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Rovereto e Vallagarina

Inaugurato ieri il Laboratorio Interattivo Manuale: un luogo dedicato all’apprendimento del tutto innovativo

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È stato inaugurato ieri, in Corso Rosmini, 84, il Laboratorio Interattivo Manuale (LIM) di Ginevra G. Gottardi e Giuditta Gottardi.

Il LIM offre al pubblico una varietà di servizi ai quali possono accedere bambini, adulti, insegnanti e semplici curiosi.

Il ventaglio di attività, come viene spiegato nel sito, è quindi rivolto a chiunque si trovasse in un’età compresa tra i 3 e i 99 anni.

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Questi sono numeri simbolici, un modo giocoso ma preciso, come molti degli eventi proposti dalle sorelle Gottardi, per chiarire che non esistono limiti quando si tratta di apprendimento e che il Laboratorio offre servizi sempre accessibili.

Lo scopo perseguito dalle esperte è stato quello di creare uno spazio sicuro, didattico e divertente in cui l’apprendimento, e la voglia di mettersi in gioco, crescono spontaneamente. Ecco quindi che vengono proposti corsi di metodologie di didattica attiva, lapbook (mappe concettuali tridimensionali), letture animate (puntando l’attenzione su espressività vocale e corporea), disegno, pittura, lettering, attività creative manuali, giochi volti a potenziare il pensiero matematico.

Le sorelle collaborano da tempo nell’ambito dell’educazione e delle attività culturali. Ginevra è archeologa e si dedica alla divulgazione e valorizzazione dei beni culturali proponendo progetti didattici nelle scuole e presso enti e musei privati. Giuditta è invece maestra di professione e blogger per passione. Le due colleghe si sono quindi compensate a vicenda costruendo un atelier dove creatività e didattica si incontrano.

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Background diversi, ma obbiettivi e ambizioni simili, legano le esperte che nella giornata di ieri hanno mostrato e dimostrato un’affinità professionale ed affettiva indispensabile se si intende gestire un’attività come quella da loro proposta.

Il loro Centro organizza corsi nelle scuole, corsi di aggiornamento per i docenti, conferenze, concorsi, spettacoli, eventi e laboratori in collaborazione con diversi enti del territorio Trentino e italiano (Scuole, Centro Studi Erickson, Castel Pietra, Biblioteche del circuito Trentino, Centrale Idroelettrica di Riva del Garda,…).

Quello delle giovani esperte è stato un percorso all’insegna della conoscenza e i risultati sono stati soddisfacenti. 5 anni fa, come racconta Ginevra, hanno deciso di aprire un blog dove dispensare consigli e caricare materiali didattici (pubblicati sempre in modo gratuito).

Il loro percorso, degno di un sistema ormai moderno e globalizzato, non è stato privo di ostacoli. Le ragazze hanno perseverato, continuando anche a lavorare autonomamente immergendosi in progetti diversi (consultabili al loro sito).

Dopo varie ricerche, Giuditta e Ginevra si imbattono nei lapbook, speciali mappe concettuali particolarmente gettonate negli Stati Uniti. Capiscono subito il potenziale dello strumento, che diventerà poi uno dei loro cavalli di battaglia, e lo promuovono sul blog.

Fortunatamente, ad oggi sono molte le carriere che cominciano con un piccolo spazio online che si evolve una effettiva opportunità lavorativa. E questo è il caso delle sorelle Gottardi. Gli utenti hanno da subito apprezzato gli articoli delle esperte ed ora ci sono migliaia di persone che si affidano alla loro professionalità.

«Il lapbook– spiegano- si adatta a qualsiasi età e scuola, ma soprattutto, essendo una mappa concettuale tridimensionale, si può applicare facilmente a qualsiasi tipo di argomento e materia».

Il bambino, quindi, progetterà autonomamente il suo lapbook e questo gli permetterà di imparare gli argomenti che tratta e sviluppare creatività e manualità (indispensabili per costruire un metodo di studio efficace e agevolare il processo di memorizzazione).

Giuditta Gottardi, dopo aver pubblicato diversi articoli in materia insieme alla sorella, ha sperimentato concretamente questi strumenti su alcune delle sue classi elementari. I risultati sono stati positivi ed il successo raggiunto dal moderno strumento educativo è stato forse inaspettato.

Si sono susseguiti: un manuale, ristampato anche in cinese, e sei quaderni operativi pubblicati tramite la Casa editrice Erickson.

Le porte del Laboratorio trasportano gli utenti all’interno di una piccola fabbrica della creatività, ci sono spazi adibiti per il gioco dei più piccoli, postazioni di accoglienza e due stanze dedicate ad incontri privati o a momenti di studio individuale con i ragazzi. I loro uffici rispecchiano l’essenza del luogo presentandosi come spazi colorati e logicamente arredati.

Il loro slogan è “Apprendo, apprendo”, un metodo semplice ed efficace per spiegare che attraverso le attività da loro proposte, in particolare quelle legate ai lapbook, i bambini finiscono per “capire come imparare”.

«Siamo molto soddisfatte, -esordiscono le esperte- proviamo un amore incondizionato per i bambini, per la cultura e l’insegnamento. Ringraziamo tutti coloro che ci hanno sostenuto, a cominciare dalle nostre famiglie. Siamo grate anche ai nostri “amici” online, agli utenti di Facebook e a tutti i professionisti che si mettono in contatto con noi da anni. Un ringraziamento particolare alla Casa Editrice Erickson per il lavoro svolto insieme».

Le proposte offerte agli utenti sono diverse, gli eventi sono molteplici. Per 3 pomeriggi  si susseguiranno incontri a “porte aperte” dove i cittadini avranno modo di conoscere il Laboratorio.

 

Un lapbook

 

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Rovereto e Vallagarina

Mori: prosegue il piano asfalti e marciapiedi

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Rimozione degli asfalti vecchi e usurati, messa in quota dei chiusini e delle caditoie stradali con formazione delle relative pendenze e infine “rifacimento del manto di usura” ovvero posa del nuovo asfalto; ancora, rifacimento dei marciapiedi con sostituzione delle cordonate con materiale più duraturo in porfido.

Sono i provvedimenti contenuti nella delibera recentemente approvata dalla giunta comunale che, anche quest’anno, prosegue con il consueto piano di manutenzione delle strade comunali.

Spiega il sindaco Stefano Barozzi: «Con la prossima variazione di bilancio impegneremo 215 mila euro; gli interventi iniziano quest’autunno e proseguiranno fino alla prossima primavera. Si interverrà nella borgata e anche nelle frazioni.

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Il nostro territorio è molto ampio e il piano della manutenzione degli asfalti segue una costante rotazione. Nel corso delle ultime due consigliature, si è messo mano quasi a tutte le strade e questo “giro” si concluderà proprio con questo provvedimento. Fatalmente, visto che l’asfalto è soggetto a usura, è chiaro che poi si ripartirà nuovamente con le manutenzioni, seguendo le priorità che saranno di volta in volta individuate».

Nel dettaglio, il nuovo piano di interventi coinvolge: via don Sturzo, via Matteotti in zona artigianale, la traversa di via Viesi, la traversa di via Giovanni XXIII, via Zugna, località Al Dazio di Ravazzone, piazza e dintorni nella frazione di Sano, via Sant’Anna – strada di accesso al campo di tamburello a Valle San Felice e un tratto di viabilità interna alla frazione di Nomesino.

Su tutte queste vie sarà posato il nuovo asfalto. Lungo via Matteotti della zona artigianale è previsto il rifacimento completo di un tratto di marciapiede con la sostituzione delle cordonate.

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Il progetto è stato predisposto dal servizio tecnico comunale per una spesa complessiva di 215 mila euro, di 173.478,49 per lavori (comprensivi di 847,67 per oneri della sicurezza) e 41.521,51 per somme a disposizione.

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Rovereto e Vallagarina

“Studenti per l’emergenza”: iniziata la seconda edizione del progetto di alternanza scuola-lavoro

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Le attività al campo scuola della Protezione Civile di Marco di Rovereto prenderanno avvio lunedì 23 settembre ma, con la didattica in aula, è già iniziata da alcuni giorni la seconda edizione di “Studenti per l’emergenza”, il progetto di alternanza scuola-lavoro pensato per avvicinare gli studenti alla Protezione Civile e al mondo del volontariato.

L’iniziativa vede la collaborazione del Dipartimento Istruzione e Cultura e del Dipartimento Protezione Civile della Provincia Autonoma di Trento con alcuni istituti scolastici: I.T.E.T.”Felice e Gregorio Fontana” di Rovereto, Istituto di Istruzione “Lorenzo Guetti” di Tione, I.T.E.T “Giacomo Floriani” di Riva del Garda, I.T.T. “Marconi” di Rovereto, Liceo delle Scienze Umane “Filzi” di Rovereto e Istituto Comprensivo di Primiero.

Gli obiettivi dell’iniziativa sono promuovere la cultura della prevenzione, formare un volontariato più consapevole e specializzato e far acquisire agli studenti un ruolo attivo nella riduzione dei rischi.

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Dopo la prima fase teorica e conoscitiva sugli aspetti legati al sistema di Protezione Civile provinciale (struttura, compiti e attori), sui concetti di rischio e pericolo e sulle attività di previsione, prevenzione e protezione messe in campo in ambito provinciale, che si è tenuta questa settimana, gli studenti verranno impegnati, al campo scuola della Protezione Civile di Marco di Rovereto dal 23 al 29 settembre, in una serie di attività tecnico-pratiche, simulazioni e dimostrazioni coordinate dal personale della Protezione Civile.

Si affronteranno tematiche come la logistica (progettazione, predisposizione, realizzazione e gestione dei piani per l’emergenza e dei campi), la prevenzione e la protezione del territorio, l’uso delle nuove tecnologie. A disposizione degli studenti ci saranno tende, aule didattiche, una tensostruttura per la mensa e per le riunioni plenarie, cantieri e aree attrezzate per simulare esercitazioni sul campo.

Numerosi e interessanti sono i temi che saranno oggetto di approfondimento grazie agli esperti della Protezione Civile: dalla realizzazione di un campo, con un focus sul servizio di ristorazione, alla psicologia dell’emergenza, dalle previsioni meteorologiche al rischio idraulico, valanghivo e idrogeologico e di incendi, dallo studio del territorio alla gestione dell’emergenza, compreso il valore del volontariato e delle associazioni che lo compongono.

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Agli studenti sarà proposto un campo “plastic free”. Grazie alla collaborazione dei Nu.Vol.A. per la ristorazione si farà quindi ampio uso di materiali compostabili e di borracce e bicchieri individuali.

L’iniziativa rientra tra quelle che il Dipartimento Protezione Civile realizza per promuovere e diffondere la cultura della protezione civile: come la campagna “Io non rischio” e la settimana della protezione civile previste in ottobre.

Senza contare le giornate formative che vengono fatte in molte scuole del Trentino e le serate informative con la popolazione. La conoscenza da parte della popolazione dei rischi presenti sul territorio e delle modalità più efficaci di intervento contribuiscono infatti ad aumentare il successo delle operazioni di soccorso.

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Rovereto e Vallagarina

Il “venditore invisibile”: a Rovereto svelati i segreti del packaging

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Gli esperti non hanno dubbi: il packaging è il primo agente commerciale di un’azienda. L’acquisto, in un mercato ricco di offerte e competitivo, è per il consumatore un’esperienza emotiva.

Scegliere il giusto packaging significa competere meglio sui mercati già affollati, distinguersi, diventare un brand.

A Trentino Sviluppo, ieri pomeriggio, si è tenuto un partecipato workshop per formare imprese e grafici sulle regole-base per la creazione di un imballaggio che sia rappresentativo dell’identità aziendale, distintivo, efficace, riconoscibile, resistente e apprezzato anche sui mercati esteri.

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Il packaging contiene e comunica, è il risultato di una scelta di materiali, forme, design, ergonomia, colori, linguaggio. Protegge il contenuto, attira l’attenzione, trasmette un messaggio, presenta il prodotto e l’azienda in modo attraente.

Le ultime tendenze vedono i consumatori molto attenti all’eco-sostenibilità degli imballaggi, alla riciclabilità dei materiali utilizzati, all’eticità dei messaggi trasmessi.

«Per i clienti il packaging è una parte del prodotto», ha chiarito l’architetto Giorgia D’Annibale, esperta di design e insegnante in accademie di grafica, agli imprenditori che hanno seguito il workshop. Le regole d’oro per un packaging di successo?

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«Deve essere semplice, esplicito, parco, leggibile, pratico» ha spiegato l’architetto D’Annibale. Tra le nuove tendenze, l’utilizzo di materiali green, plastic free, come resine, mater-b, carta riciclata. Si prediligono i packaging monomateriale, per favorire smaltimento e riciclo. Il vintage è senza tempo, soprattutto per prodotti alimentari come vino, olio. Il commercio on-line, poi, sta rendendo il packaging a volte marginale, quindi servono scelte accattivanti.

Il packaging – è stato ricordato nel seminario – è nato negli Stati Uniti alla fine dell’Ottocento, per separare le saponette, fino ad allora vendute a peso da grossi blocchi di sapone. Poi c’è stata la grande epoca della latta stampata (chi non ricorda la scatola dei biscotti della nonna?).

«Le forme diventano il prodotto. Pensiamo al Tetrapack per il latte, alla lattina bassa e tonda del tonno, alla bottiglietta monodose del Campari, inventata da Depero». C’è anche un packaging «grado zero»: è l’illuminotecnica nei reparti macelleria e gastronomia. Non riflettendo il verde, quelle luci speciali rendono più belli e desiderabili i prodotti freschi esposti.

Al format didattico, che ha visto anche i consigli di Jasmina Kaluderovic, direttrice creativa dell’agenzia di grafica e comunicazione Dna di Trento (con sedi in Cina e Russia), sono stati portati diversi esempi: le confezioni di Idrolitina e Borotalco, la portata innovativa di lattine di olio motore a forma di bagnoschiuma, con maniglia. Tra le nuove tendenze nel settore food biologico, le scritte con font che rievocano la scrittura a mano.

«Il packaging è un creativo compromesso tra l’adeguarsi e il distinguersi», hanno spiegato le due formatrici. Il pubblico in sala si è cimentato anche in un momento creativo e cooperativo.

Per chi volesse avvicinarsi al mondo del packaging branding, infine, qualche consiglio in pillole: «Pensare a cosa si ha da dire, da trasmettere. Studiare i competitor: punti di forza e di debolezza. Analizzare i mercati (attenzione: in Cina il bianco è il colore del lutto!). Distinguersi. Valutare la funzionalità dell’imballaggio, dalla fabbrica all’utente. Pensare a come si apre, chiude e smaltisce il contenitore o l’involucro. Anticipare il futuro con creatività».

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