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Speciale elezioni 2018

Daniele Costantini (Autonomisti Popolari):«Ripristinare il senso di comunità e i servizi per le valli»

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Speciale Elezioni Provinciali 2017

Ospite della rubrica che da spazio ai candidati delle elezioni provinciale è oggi Daniele Costantini, 62 anni, del movimento Autonomisti Popolari, il partito del consigliere provinciale Walter Kaswalder che sostiene la candidatura del presidente del centrodestra autonomista popolare Maurizio Fugatti.

Daniele è del segno dei gemelli, convive con Antonella, ed ha due figli di 25 e 26 anni, uno laureato e l’altro in procinto di farlo.

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È nato a Fontanedo una piccola frazione di Roncone nelle Giudicarie, (ora Sella Giudicarie), «Sono orgoglioso di essere nato in quella piccola frazione ed essere venuto al mondo a casa mia grazie ad un’ostetrica il mese di giugno con soli 9 gradi».

Laureato in scienze forestali a Padova nel 1983, svolge la libera professione.

Si occupa della progettazione e riqualificazione delle stazioni invernali, e di valutazioni di impatto ambientale, e si definisce un designer di stazioni invernali con una forte passione per la vendita alle PMI di servizi di Webmarketing.

«Sono stato il progettista ed il direttore lavori delle piste di sci alpino per le Olimpiadi Invernali di Torino 2006 – ricorda Costantini – ma ho collaborato anche anche con “Primi sui Motori S.p.A”., e “Insem Spa”, la Digital Factory Italiana e sono spesso in Cina ed in Azerbaigian per lavoro»

Dal 1996 al 2000 ha dato il suo contributo alla politica e rivendica simpaticamente un avvenimento, «Mio padre, nel 1956, è stato il primo laureato delle Giudicarie», poi la vera e propria discesa in campo come fondatore degli Autonomisti Popolari, «dentro il movimento ho subito respirato l’aria della comunità e dell’appartenenza territoriale»

«Dentro il simbolo del partito  – ci svela Costantini – il fiocco di neve rappresenta ed identifica il collegamento fra periferia e capoluogo»

Le sue idee sono molto chiare anche sull‘Euregio, «È necessario istituzionalizzarlo per pianificare così politiche comuni riguardanti il turismo, la cultura, e la viabilità» ed ha una sua particolare idea anche sulla storia del Trentino, «Non siamo mai stati liberati da nessuno e dobbiamo essere orgogliosi di avere una cultura mitteleuropea»

Sul suo gruppo personale di Facebook troneggia la frase: «Sono una persona che ci mette sempre la faccia! Pronto a difendere con forza i valori in cui credo!»

Qual è stato il percorso che ha portato alla sua candidatura con gli Autonomisti Popolari?

«Sono stato uno dei fondatori del movimento, e credendo nei suoi valori fondamentali mi sono messo subito a disposizione. Quando Walter Kaswalder mi ha chiesto di candidare ho accettato subito prendendomi carico di oneri ed onori e consapevole che per fare bene una campagna elettorale per un mese devi dimenticare il tuo lavoro e la tua famiglia.»

35 giorni per conquistare un voto in più degli altri candidati, come pensa di riuscirci?

«Rimanendo fra la gente e condividendo le problematiche dei singoli territori»

Le prime tre cose sintetiche che farà se sarà eletto in consiglio provinciale?

«Lavorerò sul ripristino dei punti nascita periferici, sull’eliminazione delle comunità di valle e sulla mobilità alternativa che ha parer mio va stimolata il più possibile»

Resterà attivo nel partito e nel territorio in caso di sconfitta?

«Assolutamente si, perché ritengo che le persone che hanno esperienze lavorative e competenze possano essere utili»

Quanto spenderà per la campagna elettorale?

«Circa 2.000 euro»

Quali sono i temi che affronterà in campagna elettorale?

«I temi che mi sono cari sono il ripristino del senso di comunità. Voglio ripercorrere il senso del concetto di Heimat, un vocabolo tedesco che viene spesso tradotto con “Casa”, “Piccola patria”, o “Luogo natio” e che indica il territorio in cui ci si sente a casa propria perché vi si è nati, vi si è trascorsa l’infanzia, o vi si parla la lingua degli affetti»

Cosa ne pensa del governo di centrosinistra che ha governato nell’ultima legislatura?

«Più che gli ultimi 5 anni meglio definirlo un ventennio. Purtroppo come tutti sanno non sono stati una grande cosa perché tutti i governi che si sono succeduti hanno portato all’estremo il concetto di “Trentocentrico”, abbandonando così le valli»

Chi butta dalla Torre fra Ugo Rossi e Paolo Ghezzi e Giorgio Tonini?

«Tonini pesa più degli altri e quindi li legherei tutti insieme per favorire una caduta di tutte e tre» 

Cosa ne pensano famigliari a amici della sua discesa in campo?

«I famigliari mi appoggiano, gli amici anche perché sanno quanto impegno ci metto in ogni impresa» 

Ha dei rimpianti nella vita?

«Se tornassi indietro rifarei tutto uguale anche gli errori perché comunque appartengono a noi stessi»

Qualche rimorso?

«No»

Che hobby ha?

«Fortunatamente un hobby che è legato al mio lavoro, cioè lo sci. Però amo molto anche camminare in montagna e gli sport estremi»

L’ultimo libro che ha letto?

«Il gabbiano di Livingston di Richard Bach, sostanzialmente una fiaba a contenuto morale e spirituale»

Che musica ascolta?

«Premetto che adoro cantare. Mi piace il rock e adoro i Pink Floyd e Led Zeppelin»

Beatles o Rolling Stones?

«Rolling Stones» 

Che macchina ha?

«Nissan Infiniti QX»

Il 4 marzo alle politiche nazionali per chi ha votato?

«Lega»

Ha un politico di riferimento Italiano?

«Mariotto Segni, un politico di estrazione liberale, con delle idee che non appartengono ne a destra ne alla sinistra»

E qui in Trentino?

«Mio padre che è stato Sindaco di Roncone per 15 anni»

Preferisce l’auto o la bicicletta?

«Non uso la bici» 

Soldi, successo o potere?

«Successo»

Cosa le fa più paura nella vita?

«Rovinare il bel rapporto che ho con me stesso»

Lei abita a Sella Giudicarie, quali sono le priorità in quella zona?

«Migliorare la viabilità e il collegamento con Trento che è una cosa indecente»

Si ricorda di un’occasione in cui si è trovato in difficoltà e ha dovuto chiedere aiuto a qualcuno?

«Si, quando sono stato male ho chiesto aiuto alla mia compagna» 

Avrebbe mai pensato di presentarsi alle elezione provinciali di una regione?

«Fino a due anni no»

Superbia, avarizia, lussuria, invidia, ira, accidia e gola a quali dei vizi capitali associa il suo nome ?

«Ahimè la gola»

Dica la verità uscirebbe a cena con Lucia Borgonzoni, Maria Elena Boschi, Mara Carfagna, Alessandra Moretti, Daniela Santanchè,Virginia Raggi o Giulia Bongiorno?

«Per il tipo di persona con Giulia Bongiorno perchè è una persona preparata e una persona che possiede un grande intelletto culturale»

Bionda o mora?

«Mora tutta la vita»

Cosa ne pensa dei matrimoni Gay e delle adozioni?

«Per me esiste solo la famiglia tradizionale»

Qual è stato il momento più soddisfacente della sua vita?

«Il giorno che verrà, infatti guardo sempre avanti»

Se potesse incontrare una persona famosa, chi incontrerebbe e perché?

«Dovessi scegliere non avrei dubbi, tornerei a prima del 5 dicembre 2013, giorno della sua morte, e incontrerei Nelson Mandela»

Gioco di squadra o in solitaria?

«Gioco di squadra»

Quando è stata l’ultima volta che ha pianto?

«3 giorni fa, per il troppo stress»

Carne o pesce?

«Entrambi»

Lago, Mare o montagna?

«Tendenzialmente la montagna»

Cosa le manca di più?

«Quello che mi manca è essere nonno»

Se fosse un animale?

«Una pantera Nera»

L’ultimo viaggio che ha intrapreso?

«In moto l’anno scorso, viaggiando per oltre 4.800 km  in Austria, Ungheria, Romania, Serbia, Bulgaria, Croazia e Montenegro» 

Il suo sogno?

«Poter fare del bene alla nostra gente»

Cosa guarda in Tv?

«La guardo poco, mi piacciono i thriller e i documentari di National Geographic»

Qual è stato l’avvenimento di cronaca che l’ha maggiormente segnata?

«La caduta del muro di Berlino, la fine di un incubo e l’inizio dell’Europa dei popoli e delle regioni».

Per cosa sarà ricordato?

«Per essere una persona gioviale, diretta e spontanea»

È pronto ad essere uno dei protagonisti politici del grande cambiamento del Trentino?

«Assolutamente si, e non vedo l’ora»

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Il centrodestra trentino ha brindato in piazza Cesare Battisti alla vittoria del nuovo presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti. (altro…)

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“Un risultato che ci dà molto orgoglio e ci responsabilizza per il forte mandato popolare che abbiamo avuto. I trentini hanno ricordato le battaglie che abbiamo fatto sul territorio. La storia ci ha dato ragione”.

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