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Piana Rotaliana

Villaci: «In valle di Cembra il caporalato non esiste, siamo tutti gente perbene»

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Pierangelo Villaci difende a spada tratta i cittadini e gli agricoltori della valle di Cembra.

Il sindaco di Segonzano, dopo aver saputo che in questi giorni la finanza sta passando in rassegna i campi degli agricoltori della valle alla ricerca di lavoratori in nero comminando multe salate, passa al contrattacco. 

«Nella nostra valle l’agricoltura della vite è eroica i nostri vigneti sono in forte pendenza e molti lavori sono solo manuali»si legge sul suo profilo facebook

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E ancora: «Ora i nostri contadini hanno piccoli appezzamenti di terreno sono di solito agricoltori di seconda…nel senso che hanno un altro lavoro con cui sostenersi e se l’agricoltura è la loro attività principale (agricoltori di prima) hanno solo pochi ettari e fanno una vita dura non sono certo ricchi nababbi . Le persone che aiutano nella vendemmia sono persone che hanno perso il lavoro o donne la cui unica fonte di reddito è la paga del marito con una famiglia da crescere o anche anziani pensionati che si prestano a dare una mano anche solo per amicizia».

In questi giorni in valle stanno vendemmiando l’uva ed è tutto un fervore di braccia, trattori, trattorini e carretti che profumano di uva scene che ci riportano a tempi passati.

È una moltitudine al lavoro, anche perché l’uva va raccolta velocemente quando raggiunge la giusta maturazione secondo i dettami della cantina sociale a cui i contadini conferiscono il prodotto per produrre un vino di qualità.

Per tutte le comunità è una sorta di momento magico che si attende con impazienza tutto l’anno e che sono una famiglia di agricoltori capisce fino in fondo.

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«A volte, a dar una mano, – continua il Sindaco di Segonzano – sono persone di origine extracomunitaria macedoni o marocchini gente che vive nella nostra valle da molti anni conosciuti a tutti noi che hanno perso il lavoro per la crisi del porfido e certo nostri paesani Cembrani più di me che vivo qui da soli nove anni. Qui è lo dico con orgoglio di Caporalato non ne esiste siamo gente perbene».

«Certo sono Sindaco e sono ben consapevole che le leggi vanno rispettate, ma come si fà; prima lo si poteva fare con i voucher adesso è difficile poter mettere in regola i lavoratori e queste piccole aziende non hanno la possibilità di farlo. Siamo una provincia autonoma e dobbiamo poter legiferare per sistemare queste situazioni. Io domenica, se farà bello, andrò ad aiutare un amico in vendemmia (unico compenso il disnar e sono una buona forchetta ) e spero di non finire sui giornali per aver lavorato in nero». – conclude Villaci

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Piana Rotaliana

Ieri alla FEM la 2^ giornata zootecnica alla presenza dell’assessore Giulia Zanotelli

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Dalla corretta routine di mungitura all’igiene negli ambienti di produzione, dalla gestione dei farmaci alla giusta archiviazione della documentazione aziendale con l’ausilio di schede di registrazione ed uno sguardo ai principali riferimenti normativi.

Sono queste alcune delle tematiche contenute nel manuale per il benessere animale e le buone prassi nella gestione degli allevamenti, presentato ieri alla FEM, nell’ambito della seconda giornata zootecnica, in una aula magna affollata di allevatori.

La pubblicazione che la Fondazione Mach mette a disposizione del mondo zootecnico e realizzata con la collaborazione dei vari enti che operano nel comparto, in primis Azienda provinciale per i servizi sanitari, Federazione provinciale allevatori di Trento, Concast-Trentingrana, vuole essere uno strumento pratico quotidiano che agevola la gestione aziendale.

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All’incontro sono intervenuti l’assessore provinciale all’agricoltura, foreste, caccia e pesca della Provincia autonoma di Trento, Giulia Zanotelli, il direttore generale FEM, Mario Del Grosso Destreri, il presidente della Federazione provinciale allevatori, Mauro Fezzi, il responsabile servizi tecnici del Concast-Trentingrana, Andrea Goss, il direttore dell’unità Igiene e sanità pubblica veterinaria dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari, Roberto Tezzele, accanto a Silvia Silvestri, responsabile del Dipartimento Ambiente e agricoltura di montagna del Centro Trasferimento Tecnologico FEM ed Erika Partel, veterinaria e curatrice del manuale.

In un’aula magna gremita di allevatori, che secondo il direttore generale Mario Del Grosso Destreri è un grande segnale di attenzione e collaborazione ma soprattutto un auspicio a rafforzare ulteriormente la sinergia con i soggetti del comparto zootecnico, l’assessore Giulia Zanotelli ha annunciato che nei primi mesi del 2020 si terranno dei tavoli zootecnici per analizzare le prospettive di questo settore.

“La Giunta – ha evidenziato Zanotelli- riserva molta attenzione anche a questo comparto con iniziative e risorse a favore delle aziende agricole zootecniche; servono strategie e politiche innovative da mettere in campo con il contributo dei diversi soggetti competenti, a partire dalla Fondazione Edmund Mach che dovrà giocare un ruolo fondamentale nei prossimi anni per garantire anche la qualità del foraggio, del latte e dei prodotti trasformati”.

Roberto Tezzele dell’APSS ha illustrato l’evoluzione normativa e la responsabilità degli operatori del settore alimentare in relazione all’applicazione dei manuali di buone prassi.

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La documentazione richiesta durante i controlli effettuati dal servizio veterinario dell’azienda sanitaria sono relativi a quanto richiesto dalla normativa europea e nazionale. Mauro Fezzi, presidente della FPA, ha spiegato che la presenza del manuale in azienda è inderogabile e rappresenta uno strumento di aiuto per il lavoro dell’allevatore.

Andrea Goss ha spiegato che l’aggiornamento del manuale è un aspetto importante e la sua applicazione inderogabile soprattutto in vista delle nuove certificazioni richieste.

Il Manuale. Come hanno spiegato Silvia Silvestri ed Erika Partel la pubblicazione promuove le buone pratiche e aiuta ad archiviare in modo semplice e pratico i documenti obbligatori utili a dimostrare la corretta tracciabilità del latte prodotto.

“E’ sostanzialmente una guida per la corretta gestione delle procedure e della documentazione richiesta per dimostrare l’applicazione di corrette prassi di allevamento, risultato di un lavoro di aggiornamento ed integrazione della prima versione del 2011. Non deve essere visto dall’allevatore come un aggravio burocratico, ma come uno strumento pratico, utile allo snellimento proprio di quella burocrazia che è però necessaria per ottemperare la normativa a cui le aziende devono adeguarsi”.

Sono disponibili diverse tipologie di manuali di buone prassi a livello nazionale, ma in questo caso si è deciso di creare un format trentino, rispondente alle necessità delle aziende trentine ed ai controlli che vengono effettuati.

Questo manuale è uno strumento utilizzabile dall’allevatore per dimostrare alle autorità competenti che opera secondo quanto previsto dalla normativa e cioè: conosce i pericoli ed i rischi igienico-sanitari della sua attività ·adotta comportamenti che gli permettano di ridurre al minimo tali rischi · imposta e realizza le registrazioni necessarie ai fini della rintracciabilità. A tal fine il manuale contiene le indicazioni tecniche ed operative per una corretta gestione delle diverse fasi della produzione, inoltre elenca ed illustra la documentazione che deve essere adottata per la rintracciabilità.

La gran parte della documentazione è già in possesso degli allevatori che dovranno semplicemente conservarla in modo ordinato; alcune informazioni, invece, vanno raccolte e registrate separatamente nelle schede fornite negli allegati. Il Manuale sarà distribuito gratuitamente agli allevatori aderenti al servizio di consulenza tecnica sia tramite i Caseifici, che direttamente ai singoli allevatori aderenti.

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Piana Rotaliana

Mercatone Uno: prorogata fino a Maggio 2020 la cassa integrazione per i 1699 dipendenti.

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Per i dipendenti di Mercatone Uno, la notizia positiva è la proroga della cassa integrazione per altri cinque mesi.

Il che vuol dire che ci sarà tempo fino al 23 maggio per provare a trovare una soluzione all’intricata trattativa di cessione che si prospetta sempre più con la formula dello “spezzatino”.

Fallito il tentativo del passaggio di proprietà in blocco dei 44 punti vendita.

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Delle offerte presentate nessuna era vincolante, ma nemmeno in linea con indicazioni del bando.

Il primo passo sarà rappresentato dall’abbandono della sede storica di Mercatone Uno di Imola, i commissari con i 50 dipendenti si sposteranno in una diversa zona della città emiliana, ma lasciando libero l’immobile che si trova a lato dell’autostrada, se ne faciliterà la cessione.

Nel dettaglio 24 sono le offerte vincolanti se accettate con la formula dell’acquisizione di una parte e non della totalità dei punti vendita e 21 le manifestazioni d’interesse per altri centri.

Si tratta di due offerte che potrebbero diventare operative, solamente con la decisione della vendita frazionata e di conseguenza anche con la riassunzione solo di una parte del personale attualmente in cassa integrazione.

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Dipendenti che dai 1824 assunti al momento del fallimento sono scesi a 1699.

Il prossimo passaggio sarà quello della convocazione di un tavolo di lavoro al quale prenderanno parte oltre ai rappresentanti del Ministero, anche i sindacati e gli Enti Locali allo scopo di valutare gli impatti territoriali della possibile cessione frazionata dei punti vendita.Per quanto riguarda San Michele all’Adige ci sarebbero concrete possibilità di rientrare nell’ambito di quelle offerte che diventerebbero vincolanti: era infatti uno dei pochi punti vendita in attivo e con un ottimo rapporto con la clientela.

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Piana Rotaliana

L’Assessore regionale Claudio Cia a Salorno con i direttivi delle Associazioni degli ex Sindaci.

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L’Assessore regionale agli Enti locali, Claudio Cia, ha incontrato oggi  a Salorno (BZ) i direttivi delle Associazioni degli ex Sindaci dell’Alto Adige e del Trentino, con i rispettivi Presidenti Arthur Scheidle e Fabio Zanetti

A fare gli onori di casa presso la sala del Municipio è stato il Sindaco Roland Lazzeri, che ha ringraziato l’Assessore per aver scelto Salorno come punto di incontro tra le due Province.

Con l’occassione è stata avviata ufficialmente la raccolta delle adesioni all’Albo regionale dei Sindaci emeriti del Trentino-Alto Adige/Südtirol (das Verzeichnis der Altbürgermeister, nella versione sudtirolese).

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Un’iniziativa portata avanti dall’assessorato regionale per valorizzare l’esperienza dei tanti amministratori che si sono spesi in prima linea per i propri Comuni.

L’Assessore, che ha presentato l’attività portata avanti a livello regionale, ha ipotizzato che in futuro l’Albo potrebbe anche risultare uno strumento utile alle rispettive Province per attingere ai commissari che dovessero essere chiamati a seguire i Comuni in situazioni straordinarie, fino all’insediamento di una nuova amministrazione.

Da parte delle due Associazioni è stata ribadita la volontà di collaborare sempre di più in un ottica comune, e l’istituzione di un albo a livello regionale è un ulteriore incentivo per creare occasioni di incontro.

mde

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