numerosi e intramontabili grandi classici, si occupa anche di creare nuove tendenze grazie ad altrettanto numerose novità in arrivo.

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NOVITÀ E NUOVE COLLEZIONI – Fra le novità presentate da Adidas di recente, è possibile trovare la collezione Adidas originals by Human race, nata dalla collaborazione del cantante di origine americana Pharrell Williams e il designer proveniente dal Giappone, Nigo.

Il cuore, simbolo di creatività e immaginazione, è l’elemento che ha ispirato questa collezione: i colori principali saranno proprio il rosso e il bianco e su ogni modello si troverà un cuore come logo della speciale linea. Queste speciali sneakers non sono curate solamente nel design: le performance tecniche sono ottimizzate grazie a degli stabilizzatori in Tou per il tallone, così come l’avampiede è supportato dalla Gomma Eva.

Come se non bastasse, vi è un’altra novità in arrivo, le sneakers Arizona Iced Tea, ispirate al famoso tea freddo, da cui prende anche i colori (molto accesi e vivaci).

Questa nuova collezione punta a colpire le nuove generazioni, innamorate dei colori vivi e soprattutto che si fanno notare.

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GRANDI CLASSICI DAL SAPORE VINTAGE – Quando parliamo di Adidas non parliamo solo di nuove collezioni e collaborazioni speciali, visto che questo brand continua a produrre delle collezioni storiche ormai diventate iconiche.

Tra questi prodotti troviamo ad esempio le Adidas Gazelle da uomo un modello di scarpe che oggi troviamo anche online e che è sempre molto richiesto per via del suo tocco anni 90 che tanto piace alle generazioni attuali. Insomma, uno dei tanti modelli perfetti sia per i più nostalgici, sia per chi vuole creare un look street particolare e alla moda.

Con questa mossa non bisogna fraintendere l’intento di Adidas, infatti, quest’ultimo non è sopravvivere al successo passato, bensì quello di riottenere altrettanto successo tramite nuove tendenze nel mondo dello streetwear. Ad esempio, nella classifica dei modelli speciali per le sneaker più costose al mondo, troviamo le Adidas Human Race NMD Pharrell x Chanel, un modello in edizione limitata e speciale che ha raggiunto quotazioni attorno ai 7.400 euro

Per tale ragione, l’obiettivo di Adidas è puntare ad avere elevato successo con nuove tendenze, siano esse provenienti da modelli totalmente innovativi e creativi come le novità proposte recentemente, siano esse provenienti dal passato, attraverso collezioni che hanno già garantito elevato successo al marchio Adidas e che ritornano sempre più forti di prima.

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Jungle Dress: la provocazione di Jennifer Lopez e le over 40

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Indossare i vestiti di vent’anni fa è provocazione, sfida o semplicemente un gesto che porta ad essere considerati fuori dal tempo reale?

A lanciare la provocazione è stata Jennifer Lopez che è tornata ad indossare in occasione della sfilata di Versace durante Milano Fashion Week, l’iconico Jungle Dress: spacchi vertiginosi, profonda scollatura fermata da una spilla all’altezza dell’ombelico e così ha sfidato le critiche e l’età.

Del resto viviamo nell’era delle Perennials, cioè le Over 40 che non si definiscono per età anagrafica, ma per attitudine mentale.

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Ed allora ognuno di noi, maschio o femmina che sia, ha un abito o un costume datato nell’armadio; si può ancora – al di la della taglia – osare ad indossarlo?

La maggioranza ha assolto Jennifer Lopez riconoscendo il diritto coniugato al femminile, di assumere comportamenti non condizionati dall’età.

Il restare fedeli al proprio stile indipendentemente da quanti anni si possono avere, è possibile?

A fare la differenza non sono tanto gli anni, quanto il ruolo e lo stato sociale che richiedono un abbigliamento adeguato.

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Nel tempo libero non è poi vietato indossare la minigonna anche a 50 anni, evitando solo le micro gonne giovanili.

Nel guardaroba ci devono essere solo alcuni capi, non un accumulo seriale degli abiti del passato.

Ad esempio ha senso conservare l’abito da sposa? La tendenza è “ Trash The Dress” che altro non è che un servizio fotografico dove insieme al proprio partner si danneggiano in maniera creativa, gli abiti della cerimonia.

Per tutto il resto si possono conservare quei capi che regalano delle emozioni, ma non con lo spirito di restare legati ad un passato che non potrà più tornare.

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fashion

Cambiare taglio o colore di capelli aiuta ad aumentare l’autostima

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nella foto Michelle Hunzinker e Miriam Leoni

Mi faccio bionda, mi taglio i capelli e cambio vita!

Siamo di fronte alla voglia di cambiare, alle paure o ad un’espressione di malessere interno che si manifesta in un radicale mutamento esterno?

Michelle Hunzinker ha cambiato taglio dei capelli dopo 25 anni.

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L’attrice Miriam Leoni è passata da capelli rosso intensi ad un biondo dorato.

Ma non succede solo nel mondo dello spettacolo, ma anche nella vita quotidiana.

Mutamenti più o meno radicali in occasione di un nuovo lavoro, della fine di una relazione o semplicemente per ritrovare morale e sprint.

Ma funziona veramente o è solo suggestione?

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Nella decisione ci vuole cautela se il momento è quello di una fragilità psicologica, meglio evitare un cambiamento radicale che potrebbe destabilizzare.

In tutti i casi vale molto l’aspetto simbolico che porterà al centro dell’attenzione, il che non fa per nulla male all’autostima.

L’importante è essere soddisfatti di se stessi al di la del giudizio della gente.

Se ci si piace il gioco è fatto, ma anche per questo il cambiamento meglio che sia progressivo per evitare di oltrepassare il punto di non ritorno.

Ci può essere una relazione tra taglio o colore dei capelli ed un determinato ruolo? Quasi sempre si.

L’importante è poter contare su una forte personalità che supporti il cambiamento.

Ma alle volte baste la piega: liscia, ad esempio, da più austerità alla persona e quindi è indicata per una riunione di lavoro.

Infine non è positivo restare a lungo con la stessa immagine.

Prima di tutto perché si cambia età e il look non è sempre verde. In tutti i casi l’immagine deve accompagnare l’evolversi della persona.

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